CCRSRI

Diffondiamo questo comunicato, scritto dai Proletari torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale e dal Collettivo Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale, in risposta alle misure repressive seguite alla manifestazione del 24 novembre 2017 tenutasi a L’Aquila in solidarietà alla compagna Nadia Lioce.

31 DENUNCE CONTRO LA SOLIDARIETA’ RIVOLUZIONARIA

Nei mesi di febbraio e marzo sono state emesse finora 31 denunce per la manifestazione di solidarietà con la militante delle BR-PCC Nadia Lioce, sotto processo a L’Aquila, lo scorso 24 novembre.  Processo intentato a Nadia proprio per le proteste che lei ha continuato a effettuare nonostante e contro le terribili restrizioni imposte dal regime carcerario 41bis.  La resistenza, la forza politica e ideologica, ammirevoli, di Nadia come di Roberto Morandi e Marco Mezzasalma (gli altri due compagni delle BR-PCC sottoposti a tale regime) hanno trovato il sostegno di diversi ambiti del movimento antagonista. Sostegno sviluppato da molti anni, e che quel giorno ha visto convergere militanti da nord a sud – da Ivrea a Palermo – in tribunale e fin sotto il carcere di L’Aquila.

Una giornata molto intensa, determinata, che ha espresso un buon livello anche nei contenuti da dare alla mobilitazione contro la repressione in generale.  Gli stessi collettivi e gruppi partecipanti sono significativi di realtà sociali, di lotta, che costantemente fanno fronte a una ridefinizione sempre più autoritaria dello Stato.  E proprio questo si è voluto marcare: l’unità nei fatti che esiste fra diverse istanze della resistenza militante, proletaria che, nella diversità di forme e modi dell’impegno, affrontano lo stesso sistema e portano avanti simili obiettivi di emancipazione politica e sociale.  All’apice di questo confronto stanno le istanze rivoluzionarie più determinate, come le BR-PCC, e le pratiche più terroristiche dello Stato borghese.  Il regime carcerario 41bis ne è la peggior rappresentazione.

Così si spiega l’attacco ostinato dello Stato nell’isolare, mettere a tacere, annientare quest* militanti prigionier*.  Perciò la repressione si estende contro le iniziative solidali e di controinformazione.  31 denunce per “manifestazione non autorizzata” sull’ottantina di partecipanti alla protesta.  Intimidazione e deterrente a proseguire nella mobilitazione, che prevede un’altra data importante il 4 maggio 2018, giorno di un’altra udienza processuale per Nadia.

Continuiamo e rafforziamo questa lotta, questa solidarietà. È interesse di tutt* contrastare la repressione ai suoi più alti livelli, perché la loro esistenza ricade e influisce su tutti gli altri, alimentando paura e ricatto.

Facciamo di questa lotta un’occasione di unità, di fronte comune, da far valere poi in tutti i settori dove interveniamo.  La situazione più evidente oggi è il dilagare della violenza contro qualsiasi lotta e contro il proletariato immigrato in particolare: lo squadrismo fascio-razzista è ausiliario a quello poliziesco-istituzionale.

Facciamo fronte comune contro l’intensificazione della repressione e militarizzazione.  È condizione vitale per lo stesso sviluppo delle lotte, per la stessa sopravvivenza di molt* proletar*, di molt* militanti.

 41BIS = TORTURA!  CONTRO IL 41BIS!

DIFENDERE I/LE PRIGIONIERI/E DELLA GUERRA DI CLASSE

RILANCIARE LA SOLIDARIETA’ DI CLASSE E MILITANTE

UNITA’ NELLE LOTTE – UNITA’ CONTRO LA REPRESSIONE

 

Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale

Collettivo Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale

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Pubblichiamo questo manifesto che abbiamo prodotto e diffuso in occasione delle elezioni del 4 marzo.

CCRSRI – MANIFESTO ANTIELETTORALE

IL COMPAGNO AUGUSTO VIEL CI HA LASCIATI.

Vogliamo ricordare anche noi il compagno, diffondendo questa mail giunta alla lista “noalgabbione” e una lettera aperta che Augusto scrisse nel 2015, diffusa su informa-azione.info.

Ciao Tino, un abbraccio.

“Da qualche ora Tino non è più con noi. Come molti sanno era ammalato da un po’, ma no, non ci diamo pace.Tino era un compagno ed un amico al quale non riusciamo a rinunciare.

Speriamo che molti e molte siano presenti al funerale, per questo diamo la notizia per tempo anche se ancora non sappiamo se questo si terrà giovedì o venerdì presso il tempio laico del cimitero di Staglieno a Genova.

Domani daremo ragguagli.

Le ultime parole che gli abbiamo sentito dire sono state “forza Lioce”, poco prima che partissimo per l’Aquila. E con questo abbiamo detto tutto”.

