Aggiornamenti Internazionali (18-21 luglio 2020)

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

Guerra popolare e controrivoluzione

da: demvolkedienen.org

INDIA: nuove azioni nella guerra popolare

Il 15 luglio, una spia della polizia è stata uccisa nel villaggio di Mutheli nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh. Secondo “outlookindia.com”, un gruppo di 20 membri del PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) ha preso la persona in questione a casa sua, conducendola poi nella foresta vicina, dove l’hanno uccisa.

Lo stesso giorno è avvenuta una sparatoria PLGA e forze di sicurezza del vecchio Stato indiano nel distretto Bhadradri-Kothagudem, in Telangana. Un’unità greyhound (“levrieri”, n.d.t.) è stata attaccata durante un’operazione. Almeno un poliziotto della forza reazionaria è rimasto ferito. Gli aggressori sono riusciti a ritirarsi senza perdite.

Il 12 luglio, sono stati fatti saltare in aria 12 edifici dell’Amministrazione forestale del distretto West Singhbhum in Jharkhand. I combattenti hanno chiesto ai dipendenti di abbandonare gli edifici situati nell’area forestale, prima che loro usassero ordigni rudimentali per farli saltare in aria uno dopo l‘altro. L’amministrazione forestale è fra l’altro responsabile dell’uso economico delle foreste da parte del capitale burocratico. Sono anche stati lasciati manifesti denuncianti il mancato rispetto da parte del vecchio Stato indiano del Forest Rights Act (legge sui diritti forestali, n.d.t.).

Scritto da Naho

19 luglio 2020

Lotte e repressione

Palestina

18 luglio 2020

La Corte penale internazionale (CPI) ha annunciato a fine 2019 che avrebbe aperto un’indagine sui crimini israeliani. Deve presto pronunciarsi sulla questione se abbia la competenza necessaria per giudicare reati commessi nei territori palestinesi occupati, avendo Israele fatto appello su questo punto, considerazione che è stata accettata (anche se Israele non riconosce la legittimità di CPI e non ne fa parte). I tre giudici della Camera d’indagine della CPI devono pertanto concludere molto presto su tale questione di competenza.

Il quotidiano Haaretz ha rivelato che Israele sta segretamente redigendo un elenco di propri agenti, militari e politici, che potrebbero essere implicati da CPI. La lista include attualmente da 200 a 300 nomi, inclusi leader di spicco, come Benjamin Netanyahu ed ex-ministri della Difesa Moshe Ya’alon, Avigdor Lieberman e Naftali Bennett, nonché capi di Stato passati e presenti Benny Gantz, Gadi Eisenkot e Aviv Kochavi, o anche i capi dei servizi segreti Shin Bet e Mossad. Ma si contano pure molti funzionari di livello inferiore coinvolti negli innumerevoli crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati in particolare a Gaza, sia durante il massacro dell’estate 2014 sia le centinaia di manifestanti disarmati durante la “Marcia per il Ritorno” nel 2018.

21 luglio 2020

Martedì 21 luglio, i servizi di sicurezza interna israeliani hanno affermato d’aver arrestato parecchi militanti di FPLP (Fronte popolare per la Liberazione della Palestina, n.d.t.) e d’aver smantellato diverse cellule attive nella Cisgiordania occupata, che avevano pianificato di catturare soldati israeliani per scambiarli con prigionieri palestinesi.

Bruxelles

18 luglio 2020

A margine del vertice europeo sul piano di risanamento post-coronavirus e sul bilancio a lungo termine (2021-2027) della UE, la polizia di Bruxelles ha proceduto venerdì 17 luglio, a mezzogiorno, all’arresto di 8 gilet gialli venuti a manifestare vicino alla rotonda Schuman a Bruxelles. I gilet gialli sono stati arrestati amministrativamente, per non aver chiesto l’autorizzazione a manifestare.

Indonesia

18 luglio 2020

Diversi anarchici subiscono dure pene in seguito al loro arresto nell’ambito di una repressione sempre più intensa. Tre di loro sono stati arrestati per scritte, giudicate “reati gravi”. Le scritte in questione sono: “sudah krisis, saatnya membakar” (c’è già una crisi, è tempo di bruciare) e “melawan atau mati konyol” (combattere o perire). Poco dopo, altri 2 anarchici sono stati arrestati dalla polizia a Tangerang e Bekasi. Dopo il loro arresto, sono stati picchiati e torturati, è stata loro avvolta la testa in sacchetti di plastica e sono state tenuti in commissariato al di fuori di qualsiasi stato legale, senza che i loro parenti o i loro avvocati potessero avere loro notizie o intervenire. Sono attualmente sotto processo e rischiano fino a 10 anni di carcere. Due altri, ancora minorenni, sono già condannati a 4 mesi di prigione.

