Lotte in India

Da: redspark.nu.en/

Fonte:https://www.republicworld.com/india-news/general-news/chhattisgarh-3-jawans-martyred-in-ied-blast-triggered-by-maoists-in-narayanpur.html

23 marzo 2021

3 poliziotti DRG uccisi in seguito all’esplosione di IED innescata da quadri del PCI maoista nel distretto di Narayanpur

Distretto di Narayanpur, martedì 23 marzo 2021: un presunto attacco del PCI (maoista) ha avuto luogo martedì nel distretto di Narayanpur, in Chhattisgarh. In tale circostanza, 3 poliziotti di DRG (Guardia di riserva distrettuale, n.d.t.) sarebbero stati uccisi in seguito all’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.). Secondo fonti, circa 24 poliziotti stavano viaggiando con l’autobus, che era l’obiettivo dei maoisti, e diversi di loro sono stati gravemente feriti. Pare sia possibile che il bilancio delle vittime salga.

La scorsa settimana, un maoista è stato ucciso dopo che un ordigno esplosivo improvvisato (IED), che stava piazzando su una strada per colpire le forze di sicurezza, è esploso nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. Secondo fonti, il maoista era impegnato a piazzare esplosivi vicino ai villaggi del distretto Bechapal-Hurepal. Sunil Padam, era un comandante della milizia maoista.

^^^^^^

Da: redspark.nu.en/

Fonte: https://www.dailypioneer.com/2021/state-editions/maoists-abduct–kill-policeman-in-bijapur.html

22 marzo 2021

Naxaliti rapiscono e uccidono poliziotto nel distretto di Bijapur

Distretto di Bijapur, lunedì 22 marzo 2021: si è appreso che naxaliti avrebbero ucciso un poliziotto dopo averlo rapito nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh,

L’agente Sannu Punem sarebbe stato preso la sera di sabato 20 marzo nel villaggio di Pondum. Il suo corpo sarebbe stato trovato la mattina di domenica 21 marzo vicino a un ruscello, nei pressi del villaggio di Keshkutul.

^^^^^^

Da: redspark.nu.en/

6 marzo 2021

Soldato CAF ucciso da esplosione di IED innescata dai naxaliti nel distretto di Dantewada

Distretto di Dantewada, venerdì 5 marzo 2021: si apprende che un soldato delle Forze armate del Chhattisgarh (CAF) è stato ucciso giovedì 4 marzo quando un ordigno rudimentale (IED) piazzato dai naxaliti è esploso nel distretto di Dantewada.

Il fatto sarebbe avvenuto verso le 13 vicino al villaggio di Pahurnar, a circa 400 km da Raipur. Il soldato Dwivedi, orighinario di Rewa nel Madhya Pradesh, è morto per le ferite riportate.

estratto da fonte:

https://www.dailypioneer.com/2021/state-editions/caf-trooper-killed-in-ied-blast-in-dantewada.html

^^^^^^

Da: redspark.nu.en/

4 marzo 2021

3 poliziotti di Jaguar Force uccisi dall’esplosione di una mina innescata dal PCI maoista nel distretto di West Singhbhum

Distretto di West Singhbhum, giovedì 4 marzo 2021: si è appreso che alla mattina presto di giovedì 3 poliziotti di Jharkhand Jaguar (JJ) Special Assault Group-11, unità speciale del dipartimento di polizia di Stato, sono stati uccisi e altri 4 feriti, a seguito dell’esplosione di una mina innescata dal PCI (maoista) nella giungla di Langi, in una zona collinare nel distretto di West Singhbhum, in Jharkhand.

Secondo fonti, le esplosioni di mine sono state provocate da maoisti quando una squadra congiunta di polizia distrettuale, CRPF e JJ stava conducendo un’operazione di rastrellamento alle prime ore di giovedì fra le colline di Langi e suoi dintorni, un luogo teatro il mese scorso di 4 combattimenti nel giro di 3 giorni, tra forze di sicurezza e i maoisti.

estratto da fonte:

https://www.hindustantimes.com/india-news/3-jharkhand-jaguar-force-jawans-killed-in-maoist-landmine-blast-101614844519416.html

^^^^^^

Da: demvolkedienen.org

Febbraio 2021

Guerra popolare: le azioni della settimana

Nell’ambito della guerra popolare in India, la scorsa settimana diverse azioni sono state nuovamente condotte (presumibilmente) dall’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA), sotto la guida del Partito comunista dell’India (maoista).

Il 18 febbraio, un altro informatore della polizia è stato ucciso nel villaggio di Khursipar Khurd nel distretto Rajnandgaon, in Chhattisgarh. Secondo “Outlook India”, 10 combattenti PLGA hanno trascinato il traditore fuori di casa e l’hanno ucciso nella vicina foresta. Inoltre, si dice che siano stati lasciati o distribuiti volantini maoisti per denunciare il ruolo nascosto del traditore. Si può presumere che la condanna a morte sia stata precedentemente pronunciata da un tribunale popolare, il che è la prassi normale1

Sempre il 18 febbraio, un cantiere del Pradhan Mantri Gram Sadak Yojana (progetto di costruzione stradale a livello nazionale) è stato attaccato e 8 veicoli e macchine usati nel corso della costruzione sono stati incendiati. L’azione si è svolta vicino al villaggio Malewahi a Lohandiguda (Bastar), in Chhattisgarh. Secondo “The Hitvada”, un numero imprecisato di combattenti PLGA armati (sospetti) ha preso d’assalto il cantiere, ordinando ai lavoratori di lasciare il cantiere, per poi dar fuoco ai veicoli.2

Come abbiamo già riferito, il vecchio Stato indiano non si preoccupa di fornire alla gente buone infrastrutture, ma piuttosto di ripulire le foreste per poter combattere la guerra popolare in modo più efficace e riuscire ad espandere il terrore contro il popolo.

Il 16 febbraio, un poliziotto è morto a seguito dell’esplosione di un ordigno rudimentale (IED) nella foresta di Dundru, vicino al villaggio di Chapal, nel distretto di Lohardaga, in Jharkhand. Il fatto è accaduto durante un’operazione di rastrellamento condotta dalle Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) quando un poliziotto ha calpestato l’ordigno esplosivo, provocando l’esplosione.3

1 Chhattisgarh: naxaliti uccidono un uomo sospettato d’essere un informatore (Outlook India, 18 febbraio 2021; https://www.outlookindia.com/newsscroll/chhattisgarh-naxals-kill-man-on-suspicion-of-being-informer/2032026)

2 naxaliti bruciano 8 macchine (The Hitvada, 18 febbraio 2021; https://www.thehitavada.com/Encyc/2021/2/18/Naxalites-torch-eight-machines.html)

3 poliziotto ucciso da un ordigno piazzato dai maoisti esploso nella foresta di Lohardag (Times of India, 17 febbraio 2021; https://timesofindia.indiatimes.com/city/ranchi/cop-martyred-as-bomb-planted-by-maoists- esplode-nella-foresta-di-lohardaga / articleshow / 81004513.cms)

^^^^^^

Da: demvolkedienen.org

Febbraio 2021

Azioni durante la guerra popolare

Di seguito presentiamo una breve panoramica su (presunte) azioni dell’Esercito guerrigliero di Liberazione Popolare (PLGA), guidato dal Partito Comunista dell’India (maoista), durante l’attuale guerra popolare in India.

L’11 febbraio, nelle vicinanze della zona forestale di Lugupahari, nei pressi di Tutijharna, nel distretto di Bokaro in Jharkhand è avvenuto uno scontro tra una squadra formata da una cinquantina di poliziotti della Forza di polizia centrale di riserva CRPF), da una Squadra d’assalto speciale (SAT), dalla Forza di polizia distrettuale e da Forze Jaguar del vecchio Stato federale indiano del Jharkhand e presunti combattenti PLGA. Mentre quella sera le forze reazionarie si avvicinavano alla foresta hanno subito un’imboscata da parte di un numero imprecisato di persone che hanno sparato e 2 poliziotti sono stati feriti nello scontro che ne è seguito, uno dei quali gravemente. Gli aggressori sono riusciti a ritirarsi senza perdite prima dell’arrivo dei rinforzi dal vecchio Stato.

Il 7 febbraio, un ufficiale delle Forze d’intervento speciali (STF) è stato ucciso dall’esplosione di un ordigno rudimentale (IED) piazzato da presunti maoisti vicino al villaggio di Peddagellur vicino a Raipur, capitale del Chhattisgarh Il fatto è successo durante un’operazione combinata di STF, CRPF e forze del Battaglione di comando per azione risoluta (CoBRA).

Inoltre, i media borghesi indiani vanno insistendo ancora una volta con notizie di combattenti PLGA che si presume si siano arresi o siano stati uccisi. La maggior parte di questi rapporti non sono altro che bugie per divulgare presunte vittorie nella lotta contro la guerra popolare. Inoltre, l’uso del cosiddetto conteggio delle vittime (il successo è determinato dal numero di nemici uccisi) porta ripetutamente a falsi scontri (gli agricoltori e gli abitanti del villaggio vengono fucilati e poi sono loro indossate le divise PLGA).

12 poliziotti CRPF feriti in uno scontro con i maoisti (The Pioneer, 12 febbraio 2021: https://www.dailypioneer.com/2021/state-editions/2-crpf-jawans-injured-in-encounter-with-maoists.html)

2 Chandigarh: poliziotto STF ucciso nell’esplosione di IED piazzato da naxaliti (Times of India, 7 febbraio 2021: https://timesofindia.indiatimes.com/india/chandigarh-stf-jawan-killed-in-blast-of- ied-planted-by-naxals/articleshow/80737452.cms)

^^^^^^

Da: demvolkedienen.org

La guerra popolare in India: 10-17 gennaio 2021

Anche nell’ultima settimana sono state compiute alcune azioni nell’ambito della Guerra Popolare guidata dal PCI (maoista). Ne riproduciamo alcune:

Il 13 gennaio, due appartenenti al 16° battaglione della Forza armata del Chhattisgarh (CAF) sono stati feriti da un ordigno ruimwentale (IED) fatto esplodere da sospetti membri dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) durante un’operazione di forze speciali, forze di polizia distrettuale e forze armate del Chhattisgarh nell’area di Orchha (distretto di Narayanpur) in Chhattisgarh.

Il 14 gennaio, presunti militanti del PLGA hanno ucciso una spia della polizia nel distretto Rajnandgaon in Chhattisgarh. Secondo il New Indian Express, l’obiettivo è stato ucciso alla periferia del villaggio e nei pressi del punto dove sono stati trovati volantini maoisti. Si dice anche che l’informatore fosse il marito della responsabile di villaggio locale.

Il 15 gennaio, si dice che un ufficiale dell’unità élite CoBRA della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) sia morto durante un’operazione anti-naxalita nel distretto di Sukma in Chhattisgarh

Due giorni prima, un membro della Guardia nazionale, una milizia reazionaria che appoggia le forze di polizia, è entrato in un commissariato a Bariarpur (distretto di Munger) in Bihar e ha aperto il fuoco con il suo fucile di servizio, sparando una cinquantina di proiettili prima d’essere ucciso da numerosi poliziotti.

^^^^^^

Da: Dem Volke dienen

Dicembre 2020

Sviluppi attuali nella guerra popolare

Come riportato da diversi media indiani, negli ultimi giorni sono state compiute alcune azioni militanti con ampia partecipazione di massa alla guerra popolare in corso in India, condotta dal PCI (maoista).

Il 21 dicembre è stato organizzato un bandh (sciopero armato) nel distretto di Malkangiri in Odisha, tra l’altro per protestare e denunciare un finto combattimento una settimana prima in cui sono stati assassinati 2 maoisti. Purtroppo non esistono ancora altre informazioni sul bandh.

Il 23 dicembre, un informatore della polizia è stato ucciso da presunti membri del PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) nel villaggio di Vangarai, distretto di Vishakhapatnam, in Andhra Pradesh. Secondo Times of India, 30 – 40 maoisti sono entrati nel villaggio e tirato fuori di casa sua la persona in questione, per poi ucciderla. Si può presumere che abbia dovuto affrontare un tribunale popolare prima d’essere uccisa, un fatto che i media reazionari tendono a nascondere.

Il 24 dicembre, al villaggio di Parvatpur nel distretto di Giridih in Jharkhand, sono scoppiate proteste di massa da parte degli abitanti del villaggio contro l’istituzione di un campo di polizia. Le masse erano munite con armi tradizionali e hanno gridato slogan bellicosi per denunciare la reazione. L’emittente reazionaria India Today sostiene che le masse siano state pagate dal PCI (maoista) affinché partecipassero alla protesta. Affermazione difficilmente superabile quanto a ridicolaggine.

Il 25 dicembre, unità PLGA sono riuscite a respingere gli attacchi nel corso di due combattimenti durante un’ampia operazione poliziesca di rastrellamento e distruzione, ritirandosi senza perdite. Secondo la polizia, un membro dell’unità mista delle forze CRPF, DRG e CoBRA dell’antico Stato indiano è stato ferito durante tale operazione dall’esplosione di IED (ordigno rudimentale, n.d.t.). La reazione sostiene inoltre d’aver sequestrato materiale ed esplosivi dopo i combattimenti. Non possiamo né confermare né smentire la correttezza di quanto affermato.

Il 28 dicembre, un altro bandh si è svolto nel distretto di Kandhamal in Odisha. Vari media hanno riferito che parecchi manifesti e striscioni sono stati appesi e alcune strade sono state bloccate con alberi. Purtroppo, anche in tal caso non abbiamo ulteriori informazioni. La reazione sta cercando con veemenza di nascondere i successi del PCI (maoista) nella “guerra popolare”.

Il 30 dicembre, un membro della Forza armata de Chhattisgarh (CAF) sarebbe stato ferito a seguito dell’esplosione di IED innescati nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh,

Sempre il 30 dicembre, un’altra sospetta spia della polizia è stata uccisa vicino al villaggio di Tumdikasa, nel distretto di Raipur, in Chhattisgarh. L’esatta sequenza degli eventi è sconosciuta, ma la reazione affermerebbe d’aver trovato una dichiarazione dei maoisti vicino al morto, attestante la sua identificazione come una spia della polizia.

^^^^^^

da: Dem Volke Dienen

Dicembre 2020

Guerra popolare: alcune azioni nelle prime settimane di dicembre.

Anche nelle prime settimane di dicembre vari media hanno riferito di azioni o battaglie con il PLGA, guidato dal PCI (maoista), nella “guerra popolare” in India. Di seguito ne riportiamo alcuni:

Il 17 dicembre, un dirigente di una società di costruzioni stradali è stato ucciso in un cantiere nel villaggio di Jandraguda, nel distretto di Malkangiri, in Odisha, vicino al confine con il Chhattisgarh. Il direttore del cantiere è stato avvertito più volte in passato di interrompere i lavori stradali, che hanno principalmente lo scopo di diradare la foresta pluviale, affinché la reazione possa intensificare la sua lotta contro la guerra popolare. (Il PCI (maoista) non è contro le infrastrutture e il progresso tecnico). Dopo aver ripetutamente ignorato questi avvertimenti, un’unità di presunti combattenti PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) ha fatto irruzione nel sito, ucciso il suo responsabile e dato fuoco a diversi veicoli per l’edilizia.

Il 15 dicembre, un altro cantiere stradale è stato attaccato nel villaggio di Aalwada, nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. Un numero imprecisato di persone armate, sospettate anche di essere membri del PLGA, ha attaccato il cantiere e dato fuoco a un camion, una macchina JCB, un bulldozer, una macchina livellatrice e 2 rimorchi.

Il 13 dicembre, presunti maoisti hanno ucciso una spia della polizia locale nel villaggio di Vakapalli, nel distretto di Visakhapatanam in Andhra Pradesh, dopo che alla persona presumibilmente coinvolta nell’uccisione di 28 maoisti era stato ordinato di smettere i rapporti con la reazione. Secondo il quotidiano Times of India, il PCI (maoista) ha lasciato una dichiarazione.

Il 13 dicembre, è stata tesa un’imboscata a un’unità d’élite della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF), il battaglione di commando per l’azione risoluta (CoBRA), vicino a Kasaram Nala nel distretto di Sukma, situato nella regione del Bastar in Chhattisgarh. Presunti combattenti del PLGA hanno fatto esplodere un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) piazzato nei pressi di una squadra CoBRA durante una “operazione anti-naxaliti” e ucciso un vice comandante.

Il 3 dicembre, è stato segnalato uno scontro a fuoco tra un gruppo di sospetti maoisti e il personale CRPF nell’area della foresta di Palamu in Jharkhand. Non si segnalano vittime, ma la reazione dice d’aver sequestrato munizioni e altri materiali PLGA dopo l’episodio.

^^^^^^

da: redspark.nu.en/

Fonte: https://www.newindianexpress.com/states/andhra-pradesh/2020/dec/15/maoists-gun-down-police-informer-2236329.html

15 dicembre 2020

Informatore della polizia ucciso da quadri del PCI maoista nel distretto di Visakhapatnam

Distretto di Visakhapatnam, 15 dicembre: bollandolo come un informatore della polizia, quadri di PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.), ala armata del PCI (maoista), hanno ucciso Gemmeli Krishna Rao originario del villaggio di Vakapalli nel distretto di Visakhapatnam. alle prime ore di lunedì 14 dicembre.

Si dice che l’esecuzione dell’informatore della polizia sia una rappresaglia per lo scontro a fuoco con la polizia in cui 2 maoisti sono stati uccisi domenica 13 dicembre nella zona di frontiera fra Andhra e Odisha (AOB). Il comitato zonale Pedabayalu-Korukonda del PCI (maoista) ha rivendicato l’azione con una lettera lasciata vicino al corpo dell’informatore.

Nella lettera, i maoisti hanno affermato che “Krishna Rao e suo fratello Rama Rao, presidente di Vana Samrakshana Samithi (VSS – Agenzia statale per sviluppo forestale, n.d.t.) hanno vessato abitanti del villaggio senza permettere loro di pascolare il bestiame e raccogliere legna da ardere nella foresta”.

Dopo che un avamposto di polizia è stato allestito a Nurmati, Krishna Rao ha collaborato attivamente con la polizia. Dopo Ramguda EoF, un residente del villaggio di Jamporlu ci ha informato che Krishna Rao ha fornito rifugio al personale di polizia. È stato avvertito più volte, ma non avendo cambiato atteggiamento, è stato ucciso dal PLGA, ala armata del PCI (maoista)”.

^^^^^^

da: redspark.nu.en/

Fonte: http://www.daijiworld.com/news/newsDisplay.aspx?newsID=777808

3 dicembre 2020

Quadri del PCI maoista scambiano colpi d’arma da fuoco con le forze di sicurezza nello Stato del Jharkhand

Stato del Jharkhand, 3 dicembre: giovedì ha avuto luogo un breve scambio di colpi d’arma da fuoco tra un gruppo di quadri del PCI (maoista) e le forze di sicurezza, nell’area boschiva di Palamu, in Jharkhand, cui avrebbe fatto seguito il sequestro d’armi e munizioni ai maoisti. Si sarebbe appreso che durante il rastrellamento effettuato successivamente allo scontro, siano stati recuperati sul campo di battaglia un fucile AK 47, tre caricatori, alcuni esplosivi, un fucile a ripetizione, una pistola da 9 mm, un’arma rudimentale e 2 radio.

La guerra popolare guidata dal PCI (maoista) è un conflitto in corso in Jharkhand, così come in altri 9 Stati in India. La guerra popolare è iniziata nella sua fase attuale dopo che il PCI (maoista) si è formato, tramite la fusione tra il PCI (ML) (People’s War Group) e il MCCI (Centro comunista maoista dell’India) nel 2004.

^^^^^^
Dal sito:  redspark.nu.en
Estratto da fonte:

https://thenewstrace.com/landmine-blast-in-chhattisgarh-landmine-blast-in-chhattisgarh-crpf-officer-martyred-seven-jawans-injured/115262/

29 novembre 2020

Naxaliti uccidono comandante di CRPF durante un attacco con mine nel distretto di Sukma

Distretto di Sukma, 29 novembre: il vice-comandante della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stato ucciso e altri 7 soldati sono stati feriti nell’esplosione di una mina avvenuta nel distretto di Sukma, nello Stato del Chhattisgarh sotto l’influenza dei naxaliti. Domenica 29 novembre, si è appreso che naxaliti avrebbero fatto esplodere una mina in una foresta vicino al villaggio di Tadmetla, sotto la competenza del commissariato di Chintalnar, nel distretto di Sukma. In questo episodio, Nitin P. Bhalerao vice-comandante del 206° battaglione Cobra di CRPF è stato ucciso e altri 7 soldati sono stati feriti. 

^^^^^^
Dal sito:  redspark.nu.en
Estratto da fonte:

https://www.orissapost.com/ahead-of-plga-week-mao-posters-surface-in-kalahandi/

28 novembre 2020

Manifesti del PCI maoista compaiono nel distretto di Kalahandi prima della settimana del PLGA

Distretto di Kalahandi, 27 novembre: manifesti del PCI (maoista) sono apparsi emersi venerdì 27 novembre nel villaggio di Phuladumera nel panchayat (amministrazione locale, n.d.t.) di Trilochanpur, sotto le competenze del commissariato di Bijepur, nel distretto di Kalahandi.

Il villaggio di Phuladumera si trova ai piedi della collina di Niyamgiri. Venerdì i residenti hanno scoperto manifesti del PCI (maoista), affissi in tutto il villaggio.

La divisione Banshadhara-Ghumusar-Nagamali del PCI (maoista) è contraria alla costruzione di una strada ai piedi della collina di Niyamgiri. Il partito, che si dice sia attivo nella zona di Niyamgiri, ma che di recente non abbia compiuto alcuna azione, ha fatto nuovamente sentire la sua presenza.

Il PCI (maoista) ha anche esortato la popolazione a celebrare la Settimana annuale dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare, a partire dal 2 dicembre.

L’ultima volta che poliziotti del Gruppo per le operazioni speciali della polizia di Odisha si sono impegnati in uno scontro a fuoco con il PLGA è stato il 9 settembre. Durante quello scontro due poliziotti sono stati uccisi.

^^^^^^
Dal sito:  redspark.nu.en

estratto da fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/rebels-kill-tribal-man-in-lohardaga.html

18 novembre 2020

Quadri del PCI maoista uccidono informatore della polizia nel distretto di Lohardaga

Distretto di Lohardaga, 17 novembre: un tribale 55ennne, Jagir Bhagat, è stato giustiziato la notte di domenica 15 novembre da quadri del PCI (maoista) nella località Mungo sotto l’influenza dei naxaliti, posta sotto le competenze del commissariato di Serengdag nel distretto di Lohardaga. Era sospettato d’essere un informatore della polizia, dal momento che suo figlio Rajesh Bhagat è pilota del DIG (vice-ispettore generale di polizia, n.d.t.) della gamma Palamu Rajkumar Lakra.

La squadra del PCI (maoista) ha anche lasciato volantini sul posto dell’esecuzione, oltre a una bomba. Assumendosi la responsabilità dell’esecuzione di Jagir Bhagat, il PCI (maoista) ha affermato d’averlo ucciso, essendo lui un informatore della polizia.

L’esecuzione sarebbe stata fatta dal comandante regionale del PCI (maoista) Ravindra Ganjhu e dalla sua squadra armata. Ganjhu, sul quale pende una taglia di Rs 15 lakh è ricercato per oltre una dozzina di casi che coinvolgono naxaliti, tra cui l’uccisione di 3 poliziotti della guardia nazionale e un funzionario classificato ASI della polizia di Latehar, il 22 novembre dello scorso anno.

Jagir Bhagat lavorava per alcuni appaltatori locali eseguendo lavori di sviluppo locale, per una paga irrisoria. Inoltre, gestiva un negozio a Mungo Chowk. Una sera sarebbe stato rapito da 6 quadri armati del PCI (maoista), giunti su tre moto. Avrebbero legato e trascinato Jagir Bhagat e sua moglie nel loro negozio. Avrebbero poi rilasciato Lalmani, chiedendole di andarsene, e avrebbero sparato tre proiettili su Jagir Bhagat che è morto sul colpo. Hanno accusato Jagir Bhagat d’essere un informatore della polizia e di essere sul suo libro paga.

^^^^^^
Dal sito: redspark.nu.en

estratto da fonte:

https://www.hindustantimes.com/india-news/bihar-maoists-blow-up-community-hall-in-gaya-demand-rs2-crore-from-jd-u-leader/story-hyzsG2Gt3PT2WiBnGAe0sN. Html

16 novembre 2020

Squadra armata di quadri del PCI maoista compie azione nel distretto di Gaya

Distretto di Gaya, 16 novembre: La sera di domenica 15 novembre sul tardi, quadri presunti del PCI (maoista) hanno fatto saltare in aria una sala comunitaria di nuova costruzione nel distretto di Gaya, in Bihar. Si apprende che una squadra armata del PCI (maoista) avrebbe fatto irruzione nel villaggio di Bodhi-Bigha nella zona di competenza del commissariato di Dumaria (distretto di Gaya), a circa 119 km a sud di Patna, piazzando dinamite che ha fatto esplodere l’edificio.

Secondo gli abitanti del villaggio, la sala della comunità costruita con il fondo di JD (U) MLC Anuj Kumar per un valore di Rs20 lakh, è stata per un po’ controllata dai maoisti. Il 27 marzo 2019, i maoisti hanno fatto saltare in aria anche la casa di Singh a Dumaria, presumibilmente non essendo lui riuscito a restituire il loro crore di Rs2 dovuto in note “demonetizzate” (non più usate come valuta, n.d.t.) per lo scambio.

Opuscoli lasciati sul posto affermerebbero che Singh era un informatore della polizia, molestava la gente comune ed era stato ripetutamente avvertito.

Mentre Singh ha detto d’aver incontrato il premier Nitish Kumar e ha cercato di organizzare picchetti di polizia a Bodhi-Bigha in vista della minaccia maoista, si è rifiutato di commentare la richiesta crore di Rs2 da parte dei maoisti.

Il 64enne Ram Lagan Singh, residente nel villaggio di Bodhi-Bigha, ha detto che l’episodio è avvenuto intorno alle 23:45. “L’esplosione è stata così potente che tutto ha tremato. Abbiamo anche sentito slogan come “Lal Salam” (saluto rosso, n.d.t.) gridato da fuori e abbiamo immaginato che fossero stati i maoisti a provocare l’esplosione. Quindi, siamo rimasti in casa. Quando siamo usciti la mattina, abbiamo visto che la sala della comunità era stata demolita”.

Un altro abitante del villaggio ha detto che la dinamite è stata usata per far esplodere l’edificio.

All’inizio di febbraio di quest’anno, sospetti quadri del PCI (maoista) hanno fatto saltare in aria un edificio scolastico governativo nell’area del commissariato di Banke Bazar a Gaya, lasciando poi opuscoli anti-NRC (registro nazionale dei cittadini, n.d.t.). Sono stati recuperati opuscoli scritti a mano con slogan contro “Brahminvadi, Hindutvavadi, governo fascista BJP”, che hanno messo in discussione l ‘”occupazione” degli edifici scolastici da parte delle forze di sicurezza.

^^^^^^

da: redspark.nu.en

estratto da fonte:

http://www.uniindia.com/maoists-set-two-jcb-machines-on-fire-in-hazaribagh/east/news/2223705.html

5 novembre 2020

Quadri armati del PCI maoista danno alle fiamme due macchine JCB nel distretto di Hazaribagh

Hazaribagh, mercoledì 4 novembre: quadri armati del PCI (maoista) hanno incendiato due macchine JBC nell’area di competenza del commissariato di Barkagaon, nel distretto di Hazaribagh..

L’episodio sarebbe avvenuto a 25 km da Barkagaon, all’interno di una fitta zona forestale.

Le macchine venivano usate per costruire una strada di 5,50 km intesa a collegare Patariyapani a Chendag.

Fonti riferiscono che i quadri maoisti avrebbero versato gasolio sulle macchine JCB incendiandole, per poi essere fuggiti dal sito

^^^^^^
da: redspark.nu.en

estratto da fonte:

https://www.outlookindia.com/newsscroll/2-cops-critically-injured-in-maoist-ambush-in-jharkhand/1967133

30 ottobre 2020

Due poliziotti feriti gravemente durante un’imboscata tesa da quadri del PCI maoista nel distretto di Lohardaga

Lohardaga (Jharkhand): Venerdì 30 ottobre, si è appreso che 2 poliziotti sono stati gravemente feriti durante un’imboscata tesa da quadri armati del PCI (maoista) nel distretto di Lohardaga in Jharkhand.

Durante un’operazione di rastrellamento in Shahi Ghat, maoisti avrebbero fatto esplodere uno IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) e sparato contro una squadra di polizia, in cui 2 membri sono stati gravemente feriti.

I poliziotti avrebbero risposto al fuoco, dopo di che i maoisti sarebbero riusciti a riparare nella fitta foresta.

^^^^^^
da: redspark.nu.en

estratto da fonte: https://telanganatoday.com/slained-informer-was-home-guard-maoists

fonte: https://timesofindia.indiatimes.com/city/hyderabad/maoists-say-man-they-killed-was-informer/articleshow/78900331.cms

28 ottobre 2020

Quadri del PCI maoista giustiziano informatore della polizia nel distretto di Kothagudem

Kothagudem: Il presunto informatore della polizia ucciso domenica 25 ottobre nel mandal (divisione amministrativa, n.d.t.) di Cherla, nel distretto di Kothagudem, era un assistente di polizia interna, ha affermato Azad, segretario del comitato divisionale del Partito comunista dell’India (maoista) di Bhadradri Kothagudem-East Godavari (BK-EG).

In una dichiarazione qui rilasciata martedì 27 ottobre ha detto che il defunto, identificato come Nayakulapu Eshwar operante presso la colonia del lavoro nella città di Warangal, è stato nominato informatore della polizia dai funzionari di Special Investigation Branch (SIB), offrendogli un lavoro come assistente nel dipartimento di polizia.

Agendo su indicazioni dei funzionari SIB, Eshwar si è avvicinato al partito e con il pretesto di fornire merci, ha passato segretamente informazioni alla polizia per attaccare i ranghi maoisti. Ma spesso i naxaliti sono sfuggiti a tali attacchi.

Con il suddetto pretesto, Eshwar ha condotto i quadri maoisti Srinu e Ithula in una trappola il 4 settembre, aiutando la polizia a catturarli. Successivamente i due sono stati uccisi in uno scontro verificatosi il 7 settembre a Pusuguppa, ha detto Azad, aggiungendo che per questo motivo è stato punito dal tribunale popolare.

“È entrato in contatto con noi per aiutarci a fornire la logistica. Ha costantemente condiviso le informazioni sul PCI (maoista) con la polizia. Il 7 settembre, due maoisti – Srinu e Ithula – sono stati chiamati da Eshwar per ricevere un po’ di logistica, ma Eshwar vi è giunto con la polizia, che ha ucciso entrambi i maoisti. Quindi, Eshwar è stato condannato a morte ”, diceva la lettera.

La polizia e il governo devono assumersi la responsabilità della sua uccisione e chiunque ricorra a tali atti sarà punito, ha affermato Azad, aggiungendo che la polizia minacciava gli abitanti dei villaggi e i commercianti che appoggiavano i maoisti.

^^^^^^
Da: secoursrouge.org

25 ottobre 2020

Imboscata dei guerriglieri maoisti contro due poliziotti

Sabato 24 ottobre, un poliziotto dello Stato del Chhattisgarh è stato ucciso e un altro ferito in un’imboscata tesa dai guerriglieri maoisti in una giungla nel distretto di Narayanpur (regione di Bastar). Il poliziotto deceduto apparteneva alla Guardia di riserva distrettuale (DRG) di Narayanpur. I maoisti hanno aperto il fuoco su una pattuglia della polizia vicino al villaggio di Tadur. I poliziotti hanno risposto, i maoisti hanno replicato. Operazioni di rastrellamento sono state avviate, finora senza alcun risultato.

da: respark.nu.en
Estratto dalla fonte: https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/maoists-torch-10-vehicles-of-road-construction-project.html

22 ottobre 2020

Squadra del PCI maoista incendia veicoli al cantiere stradale nel distretto di Singhbhum West

La notte di lunedì 19 ottobre, quadri presunti del PCI (maoista) hanno dato alle fiamme a 10 veicoli di una società privata coinvolta in un progetto di costruzione di strade nel distretto di West Singhbhum.

L’episodio è avvenuto su una strada in costruzione, tra Arki e Bandhgaon, area sotto le competenze del commissariato di Bandhgaon.

Secondo informazioni, 4 Poclain, un JCB cinque, una motocicletta e altri 4 veicoli sono stati ridotti in cenere.

I veicoli appartenevano a MS Construction, una delle società coinvolte nella costruzione di strade nel distretto di West Singhbhum. L’area in cui è successo l’episodio vede un’alta presenza di quadri del PCI (maoista).

da: respark.nu.en

Scoperta rete di infiltrati e informatori della polizia

9 ottobre 2020

Una rete di 17 agenti infiltrati e 8 informatori della polizia, operanti nell’area di Gangaloor, è stata identificata nelle fila del Partito comunista dell’India (maoista) clandestino. Questa rete è stata istituita dall’ispettore generale della polizia del Bastar. Tutti e 25 sono stati processati, condannati e giustiziati. Tra loro, un quadro medio, Modiyam Vijja, che già da due anni lavorava per la polizia. Si era incaricato di nuocere alla leadership del partito centrale e d’informare la polizia su quattro importanti riunioni. Vijja ha agito in coordinamento con un altro membro del comitato regionale, Gopi, fuggito per cercare protezione dalla polizia. Quello d’informare non è stato l’unico compito della rete, questa doveva provocare crimini contro i civili di cui si sarebbero poi accusati i guerriglieri maoisti.

da: respark.nu.en

estratto dalla fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/naxalites-kill-two-villagers.html

3 ottobre 2020

Naxaliti uccidono 2 spie della polizia nel distretto di Bijapur

Giovedì 1° ottobre si è appreso che 2 abitanti di villaggio, tra cui un ex-vice sarpanch (responsabile delle decisioni, n.d.t.), sono stati uccisi separatamente da naxaliti che li hanno accusati di essere spie della polizia nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh.

L’ex-vice sarpanch Dhaniram Korsa è stato ucciso nel villaggio di Bardela, mentre Gopal Kudiyam nel vicino villaggio di Gongla. Entrambi gli episodi si sono verificati nell’area sotto la competenza del commissariato di Jangla. Secondo i residenti locali, i naxaliti li hanno uccisi con armi affilate dopo averli accusati di agire come informatori della polizia.

da: respark.nu.en

estratto dalla fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/naxalites-kill-man-in-sukma.html

24 settembre 2020

Naxaliti uccidono l’informatore della polizia nel distretto di Sukma

Si apprende che mercoledì 23 settembre un 22enne è stato ucciso da naxaliti essendo sospettato d’essere una spia della polizia nel distretto di Sukma in Chhattisgarh.

L’episodio è avvenuto nella zona del commissariato di Jagargunda, considerata una roccaforte maoista.

Il corpo di Uika Hunga, rapito da naxaliti la scorsa settimana, è stato trovato tra i villaggi di Misiguda e Kunded da alcuni locali la mattina di mercoledì.

Secondo le prime informazioni, Hunga, residente a Kunded, è stata ucciso la sera di martedì 22 settembre. La causa esatta della morte sarà nota dopo l’autopsia.

Un volantino maoista scritto a mano trovato sul posto accusa Hunga d’essere un informatore della polizia e afferma che il comitato dei maoisti nell’area di Jagargunda si è assunto la responsabilità dell’omicidio.

La polizia ha negato che Hunga fosse un suo collaboratore.

È stata avviata un’operazione di rastrellamento per catturare i naxaliti.

Un membro della famiglia della vittima ha detto ai giornalisti che Hunga è stato rapito dai maoisti il ​​14 settembre quando stava tornando dopo aver accompagnato sua sorella a casa dei suoceri in un villaggio vicino.

Da: secoursrouge.org

18 settembre 2020

Venerdì 18 settembre, combattenti maoisti hanno ucciso a colpi di arma da fuoco un paramilitare catturato cinque giorni fa nel distretto di Bijapur, nello Stato del Chhattisgarh. Mannuram Suryavanshi era assegnato al 17° battaglione delle forze armate del Chhattisgarh (FAC). Lasciato in abiti civili il campo contro la guerriglia insediato nel villaggio di Patheda il 13 settembre, da allora è scomparso. Il suo corpo è stato trovato sulla strada Gangalur-Bijapur, dove il Comitato regionale maoista di Gangalur-Bijapur ha lasciato un comunicato, spiegando che Mannuram Suryavanshi ha agito da spia per conto della polizia e commesso abusi contro la popolazione.

Da: secoursrouge.org

30 luglio 2020

Un maoista è stato ucciso domenica 26 luglio in una sparatoria con la polizia nel mandal Chintapalli, nella zona di confine Andhra/Odisha (AOB). D’altra parte, un paramilitare anti-guerriglia della Guardia di riserva distrettuale (DRG) è stato ferito mercoledì 29 luglio in una sparatoria con maoisti in una foresta nel villaggio di Aautpalli, nel distretto di Bijapur. Il paramilitare è stato colpito alla gamba e ricoverato in ospedale. Le forze di sicurezza hanno intensificato le loro operazioni, mentre i maoisti stanno commemorando la “Settimana dei martiri”, dal 28 luglio al 3 agosto..

da: demvolkedienen.org

11 luglio 2020

Kashmir: diverse azioni contro il vecchi Stato indiano la scorsa settimana

Di seguito una breve panoramica delle azioni compiute la scorsa settimana contro il vecchio Stato indiano nel territorio del Kashnir occupato dagli indiani.

Il 9 luglio, un convoglio dell’esercito è stato attaccato a Pampore – un soldato è stato ferito. La reazione afferma che anche una civile è stata colpita sotto il fuoco incrociato, ma il suo stato di salute sarebbe stabile. Non sono ancora noti ulteriori dettagli sul combattimento

Sempre il 9 luglio, il leader locale del partito al potere Bharatiya Janata (BJP), Sheikh Wasim Bari, è stato ucciso nel distretto di Bandipore. La persona presa di mira stava seduta vicino a un commissariato di fronte a un negozio, quando 2 persone si sono avvicinate in moto e hanno aperto il fuoco.

Il 7 luglio, è successo uno scontro tra ribelli e una squadra operativa congiunta di Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) Rashtriya Rifles (unità speciali) e polizia di Jammu e Kashmir nel distretto di Pulwama. Nella sparatoria, un soldato della reazione è stato ucciso, un altro soldato e un ufficiale di polizia sono stati feriti.. La reazione afferma però d’essere riuscita a uccidere un ribelle. Secondo informazioni di residenti locali e testimoni oculari, giovani locali si sono scontrati con le forze di sicurezza, mentre cercavano di radunarsi sul luogo della battaglia.

Il 5 luglio, un membro di CRPF è stato ferito dall’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) nell’area di Gangoo nel distretto di Pulwama. H fatto seguito una missione di ricognizione da parte della reazione

scritto da Naho

da: demvolkedienen

Giugno 2020

Nuove azioni nella guerra popolare

Il 9 giugno, è stato attaccato un ufficio dell’amministrazione forestale nel distretto di Gadchiroli, nello Stato del Maharashtra. I combattenti hanno distrutto la struttura e bruciato documenti. L’ufficio forestale è responsabile della silvicoltura e quindi dello sfruttamento e dell’espulsione di popolazione. È pure fortemente impegnato nella bonifica della foresta pluviale per combattere la guerra popolare e i ranger del ministero delle Foreste svolgono spesso compiti di polizia.

La notte del 7 giugno, un cantiere vicino a Venkatapuram in Andhra Pradesh al confine con il distretto di Malkangiri è stato attaccato. Sono stati incendiati 7 veicoli, tra cui 2 trattori, 2 macchine JCB, un camion, un automezzo pesante e un impianto di miscelazione.

In precedenza, il 7 giugno è stato segnalato un combattimento nel distretto di Mandla in Madhya Pradesh, al confine con il Chhattisgarh. Secondo la polizia, un’unità delle forze Hawk (unità speciale) stava eseguendo una perquisizione, quando membri di PLGA hanno aperto il fuoco per garantirsi la ritirata tattica.

Il 6 giugno, un altro cantiere per la costruzione di ponti e strade è stato attaccato nel villaggio di Sarivela, nel distretto di Godavari orientale, in Andhra Pradesh. Secondo un dipendente coinvolto nei lavori di costruzione, i combattenti hanno costretto i lavoratori a lasciare il sito prima di dare fuoco ai macchinari.

Inoltre, la reazione afferma che membri PLGA hanno sparato a qualcuno da loro ritenuto un informatore della polizia. L’episodio è avvenuto nel distretto di Balaghat in Madhya Pradesh. Secondo quanto riferito da Times of India, sono stati rivenuti una lettera di rivendicazione di un attentato e un avvertimento con un cadavere con in tasca letteratura maoista. Ciò non corrisponde affatto. Sembra più un falso combattimento delle forze di sicurezza, soprattutto se si considera che la vittima ha lavorato a Hyderabad nel Telenaga negli ultimi 3 anni. Falsi combattimenti sono un mezzo spesso usato dalla reazione indiana nella sua guerra contro il popolo.

scritto da Naho

Il PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) guidato dal PCI (maoista), la scorsa settimana ha compiuto diverse azioni nell’ambito della guerra popolare.

Il 4 giugno, PLGA ha isolato una strada importante nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh. I combattenti hanno piazzato almeno 16 IED (ordigni rudimentali, n.d.t.) in vari punti della strada. Oltre 100 battaglioni di CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.), dell’unità antinaxalita di polizia distrettuale del Chhattisgarh e della Guardia di riserva distrettuale (DRG) sono schierati in quest’area.

Il 2 giugno, una miniera di bauxite è stata presa d’assalto nel distretto di Lohardaga in Jharkhand e sono stati incendiati 13 veicoli edili di BKB e della società Balaji.

Il 31 maggio, il PLGA ha attaccato un altro cantiere nel villaggio di Lavkhamman nel distretto di Gumla, situato nello Stato del Jharkhand. Nel corso dell’attacco, i combattenti hanno anche distrutto attrezzature e veicoli. La bonifica delle foreste pluviali è utile solo per la borghesia, quindi il popolo e l’ambiente possono essere sfruttati ulteriormente. Inoltre, il terrore deve quindi essere esteso contro la guerra popolare e il popolo stesso.

Sempre il 31 maggio, è stata tesa un’imboscata a una pattuglia CRPF e di polizia nel villaggio di Jonua, nel distretto di West Singhbhum in Jharkhand. Un poliziotto e una guardia del villaggio sono stati uccisi.

scritto da Naho

da:redspark.nu.en/
Fonte: http://www.mainstreamweekly.net/article9469.html

10 giugno 2020

Kobad Ghandy: uno scettro sta tormentando il mondo

Il rischio di una nuova Grande Depressione, peggiore di quella alle origini, aumenta di giorno in giorno”. – Nouriel Roubini
“Questo potrebbe trasformarsi in crisi finanziaria. Vedremo tassi di default (inadempimento, n.d.t.) più elevati e fallimenti aziendali. Potrebbe essere come negli anni ’30”. – Carmen Reinhart (Prof. of Economics & Finance, presso Harvard Kennedy’s School of Govt.)
“Peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione del 1929”. – analista veterano CNBC
Jim Richards, ex-consigliere della CIA e del Pentagono come anche della Fed (banca centrale degli USA) ha preannunciato un effetto domino in cinque fasi negli USA (probabilmente nel prossimo futuro), dicendo:

1° Depressione che porta a una forte disoccupazione, con oltre il 50% dei lavoratori a rischio. Con la gente costretta in casa e nessuna possibilità di acquistare a seguito della disoccupazione e dell’isolamento, non vi sarà richiesta di beni. E con il blocco per la prima volta nella storia, si ha uno shoc nella domanda e nell’offerta. Dato che questa crisi non inizia con un crollo finanziario (come nel 1930 e nel 2009), tagliare i tassi d’interesse e pompare denaro non avrà effetti a lungo termine per rilanciare l’economia.
2° Il prossimo effetto-domino saranno enormi bancarotte non essendoci domanda di beni, quindi nessuna vendita.
3° Il contagio si diffonderà nel settore immobiliare poiché la gente non riuscirà a pagare i suoi mutui …Questo mercato da 16 trilioni di dollari crollerà.
4° Il quarto effetto domino sarà un crollo del settore bancario con una stretta creditizia, per il crollo del credito della gente e persone e i fallimenti nel settore.
5° Crollo completo della nostra società e dello stato di diritto. Ci sono già nell’esercito colloqui segreti in preparazione della legge marziale.

Forse questo è lo scenario peggiore, ma i “fatti concreti” certamente spingono in questa direzione. In effetti, due scettri assillano il mondo. Covid-19 e una catastrofe economica. Covid non è che una continuazione dei numerosi ceppi di virus a colpire il mondo negli ultimi due decenni. Quest’ultimo fa rivivere i ricordi degli orrori della Grande Depressione negli anni ’30 e della conseguente povertà di massa. Quale dei due sarà più letale è difficile dirlo proprio ora, ma già in India rileviamo l’emergenza per milioni di migranti che non hanno da mangiare né trasporti per tornare ai loro villaggi; e il trauma di milioni di altri chiusi nelle loro case (per lo più 10 × 10, con intere famiglie) con la loro fonte di guadagno distrutta. Il futuro è molto incerto; probabilmente un mix di entrambi può devastare intere regioni del mondo, molto peggio che con la Grande Depressione.

La realtà è che le principali economie mondiali stavano già attraversando una grave crisi alla fine dello scorso anno, molto peggio che durante la Grande Recessione del 2008/09; muovendosi in una direzione simile (o peggiore) di quella negli anni ’30. Il crollo è sembrato inevitabile, Covid o non Covid. Il blocco ha ovviamente aggravato la già brutta situazione di 10 volte.
In questo doppio scenario sorge una serie di domande. Primo, dove sarebbero approdate le economie mondiali in assenza di pandemia/ blocco? Secondo, perché negli ultimi decenni, continuano a comparire nuovi ceppi di virus, ognuno più mortale dell’altro? Terzo, una misura così drastica come il “distanziamento sociale” e il “blocco” erano l’unico modo per affrontarlo, o potrebbe essersi sviluppato qualche altro metodo più efficace non così dannoso per l’economia e la vita della gente? Quarto, qual è la fonte di questo virus (o dei precedenti); e perché è stato necessario che 62 Paesi, inclusa l’India, approvassero una risoluzione all’Assemblea mondiale della sanità (parte dell’ONU) per “identificare la fonte zoonotica” e chiedere una “valutazione imparziale, valutazione indipendente e completa” della risposta OMS a Covid-19 (principalmente responsabile nel spingere in tutto il mondo il metodo adottato – distanziamento sociale e blocco)? E ironicamente, perché i due Paesi più sospetti – USA e Cina – rifiutano di far parte di questa risoluzione? Le malattie zoonotiche sono quelle trasmesse da animali/insetti all’uomo, come l’influenza aviaria, la peste suina, Nipah, Ebola, dengue e molte delle precedenti come la malaria

Queste domande e molte altre rimangono senza risposta e con i i media internazionali ad avere solo un’unica focus, la gente a confondersi relativamente alla realtà, dato che alcune questioni sfidano la logica; piuttosto naturalmente numerose teorie stanno circolando. Tuttavia, proviamo a decifrare parte della verità in mezzo a questo ginepraio solo sul versante economico, e prima di tutto partiamo dallo stato dell’economia prima del blocco, iniziato verso la fine di marzo 2020 dopo che OMS l’ebbe dichiarata una pandemia l’11 marzo il 2020.