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tratto da http://www.informa-azione.info

Lettera aperta di Augusto “Tino” Viel sul libro “Animali di periferia”

Created 02/02/2015 – 11:11

Riceviamo e diffondiamo una lettera aperta di Augusto “Tino” Viel sul libro “Animali di periferia” di Donatella Alfonso:

Il sottoscritto Augusto Viel,  più conosciuto come Tino, ripudia con piena coscienza il libro “Animali di periferia” di Donatella Alfonso, testo con tanto di prefazione di  Nando Dalla Chiesa, figlio del ben noto generale.
Preciso che non nutro nei confronti di Nando Dalla Chiesa sentimenti di astio particolare dovuti al fatto che suo padre si rese responsabile  della repressione e della morte di tanti compagni.
L’utilizzo dei testi delle interviste di Donatella Alfonso è stata pilotato dal PD e Augusto Viel c’è cascato come un belinone fiducioso della presenza di Mario Rossi e Gino Piccardo che, invece, conoscevano dagli inizi gli intenti della giornalista e del partito.
Già il titolo del libro mi angoscia: Tino non si ritiene un animale, ma un compagno cresciuto nella sua rabbia sociale e rivendica il percorso della XXII ottobre, meteora dirompente contro il potere stragista.
Per finire (ma la vicenda è tutt’altro che finita…….. c’è ancora da dire, questa è solo una ciliegina) voglio ricordare in particolare il compagno Riccardo Dura, vissuto anche lui col sangue agli occhi. Era un mio amico e compagno, c’eravamo conosciuti nel ‘67 nella  sede del gruppo marxista leninista di Genova Pegli. Riccardo, dopo il mio arresto, andava appena poteva a trovare mia madre, sfidando i controlli. Quando è stato massacrato, vigliaccamente nel sonno, mia madre ha pianto come se fosse un suo figlio.
Onore ai compagni  ammazzati in via Fracchia dagli uomini di Carlo Alberto dalla Chiesa.
Per ultimo: Tino non fa paranza con nessun gruppo, va dove si sente di andare.

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24 NOVEMBRE, L’AQUILA: REPORT DELLA MOBILITAZIONE

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A seguito di una battitura di protesta avvenuta nel carcere de L’Aquila circa tre anni fa, la militante delle BR-PCC Nadia Lioce è stata accusata di “disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone” e di “oltraggio a pubblico ufficiale” per aver insultato uno sbirro della Penitenziaria.

Venerdì 24 novembre, sempre a L’Aquila, è ripreso il processo contro la compagna (iniziato nell’estate di quest’anno) la quale, arrestata nel 2003 e detenuta dal 2005 in regime di 41-bis, ha partecipato all’udienza tramite videoconferenza.

In occasione di quest’udienza è stata indetta una mobilitazione nazionale allo scopo di ribadire solidarietà militante intorno alla rivoluzionaria prigioniera e opposizione altrettanto militante al carcere e al 41-bis.

A questa giornata di lotta abbiamo partecipato come Soccorso Rosso Internazionale.

Circa settanta compagn*, provenienti da Ivrea, Biella, Genova, La Spezia, Milano, Bologna, Firenze, Roma, L’Aquila, Napoli, Taranto, sono confluiti davanti al tribunale de L’Aquila.

Nel corso del presidio un consistente numero di compagn* è entrato nell’aula in cui si stava svolgendo il processo, srotolando uno striscione e intonando slogan: una presenza insopportabile per la Corte e i PM, i quali hanno ordinato perciò lo sgombero immediato dell’aula per mano di sbirri e carabinieri.

Nel frattempo, all’esterno del tribunale i compagni e le compagne rimast* hanno mantenuto il presidio e affisso striscioni in solidarietà a Nadia e contro il carcere e il 41-bis, in presenza di un ingente schieramento di sbirraglia varia.

Infine, grazie a RadiAzione, siamo riusciti a diffondere nel corso della mattinata stessa un resoconto dell’iniziativa e diversi aggiornamenti.

http://www.radiazione.info/2017/11/laquila-presidio-di-solidarieta-al-tribunale-per-nadia-contro-il-41bis/

Conclusasi l’udienza, nel corso della quale la compagna ha depositato agli atti un documento-dichiarazione, il presidio si è sciolto.

A quel punto ci si è diretti al carcere in cui la compagna è detenuta per ricostituire lì un secondo presidio e dovendo, anche in questo caso, far fronte a un consistente schieramento di polizia.

Davanti al carcere, attraverso degli altoparlanti, alcun* compagn* hanno avuto modo di portare degli interventi. Come SRI abbiamo quindi colto l’occasione per esprimere solidarietà nei confronti della compagna in termini di classe, militanti, rivoluzionari e internazionalisti.

In contemporanea all’iniziativa de L’Aquila, si è svolto davanti al tribunale di Torino un ulteriore presidio in solidarietà alla compagna sotto processo e contro il carcere e il 41-bis e al quale come SRI abbiamo partecipato.

La prossima udienza è stata fissata, sempre al tribunale de L’Aquila, il 4 maggio 2018.

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Contro la tortura dell’isolamento! Solidarietà ai militanti delle BR-PCC in 41-bis!

