Aggiornamenti Internazionali (6-11 luglio 2020)

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

India

da: demvolkedienen.org

INDIA: nuove azioni nella guerra popolare

Di seguito una breve panoramica delle azioni della guerra popolare in India nella prima settimana di luglio.

Lunedì 6 luglio, a un’unità della Guardia di riserva distrettuale è stata tesa un’imboscata durante un’operazione “antimaoista” nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh. Secondo rapporti di polizia, figuravano “informazioni specifiche” sulla presenza di forze maoiste nel villaggio di Marjum, ma i residenti hanno avvisato i compagni che forze reazionarie erano in avvicinamento. Fallita l’operazione, le forze di sicurezza stavano tornando alla base, quando sono incapppate nell’esplosione di un ordigno rudimentale e 2 riservisti distrettuali sono statin feriti.

Il 2 luglio, una spia della polizia è stata uccisa, pure nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh. Un tribunale popolare ha ritenuto l’impiegato della National Mineral Development Corporation colpevole di spionaggio al servizio della reazione, ovviamente, quest’ultimo lo nega.

Lo stesso giorno, è stato ucciso un poliziotto nella regione di Bijapur nel Bastar, in Chhattisgarh. Vari media indiani della classe media hanno fatto dichiarazioni contraddittorie sui dettagli dell’azione delle unità. La reazione tenta ripetutamente di sottrarre il sostegno delle masse alla guerra popolare rivendicando azioni “particolarmente brutali”, ma senza successo.

Scritto da Naho

6 luglio 2020

da: redspark.nu.en/

La polizia ritrova manifesti del PCI (maoista) nel distretto di Rayagada

8 luglio 2020

Rayagada: la polizia ha intensificato le operazioni di contrasto nei villaggi di Sukulabhatta e Gurugaon nel distretto di Rayagada, essendo comparsi manifesti maoisti mercoledì 8 luglio.

Fonti di polizia hanno dichiarato di aver sequestrato 3 manifesti del PCI (maoista), nella regione dove gli insorti maoisti della “divisione Baghuna” hanno ammonito funzionari e appaltatori per non aver dato lavoro a titolari di carte di lavoro del distretto.

I maoisti hanno affermato che giovani ingegneri, GRS, ONG e appaltatori di Ambadala stanno avendo un rapporto iniquo e privano i titolari di carte di lavoro di opportunità per lavorare, attraverso MGNERGS.

Inoltre, hanno dichiarato che rupie per diversi lakh sono state spese nell’isolato Muniguda in attività edili, ma funzionari e appaltatori stanno usando macchinari per completare il lavoro piuttosto che fornire ai lavoratori migranti occasioni per lavorare ed essere pagati per la loro prestazione.

Gli insorti maoisti hanno avvertito funzionari e appaltatori a interrompere il lavoro tramite macchine, dicendo che se non rispetteranno le loro istruzioni, le macchine saranno incendiate e sarà inflitta una lezione agli appaltatori.

Il responsabile del commissariato di Ambadala, Bandana Nayak, ha visitato il luogo e sequestrato i manifesti maoisti.

La polizia ha intensificato le operazioni dopo lo scontro con 4 maoisti nella foresta di Tumudibandha, appartenenti alla “divisione Baghuna”. L’operazione Kalahandi-Kandhamal è in corso, ha detto la polizia.

fonte:

https://pragativadi.com/maoist-posters-surface-in-rayagadas-ambadala/

Lotta e repressione

Germania

8 luglio 2020

Il 5 giugno 2020 alle 14:30, il tribunale del distrettuale di Augsburg (Augusta) ha condannato un militante aramaico del Movimento popolare rivoluzionario di Suryoye per violazione della legge sulle associazioni. È stato multato per 1.800 € per aver pubblicato l’evento di un concerto di Grup Yorum tenutosi in Siria sulla sua pagina Facebook. Ha fatto appello contro la sua condanna. I militanti del Movimento rivoluzionario popolare di Suryoye sono regolarmente oggetto di attacchi da parte delle autorità tedesche per la resistenza da loro opposta al regime turco di Erdogan.

11 luglio 2020

Venerdì 10 luglio, è terminato il processo Loïc Citation (a Loïc Schneider), perseguito per danni arrecati durante manifestazioni contro il G20 di Amburgo. È stato condannato a 3 anni di carcere, ma ha fatto ricorso e rimane libero fino al nuovo processo. I 16 mesi di carcere che ha già scontato devono essere detratti dalla sua condanna ed è comune in Germania scontare solo 2/3 della pena durante la prima detenzione. Loïc dovrebbe quindi teoricamente tornare in prigione per altri 8 mesi. Ma i suoi avvocati hanno deciso di presentare ricorso essendo convinti che il PM farà altrettanto nelle prossime ore. Avendo questo appello effetto sospensivo, Loic rimarrà libero fino al secondo giudizio che non dovrebbe aver luogo prima di un anno. Fino ad allora, non gli è stato imposto alcun controllo giudiziario, può quindi lasciare Amburgo. Durante il suo processo, Loïc è rimasto fedele ai suoi principi politici.