Stato dell’economia mondiale prima della pandemia
Tutte le economie sviluppate di USA, Europa e Giappone erano già in una grave situazione di declino molto prima che scoppiasse la pandemia. Prendiamo anzitutto gli USA, di gran lunga la maggiore economia al mondo. Anche prima della pandemia l’economia USA ha conosciuto una forte contrazione pari al 4,8% nel primo trimestre del 2020, il peggiore dal 2008; si sono costantemente ridotti i tassi d’interesse dal 2,5% all’1,25% e poi il 15 marzo 2020 fino allo 0%. Si è pure dato il via libera al pacchetto standard di quantitative easing [(QE) – alleggerimento quantitativo, n.d.t.)] pari a $ 700 miliardi, portandolo in seguito al massimo di 3 trilioni di dollari. QE (essenzialmente stampa di banconote, cioè prestiti) e i bassi tassi d’interesse hanno rappresentato la panacea monetaria standard per economie in crisi.
Il Giappone, la terza maggiore economia al mondo, è stato caratterizzato da stagnazione per anni e nell’ultimo trimestre del 2019 ha conosciuto un’enorme contrazione nella misura del 7,1%. Nel disperato tentativo di superare la tempesta, ha varato numerosi pacchetti d’incentivi e approvato il maggior pacchetto della sua storia pari a 530 miliardi di dollari, aumentato poi gradualmente a ben 2 trilioni di dollari. I tassi d’interesse in Giappone sono stati inferiori allo zero per molto tempo.

Se si guarda all’Europa, lo notiamo nel primo trimestre del 2020; (gennaio – marzo), l’economia tedesca si è contratta del 2%, la Francia del 5,8%, l’Italia del 4,7%, la Spagna di uno storico 5,2%, superando di gran lunga il precedente record del 2,6% nel 2009. Il Regno Unito ha avuto una contrazione del 2% e altri Paesi europei sono andati anche peggio. Per quanto riguarda il Regno Unito, il quotidiano Guardian ha riferito nella sua edizione (15 maggio 2020) che l’economia stava già rallentando a febbraio e in marzo si è contratta nella misura del 6%, la maggiore da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1997. Come tutti gli altri Paesi, sta pompando enormi quantità di denaro per mantenere a galla l’economia. La Banca d’Inghilterra prevede che la recessione sarà la peggiore in 300 anni.

L’economia dell’UE nel complesso si è ridotta del 3,5% nel primo trimestre del 2020, il peggior calo trimestrale da quando il blocco ha cominciato a raccogliere dati nel 1995. I tassi d’interesse in Europa alla data del 20 marzo erano sullo 0%, mentre nel Regno Unito erano pari a 0,1% in Danimarca 0,6% e in Svizzera – 0,75%. A rinnovati segnali di debolezza economica, la BCE ha portato il suo tasso d’interesse di riferimento ulteriormente sotto lo zero a settembre 2019, a meno – 0,5%. Anche Svezia, Svizzera e Danimarca hanno registrato tassi in rosso, così come il Giappone. Tutto ciò molto prima dell’inizio del blocco.

L’economia cinese, la seconda maggiore al mondo, si è contratta del 6,8% nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo un anno fa – il suo più grande calo in quasi 3 decenni, essendosi la produzione industriale del Paese e la spesa interna arrestate di colpo in mezzo allo choc senza precedenti derivante dal coronavirus. Naturalmente, questo è avvenuto dopo che il coronavirus l’ha colpita.

Non solo il fatto che i prezzi delle materie prime hanno iniziato a crollare verso la fine di febbraio. I prezzi del petrolio USA hanno perso la metà del loro valore in meno di due settimane nella seconda metà di febbraio, essendo precipitati a $ 24,5 al barile, il più basso valore dal 2003.

Occorre comprendere queste cifre. Nel 2017 ho scritto dalla prigione [nell’articolo: “India e evoluzione del nuovo ordine mondiale” nel numero di Mainstream del 18 settembre 2017] che “Dati tutti gli indicatori tendenti al basso, il quotidiano The Economist avverte che la Legge di Sod (assioma della cultura britannica, secondo cui “se qualcosa può andare storto, lo farà” e accadrà anche nel “momento peggiore possibile” n.d.t.) decreta che prima o poi i responsabili politici dovranno affrontare un’altra crisi. E, aggiunge, il pericolo è che questa volta, avendo esaurito il loro arsenale (cioè manipolazioni monetarie di QE e bassi tassi d’interesse), ai governi e alle banche centrali non rimarranno munizioni per combattere la prossima recessione”.

In precedenza nello stesso articolo avevo avvertito che “Malgrado misure così disperate, un massiccio QE e tassi d’interesse vicini allo zero e persino un rilancio dei tassi d’interesse negativi sembrano lontani, e il declino economico continua. Nei 5 anni, giungendo a fine 2016, i profitti del MNCS (multinazionali, n.d.t.) sono diminuiti del 25%. I rendimenti degli investimenti sono scesi al minimo in due decenni. La maggior parte dei giganti ha registrato una crescita lenta. Secondo un rapporto UNCTAD (Conferenza ONU sul commercio e lo sviluppo, n.d.t.) i tassi di crescita di Europa e Giappone continuano a ristagnare a livelli prossimi allo zero, mentre negli USA rallenterebbero dell’1,6% nel 2016 (infatti, negli USA la crescita del primo trimestre del 2017 è stata la più bassa in tre anni, pari allo 0,7 per cento). Ha riferito che la crescita del commercio globale ha subito un rallentamento ancora più drammatico fino all’1,6% nel 2016, un punto percentuale inferiore alla produzione mondiale”.

Ho aggiunto in quell’articolo anche prima della crisi, secondo Thomas Picketty, che durante l’intero periodo della globalizzazione, solo l’1% dei ricchi ha accumulato una ricchezza fenomenale, mentre il resto ha perso orribilmente. E dopo il 2008, le condizioni sono ulteriormente peggiorate per le misure d’austerità imposte dai vari governi. Il denaro per lo stato sociale è stato deviato per salvare le banche. Ad esempio, il Regno Unito ha fatto ricorso a misure d’austerità a un livello mai visto a memoria d’uomo, tagliando pagamenti per lo stato sociale, pensioni e servizi finanziati dal governo. Gli occupati guadagnano il 15% in meno di quanto guadagnavano 10 anni fa (che era già basso a causa degli anni di globalizzazione) e gli studenti escono dall’università con debiti di 40.000 dollari (Rs 30 lakh).

Era evidente da tutto ciò che dopo la Grande Recessione del 2008-2009 era in atto una grave crisi non essendo in grado di riprendersi, nonostante misure disperate potessero riuscire a mantenere a galla le loro economie. Sebbene ci siano stati continui cicli di crisi dalla seconda guerra mondiale nell’economia degli USA [1957, 1960, 1973, 1980 e 2001 Dot Com crash (bolla speculativa fra il 1997 e il 2000, n.d.t.)] e la situazione nel mondo è stata così grave come quella nel 2009, che quasi ha assunto la forma della Grande Depressione degli anni ’30. Ma anche in questo caso il PIL si è ridotto del 4,3% durante una recessione di 18 mesi, mentre la disoccupazione ha raggiunto il 10%, minore rispetto a quello che vediamo oggi.

In altri Paesi del mondo la situazione è stata anche peggiore. La crisi economica negli anni ’90 che ha colpito ex-Stati membri dell’Unione Sovietica è stata quasi due volte superiore a quella della Grande Depressione nei Paesi dell’Europa occidentale e negli USA, durante gli anni ’30. Il tenore di vita medio ha registrato un crollo catastrofico nei primi anni ’90 in molte parti dell’ex-blocco orientale, soprattutto negli Stati post-sovietici. Anche prima della crisi finanziaria in Russia nel 1998, il PIL russo era la metà di quello presente nei primi anni ’90. Alcune popolazioni sono ancora più povere oggi rispetto al 1989 (ad esempio Ucraina, Moldavia, Serbia, Asia centrale, Caucaso). Il crollo dell’economia pianificata sovietica e la transizione verso l’economia di mercato hanno portato al declino catastrofico del PIL, pari a circa il 45% nel periodo 1990-1996 e la povertà nella regione è cresciuta di ben oltre 10 volte.

È in questo scenario continuo di crisi economiche mondiali (esclusa la Cina) che dobbiamo vedere il massiccio declino prima del blocco per il coronavirus. Dati questi fattori, anche se non ci fosse stato un blocco, la crisi economica avrebbe probabilmente raggiunto i livelli della Grande Depressione; ora sarà molto peggio. Tuttavia, i media non dicono una parola sullo stato dell’economia mondiale prima del blocco, e la pandemia è arrivata casualmente nello stesso momento del crollo economico. E se adesso parlano del crollo delle economie, danno opportunamente la colpa alla pandemia. Ciò distorce l’intera realtà e presenta solo una mezza verità.

Passiamo ora all’impatto del blocco sull’economia.

Impatto del blocco
Il 30 gennaio 2020 l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato Covid-19 una “emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale”. Fino ad allora il numero di decessi fuori della Cina è stato di soli 170 e i casi sospettati erano 7.736 nel mondo. Difficilmente qualcosa che giustificherebbe una “emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale”. Quindi, l’11 marzo l’OMS l’ha dichiarata una pandemia dopo che le morti “attribuite” a Covid-19 dalla John Hopkins University sono salite a 4.300 in tutto il mondo. Il termine “attribuito” è importante in quanto non dice direttamente i decessi “causati” da Covid-19. In altre parole, anche queste “morti” sono state speculative e presunte, non definite; tuttavia è stata dichiarata una pandemia con solo 4.300 nel mondo. Strano, per non dire altro!
A prescindere se il blocco sia stata la migliore opzione per il momento, anche le stime prudenti danno l’impressione che il blocco, come conseguenza di un già grave declino delle economie, sarà da capogiro; molto peggiore non solo di quello durante la Grande Recessione del 2008-09, ma anche della Grande Depressione degli anni ’30. Abbiamo già visto nel primo trimestre (ovvero prima dell’avvento del blocco) la maggior parte delle principali economie era già in stato di gravi recessioni; il maggiore mai registrato.

Se osserviamo dati comparativi, durante la Grande Depressione il PIL globale è diminuito del 26,7% nei 43 mesi della sua esistenza tra il 1929 e il 1933, ovvero all’incirca una contrazione del 6,5% ogni anno. In occasione della Grande Recessione nel 2008-09 il PIL negli USA è diminuito del 4,3% e non figura una ripresa fino al 2011. L’occupazione è diminuita di 8,6 milioni. Se prendiamo dati comparativi per oggi, scopriamo che Goldman Sachs (grande banca d’affari, n.d.t.) ha previsto un calo del PIL nel secondo trimestre di qualcosa tra il 26-40% negli USA e, entro la fine di aprile, fino a 26 milioni di persone hanno richiesta di disoccupazione. Questa volta gli USA hanno messo in campo il maggiore pacchetto di stimoli nella sua storia pari a 3 trilioni di dollari e anche tassi d’interesse ridotti a zero nottetempo.

Se guardiamo ad altre economie, FMI (Fondo monetario internazionale, n.d.t.) prevede un calo dell’8% per il 2020 in UE (Unione Europea, n.d.t.), con il Regno Unito che subisce una contrazione del 30% nella prima metà dell’anno in corso, l’Italia per il 18% nel secondo trimestre.

La pandemia da coronavirus (COVID-19) sta colpendo le economie dell’America Latina e dei Caraibi attraverso fattori esterni e interni, il cui effetto combinato porterà alla peggiore contrazione che la regione abbia mai subito, superando quelle nel 1914 e nel 1930. Secondo le ultime stime, una contrazione regionale media del -5,3% è prevista per il 2020, come indicato da ECLAC (Commissione economica dei Paesi dell’America Latina) in un nuovo rapporto.

Analisti intervistati da Reuters (agenzia di stampa britannica, n.d.t.) prevedono che l’economia giapponese si ridurrà del 22% durante il periodo aprile-giugno, il che rappresenterebbe il suo maggior declino storico. Il governo giapponese ha già annunciato complessivamente un pacchetto record di stimolo da 2 trilioni di dollari, pari a oltre il 40% del suo PIL, e la Banca del Giappone ha ampliato le sue misure per stimolare l’economia per il secondo mese consecutivo in aprile.

FMI (Fondo monetario internazionale, n.d.t.) ha prudentemente previsto una contrazione dell’economia mondiale pari al 3%. Si stima che avverrà una perdita di produzione pari a 9 trilioni di dollari (ovvero oltre 3 volte il PIL dell’India) in tutto il mondo. Forse le cifre sono molto maggiori, dato che il blocco sembra continui.

Queste stesse pandemie sono il risultato delle attuali politiche economiche che distruggono il nostro ambiente e quindi indeboliscono i livelli di immunità non solo degli esseri umani ma anche degli animali, provocando un’intensificazione delle malattie zoonotiche (trasmesse da animali/insetti agli umani). OMS (Organizzazione mondiale della sanità, n.d.t.) nel suo rapporto afferma che “il XXI° secolo è già stato segnato da grandi epidemie. Vecchie malattie – colera, peste e febbre gialla – sono tornate e ne sono emerse di nuove: SARS, influenza pandemica, MERS, Ebola e Zika.(da zanzara, n.d.t.)……. Le malattie covered sono: “Malattia da virus Ebola, febbre emorragica di Lassa, virale, febbre emorragica di Crimea-Congo (febbre virale della famiglia Nairovirus, n.d.t.), febbre gialla, Zika, chikungunya (da zanzara infetta, n.d.t.), influenza aviaria e altra influenza zoonotica, influenza stagionale, influenza pandemica, sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS), colera, monkeypox (vaiolo delle scimmie, n.d.t.) peste, leptospirosi e meningite meningococcica”. Perché queste hanno avuto un simile enorme sviluppo negli ultimi due decenni? Studi hanno dimostrato che è il risultato dello stupro della natura non solo da parte delle proprietà immobiliari, ma di ciò che Vandana Shiva (attivista e ambientalista indiana, n.d.t.) chiama il “cartello del veleno”. E se si aggiunge la massiccia distruzione dei nostri suoli, dei semi indigeni, l’uso massiccio di fertilizzanti, pesticidi, ormoni e altri prodotti chimici nelle nostre catene alimentari, non solo otteniamo un’accentuazione di queste malattie, ma anche di cancro, insufficienza renale e una miriade di nuove malattie. Infatti, i numeri riguardanti la mortalità in alcune precedenti pandemie, come l’influenza asiatica, 1957-58 (1,1 milioni di morti) e influenza di Hong Kong, 1968 (2 milioni di morti), nonché la pandemia del 2009, le morti sono state enormi. Attualmente il numero di decessi da Covid-19 nei 3 mesi, fino a fine maggio, è di 314.687. Uno degli studi più completi sulla pandemia, a cura di Imperial College di Londra, mostra che il “tasso di mortalità per caso” o la mortalità fra coloro contagiati da Covid-19 è del 0,9% –

In sostanza, la causa generale di entrambe le pandemie come anche della crisi economica è l’attuale sistema capitalista/finanziario parassitario in cui, man mano che i rendimenti sul capitale nella produzione continuano a declinare, si devono scoprire nuove sfere di estrazione, indipendentemente dall’impatto ambientale o sulla salute della gente. E in questa era digitale va trasformandosi sempre più la prosperità parassitaria della finanza, della speculazione e del commercio e cresce il peggio delle malattie piuttosto che la produzione. Il Deep State (“Stato profondo” n.d.t.) non è più il complesso militare-industriale, ma il complesso militare-industriale-digitale-farmaceutico che governa il mondo. Come ha affermato Vandana Shiva, sono 3 le società a dominare il ‘Poison Cartel’ con le fusioni che formano il big-3. Sono: Monsanto-Bayer, Dow-Dupont e Syngenta – ChemChina. Sono queste a produrre i gas per lo sterminio destinati a Hitler come anche nella guerra del Vietnam. Ora producono i nostri semi (genetici), fertilizzanti, pesticidi ecc., che sono la fonte della maggior parte delle malattie moderne; preparano anche i farmaci antitumorali.

Ora diamo una breve occhiata al funzionamento dell’economia oggi e quale potrebbe essere il probabile impatto per questo crollo e una possibile alternativa praticabile.

Blocco & post-blocco
Per prima cosa diamo un’occhiata agli USA, sospettati d’essere la principale fonte del virus (insieme alla Cina). Tra il 18 marzo e il 19 maggio, il patrimonio netto totale di oltre 600 miliardari statunitensi ha avuto un balzo 434 miliardi di dollari o nella misura del 15%, sulla base dell’analisi ATF (Americans for Tax Fairness – Americani per l’equità fiscale, n.d.t.) di dati Forbes.(rivista USA di economia, finanza, industria investimenti, marketing, n.d.t.). I primi 5 miliardari USA – Jeff Bezos, Bill Gates, Mark Zuckerberg, Warren Buffett e Larry Ellison di Oracle – hanno visto crescere la loro ricchezza di 75,5 miliardi di dollari, ovvero pari al 19%. A marzo erano indicati 614 miliardari nella lista di Forbes e 630 due mesi dopo, incluso il nuovo arrivato Kanye West, con 1,3 miliardi di dollari. Il valore in possesso ai miliardari è salito nel periodo da 2.948 trilioni a 3.382 trilioni di dollari. “Insieme, i primi 5 si sono presi negli ultimi due mesi il 21% della crescita della ricchezza totale di oltre 600 miliardari. Le fortune di Bezos e Zuckerberg sono cresciute insieme per quasi 60 miliardi di dollari, ovvero il 14% del totale di 434 miliardi di dollari”, afferma il rapporto. Rapporto di ATF e Institute for Policy Studies Program on Inequality.(Istituto per il programma di studi politici sulla diseguaglianza, n.d.t.). Nello stesso periodo indicativo, oltre 38 milioni di lavoratori americani hanno perso il lavoro, quasi 1,5 milioni si sono ammalati da virus e ne sono morti circa 90.000.
D’altra parte, la popolazione attiva ci ha rimesso terribilmente. 2,7 miliardi di lavoratori ora colpiti da misure di blocco totale o parziale, rappresentano circa l’81% dei 3,3 miliardi di forza lavoro nel mondo, costretti ora ad affrontare una forte riduzione del loro reddito e dell’occupazione. Qualsiasi tipo di misura adottata da FMI, Banca mondiale, ‘OCSE e da analisti privati sta prevedendo ovunque una riduzione del 5% del PIL globale quest’anno, che sarà molto superiore a quella conosciuta durante la recessione globale del 2008. La condizione della popolazione migrante in India non è mai stata così negativa dai tempi del dominio britannico. Milioni di indigenti sono praticamente costretti a chiedere un boccone di cibo nelle città che hanno contribuito a costruire. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, altri hanno perso il lavoro e gran parte della classe media e i lavoratori autonomi sono stati spinti in uno stato d’impotenza, mancanza di mezzi e con problemi psicologici. Gli anziani sono tormentati dalla polizia e dalla società, come se fossero tutti sospettati di contagio da coronavirus.

Inoltre, come abbiamo visto, anche prima del blocco le economie mondiali erano dirette verso la peggiore crisi di sempre. Ciò avrebbe comportato enormi difficoltà e condotto alla possibilità di rivolte nel mondo. Il sistema capitalista sarebbe stato anche considerato dalla maggioranza assolutamente non praticabile. Sarebbe apparso come la “fine della storia” per il capitalismo, non come Fukuyama ha predetto “per il comunismo”.

Negli anni ’30, per far fronte alla fame e al malcontento da essa prodotto sono sorti partiti fascisti che hanno massacrato milioni di persone e cercato di deviare il malcontento della gente nell’antisemitismo e nell’uso del “divide et impera” (dividi e domina, n.d.t.). Dato che la situazione probabilmente peggiorerà, questa volta ai governanti nel mondo occorreva un motivo per reprimere. Cosa c’è di meglio di questa pandemia ……… ciò che è stato sostanzialmente una crisi del sistema capitalista, ora sarà giudicato una crisi dovuta a pandemia. Suscitando isteria di massa e paura, hanno praticamente portato l’intera popolazione agli arresti domiciliari ……. Senza precedenti nella storia e de facto con il consenso sociale, con le persone stesse a costringerlo per paura della diffusione del virus. In un Paese dopo l’altro l’intero Stato è stato consegnato alla polizia, la sola cui è permesso circolare liberamente (per loro non esiste covid) e dettare legge con mano di ferro contro chiunque osi addirittura uscire di casa. Ogni permesso, ogni azione deve passare con il consenso della polizia, non del dipartimento della salute. Inoltre, tutte le istruzioni centrali sono emesse dal ministero degli Interni, quando avrebbe dovuto essere il ministero della Salute a dover essere in prima linea. In altre parole, tutto è un’azione di polizia, non un’azione medica. Se l’attenzione fosse stata di tipo medico, avrebbe potuto essere più incentrata sul rafforzamento dell’immunità, di cui si sono occupati singoli e ONG, come Rajeev Bajaj (MD e CEO di Bajaj Auto), non il governo.

Ora per uscire da questa crisi economica i governi di tutto il mondo hanno i due strumenti monetari standard: aumentare il debito stampando banconote (allentamento quantitativo) e riducendo drasticamente i tassi d’interesse. Ma questi paesi hanno dovuto affrontare un dilemma; a causa della continua stagnazione delle loro economie, hanno già accumulato enormi quantità di debito e ridotto i tassi d’interesse a circa zero e anche negativi. Avendo già fatto questo di fronte a una crisi così grave quale era la loro via d’uscita? Ironia della sorte, non hanno altro meccanismo che adottare le stesse misure che governi come USA, Giappone e Paesi UE che pompano denaro in quantità record per salvare le loro economie e ridurre ancora più, ove possibile, i tassi d’interesse. Questa è una scommessa gigantesca in quanto potrebbe fungere da ammortizzatore, ma può creare un crollo ancora più grande nei giorni a venire.

La produzione nella maggior parte dei settori diminuirà del 25% o più, secondo OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, n.d.t.) e il blocco inciderà direttamente sui settori che rappresentano 1/3 del PIL nelle principali economie. Per ogni mese di blocco, si avrà una perdita del 2% rispetto alla crescita annuale del PIL. Questo, in breve, potrebbe superare qualsiasi collasso della produzione globale negli ultimi 150 anni! Ancora peggio della Grande Depressione degli anni ’30. FMI prevede che oltre 170 Paesi quest’anno registrerebbero una crescita del reddito pro-capite negativa. Questo sta a significare quanto è grave la situazione.

Milioni di posti di lavoro sono scomparsi a livello globale, secondo ILO (Organizzazione internazionale del lavoro, n.d.t.). La crisi COVID-19 dovrebbe cancellare il 6,7% delle ore di lavoro a livello globale nel secondo trimestre del 2020, un equivalente di 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. La perdita di reddito da lavoro si aggira su 3,5 trilioni di dollari (massimo) nel 2020. Quindi, enormi quantità di gente saranno ricacciate nella povertà. Secondo Oxfam (Confederazione internazionale di organizzazioni “non profit”, n.d.t.) , considerato lo scenario più grave – ovvero una contrazione del 20% delle entrate – il numero di persone al mondo che vivono in condizioni di estrema povertà aumenterebbe da 434 milioni a 932 milioni. Lo stesso scenario vedrebbe il numero di persone, che vivono con meno di 5,50 USD al giorno, aumentare da 548 milioni a quasi 4 miliardi di individui. A un livello anche più grave acuto, stiamo entrando in una fase di vero pericolo per milioni di persone proprio affamate, che muoiono di fame, in un modo che non dovrebbe accadere nel XXI° secolo. Questo vediamo già accadere su vasta scala in India.

Come evidenzia Michael Roberts (in “Il dilemma del debito”), l’aumento del debito globale riduce la capacità delle economie capitaliste di evitare crolli e trovare modi rapidi per recuperare.