Venerdì 24 novembre
 
ore 09.00
 
Tribunale de L’Aquila
 
Presidio in solidarietà alla rivoluzionaria prigioniera Nadia Lioce sotto processo

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L’UNICA GIUSTIZIA E’ QUELLA PROLETARIA!

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IL 24/11/2017, A L’AQUILA, RIPRENDERA’ IL PROCESSO CONTRO LA COMPAGNA NADIA LIOCE, DETENUTA IN 41-BIS, ACCUSATA DI AVER INSULTATO UNO SBIRRO DELLA PENITENZIARIA E DI “DISTURBO DELLE OCCUPAZIONI E DEL RIPOSO DELLE PERSONE”A SEGUITO DI UNA BATTITURA DI PROTESTA CHE LA COMPAGNA AVREBBE EFFETTUATO CIRCA TRE ANNI FA DENTRO IL CARCERE DE L’AQUILA. 

LA COMPAGNA, MILITANTE DELLE BR-PCC, DAL 2005 E’ DETENUTA IN 41-BIS, MASSIMO LIVELLO DI COERCIZIONE CARCERARIA CHE PREVEDE ISOLAMENTO TOTALE E PESANTISSIME RESTRIZIONI.        

COSI’ COME LEI, ANCHE ALTRI DUE RIVOLUZIONARI DELLE BR-PCC SONO RISTRETTI  DAL 2005 IN 41-BIS.

L’ACCANIMENTO DELLO STATO CONTRO QUESTI TRE COMPAGNI E CONTRO TUTTI GLI ALTRI RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI DETENUTI IN ITALIA IN REGIME DI ALTA SICUREZZA (AS-2), ALCUNI DEI QUALI IMPRIGIONATI DA PIU’ DI 30 ANNI, E’ MOTIVATO DAL FATTO CHE LA LORO LOTTA RAPPRESENTA IL PUNTO PIU’ ALTO DI CONFLITTO CONTRO LO STATO IL QUALE, DI CONSEGUENZA, APPLICA I DISPOSITIVI REPRESSIVI CARCERARI PIU’ ELEVATI, SIA PER SPINGERE I COMPAGNI A RINNEGARE I LORO PERCORSI RIVOLUZIONARI E INDURLI A RICOLLOCARSI NEGLI EQUILIBRI DEL SISTEMA DOMINANTE, SIA COME MONITO, ALL’ESTERNO, PER CHI LOTTA AL DI FUORI DELLE REGOLE IMPOSTE DALLO STATO.    

LA SOLIDARIETA’ CHE DOBBIAMO SVILUPPARE NEI CONFRONTI DEI RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI DEVE ESSERE FINALIZZATA A SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DELLA LOTTA RIVOLUZIONARIA CHE I COMPAGNI HANNO CONDOTTO E CHE NON HANNO MAI SVENDUTO E DELLA RESISTENZA CHE TUTTORA ATTUANO, PERCHE’ QUESTO RAFFORZA TUTTI I COMPAGNI CHE OGGI FUORI LOTTANO CON UNA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA PER ABBATTERE QUESTO SISTEMA CHE CONTINUA A PRODURRE SEMPRE PIU’ SFRUTTAMENTO E PRECARIETA’ PER I PROLETARI.

SOSTENIAMO LA COMPAGNA NADIA LIOCE CON SPIRITO DI LOTTA E DI RESISTENZA, PERCHE’ LA SOLIDARIETA’ E’ LOTTA E RAFFORZA ANCHE I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI.         

SOLIDARIETA’ A TUTTI COLORO CHE NEL MONDO VENGONO REPRESSI PERCHE’ PROTESTANO, LOTTANO E SI ORGANIZZANO CONTRO LA CLASSE DOMINANTE!
ABBATTERE IL CAPITALISMO!

                          Collettivo  Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale                                           ccrsri.wordpress.com

NADIA LIOCE

RISPETTARE L’IDENTITA’ DELLE/I PRIGIONIERI/E RIVOLUZIONARI/E

In occasione della mobilitazione a sostegno di Nadia Lioce, nella sua resistenza contro il 41bis (e degli altri due militanti BR-PCC sottoposti a questo regime detentivo), si sono levate alcune voci in forte contraddizione con la loro identità, con il senso della loro coerenza.

Da un lato rifanno capolino gli arresi e artefici della capitolazione che promossero la “soluzione politica”. Questa proposta, come già si capisce dall’ipocrisia dei termini, ha significato prendere impegno con lo Stato a che non si ripresenti piu’ lotta armata, organizzazione politico-militare, insomma tentativi rivoluzionari. A queste condizioni, molti ex militanti ottennero notevoli benefici di legge. La “soluzione politica” è sempre stata combattuta da chi ha continuato a porsi in una prospettiva di lotta rivoluzionaria, che seppur in considerazione di tempi e contesti differenti, sarà sempre lo sbocco giusto e necessario alla lotta di classe.