Loïc è stato giudicato insieme a 4 co-imputati di origine curda che erano venuti a manifestare contro il regime di Erdogan che ha torturato i loro genitori. Sono stati condannati, uno a un anno e 5 mesi con la condizionale, un altro a un anno e 3 mesi con la condizionale e gli altri 2 a 20 ore di lavoro per aver violato la pace pubblica.

Paese basco

8 luglio 2020

Sabato 4 luglio, una manifestazione di 900 persone si è svolta a Itxassou in solidarietà con Mikel Barrios. Arrestato nel 2017 in Germania e poi rilasciato sotto controllo giudiziario, Mikel Barrios è stato processato per appartenenza a ETA (Pase basco e libertà, n.d.t.) Nel giugno 2020, è stato condannato a 5 anni di prigione e all’esclusione per 10 anni dal territorio francese. È detenuto nel carcere di Mont-de-Marsan dal 29 giugno.

tratto da: mmediabask

Oltre 900 persone a sostegno di Mikel Barrios in Itxassou

Una manifestazione in solidarietà con Mikel Barrios è stata organizzata da un gruppo di residenti di Texassou sabato 4 luglio. Il corteo denuncia una detenzione “scandalosa” …

A Itxassou, certamente non si dimenticherà presto il fatto che Mikel Barrios è passato nel comune..Oggi, sabato 4 luglio, quasi 900 persone si sono radunate davanti al municipio a protestare contro la sua rinnovata carcerazione nella prigione di Mont-de-Marsan, da lunedì 29 giugno. Al ritmo di “gaitero” e canti intonati dai manifestanti, il corteo ha proceduto per le strade della comune, dalle 17:30. Dopo 30 minuti di marcia sotto il fumo dei fumogeni , i manifestanti si sono fermati alla rotonda, all’ingresso di Itxassou, bloccando per una trentina di minuti il passaggio delle auto circolanti tra Cambo e Louhossoa. “Ci è stato portato via uno dei nostri”, si rammarica di uno dei due oratori, intervenuto usando la lingua francese e basca di fronte ai manifestanti. La folla si è seduta attorno alla rotonda sulla strada per esprimere la a causa del ritorno del militante basco in prigione. La manifestazione si è conclusa pacificamente di fronte al municipio verso le 18:30, guardata a distanza dai gendarmi.

“È un’ingiustizia totale. Gli vengono inflitti 5 anni per reati minori”, afferma Antton, residente di Itxassou. “È un ragazzo semplice. Mi rattrista vedere tutto questo. Sono qui per sostenerlo”, afferma Dominique, che ha lavorato con Mikel Barrios presso Zurlan, una società edile. Sono in molti a conoscere il navarrese 32enne, anni, da vicino o indirettamente. “Ero già a Mont-de-Marsan quando l’hanno riportato in prigione. Oggi, si vuole mostrare ancora una volta il nostro disaccordo”, ha detto un altro residente. Dal 2011 e con l’attuazione di un processo di risoluzione dei conflitti, molti prigionieri baschi sono stati condannati analogamente a Mikel Barrios. La famiglia di Jakes Esnal, un prigioniero basco imprigionato da 30 anni, è stata presente per esprimere la sua solidarietà.

Condannato a 5 anni di prigione e 10 anni d’interdizione dal territorio francese, Mikel Barrios era stato rilasciato sotto controllo giudiziario, dopo aver scontato un anno di prigione. “Nel contesto attuale, è assurdo averlo messo in prigione per storie del genere. È accanimento”, denuncia un militante di St-Etienne-de-Baïgorry. Arrestato in Germania, Mikel è stato processato per appartenenza a ETA (Paese basco e libertà, n.d.t.), organizzazione clandestina sciolta nel 2018. È vissuto Itxassou negli ultimi mesi, riuscendo trovare un lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Ora è detenuto nella prigione di Mont-de-Marsan, e va ad aggiungersi nella lista dei 230 prigionieri baschi ancora detenuti in Francia, in Spagna e in Portogallo.

Palestina

8 luglio 2020

Arrestato il 30 giugno dalle autorità israeliane, l’avvocato franco-palestinese, Salah Hamouri, è stato rilasciato in base a condizioni martedì 7 luglio. In particolare gli è vietato contattare diverse persone per 3 mesi e deve pagare una multa di 770 €. Nessun motivo è stato dichiarato dalle autorità per giustificare la sua detenzione per una settimana.