Durante l’attuale crisi coronavirus, il crollo è accompagnato da un elevato debito globale, sia pubblico, societario e domestico. Institute of International Finance, un ente commerciale, stima che il debito globale, sia pubblico che privato, ha superato 255 tn (miliardi, n.d.t.) di dollari alla fine del 2019. Vale a dire 87tn di dollari più alto rispetto all’inizio della crisi del 2008 e indubbiamente sarà estremamente superiore a causa della pandemia. Come ha sostenuto Robert Armstrong del quotidiano Financial Times: “la pandemia pone in particolare grandi rischi economici per le società con bilanci altamente indebitati, un gruppo che ora include gran parte del mondo delle imprese. Tuttavia, l’unica soluzione praticabile a breve termine è prendere in prestito maggiormente, per sopravvivere fino al superamento della crisi. Il risultato: le società affronteranno la prossima crisi con pile di debito ancora più precario. “Negli USA il debito delle società non finanziarie era di circa 10 miliardi di dollari all’inizio della crisi. Con il 47% del PIL (prodotto interno lordo), non è mai stato così grande. In condizioni normali questo non sarebbe un problema, perché tassi d’interesse bassi renderebbero il debito più facile da sostenere. I padroni delle aziende, sfruttando, hanno solo seguito gli incentivi loro offerti. Il debito è conveniente deducibile dalle tasse, quindi facendone maggior ricorso aumenta i guadagni. Ma in una crisi, qualunque sia il suo prezzo, il debito diventa nocivo. Mentre le entrate crollano, i pagamenti degli interessi incombono. Le scadenze del debito diventano minacce inesorabili. La possibilità di inadempienze contagiose cresce e il sistema scricchiola

Eppure, tutti i Paesi sviluppati già nel pieno di una crisi del debito sovrano oggi si servono solo dello stesso meccanismo di uscita dall’attuale crisi, in quanto sembrano non avere altra risorsa; anche ben sapendo quanto disastroso potrebbe essere il futuro.

Infatti, sin dalla metà degli anni 1980, l’economia USA è stata trascinata in una serie di cicli, ognuno dei quali implicante in una certa misura prestiti sconsiderati e speculazioni patrimoniali che portano crisi finanziarie, pressioni deflazionistiche e prolungata debolezza economica. In altre parole, piuttosto che investire in attività produttive, le società sono passate alle fusioni e alla speculazione finanziaria così che gran parte dei loro profitti sono derivati sempre più da plusvalenze, piuttosto che da profitti derivanti dalla produzione.

Quindi, abbiamo lo choc petrolifero del 1973; la recessione del 1982-83 che ha introdotto le politiche di liberalizzazione di Reagan/Thatcher; poi l’episodio Dot Com del 2001 e infine la Grande Recessione del 2008-09.

La profonda crisi del 1980-1982 ha decimato i settori manifatturieri nel nord globale e indebolito i sindacati per una generazione. Sono state poste le basi per le cosiddette politiche neoliberiste intese a cercare di aumentare la redditività del capitale attraverso un aumento del tasso di sfruttamento. Ed è stata la base per uno spostamento del capitale dai settori produttivi nel “nord globale” al “sud globale” e nel capitale virtuale del settore finanziario. Profitti reinvestiti e prestiti di denaro in obbligazioni e azioni ha fatto scendere i tassi d’interesse e aumentato le plusvalenze e i prezzi delle azioni. Le società hanno lanciato un programma incessante per riacquistare le proprie azioni e i prestiti per far sì che aumentassero i prezzi delle azioni.

Ciò ha posto le basi per la massiccia finanziarizzazione dell’economia che oggi ha assunto dimensioni gigantesche con la sempre maggiore concentrazione di denaro nelle mani di pochi. Come ha dichiarato Vandana Shiva a Ginevra il 14 marzo 2019, risulta che a marzo 2016 i 6 più ricchi avevano 343 miliardi di dollari; l’anno successivo la loro ricchezza è passata a 402 miliardi di dollari. E la massa attuale di questa ricchezza è organizzata da Asset Management Funds [(AMFs) Fondi di gestione patrimoniale, n.d.t.), inesistenti prima della liberalizzazione. I migliori AMF nell’agosto 2019 hanno controllato una ricchezza pari a 74 trilioni di dollari (per dirla in prospettiva, l’intero PIL indiano è di circa 2,5 trilioni di dollari). La loro maggiore espansione è avvenuta dopo il 2008/2009. Ad esempio, i due più grandi negli USA/nel mondo, Blackstone e Vanguard, nel 2008 detenevano una ricchezza di 1 trilione di dollari ciascuno. Nel 2019 Blackstone aveva 7 trilioni di dollari e Vanguard 5,6 trilioni di dollari. UBS era a quota 3,4 trilioni di dollari. La maggior parte di questi giganti ha le proprie sedi registrate in paradisi fiscali e quindi paga poche tasse. In confronto, le attività totali di Goldman Sachs nel 2019 sono state valutate 1 trilione di dollari.. La massa della ricchezza creata da questi AMF è tramite l’apprezzamento del capitale, non il profitto. Quindi, mentre Blackstone nel 2019 aveva un profitto lordo di 7,4 miliardi di dollari, quello di Goldman Sach era pari a 34 miliardi di dollari.

Mentre questi conglomerati accumulano enorme ricchezza, la redditività è stata estremamente debole nella produzione, come abbiamo condotto a questa crisi, e ciò indica che non sono riusciti a fronteggiare un grave collasso dei sistemi sanitari e delle economie. Infatti, se consideriamo i profitti aziendali globali e non solo l’entità dei profitti tramite investimento (ovvero redditività), notiamo che l’ammontare totale dei profitti si è arrestato nelle principali economie, quando siamo entrati nella pandemia. Come abbiamo visto, l’economia mondiale stava già per entrare in una recessione di una certa proporzione, ma ora ovviamente la pandemia ha peggiorato la recessione.

Una parte del problema per superare la bassa redditività è derivata dal fatto che le società hanno preso di più in prestito, aumentato il loro debito, assunto prestiti in banca, cercando di procedere. Ciò è stato particolarmente vero per le società minori che hanno dovuto indebitarsi molto per le vendite che stavano effettuando per continuare a tirare avanti, aumentando il peso dei propri oneri. Se qualcosa dovesse andare storto, rimarrebbero con enormi quantità di debito. Queste società devono pagare e, in caso d’inadempienza, saranno nei guai non solo loro, ma anche i finanziatori. Pure i mercati emergenti sono stati attraversati da un drammatico aumento di debiti, mentre la crescita ha rallentato.

Anche nell’attuale pandemia la mole dello “stimolo” è destinata alle banche e agli strumenti finanziari, sostenendo così i mercati azionari e la ricchezza delle grandi imprese. La Federal Reserve USA è intervenuta per iniettare quantità enormi di credito acquistando obbligazioni e strumenti finanziari in modo che banche e istituzioni possano restare a galla. Ma queste ricette funzioneranno questa volta? Jim Richards non pensa che la domanda non aumenterà. Naturalmente, per fare questo e alleviare parte della sofferenza a coloro rimasti senza lavoro, i governi occidentali, a differenza dell’India, hanno anche versato denaro sui loro conti.

Blocco in India e il nostro futuro
Anche in India, la situazione è stata precaria molto prima del blocco. Sebbene il governo abbia interrotto la pubblicazione di molti dati ufficiali per impedire che i fatti venissero divulgati, il bilancio stesso ha rappresentato la triste realtà. Nel bilancio si dichiara: Nell’esercizio finanziario 2019-2020, la crescita del PIL reale al 5% è la più lenta dalla crisi del 2008-2009. La crescita della produzione al 2% è la più bassa degli ultimi 13 anni; la crescita degli investimenti è stata inferiore all’1%, la più bassa in 15 anni. Inoltre, la rupia è crollata a un minimo storico di Rs.76 nei confronti del dollaro e prevedeva una ulteriore crollo. Anzitutto sono stati PSB (Banche del settore pubblico, n.d.t.) a vacillare per ANP (attività deteriorate, n.d.t.); ora si sono spostati verso organi di finanziamento delle infrastrutture come IL&FS, poi verso banche cooperative come Punjab & Maharashtra Cooperative Bank, e ora anche verso banche del settore privato, con il crollo dell’enorme Yes Bank. Ciò si è ulteriormente diffuso ai fondi comuni d’investimento con il gigantesco fondo Comune Americano Franklin Templeton che ha dovuto chiudere 6 dei suoi fondi il 23 aprile. Cosa mai successa in India in passato. Il denaro degli investitori bloccato in questi fondi è pari a circa Rs 25.000 crore , tutti appartenenti alla classe media. Giornali hanno predetto che la magagna potrebbe estendersi ad altri fondi comuni. Inoltre, tra gennaio e la fine di marzo il mercato azionario è calato fino al 35%.
E ora, se ci rivolgiamo alla situazione post-blocco in India. Il quotidiano The Economist (22 maggio 2020) afferma: Goldman Sachs, prevede che l’economia si contragga del 45% in questo trimestre (da aprile a giugno 2020) su un tasso annuale e del 5% per l’intero anno, ipotizzando un grande balzo nella seconda metà. Le esportazioni indiane sono crollate del 35% a marzo e di un altro 60% ad aprile. India Today ha riferito che frutta e verdura stanno marcendo non esistendo mezzi di trasporto o di lavoro, per raccoglierle e, anche se raccattate, per portarle al mandi. Il settore del trasporto e della logistica che conta un’attività pari a Rs.15 lakh crore è stato paralizzato dopo il 24 aprile, con 1,5 milioni di camion bloccati in strada (su 7,5 milioni) a causa dell’improvviso annuncio.

L’attività produttiva in India ha visto una contrazione senza precedenti ad aprile, poiché il blocco ha portato a un crollo della domanda e a enormi interruzioni della catena di approvvigionamento, secondo l’indagine IHS Markit (PMI) sui gestori d’acquisti. Il 27 aprile, il PMI HIS Markit India Manufacturing adeguato stagionalmente a marzo è sceso da 51,8. “L’ultima lettura ha indicato il peggioramento delle condizioni di business in tutto il settore da quando la raccolta dei dati è iniziata oltre 15 anni fa. Il declino delle condizioni operative è stato parzialmente guidato da una contrazione senza precedenti della produzione”, ha affermato IHS Markit. A marzo la PRODUZIONE IN FABBRICA ha visto una contrazione record del 16,7%.

TRANS UNION CIBIL ha affermato che prestiti per un valore di Rs 2,32000 crore a micro, piccole e medie imprese (MSME) corrono il rischio maggiore di diventare attività deteriorate (NPA). Il tasso di NPA per gli MSME è aumentato continuamente negli ultimi anni, raggiungendo il 12,6% a partire da dicembre 2019, secondo un rapporto Cibil. “La quantità di MSME che rientra nella fascia di rischio più elevata presenta saldi di credito in sospeso di Rs2,32,000 crore, che rischia maggiormente di entrare in NPA”, ha detto Cibil.

Non sorprende che lo stesso The Economist abbia riferito che: il Consiglio nazionale di ricerca economica applicata, gruppo di esperti a Delhi, prevede una contrazione del 12,5% quest’anno fiscale, a meno che non vi sia un grande stimolo. E per quanto riguarda il “grande” stimolo annunciato da Modi, The Economist ha questo da dire: Ma invece di una spinta dal lato della domanda, e in particolare un sostegno urgente in denaro per i più poveri, ciò che l’onorevole Modi ha fornito è stato un hotchpotch (miscuglio, n.d.t.) di incentivi dal lato dell’offerta e incitamenti come garanzie di credito, insieme a riforme il cui impatto si farà sentire solo a medio termine, al più presto. Gran parte dello stimolo è stato costituito da misure precedentemente annunciate o da movimenti della banca centrale per stimolare il prestito. Le stime dell’attuale nuovo impegno fiscale da parte del governo Modi vanno da un misero 0,7% del PIL all’1,3%, ben lontano dal 10% sbandierato.

