Aggiornamenti Internazionali (23 – 28 agosto 2020)

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

Perù

26 agosto 2020

Quattro guerriglieri di PCP-SL (Partito comunista del Perù, Sendero Luminoso, n.d.t.) un poliziotto e un soldato sono morti lunedì 24 agosto in uno scontro avvenuto nella regione della valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM), vicino alla città di Ayacucho. Lo scontro è accaduto in una zona della giungla, nel distretto di Anchihuay. I guerriglieri maoisti caduti sono stati identificati come i compagni Cirilo, che guidava la colonna, Roger, Wilmer e Alejandro. Nella sparatoria sono stati uccisi anche un poliziotto e un soldato, membri di una pattuglia di forze congiunte. Dopo lo scontro, tre fucili Galil, una pistola e forniture militari (binocoli, visori notturni, ecc.) sono stati recuperati dalle forze di sicurezza.

Lotte e repressione

Bruxelles

23 agosto 2020

250 persone hanno manifestato ieri a Saint-Gilles, contro le violenze poliziesche e in particolare quelle che sabato 15 agosto hanno riguardato 3 donne sul Parvis Saint-Gilles, così come per lo scioglimento della brigata Uneus già finita regolarmente sui giornali per i suoi interventi brutali e razzisti, prima di aggiungervi violenze e insulti sessisti durante il suo intervento il 15 agosto. La manifestazione è passata dal Parvis e dal commissariato della brigata Uneus, lì situato prima di risalire verso l’edificio comunale, poi la prigione di Saint-Gilles e la residenza del sindaco Charles Piqué. Tra gli slogan: “Fuoco su Uneus, Piqué in mezzo”, “Polizia fascista, comune complice”, “Forti, orgogliose, femministe, radicali e arrabbiate”, “Polizia federale, milizia patriarcale”, “Tutti odiano la polizia”, “Piqué ci fa la guerra e anche la sua polizia, ma siamo determinate a bloccare il Parvis“.

USA

24 agosto 2020

Manifestanti anti-polizia hanno preso d’assalto il centro città di Denver, nel Colorado, appiccando incendi e rompendo finestre mentre le forze di sicurezza venivano sopraffatte. Poliziotti in tenuta antisommossa hanno dovuto proteggere la sede della polizia di Denver la sera di sabato 22 agosto, ma altrove nel centro della città gruppi di manifestanti rivoluzionari e BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) hanno eretto barricate date alle fiamme e si sono scontrati con la polizia, anche in usando fuochi d’artificio. La polizia ha effettuato 13 arresti. Gli scontri seguono una chiamata pubblica per “Give ‘Em Hell”, condivisa sui media sociali la scorsa settimana, chiamando a “Un’azione e una protesta contro la decisione del consiglio comunale di negare ai residenti di Denver il diritto di plasmare la loro comunità e votare per abolire la polizia” .

25/08/2020

A Kenosha, cittadina di 170mila abitanti sulle rive del lago Michigan, è stato imposto il coprifuoco nella notte fra lunedì 24 e martedì 25 agosto, a partire dalle ore 20, dopo una notte di scontri tra manifestanti e forze di polizia. Il governatore ha annunciato che 125 soldati della Guardia Nazionale sarebbero dispiegati in città per far rispettare l’ordine. Tuttavia, lunedì sera si sono verificati nuovi scontri. È in questa città situata a una quarantina di km. a sud di Milwaukee che la polizia ha ripetutamente sparato domenica 24 agosto, però, su Jacob Blake. Come nel caso di George Floyd, il tentativo di arrestare questo padre non armato è stato filmato da un testimone. Il filmato mostra il 29enne afroamericano seguito da 2 poliziotti, pistole in pugno, mentre cammina intorno a un’auto. Nell’aprire la porta, il poliziotto gli spara, colpendo Jacob Blake con diversi proiettili alla schiena. La vittima è stata operata d’urgenza in un’unità di terapia intensiva nella città di Milwaukee, dove le sue condizioni erano critiche. I 2 poliziotti sono stati sospesi dalle loro funzioni ed è stata aperta un’inchiesta.

26 agosto 2020

Questa notte, dozzine di suprematisti pro-armi e pro-polizia hanno marciato nella città di Kenosha per opporsi ai manifestanti di Black Lives Matters e appoggiare la polizia. Uno di loro ha sparato su diversi manifestanti, uccidendo almeno 2 persone e ferendone gravemente diversi. Il nome del terrorista è Kyle Rittenhouse. Sulle reti sociali ha espresso il suo sostegno al movimento Blue Live Matters, un gruppo di supporto della polizia sorto nel 2014. Sulle reti circolano vari video in cui si vede il suprematista pesantemente armato parlare con la polizia. Dopo aver sparato, si è persino permesso di avvicinarsi di nuovo a poliziotti e parlare con loro.

La rivolta continua nella città di Kenosha, dove manifestanti hanno bruciato e distrutto un edificio amministrativo della prigione del Wisconsin. È in questa città, a una quarantina di km. a sud di Milwaukee, che la polizia ha peraltro sparato domenica 24 agosto ripetutamente su Jacob Blake.

27 agosto 2020

Giovedì 27 agosto, regnava una calma precaria a Kenosha, dove la polizia federale e i soldati della Guardia nazionale sono stati inviati dopo le violenze che hanno provocato due morti e un ferito grave a seguito dei colpi sparati da un giovane suprematista bianco. Per rendere omaggio a queste vittime, centinaia di persone hanno nuovamente lanciato la sfida la sera di mercoledì 26 agosto, nonostante il coprifuoco imposto dalle autorità. La notte è stata più dominata da tensioni a Oakland, in California, dove è stato attaccato un tribunale, o a Minneapolis, nel Minnesota, dove una ventina di negozi è stata saccheggiata e vandalizzata, mentre stava circolando una voce di un altro “errore della polizia”. 192 persone sono state arrestate.

Sempre a Minneapolis, 4 uomini sono stati incriminati da un gran giurì per i loro presunti ruoli nell’incendio del commissariato il 28 maggio, nel 3° reparto di polizia. Sono state emesse accuse contro il 22enne Dylan Shakespeare Robinson; il 24enne Davon De-Andre Turner; il 26enne Bryce Michael Williams; il 23enne Branden Michael Wolfe. I 4 sono originari del Minnesota e ognuno è accusato di un complotto per commettere un incendio doloso.

Quanto a Jacob Blake, padre 29enne colpito domenica 23 agosto a Kenosha da diversi proiettili alla schiena sparati a distanza ravvicinata da un poliziotto bianco, rimarrà paralizzato. L’autore, l’agente Rusten Sheskey, è stato licenziato, ma non arrestato o accusato. I giudici federali hanno invece annunciato mercoledì 26 agosto l’apertura di un’indagine parallela a quella condotta dai giudici locali. Il crimine ha scatenato un’onda d’urto e una mobilitazione senza precedenti di atleti americani, avviata dalla squadra di basket Milwaukee Bucks. I suoi giocatori hanno boicottato una partita e costretto NBA (associazione nazionale basket, n.d.t.) a posticipare diverse altre partite. Abbastanza perché il presidente Donald Trump accusi NBA d’essere una “organizzazione politica” e derida il suo pubblico “pessimo”.

Belgio

26 agosto 2020

Una decina di avvocati belgi ha iniziato nel pomeriggio di lunedì 24 agosto uno sciopero della fame di 24 ore a sostegno dei loro numerosi colleghi turchi, oggetto di procedimenti legali nel loro Paese. Questa azione è soprattutto organizzata in solidarietà con gli avvocati turchi Ebru Timtik e Aytac Ünsal, condannati a 13 e 10 anni di carcere, e in sciopero della fame dallo scorso febbraio. Gli avvocati belgi hanno condotto un a breve azione verso le 12:30 davanti all’ambasciata turca a Bruxelles, prima di iniziare lo sciopero della fame.

Ebru Timtik e Aytac Ünsal facevano parte di un gruppo di 18 avvocati dell’Ufficio legale popolare (HHB) accusati d’avere legami con DHKP-C (Partito Fronte rivoluzionario di liberazione popolare, n.d.t.). L’atto di accusa ha quindi affermato che HHB è stato istituito in base a istruzioni della direzione del DHKP-C. Il 15 ottobre 2019, la 2^ camera penale della Corte di giustizia regionale di Istanbul ha emesso il suo verdetto. I 18 avvocati sono stati condannati a pene da 3 a 18 anni di reclusione per terrorismo. Sei avvocati impegnati per i diritti umani sono già stati detenuti durante il processo. Ebru Timtik e Aytac Ünsal sono in sciopero della fame rispettivamente da gennaio e febbraio 2020 per chiedere il loro rilascio.

È stato lanciato un appello a manifestare per la liberazione dei 2 avvocati oltre a Didem Akman e Özgür Karakaya (due rivoluzionari pure in sciopero della fame). L’iniziativa è prevista martedì 1 settembre alle 17.

Belgio – Grecia

25 agosto 2020

La mattina di martedì 25 agosto, uno striscione di solidarietà verso Nikos Mazotis e Pola Roupa è stato issato allo skatepark (pista di pattinaggio, n.d.t.) di Bruxelles. Questi prigionieri anarchici dell’organizzazione “Lotta Rivoluzionaria” sono stati trasferiti lo scorso marzo alle carceri di Domokos e Thiva, perché stavano conducendo una lotta per proteggere i prigionieri da Covid-19. Lo scorso aprile, Pola ha partecipato a una rivolta nelle carceri di Thiva quando detenute, in segno di protestano per la morte di una prigioniera, hanno rifiutato il ricovero in ospedale, un fatto comune nelle carceri greche.

A settembre Pola Roupa comparirà davanti alla Corte d’Appello per il dirottamento dell’elicottero nell’ambito del piano di fuga dei rivoluzionari prigionieri, nonché per l’esproprio in due banche per finanziare la clandestinità. Sempre a novembre inizierà il processo di appello per l’attacco alla Banca di Grecia e alla sede del FMI ad Atene. Questi processi saranno gli ultimi contro i membri di “Lotta Rivoluzionaria.

