Contro il sionismo e l’imperialismo – A fianco dei compagni sotto processo

L’11/11/2020 si terrà la seconda udienza del processo contro cinque compagni accusati di “incitamento all’odio razziale” per aver contestato la presenza dei sionisti in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile 2018. Il 19/10/2020, in occasione della prima udienza, si è tenuto un presidio con slogan, striscioni e interventi.

Da diversi anni il corteo del 25 Aprile a Milano vede al suo interno la presenza organizzata dei sionisti legittimata e protetta, con tanto di servizio d’ordine, dal Partito Democratico e da altre forze della sinistra istituzionale. Questa è una palese operazione di propaganda politica condotta dallo Stato italiano, tesa a rafforzare i legami politici, economici, culturali e strategici ormai consolidati da decenni con lo Stato di Israele, funzionali a riaffermare e promuovere il ruolo dello Stato sionista, quale baluardo dell’imperialismo contro i popoli in lotta per l’autodeterminazione e contro gli Stati che non intendono sottostare ai diktat di USA, Unione Europea e di altri Paesi imperialisti.

Per queste ragioni da anni si è sviluppato un movimento antimperialista e a sostegno della lotta del popolo palestinese e dei popoli oppressi nella regione Mediorientale.

A Milano, da alcuni anni si organizza un presidio per contestare, con slogan, bandiere palestinesi, striscioni a sostegno della causa palestinese, la presenza sionista con tanto di bandiere israeliane nel corteo del 25 Aprile e i partiti che la sponsorizzano. In questa occasione lo Stato schiera decine di agenti in assetto antisommossa e di numerosi digos, schierati a difesa dei sionisti e contro i manifestanti.

In tale contesto si inquadra l’attacco repressivo contro i cinque compagni sotto processo.

Quest’operazione repressiva rappresenta un salto di qualità nelle strategie della controrivoluzione preventiva, in quanto capovolge la realtà accusando di razzismo i compagni. Infatti alle accuse di “terrorismo”, “estremismo” e “violenza”, utilizzate solitamente dallo Stato, in questa occasione nei confronti dei cinque compagni si usa, in modo subdolo e strumentale, l’accusa di razzismo contro chi invece ne fa costantemente un terreno di lotta. Tutto ciò in linea con il processo di equiparazione tra comunismo e fascismo, in corso dagli anni ’90 e condotto da apparati istituzionali e da partiti revisionisti, cui oggi va aggiunta anche la comunanza tra antisionismo e antisemitismo, ponendo sullo stesso piano filo palestinesi e fascisti. Operazioni che vengono avallate, anche a livello internazionale, tramite appositi provvedimenti legislativi, come ad esempio avvenuto in Francia e in altri Paesi europei.

L’altro aspetto rilevante di questa operazione repressiva è l’intenzione evidente dello Stato di colpire compagni impegnati da sempre nelle lotte anticapitaliste, nelle lotte sociali, contro la guerra e per la causa palestinese, tentando di servirsi di quest’attacco anche come deterrente per l’intero movimento di lotta.

E’ evidente che questo stato di cose consegue all’indebolirsi dei movimenti di lotta, favorito anche dalle posizioni pacifiste, riformiste e revisioniste egemoni nella Classe e talvolta purtroppo presenti anche nei movimenti. La realtà ha dimostrato, ad esempio sulla questione palestinese, che queste posizioni non hanno permesso la creazione dello Stato di Palestina e il miglioramento delle condizioni di vita del suo popolo. Occorre invece appoggiare le componenti della sinistra palestinese e quelle più radicali e risolute nello scontro con lo Stato sionista, sostenendo inoltre l’Intifada e le lotte dei prigionieri politici dentro le carceri israeliane.

Questo momento chiaramente non va inteso come punto d’arrivo, ma rappresenta un passaggio importante nella prospettiva di dare una continuità alla lotta più generale contro il capitalismo e l’imperialismo.

La solidarietà non si processa

Solidarietà di classe ai cinque compagni!

Contro l’imperialismo e il sionismo!

Abbattere il capitalismo!

Novembre 2020

Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale