Dichiarazione del rivoluzionario prigioniero Georges Abdallah, in occasione di un incontro antimperialista tenutosi in Francia il 15/1/2021

Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche,

Permettetemi, come inizio di questo breve intervento, di salutare tutti voi da dietro queste sbarre e, soprattutto, accogliere il vostro appello alla mobilitazione delle masse popolari e della loro avanguardia per contrastare meglio i recenti sviluppi ai confini del Paese e nella regione…

Certamente l’Algeria, la nostra Algeria, conserva un posto molto speciale nei nostri cuori e nella nostra memoria collettiva: questo è il caso in tutto il mondo arabo e in parecchi Paesi africani. Ovviamente non siamo più all’inizio degli anni ’70, quando Algeri era la capitale del Terzo Mondo, la città simbolo del Movimento dei Non Allineati; quando vi venivano accolti rivoluzionari da tutto il mondo; il che, all’epoca, ha fatto dire ad Amilcar Cabral: “i cristiani vanno in Vaticano, i musulmani alla Mecca e i rivoluzionari ad Algeri”. Tuttavia, dopo la devastazione di Iraq, Siria, Libia e Yemen, l’Algeria è l’unico Paese arabo a resistere, sebbene, come nel caso di altri Paesi, sia una borghesia di Stato (di tipo particolare) a dirigerlo. Le masse popolari algerine e, dietro di esse, tutte le masse arabe, anche i martiri, sapranno come sollevarsi, avendoci insegnato a farlo in momento molto difficili.

Naturalmente non si può ignorare o sottovalutare la pericolosità e la complessità della situazione, non solo ai confini del Paese, ma anche e soprattutto in tutto il mondo arabo. La capitolazione della borghesia araba in generale e, più in particolare, quella dell’Arabia Saudita, dei protettorati del Golfo e del Marocco (per non parlare di altri) e il loro nudo e crudo allineamento con il campo sionista accentua sempre nettamente la pressione su tutti coloro che in un modo o nell’altro resistono alle richieste degli imperialisti, specialmente dell’imperialismo USA e UE.

Con le attuali condizioni politiche, dove gli effetti della crisi strutturale che scuotono l’intero sistema mondiale s’intrecciano e interagiscono, nessuno spazio geopolitico, anche minimo, sfugge a queste violente ripercussioni … È evidente, compagni, che adempiere oggigiorno ai compiti nazionali e affrontare i molteplici fattori che fanno tremare le fondamenta di varie entità arabe, è più che mai condizionato dalla capacità delle masse popolari e della loro avanguardia di collocare tutti questi fattori nel quadro della crisi globale del sistema mondiale. Quest’ultima cosa è visibile a tutti i livelli, in tutto il mondo.

Compagni, più si sviluppa la crisi e più “i detentori del potere del capitale globalizzato”, cioè i leader di questi Stati imperialisti, questi “funzionari del capitale”, aumentano i loro interventi nelle periferie, aumentano la loro pressione sui popoli oppressi e sottomessi e intonano lodi riguardo ai regimi borghesi in vigore. Recenti sviluppi nella regione sono più che illuminanti in proposito. Certamente, c’è spazio per altri futuri che non la sottomissione ai diktat imperialisti le cui conseguenze dannose possono essere viste in ogni momento, sotto forma della distruzione di intere città e lo smembramento di Stati che protestano un poco, per le processioni di morti, sfollati e costretti a migrare.

Certamente, le masse popolari algerine sono più inclini a resistere che sottomettersi a chiunque, specialmente quando si tratta di un’entità sionista come quella che martirizza il popolo palestinese e cerca con tutti i mezzi di distruggerlo da oltre un secolo … Ben inteso, il popolo saharawi, nel cuore di tutti coloro che lottano per la libertà e la dignità, non può essere lasciato solo di fronte a questo sporco affare di mercanteggiamento con questo o quel potere imperialista …

Compagni, sicuramente è sempre in base alla vostra capacità di contrastare questo intero strato di parassiti intenti nei nostri Paesi a cercare con ogni mezzo di sottomettere la nostra esistenza agli interessi del capitale globalizzato, che le nostre masse popolari vinceranno.

Solidarietà, tutta la solidarietà ai popoli palestinese e saharawi!

Abbasso l’imperialismo e i suoi agenti sionisti!

Abbasso l’imperialismo e i suoi lacché, tutti questi reazionari arabi!

Onore ai martiri e alle masse popolari in lotta!

Il capitalismo è solo barbarie; onore a tutti coloro che vi si oppongono nella diversità del loro impegno!

A tutti voi, i miei saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno, Georges Abdallah

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