Da un altro lato, vengono prese iniziative inappropriate, incoerenti, da parte di gruppi di movimento o di organizzazioni comuniste legali, come la petizione contro il 41bis da rivolgere alle massime autorità statali, fra cui l’emerito presidente della repubblica: il capo dello Stato! Questa iniziativa è uno sgorbio, un’assurdità! Sopratutto se si considera che Nadia Lioce e i suoi compagni non ne vogliono minimamente sapere e che trovano oltraggiosa una tale iniziativa, che l’hanno fatto sapere e che comunque è assolutamente in contrasto con la loro storia, con la loro fermezza, con la loro continuità militante che stanno pagando a caro prezzo.

Purtroppo certi gruppi giustificano ogni cosa con il tatticismo. Mentre un modo rispettoso di praticare il sostegno alle/i militanti imprigionate/i consiste nel difenderli in quanto soggetti vivi nello scontro di classe, proprio nelle loro motivazioni essenziali. E pur non entrando nel merito delle questioni di linea e di organizzazione, ne va difesa la base essenziale e comune a tutte le forze comuniste autentiche: una prassi coerente con la tendenza alla guerra di classe.

Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale

Ottobre 2017


SOLIDARIETA’ RIVOLUZIONARIA A* COMPAGN* ATTACCATI DALL’OPERAZIONE “SCRIPTA MANENT”

Il 16 novembre, a Torino, è iniziato il processo contro 29 compagn* indagat* nell’ambito dell’Operazione “Scripta Manent”.

In occasione dell’udienza si è tenuto, davanti l’aula bunker del carcere “Le Vallette”, un presidio solidale al quale come CCRSRI, insieme ai Proletari Torinesi per il SRI, abbiamo partecipato e che ha visto la presenza di circa un’ottantina tra compagne e compagni.

Un numeroso gruppo di solidali ha poi deciso di entrare in aula per ribadire la propria vicinanza rivoluzionaria verso tutti gli imputati e per sostenere con slogan e applausi i compagni presenti all’udienza -dei quali uno in videoconferenza- nel corso della lettura dei rispettivi documenti.

Terminate le dichiarazioni, i solidali hanno lasciato l’aula intonando slogan e lanciando insulti contro magistrati, sbirri e carabinieri.


FABIO RAVALLI E’ UN MILITANTE DELLE BR-PCC DETENUTO NEL CARCERE DI TERNI.

ARRESTATO NEL 1988, DOPO 30 ANNI DI ISOLAMENTO LA BORGHESIA NON E’ RIUSCITA AD ANNIENTARLO.
IL COMPAGNO NECESSITA DI IMPORTANTI CURE MEDICHE:
il Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale e il Collettivo Cordatesa
ORGANIZZANO DOMENICA 29 OTTOBRE AL FOA BOCCACCIO DI MONZA UN BENEFIT A SOSTEGNO DEL COMPAGNO.
IN ALLEGATO LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA.
FABIO RESISTE! FABIO TIENE ALTA LA TESTA!
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In occasione del processo tenutosi contro la compagna Nadia Lioce, come Collettivo abbiamo portato un nostro contributo a sostegno della militante rivoluzionaria nel corso della diretta di Radio Blackout di questa mattina. Qui sotto riportiamo il link.
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Venerdì 15 settembre, a L’Aquila, si terrà un processo contro la compagna Nadia Lioce (detenuta in regime di 41-bis da 12 anni). 
In occasione di questo fatto diffondiamo come Collettivo una nostra locandina, insieme all’appello del Soccorso Rosso Internazionale.
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L’unica giustizia è quella proletaria – Solidarietà alla compagna Nadia Lioce – CCRSRI

Comunicato del CCRSRI sui fatti di Amburgo

Solidarietà ai compagni sotto processo per l’operazione Scripta Manent. Il 5 giugno, presidio a Torino.

Ancora sulla manifestazione di Roma… e non solo.


Come CCRSRI, sabato 25 marzo abbiamo partecipato al corteo contro l’Unione Europea, la NATO e l’Euro che si è tenuto a Roma in occasione del vertice dei 28 capi di Stato e di governo presenti nella Capitale per la celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma.
Ancor prima che la manifestazione iniziasse, si apprendeva che alcuni pullman e macchine sui quali viaggiavano circa 160 compagni e compagne diretti a Roma per partecipare al corteo erano stati fermati dalla polizia, per poi essere portati in un C.I.E e sottoposti al fermo preventivo.
Nelle ore successive, si apprendeva che la misura del fermo preventivo aveva colpito centinaia di compagni e compagne, alla quale si devono aggiungere i numerosi fogli di via (24 nella sola giornata di sabato) disposti dalla Questura, oltre a quelli già emessi nelle giornate precedenti, e 2.000 identificazioni.
Qui sotto, diffondiamo un nostro comunicato.

«Oggi è stata una bella giornata per l’Italia e l’Europa»: queste le parole del ministro dell’Interno italiano Minniti, a conclusione della giornata di ieri a Roma che ha visto migliaia di persone manifestare contro l’Unione Europea, la NATO e l’Euro.