USA

18 luglio 2020

Agenti federali sono stati inviati a Portland per porre fine alle proteste notturne di fronte al tribunale federale della città per protestare contro la brutalità e il razzismo della polizia. Questi agenti sono schierati nelle strade, dove usano mezzi vietati alla polizia. Quindi la sera di sabato 18 luglio, agenti federali hanno sparato alla testa di un manifestante, probabilmente con proiettili a salve, ferendolo gravemente. Secondo sua madre, ha subito fratture craniche e ha dovuto subire un intervento chirurgico.

Questi agenti hanno pure effettuano arresti che, secondo la legge degli USA, equivalgono a rapimenti. Un veicolo non targato si è quindi fermato di fronte a Mark Pettibone, verso le 2 del mattino di mercoledì 14. Quattro persone in tuta mimetica sono scese senza alcun segno d’identificazione. Uno degli agenti l’ha afferrato e gettato nel furgone, mentre un altro gli ha abbassato il cappello per impedirgli di vedere. Dopo essere stato perquisito, è stato condotto alla corte federale e messo in una cella. Due ore dopo, l’hanno lasciato andare senza dirgli perché è stato arrestato. In una dichiarazione rilasciata venerdì 17 luglio, l’Agenzia delle dogane e della protezione delle frontiere (CBP), dipendente dal dipartimento degli Interni degli USA, ha precisato che suoi agenti avevano proceduto all’arresto avendo avuto “informazioni” secondo cui Mark Pettibone era “sospettato” d’essersela presa con agenti o proprietà federali.

Il sindaco di Portland ha dichiarato che la risposta federale è stata “irresponsabile” e ha chiesto che gli agenti che hanno operato rimangano negli edifici federali o lascino la città. Quanto alla governatrice democratica dell’Oregon, questa ha criticato su Twitter l’intervento del governo in città. “Questa commedia politica del presidente Trump non ha nulla a che fare con la sicurezza pubblica”, ha scritto. Trump ha dichiarato la scorsa settimana d’aver inviato personale di sicurezza nazionale a Portland, perché “i locali non riescono a prendersi cura di se stessi”.

21 luglio 2020

Domenica 19 luglio, la manifestazione annuale a sostegno della polizia è stata interrotta dall’irruzione di una forte contro-manifestazione al Civic Center Park di Denver. Manifestanti e contro-manifestanti si sono scontrati in modo rude. Ron MacLachlan, l’organizzatore della manifestazione pro-polizia ha subito un duro colpo in testa con uno skateboard. La polizia è intervenuta per separare gli antagonisti, sparando candelotti di gas lacrimogeno. Almeno una persona è stata arrestata per vie di fatto.

Cile

20 luglio 2020

Giovedì 16 luglio, si è svolta una manifestazione a Cañete a sostegno dei prigionieri politici Mapuche in sciopero della fame nelle carceri di Lebu, Angol e Temuco. L’azione è stata immediatamente repressa dalla polizia, appena partita, provocando scontri. Nonostante la dura azione repressiva, i/le manifestanti Mapuche sono riusciti a incendiare un blindato dei carabinieri, bruciandolo completamente. Si contano 14 persone arrestate, molte delle quali tuttora detenute.

Francia

20 luglio 2020

Nell’ambito della Giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri antifascisti, Secours Rouge Toulouse e Union Antifasciste Toulousaine stanno organizzando iniziative sostegno dei vari prigionieri antifascisti. Appuntamento sabato 25 luglio alle 14, al Chat Noir (33 rue Antoine Puget – Tolosa).

Tunisia

20 luglio 2020

Mercoledì 15 luglio 2020, Farid Alibi, membro dell’ufficio politico del partito Elkadihines è stato arrestato a Sfax, vicino a casa. Era l’obiettivo perseguito nell’ambito dell’operazione “Brakaj” guidata da un gruppo di elementi in borghese della sicurezza. È stato trasferito con la forza in un centro di sicurezza e accusato d’aver usato l’espressione “polizia di Juanjeh”, un epiteto che qualifica ideologicamente la polizia ai Fratelli Mussulmani. Farid Alibi è tuttora detenuto in attesa del suo processo previsto martedì prossimo.

Olanda / Spagna

21 luglio 2020

Martedì 21 luglio, a Hernani (Guipúzcoa) agenti della polizia nazionale hanno arrestato Miren Itxaso Zaldua Iriberri, una militante di ETA (Paese basco e Libertà, n.d.t.), nome di battaglia Sahatsa. È accusata d’aver partecipato all’esecuzione del presidente del Partito popolare di Aragona, Manuel Giménez Abad, il 6 maggio 2001 a Saragozza. L’arresto giunge dopo che esperti di antiterrorismo all’interno delle forze di polizia hanno trovato nuovi indizi nei documenti ETA sequestrati dalla polizia francese durante varie ricerche e consegnati alla Spagna nel febbraio 2018. Miren Itxaso Zaldua Iriberri sarebbe stata riconosciuta pure da un testimone durante l’operazione. Arrestata nel 2005 a Lannemezan (Francia), è già stata condannata a 17 anni di prigione per adesione a ETA.

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