Serbia

9 luglio 2020

Dopo due giorni di forti proteste e violenze, il governo serbo giovedì 9 luglio ha annunciato che avrebbe rinunciato ad attuare il coprifuoco nel fine settimana. Ma in cambio proibisce le riunioni di oltre 10 persone e quindi le manifestazioni. Perciò ogni sera, a Belgrado, migliaia di manifestanti si ritrovano davanti al parlamento. La rabbia è scoppiata per il coprifuoco proclamato nel fine settimana, visto il massiccio ritorno del coronavirus nel Paese. Lo scorso giugno, il governo ha accelerato la revoca dell’isolamento per organizzare le elezioni parlamentari, che il partito progressista serbo (SNS), il partito del presidente, ha poi vinto facilmente. Da allora, la Serbia ha visto il verificarsi di 300 nuovi casi di contagio al giorno contro i 50 di un mese fa. Il Paese è attualmente in una situazione catastrofica: gli ospedali sono saturi e il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria in molte città, compresa Belgrado. Da allora i serbi hanno protestato contro il governo, che ritengono responsabile della ripresa dell’epidemia. Martedì 7 luglio, i manifestanti sono entrati nel terreno del parlamento. La polizia ha quindi sparato candelotti di gas lacrimogeno per disperdere la folla, che ha risposto lanciando oggetti. Sono da segnalare molti feriti fra la polizia e fra i manifestanti.

USA

9 luglio 2020

Sabato 4 luglio, (giornata nazionale negli USA), si è svolta a Filadelfia una manifestazione, partita dal comune, per chiedere il rilascio di Mumia Abu-Jamal. La polizia non è riuscita a impedire ai manifestanti di bloccare le strade principali nel cuore della città. Alla fine ha ripiegato verso gli incroci adiacenti quando il corteo si è diretto a sud, dall’altra parte del comune. La manifestazione è stata organizzata da un’ampia coalizione tra cui “International Concerned Family and Friends of Mumia Abu-Jamal”, “Mobilization4Mumia”, “Workers World Party”, “International Action Center”, “We Charge Genocide”, “Red Fist”, “Philly REAL Justice”, “Black Alliance for Peace” e “Party for Socialism and Liberation”. Manifestazioni di solidarietà sono state organizzate in Germania, Francia e negli USA per chiedere l’immediata liberazione di Mumia.

Francia

9 luglio 2020

Mercoledì 1° luglio, diverse centinaia di persone si sono radunate a Tolosa contro il piano inteso ad annettere la Cisgiordania, su appello di una ventina di organizzazioni tra cui Palestine Vaincra e Collectif Secours Rouge Toulouse. Franck Touboul, presidente di CRIF Midi-Pyrénées,(Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, n.d.t.) ha reagito aspramente, tramite i media locali, di fronte al successo riscosso da questa iniziativa e allo scacco subito rispetto alla sua richiesta di farla vietare da parte delle autorità. Ripetutamente, ha diffamato violentemente e minacciato i membri del collettivo Palestine Vaincra. In questo è stato sostenuto pubblicamente da Jean-Luc Moudenc, sindaco della città di Tolosa. Loro criticano il Collettivo in particolare per una campagna dinamica contro il gemellaggio di Tolosa con Tel Aviv, il suo sostegno a Georges Abdallah e presunti legami con il Fronte popolare per la liberazione della Palestina.

Belgio

10 luglio 2020

Sui muri della prigione di Saint-Gilles e dell’edificio che ospita il ministero della Giustizia sono state tracciate scritte nella notte fra giovedì 9 e venerdì 10 luglio, con la richiesta al ministro federale della Giustizia, Koen Geens, del ripristino delle visite senza sorveglianza (VHS) negli istituti di pena. “VHS ora!” e “Koen, ridà le visite!” sono stati scritti all’ingresso dei due edifici. I detenuti e i loro parenti hanno dovuto sopportare il divieto di visite e il prolungamento dell’imposizione di un pannello in plexiglass che impediva ogni contatto fisico. È stata evidente l’assenza di considerazione per le famiglie nella gestione delle visite durante la crisi sanitaria.

Grecia

11 luglio 2020

L’adozione di una nuova legge che limita il diritto di manifestare, ha provocato la rabbia della sinistra greca. Tra i nuovi regolamenti figurano la riduzione dello spazio stradale per le piccole manifestazioni e il diritto alla polizia di vietare alcuni raduni, specialmente le contromanifestazioni. Oltre 12.000 persone sono scese in piazza ad Atene giovedì 9 luglio per protestare contro questa legge. Nove persone sono state arrestate dopo scontri durante uno di questi raduni. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno su manifestanti nei pressi del parlamento, mentre dimostranti hanno lanciato molotov.

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