Il suddetto ministro, (già noto alle cronache mondane come fedele esecutore delle politiche dei governi D’Alema, poi sottosegretario ai Servizi Segreti dei governi Letta e Renzi e ora artefice delle “politiche soft” di riapertura dei CIE e di raddoppio delle espulsioni per gli immigrati in Italia..), ha però omesso di ricordare che il costo di questa “Grande Bellezza” romana è stato il fermo preventivo in un Centro di Identificazione ed Espulsione e per tutta la durata della manifestazione di 160 compagni/e provenienti da tutta Italia (per lo più da Val di Susa, Torino e Nordest) impedendone di fatto la partecipazione.

Con questo provvedimento di stampo limpidamente fascista, insieme ai numerosissimi fogli di via, il governo e lo stato imperialista italiano hanno inteso tutelare la (pacifica) firma apposta ai trattati dell’Unione, al fine di continuare le (pacifiche) politiche di austerità e di guerra a carico della classe e delle masse popolari indigene e immigrate.

Esprimendo la nostra solidarietà militante e di classe ai/lle fermati/e, ricordiamo l’adagio “Chi semina vento..”

CCRSRI

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Pubblichiamo l’audio dell’intervento completo che, come CCRSRI, abbiamo esposto alla conferenza del 25 febbraio su “Implementazione del modello sionista nello Stato italiano” organizzata dal Fronte Palestina.

https://drive.google.com/file/d/0BySVOGSxpuTYblh3bEV3djdSSm8/view?usp=drive_web

Intervento Villa Pallavicini – Testo dell’intervento

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Il 25 febbraio alla Villa Pallavicini di Milano, il Fronte Palestina ha tenuto un incontro nazionale su “Implementazione del modello sionista nello Stato italiano”, al quale hanno partecipato circa 70 compagni. 

La giornata ha visto la partecipazione anche di Samidoun (network di solidarietà per i prigionieri palestinesi, con sede in Nord America), il cui intervento, tradotto in italiano, verrà presto pubblicato su questo blog.
Come CCRSRI abbiamo partecipato alla giornata con un nostro intervento, del quale riportiamo qui sotto una sintesi.

Non c’è solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza, senza solidarietà ai suoi prigionieri!

Ad oggi, nelle carceri sioniste e in quelle dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), risultano detenuti circa 7.000 palestinesi, molti dei quali sottoposti al regime di detenzione amministrativa.

