Solidarietà ai compagni e alle compagne colpiti/e dalla repressione l’11 giugno a Bologna!

Pubblichiamo questo contributo diffuso dai compagni e dalle compagne dell’Assemblea della Marzolo Occupata di Padova

Condividiamo con tutti il racconto e le riflessioni sulla giornata di domenica scorsa vissuta da alcuni di noi e dal collettivo Eat the Rich, a cui mandiamo ancora tutta la nostra solidarietà, una giornata che si è conclusa con denunce e fogli di via!!
NON FERMERETE LE NOSTRE LOTTE!

COMUNICATO SUI FATTI DI BOLOGNA DEL 11-06-17

Domenica 11 giugno, la giornata a Bologna è iniziata presto; sullo sfondo, una città totalmente blindata e militarizzata da qualche settimana. Polizia, carabinieri e militari in tutte le strade, blocchi, identificazioni, arresti aleatori, fogli di via (sono state effettuate più di 400 identificazioni) erano la normalità da giorni; la tensione, arrivati là, era visibile nei volti delle persone. Tutto questo per “proteggere” il G7 dell’ambiente, i grandi padroni, i signori della guerra, della crisi e della morte.
I ragazzi del collettivo bolognese Eat the Rich, insieme ad altre realtà studentesche della città ed anche a noi compagni della Marzolo Occupata scesi da Padova, si erano trovati la mattina presto. L’obiettivo era semplicemente liberare un posto vuoto, abbandonato, come tanti ne troviamo a marcire nelle nostre città, per farlo diventare uno spazio di socialità, un luogo giovanile e popolare, animato da un progetto riguardante la cucina popolare. Dopo pochi minuti dall’ingresso nello spazio, sono arrivate diverse volanti della polizia: siamo stati fermati tutti, sia i ragazzi all’interno del locale sia chi si trovava sulla strada, poi, senza aver avuto la possibilità di contattare avvocati o conoscenti,  caricati sulle volanti e portati in Questura.
La procedura sempre la stessa: ogni richiesta di telefonare ad un avvocato cadeva nel vuoto o veniva seguita da insulti e minacce; poi foto segnaletiche, impronte digitali, perquisizioni fino a rimanere nudi in un bagno da soli con dei poliziotti, il tutto con la lentezza che è propria dei loro neuroni. La giornata si è conclusa dopo 18 ore e mezza, con più di dodici fogli di via da Bologna per tre anni anche per noi compagni di Padova, con la denuncia per “Invasione di terreni ed edifici aggravata, danneggiamento aggravato e possesso di armi o di oggetti atti ad offendere”, con il sequestro di tutti i cellulari, delle macchine e  delle biciclette e – ciliegina sulla torta – con la scomparsa di alcuni effetti personali, tabacco o soldi dai portafogli. Due dei 19 compagni, oltre a tutto questo,  hanno trascorso la notte in cella, accusati anche di furto di una scala e costretti ad essere sottoposti il giorno seguente ad un processo per direttissima. Il verdetto? Rimandati a giudizio, ma la notte in cella era già la loro condanna, ancor prima del processo.
Quella che è toccata a noi è una procedura che le forze dell’ordine sempre più spesso stanno mettendo in pratica, è l’onda lunga degli ultimi decreti securitari fino al più recente, firmato Minniti, che permettono, agli sgherri della legge, di sequestrarti senza alcuna possibilità di dissentire. È successo a noi, è successo alla ragazza di 19 anni che a Torino è stata persino picchiata, o ai compagni antimilitaristi sardi; insomma, colpisce chiunque provi ad alzare la testa e a lottare. Assistiamo da mesi a come, per questi grandi eventi, si metta in piedi un impianto repressivo volto a impedire ai compagni, o a chiunque lo desideri, di partecipare a queste giornate, senza correre il rischio di essere fermati, schedati, trattenuti in questura o allontanati dalla città.
Ormai vediamo come il clima di guerra sul fronte esterno si ripercuota costantemente sul fronte interno, con un aumento costante della militarizzazione del territorio e delle misure repressive nei confronti di chiunque provi a mettere in discussione questo sistema fatto solo di crisi, guerra e sfruttamento.
Non saranno però né manganelli, né fogli di via, né denunce a fermare le nostre battaglie e ad eliminare la volontà  di riprendersi ciò che ci spetta. Noi continueremo ad occupare, ad aprire spazi di libertà, a rialzarci dopo ogni caduta e a star lì, in prima linea. Sappiamo di aver ragione, sappiamo che un’altra società è possibile e sappiamo che solo con la lotta e combattendo sarà possibile costruirla.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I COMPAGNI BOLOGNESI!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

ASSEMBLEA DELLA MARZOLO OCCUPATA
Padova, 16 giugno 217

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