Francia

25 agosto 2020

Domenica 23 agosto, militanti di Gioventù Rivoluzionaria di Saint-Étienne si sono recati al consolato irlandese a Lione per distribuire volantini e appendere uno striscione a sostegno della campagna #KEEPLIAMHOME che mira a prevenire l’estradizione di Liam Campbell. È un ex-membro del consiglio di Real IRA, incarcerato 8 anni per appartenenza a quest’organizzazione. Nel maggio 2009 è stato arrestato in base a un mandato d’arresto europeo su richiesta delle autorità della Lituania, dove era ricercato in relazione a un’indagine su un traffico di armi. Precisiamo che Campbell non ha mai messo piede in quel Paese.

Gran Bretagna

26 agosto 2020

La Corte d’appello di Londra doveva pronunciarsi sulla denuncia sporta dal militante per i diritti civili Ed Bridges, che accusa la polizia gallese di utilizzare, dal 2017, la tecnologia di riconoscimento facciale, che secondo lui è discriminatoria e contraria alle leggi sulla privacy. Si è visto scannerizzare il viso due volte a Cardiff (mentre faceva acquisti natalizi nel 2017 e poi durante un’iniziativa nel 2018) tramite la tecnologia di riconoscimento facciale automatico AFR Locate.

Dopo che il suo reclamo è stato più volte respinto, il querelante ha vinto la causa l’11 agosto, avendo i giudici ritenuto che l’uso del riconoscimento facciale non era sufficientemente controllato, senza però mettere in discussione in sé l’uso della tecnologia. “Troppe (cose) sono lasciate alla valutazione di ogni poliziotto”, hanno reputato i giudici, sottolineando che non esisteva una chiara indicazione dove questa tecnologia potesse essere utilizzata e chi potesse essere inserito nella “lista di controllo”. Hanno criticato la polizia gallese per non aver fatto tutto il possibile per controllare che il software non comportasse pregiudizi razzisti o sessisti e di non aver valutato adeguatamente l’impatto di questa tecnologia sulla protezione dei dati. La polizia gallese ha dichiarato che non farebbe ricorso.

da: Netzwerk

Germania

27 agosto 2020

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE PER LIEBIG34 – DAL 7 AL – 13 SETTEMBRE 2020

Liebig 34 è minacciato di sgombero. Se Stato, polizia e proprietari vogliono lo sfratto, hanno solo da fare un disastro.

Come progetto abitativo autorganizzato anarco-queer-femminista senza uomini-cis, direttamente in Dorfplatz a Friedrichshain, Liebig 34 è un luogo in cui sono decisi e organizzati azioni di resistenza e momenti collettivi. Un luogo dove l’autorganizzazione diventa un’espressione pericolosa, dove un progetto diventa il punto di partenza delle lotte e non solo uno spazio di autoreferenzialità e intrattenimento alternativo. Il progetto stesso ha partecipato alla pianificazione di numerose manifestazioni, pubblicato numerosi appelli e testi e pure realizzato varie azioni radicali. Ma è anche un simbolo di radicalizzazione e responsabilizzazione per gli ambiti antagonisti a Berlino e in Germania, poiché mostra come si possano condurre diverse forme di resistenza.

Liebig34 consiste in un collettivo impegnato nel superamento delle strutture sempre più fortemente interiorizzate del capitalismo e del patriarcato. In un mondo in cui il patriarcato costituisce uno dei pilastri principali del sistema capitalista, esistono gruppi e collettivi femministi militanti che chiariscono che la resistenza e il contrattacco non sono un privilegio degli uomini cis e sono più che necessari. In un mondo patriarcale in cui patriarcato e capitalismo sono intrecciati, è più che necessario combattere effettivamente il patriarcato e non lasciare che diventi un effetto collaterale di un testo. Non facciamoci dividere dall’oppressione e lottiamo insieme per una società liberata.

Lottiamo insieme e difendiamo Liebig34!

Settimana d’azione femminista dal 7 al 13 settembre 2020, Berlino

Maggiori informazioni arriveranno il prima possibile.

Tenete d’occhio https://defendliebig34.noblogs.org/Gruppi autonomi per Liebig34

http://liebig34.blogsport.de

Bosnia

28 agosto 2020

Le tensioni stanno aumentando nella Bosnia nord-occidentale dopo che le autorità locali hanno lanciato azioni repressive generalizzate contro migliaia di migranti bloccati nella regione. La polizia ha istituito posti di blocco stradali per impedire un maggior numero di arrivi in Europa. La sera di mercoledì 26 agosto, le autorità regionali bosniache di Krajina, confinante con la Croazia membro dell’UE, hanno inviato forze di polizia speciali in un campo per migranti gestito dall’Onu vicino alla città di Bihac, per reprimere una manifestazione provocata dal pestaggio di un migrante compiuto dalla polizia. I poliziotti hanno sparato diversi colpi di avvertimento in aria. Molti manifestanti sono stati feriti. In questo campo vive un migliaio di migranti.

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