Da sempre, il popolo palestinese e le Organizzazioni impegnate nella causa di liberazione nazionale rivendicano la solidarietà ai propri prigionieri. Dal punto di vista politico si tratta di un fatto estremamente importante. Nelle carceri d’Israele e in quelle della collaborazionista ANP vengono imprigionati quanti hanno fatto ricorso a pratiche e contenuti oggettivamente di rottura rispetto agli interessi degli oppressori imperialisti e dei loro complici nell’area. Un popolo schierato a difesa dei suoi prigionieri è un popolo schierato a difesa di quelle pratiche e di quei contenuti che, nei fatti, hanno teso ad ostacolare i progetti imperialisti su quelle terre.
Uno degli obiettivi perseguiti dall’imperialismo è il raggiungimento della pacificazione forzata in Palestina, condizione necessaria (anche se certo non sufficiente) per tentare di reimpostare un “ordine” in Medioriente. Contro questi tentativi, la solidarietà del popolo palestinese ai suoi prigionieri continua a imporsi quale spina nel fianco, anche e soprattutto in relazione al carattere di massa e di popolo della repressione sionista e collaborazionista in Palestina.
La Resistenza palestinese, del suo popolo e dei suoi prigionieri, si è sempre caratterizzata in termini antimperialisti. In tal senso, il rivoluzionario prigioniero Georges Abdallah (militante del FPLP prima e delle Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi poi, detenuto da più di 30 anni nelle carceri francesi) è una delle figure più rappresentative.
Intorno al compagno, nel corso degli anni, si è andata sviluppando una solidarietà sempre più internazionale, coinvolgendo non solo militanti antagonisti in Europa e negli USA ma anche –e soprattutto- le masse popolari in nord Africa e Medioriente.
In tutti questi anni di prigionia, Abdallah ha espresso solidarietà nei confronti della lotta dei popoli oppressi e dei loro prigionieri: ad esempio, dalla Palestina al Kurdistan fino al Maghreb.  Sempre nel segno dell’antimperialismo e dell’internazionalismo, si è schierato a fianco delle lotte dei rivoluzionari prigionieri in tutto il mondo, come dimostra, ad esempio, la sua solidarietà manifestata in sostegno dei compagni turchi detenuti in lotta contro le celle di Tipo F.
Solidarietà nei confronti del popolo palestinese, della sua Resistenza e dei suoi prigionieri è stata espressa anche da parte di diversi rivoluzionari prigionieri in Grecia.
Oltre alla Palestina e ad altre realtà quali i Paesi Baschi, l’Irlanda del Nord, il Kurdistan, etc, anche in altri differenti contesti la solidarietà ai rivoluzionari prigionieri assume un carattere di massa e di popolo: pensiamo, infatti, all’India, alla Turchia e al Perù, Paesi nei quali le Organizzazioni comuniste si fanno carico dell’organizzazione e dello sviluppo della solidarietà verso quanti vengono colpiti dalla repressione per le loro lotte.
In quasi tutti gli Stati del centro imperialista, però, la solidarietà ai rivoluzionari prigionieri deve fare i conti con condizioni molto difficili. Nonostante gli ostacoli, in alcuni di questi Paesi vi sono parti del movimento antagonista che hanno assunto quale parte irrinunciabile della propria lotta anche il sostegno ai propri prigionieri. In tal senso, la Grecia ci offre un importante esempio, dimostrato dalle numerose mobilitazioni durante la lotta contro l’isolamento carcerario (prigioni di tipo C) di qualche anno fa o le manifestazioni e le azioni in queste settimane, in risposta all’arresto del 5 gennaio di 2 militanti dell’Organizzazione Lotta Rivoluzionaria.
Molti palestinesi, baschi, irlandesi, kurdi, indiani, peruviani, etc, detenuti per la loro lotta, sono sottoposti a durissime condizioni di isolamento. Gli Stati ricorrono a questa misura carceraria allo scopo di piegare i prigionieri e annullarne l’identità politica, nel tentativo di utilizzarli per influire in termini controrivoluzionari sullo sviluppo dei processi di liberazione nazionale o di guerra popolare. Ciascuno Stato inserisce la tortura dell’isolamento nel quadro di una strategia più complessiva, che lo vede impegnato nello scontro militare contro le Organizzazioni rivoluzionarie, nella repressione diretta contro i movimenti impegnati nel sostegno ai propri prigionieri e nei tentativi di condizionare alcuni settori delle masse popolari –alternando repressione e riforme- con l’obiettivo di ricondurle a sé o di impedire un loro avvicinamento alle causa di emancipazione.
Anche in altri Paesi del centro imperialista, nel tentativo di contrastare il processo rivoluzionario che si andava sviluppando dalla seconda metà degli anni ’60, gli Stati decisero di ricorrere ad un certo momento alla tortura dell’isolamento, tentando di legittimarla con la logica “dell’emergenza contro il terrorismo” per poi renderla elemento strutturale nella gestione dei più acuti conflitti di classe.
Oltre agli USA, alla Gran Bretagna e alla Germania (per citare solo alcuni dei Paesi nei quali si sono sviluppati regimi di isolamento molto duri), troviamo: in Spagna, i FIES; in Turchia, le prigioni di Tipo F; in Grecia, le celle di Tipo C; etc.
In Italia, superata la fase delle carceri speciali, i vari Governi elaborarono politiche detentive concretizzatesi nell’applicazione dell’art. 90 e, in seguito, nei regimi di Elevato Indice di Vigilanza (EIV) prima e di Alta Sicurezza (AS1-AS2-AS3) poi.
Ad oggi, infatti, sono detenuti in regime di Alta Sicurezza numerosi compagni (Alessandria, Ferrara, Terni, Latina, etc.). Diversi di loro, prigionieri da molti anni, sono militanti di Organizzazioni rivoluzionarie e alcuni, prima di essere posti in AS, sono stati sottoposti all’isolamento previsto dall’art. 90 prima e dall’EIV poi.
A partire dal dicembre del 2002, nel contesto generale della lotta al terrorismo internazionale e in quello specifico della ripresa dell’attività rivoluzionaria in Italia, il 41-bis venne esteso anche ai condannati per terrorismo ed eversione. E’ così che, dal 2005, sono sottoposti continuativamente in regime di 41-bis tre rivoluzionari prigionieri e militanti delle BR-PCC arrestati nel 2003, detenuti a L’Aquila, Spoleto e Opera.
La solidarietà ai rivoluzionari prigionieri di tutto il mondo e ai popoli e alle masse popolari attaccate e  represse per le loro lotte è un dovere irrinunciabile per chiunque intenda porsi sul terreno dell’internazionalismo proletario. Per questa ragione, vogliamo ancora una volta ribadire che non può esistere solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza senza solidarietà ai suoi prigionieri!

A fianco dei rivoluzionari prigionieri di tutto il mondo!
A fianco dei popoli e delle masse popolari attaccate e represse per le loro lotte!
Per l’internazionalismo proletario!


15 anni fa, il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa’adat, veniva rapito dall’Autorità Nazionale Palestinese per volere di Israele, degli Usa e dei loro alleati. 

8 anni fa, Sa’adat veniva condannato da un tribunale militare sionista a 30 anni di reclusione.

Nelle giornate del 13-14-15 gennaio 2017 si è svolta una mobilitazione internazionale in suo sostegno e in solidarietà a tutti i prigionieri palestinesi.

A Milano, questa mobilitazione è venuta a coincidere con un presidio tenutosi il 14 gennaio sotto il carcere di Opera a sostegno dei detenuti in lotta e, in generale, di quanti ogni giorno nelle carceri di tutta Italia resistono e non si piegano.

Secondo noi, ogni momento di lotta contro il carcere e la repressione dovrebbe includere sempre un riferimento alla situazione internazionale e, quindi, alle lotte dei detenuti e alla resistenza dei rivoluzionari prigionieri nelle varie carceri del mondo. Lotte e resistenze che, spesse volte, si oppongono alla tortura dell’isolamento messa in pratica dagli Stati allo scopo di piegare i prigionieri, annullarne l’identità, estorcere delazioni e fabbricare collaboratori. 

Proprio nel carcere di Opera, ad esempio, è recluso in regime di 41-bis il militante delle BR-PCC Marco Mezzasalma. Il compagno è sottoposto a tale regime di isolamento dal 2005, insieme ad altri due militanti delle BR-PCC, Nadia Lioce e Roberto Morandi, rispettivamente reclusi nelle sezioni a 41-bis delle carceri de L’Aquila e di Spoleto.

Anche in loro sostegno e in solidarietà al compagno Sa’adat e a tutti i prigionieri palestinesi, abbiamo partecipato, insieme al Fronte Palestina, al presidio sotto il carcere di Opera, diffondendo un volantino e affiggendo striscioni (vedere allegati).

CCRSRI

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Segue comunicato degli imputati:
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In solidarietà ai militanti prigionieri dell’Organizzazione rivoluzionaria greca LOTTA RIVOLUZIONARIA, come Collettivo abbiamo prodotto e diffuso un opuscolo e che qui sotto riportiamo in pdf. Se richiesto, provvederemo alla stampa di  ulteriori copie cartacee.
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Allo Spazio Popolare Neruda di TORINO, sabato 11 giugno, ore 17.30:
presentazione e proiezione del video
 
GEORGES IBRAHIM ABDALLAH. UN COMBATTENTE COMUNISTA LIBANESE DETENUTO IN FRANCIA DAL 1984
 
A seguire dibattito
 
Iniziativa organizzata da:
 
CCRSRI; Fronte Palestina-dalla solidarietà alla lotta internazionalista; Riscossa Proletaria per il Comunismo.

Locandina GIA 11 giugno Torino

Nell’ambito della campagna del Soccorso Rosso Internazionale (SRI) contro il 41-bis e in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri, pubblichiamo alcuni materiali:

– il manifesto prodotto dal SRI
– una locandina del CCRSRI
– un volantino, realizzato insieme ai compagni del Collettivo Riscossa Proletaria e diffuso nella giornata di lotta del 16 aprile in occasione del presidio tenutosi sotto il carcere di Cuneo
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 Ogni anno, in India, il 15 agosto la borghesia indiana ed il suo Stato celebrano la festa dell’Indipendenza dal colonialismo. Se per i governi di turno questa data rappresenta una ricorrenza per mostrare ancora di più i muscoli, per il movimento rivoluzionario rimane invece occasione per rilanciare la lotta contro il nemico di classe.
Nell’ambito della campagna del Soccorso Rosso Internazionale in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India e in sostegno al processo rivoluzionario in corso nel Paese, diffondiamo questo nostro contributo.

Sostenere il processo rivoluzionario in India! Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India! – settembre 2015 –

Solidarietà al compagno Massimo Passamani – settembre 2015 –

In occasione della mobilitazione internazionale promossa dal Soccorso Rosso Internazionale (SRI) in solidarietà al rivoluzionario anarchico prigioniero Marco Camenisch, diffondiamo un nostro Appello.

Appello CCRSRI -giugno 2015-

Il soccorso Rosso Internazionale ad Atene a fianco dei rivoluzionari prigionieri in lotta! -aprile 2015-

In solidarietà ai compagni rinchiusi nel carcere di Ferrara e a sostegno delle lotte dei rivoluzionari prigionieri in Grecia, pubblichiamo questo volantino con due lettere di Kostas Gournas-Dimitri Koufontinas e di NM -marzo 2015-

Scarcerati i compagni Bruno Ghirardi e Vincenzo Sisi -febbraio 2015-

Contro il 41 bis! Sviluppare la solidarietà ai i rivoluzionari prigionieri! -febbraio 2015-

A fianco dei compagni no tav colpiti dalla giustizia borghese! -gennaio 2015-

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Solidarietà al compagno Emilio aggredito dai fascisti – gennaio 2015-

Giornata di mobilitazione in solidarietà a tutti i prigionieri palestinesi, ad Ahmad Sa’adat e a Georges Ibrahim Abdallah! -gennaio 2015-

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Contro le prigioni di Tipo C in Grecia! -gennaio 2015-

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CONTRO IL VERTICE OSCE DI BASILEA! -dicembre 2014-

Solidarietà al rivoluzionario prigioniero Georges Abdallah! -ottobre 2014-

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ULRIKE MEINHOF 7-10-1934 – 7-10-2014. LA LOTTA CONTINUA -ottobre 2014-

VIVA LA RESISTENZA PALESTINESE FINO ALLA VITTORIA! SOLIDARIETA’ AI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI! -settembre 2014-

Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India -settembre 2014-

Pubblichiamo la dichiarazione politica di Nikos Maziotis letta dal suo avvocato nel corso dell’udienza del 29/1/2013, nel corso del processo a suo carico tenutosi ad Atene.

Introduzione del Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI)

 Il 16 luglio 2014 ad Atene, nel quartiere di Monastiraki, viene intercettato dalla polizia il compagno Nikos Maziotis, militante di Lotta Rivoluzionaria.  Nel tentativo di sottrarsi all’arresto il compagno ingaggia un conflitto a fuoco colpendo e ferendo un agente di polizia, ma rimanendo a sua volta gravemente ferito. Arrestato insieme ad altri compagni viene ricoverato all’ospedale Evangelismos, sempre ad Atene, e piantonato da decine di poliziotti.  Il 19 luglio, dopo essersi rifiutato di rispondere alle domande del Procuratore e dichiaratosi rivoluzionario, viene portato negli Uffici giudiziari per poi essere rinchiuso nel carcere di Koridallos e qualche giorno dopo essere trasferito presso il carcere di Daviata (Salonicco).   Intorno a lui si è subito manifestata la solidarietà attraverso un presidio organizzato sotto l’ospedale, nonostante la presenza massiccia degli sbirri. Solidarietà che si è espressa anche con alcuni striscioni apparsi per le vie di Atene con la parola d’ordine: «Lo Stato ed il Capitale sono gli unici terroristi. Solidarietà con Nikos Maziotis».
Il compagno Maziotis era stato arrestato nell’aprile del 2010, in relazione alla sua militanza in Lotta Rivoluzionaria. Scontati 18 mesi di carcerazione preventiva aveva giustamente deciso di sottrarsi alle grinfie dello Stato, ritornando nuovamente in clandestinità. E’ un fatto indubbiamente positivo prendere atto della presenza del compagno ad Atene al momento dell’arresto, in quanto dimostra concretamente la sua volontà di continuare la lotta, in piena coerenza con il percorso intrapreso ormai da anni.
La Grecia ha una lunga tradizione di Organizzazioni che hanno combattuto lo Stato, il Capitale e l’Imperialismo. Tra le più importanti possiamo citare Lotta Rivoluzionaria Popolare, 17Novembre, Lotta Rivoluzionaria. Tuttora sono presenti diversi gruppi in attività, che mettono a segno azioni contro Istituzioni politico-economiche e repressive.
Tutto questo avviene nel contesto della più grave crisi sociale, economica e politica che la Grecia e l’Unione Europea vivono dal 2° dopoguerra.
Contro l’attacco della Troika alle condizioni di vita e di lavoro dei proletari e delle masse popolari si sviluppa una risposta sia delle Organizzazioni rivoluzionarie che di alcuni settori della classe operaia, i quali si esprimono con scioperi, occupazioni, assemblee, manifestazioni, etc…            Parte integrante di questo attacco è il colpo che il Governo greco intende sferrare alla resistenza dei prigionieri nelle carceri. E’ proprio di queste settimane, infatti, l’elaborazione di una riforma penitenziaria (sull’esempio di altri Paesi europei) il cui perno consiste nell’isolamento del detenuto, con l’obiettivo di annientare l’identità rivoluzionaria dei prigionieri politici e piegare la volontà di tutti quei prigionieri che in generale lottano.
In Grecia, su circa 12.000 detenuti, più di 4.500 si sono organizzati, lottando contro questa riforma tramite l’attuazione dello sciopero della fame. Anche fuori dalle carceri il movimento di solidarietà si è mobilitato, con manifestazioni, presidi e azioni militanti.Per questo rilanciamo la solidarietà ai rivoluzionari prigionieri, a tutti i prigionieri che lottano e al compagno Maziotis.
In tal senso riproponiamo l’intervento politico del compagno letto dal suo avvocato nell’udienza del 29 gennaio 2013, durante il processo a suo carico tenutosi ad Atene. Il documento costituisce una proposta politica quanto mai attuale nel contesto di crisi del capitalismo e di tendenza generale alla guerra.

Giugno 2014

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SOLIDARIETA’ AI 4 NO TAV -maggio 2014-

La repressione non fermerà la lotta no tav – Terrorista è lo Stato! -maggio 2014-

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RESOCONTO DELLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA REPRESSIONE TENUTASI IL 22-03-2014 a Berlino -marzo 2014

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Terrorista è lo Stato! -febbraio 2014-

Contro l’intimidazione alla compagna Andi! -gennaio 2014-

Solidarietà ai compagni no tav arrestati -dicembre 2013-

Solidarietà con il compagno Bahar Kimyongur -dicembre 2013-

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