I giornali lo stanno confrontando con l’influenza “spagnola” nel 1918 portata in India dai soldati di ritorno dalle trincee della prima guerra mondiale (una ricompensa degli inglesi), il che è ridicolo, dato che durante quella pandemia circa 18 milioni di indiani hanno perso la vita, ma fino ad oggi nei due mesi dopo il blocco il conteggio delle morti ufficiali è poco più di 4.000 per l’intero Paese. I casi superano un lakh (100.000), ma le morti sono ridotte. È un dato di fatto che il tasso di mortalità è inferiore all’1% e che la maggior parte dei decessi si verifica per altre patologie. In realtà lo spavento/panico è stato inutilmente costruito da ICMR [(Indian Council of Medical Research) – Consiglio indiano per la ricerca medica, n.d.t.)] già dal 27 febbraio, quando ormai non vi era quasi un caso. Ricorrendo a “modelli matematici” ha previsto 1,5 milioni di casi a Delhi e 5 lakh ciascuno a Mumbai, Calcutta e Bangalore. Nel peggiore dei casi, ha previsto a Delhi 10 milioni di casi e a Mumbai 4 milioni, con il picco entro la fine di marzo. Confronta queste cifre con i casi totali in tutta l’India segnalati fino al 24 maggio a 132.000. Non c’è letteralmente confronto con le previsioni ICMR; anche quelle del massimo organo medico nel Paese. Ma né i giornali né ICMR si scuseranno con il pubblico per aver diffuso paura e panico. E probabilmente il governo ha agito nel panico vedendo queste previsioni ICMR la notte del 24 marzo.

Una contrazione dell’economia indiana nella misura del 12% è inaudita e la sofferenza inferta ai migranti e alle classi medie, è solo l’inizio di ciò che sarà. Naturalmente, mentre siamo tutti chiusi in casa e milioni di persone sono affamate, Reliance ha firmato quattro mega affari (nessun blocco per lui) e le sue azioni hanno raggiunto un massimo storico, aumentando del 45%. Anil Agarwal di Vedanta ha utilizzato la caduta di valore delle azioni per riacquistare tutte le azioni pubbliche acquistandone il 49% a prezzi “a perdere”, togliendole dal mercato azionario. Inoltre, le società di Internet e l’e-commerce hanno concluso affari fiorenti con le azioni di Amazon, Walmart, Google, ecc. che hanno raggiunto livelli di picco nella borsa USA. E questo, in uno scenario in cui gli indici azionari generali sono calati drasticamente sia in India che negli USA.

L’economia indiana, essendo così dipendente dall’Occidente, è gravemente colpita da questa crisi, come abbiamo già visto. Qui già l’1% dei più ricchi possiede oltre il 50% della ricchezza personale in India e il 10% dei più ricchi detiene quasi l’80%. Il numero di persone che vivono nei bassifondi è di oltre 100 milioni, il che è molto più grande rispetto ad altri Paesi in Asia meridionale e di sud-est. È questa popolazione a essere particolarmente a rischio con qualsiasi virus, non potendosi realizzare il distanziamento sociale in questi bassifondi o per la questione degli appartamenti a una stanza, in cui la maggior parte vive. A Mumbai notiamo che la maggior parte dei casi coronavirus è nei bassifondi. Secondo Picketty la disuguaglianza e aumentata in India più rapidamente che nel mondo. La quota del principale decile (in matematica: 1 su 10 gruppi, n.d.t.) sul reddito totale è aumentata in India dal 33% nel 1980 al 55% nel 2018; mentre in Europa è cresciuta dal 28% al 34%, in Russia dal 26% al 45%, negli USA dal 35% al 48% e in Cina dal 26% al 41%. Inoltre, questo non tiene conto “dell’ineguagliabile abuso di “intoccabilità” (Toyananbee) che rende l’India il Paese più diseguale, il più vergognoso, il più senza cuore e il più tossico del mondo”.

In tale contesto, il peggio deve ancora venire e non solo per il virus, ma economicamente e politicamente. Come in occasione della Grande Depressione la fame e l’inedia sono state accompagnate da terrore fascista e comunale. Milioni di persone sono state uccise e ancora di più sono morte sotto i morsi della fame. È già scritto sui muri in tutto il mondo e già in una forma estrema in India. Ormai i giornali stanno riferendo che le MSME sono probabilmente inadempienti riguardo ai loro prestiti come anche rispetto alle abitazioni e altri luoghi. Ciò esercita enorme pressione sulle banche e potrebbe esserci una corsa nelle banche con le persone che perdono fiducia nel mantenere i loro depositi. Altri programmi di risparmio sono già sotto pressione come pure i fondi comuni d’investimento. Con questi crolli è probabile che i risparmi duramente guadagnati dalla gente si esauriscano. La crisi colpirà non solo il lavoro dei migranti e autonomo, ma anche le classi medie. Considerata l’insicurezza economica in aumento di dieci volte, le opportunità di svago che si sbriciolano, il notevole aggravarsi dell’interazione sociale e il crescere del sospetto di casi psicologici, nonché anche il livello dei suicidi potrebbe non essere limitato solo ai contadini, ma esteso alle classi medie, che recentemente hanno visto giorni migliori, tutto sta svanendo. La crisi qui sarà probabilmente peggiore che in Occidente a causa della fragilità dell’economia e dei già orribili livelli di povertà.

D’altra parte, il dominio del grande capitale e delle poche famiglie in Occidente e delle loro controparti in India aumenterà di dieci volte e il nesso tra loro e la classe politica si rafforzerà. Governeranno con una mano di ferro e la “paura” del virus può tenere la gente chiusa in casa a tempo indeterminato, con solo coloro con il permesso del governo/della polizia di spostarsi. Già si dice che le app tipo Aarogya Setu siano un tale pass reso obbligatorio per qualsiasi forma di viaggio, e questo anche prima di qualsiasi “apertura”. I viaggi “non essenziali” possono essere limitati indefinitamente e ciò che è essenziale o meno sarà deciso dal governo/dalla polizia. Con la tecnologia, il Grande Fratello ti guarderà 24 ore al giorno.

Questa è la probabilità con vari livelli di differenza in tutto il mondo nel prossimo futuro e non le possibilità idilliache immaginate da alcuni. Uno scenario tipo 1984 con George Orwell che ride dalla sua tomba. Finché il potere finanziario rimane nelle mani di pochi e il potere politico si intreccia con esso, le cose possono solo andare di male in peggio – sia nella sfera delle pandemie che economicamente.

Senza dubbio questa struttura economica non è praticabile ed è probabile che passi da una crisi all’altra, ma non cadrà da sé. Inoltre, occorre un’alternativa economica e politica capace di affermarsi.

Questa alternativa potrebbe essere quella da collegare alla distruzione della finanza super-grande/del capitale speculativo insieme a quella di un pugno di ville e l’emergere di un’economia cooperativa ecologica, in cui la tecnologia è utilizzata per proteggere (non danneggiare) l’ambiente, la razza umana e animale. Una vera alternativa Swadeshi (movimento per “autosufficienza” dunque “autonomia economica”, n.d.t.).

Politicamente, distruggendo il potere del pugno di élite mondiali/miliardari mondiali e i loro tirapiedi politici, deve essere costruita una vera alternativa democratica blocco per blocco per sostenere e sviluppare il nuovo modello economico. L’obiettivo dell’alternativa deve essere la felicità per la maggioranza, raggiunta attraverso la sicurezza economica, l’uguaglianza sociale, la democrazia e la libertà dalle radici, e i valori di amore, armonia e cooperazione contro tutte le forme di odio, alienazione, dominio e primato sugli altri in tutte le sfere della vita.

Ma questo a lungo termine; a breve termine la gente dovrà proteggere i propri interessi e sopravvivere riunendosi in uno spirito di cooperazione per proteggere se stessi, i loro risparmi duramente guadagnati e resistere ai malfattori. Dopotutto i governanti europei hanno una storia di genocidi – spazzando via l’intera popolazione indigena delle Americhe, uccidendo per interessi minerari fino a 40 milioni di persone in Africa, due guerre mondiali e un genocidio di massa con bombardamenti a Hiroshima, Nagasaki, in Indocina e poi il Medio Oriente; e la morte di circa 30 milioni di persone nei due secoli di dominio britannico in India. Tutto è possibile nel prossimo periodo d’intensa crisi.

I super ricchi si sono già protetti parcheggiando i loro soldi in paradisi fiscali; le classi medie e i poveri devono agire prima che sia troppo tardi. La Grande Depressione è durata 10 anni e si è conclusa con la seconda guerra mondiale ……… dove finirà l’attuale?

da: redspark.nu.en/

10 giugno 2020

Naxaliti bruciano l’ufficio del Dipartimento forestale nel distretto di Gadchiroli

La sera tardi di martedì 9 giugno, naxaliti del distretto di Gadchiroli, nello Stato del Maharashtra, hanno dato alle fiamme un ufficio del Dipartimento forestale e distrutto documenti.
L’episodio è successo all’ufficio di Gatta sotto le competenze della Divisione forestale di Bhamragad, ha detto la polizia.
Due guardie forestali nell’ufficio al momento dell’attacco sono state aggredite da una cinquantina di naxaliti presumibilmente armati. La polizia di Gadchiroli ha registrato un caso d’incendio doloso e aggressione, danni alle proprietà governativa a Bhamragad.
Il pattugliamento è stato intensificato nell’area e sono stati disposti altri schieramenti a Gatta e in aree vicine.
L’attacco arriva solo una settimana dopo che la polizia di Gadchiroli ha sequestrato oltre Rs 2,20 crore.

In una grande operazione, la settimana scorsa la polizia di Gadchiroli ha eliminato un modulo di finanziamento a naxaliti e sequestrato Rs 2,20 crore da 2 veicoli provenienti da Telangana diretti in Maharashtra. Il denaro sequestrato sarebbe stato destinato al finanziamento delle operazioni di naxaliti in Aheri, Maharashtra, per effettuare attacchi alle forze di sicurezza e agli edifici governativi.

L’operazione è stata compiuta agendo secondo un’informazione del servizio intelligence su una grande quantità di denaro inteso al finanziamento di naxaliti, portato da Telangana al Maharashtra, con veicoli. Secondo l’informazione i contanti sarebbero trasferiti con SUV provenienti da Telangana diretti in Maharashtra e il passaggio avverrebbe all’altezza dei ponti sui fiumi Godavari e Pranhita.

Il 17 maggio scorso, 2 commando della polizia di Gadchiroli sono morti in un combattimento con naxaliti, mentre altri 3 sono stati feriti nella giungla di Poyarkoti Koparshi, nel distretto di Bhamragad taluka .

fonte: https://www.indiatoday.in/india/story/maharashtra-naxalis-burn-down-forest-department-s-office-in-gadchiroli-1687538-2020-06-10
da: redspark.nu.en/

1 giugno 2020

Quadri del PCI maoista uccidono poliziotto in un’imboscata nel distretto ovest di Singhbhum

I maoisti hanno teso un’imboscata a una pattuglia congiunta di polizia e CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) nel distretto di Singhbhum in Jharkhand occidentale, uccidendo domenica 31 maggio un poliziotto e un chowkidar (guardiano, nd.t.) di villaggio, hanno detto funzionari.

Membri del gruppo di estrema sinistra, bandito, del PCI (maoista) guidato dal comandante di zona, Lodhro Lohar, sono improvvisamente usciti dalle case del villaggio di Jonua in direzione della strada principale, che un gruppo di pattuglia stava percorrendo per raggiungere un poggio vicino, essendo stato informato dal servizio intelligence che là si stavano riunendo dei maoisti, ha dichiarato la polizia.

“Guardia del corpo del sovrintendente aggiunto di polizia (ASP), Nathu Singh Meena Lakhindra Munda e un chowkidar del villaggio Sunder Mahato sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco quando il gruppo di pattuglia è stato colto di sorpresa, con gli ultras maoisti a lanciare improvvisamente un attacco da dietro le case di paglia degli abitanti del villaggio. Le forze hanno risposto, ma a quel punto sia Munda che Mahato erano caduti e abbiamo dovuto prestare particolare attenzione affinché non fosse coinvolto altro residente innocente “, ha affermato Indranjit Mahatha, sovrintendente della polizia di West Singhbhum.

Il gruppo di pattuglia era guidato da Anand Jha e Meena di ASP Paranab

Il personale di sicurezza ha poi sequestrato nel villaggio 5 materassi, cappellini maoisti, generi alimentari e proiettili vuoti, il che sta ad indicare che erano in riunione o stavano mangiando prima di tendere un’imboscata alla polizia.

Sia Lakhindra Munda, residente nel villaggio di Jharjahar, sia Sunder Mahato, residente nel vicino villaggio di Oter, sono stati ricoverati nell’ospedale di Chakradharpur dove i dottori lì, hanno dichiarato che erano morti. Una commissione medica è stata istituita per l’esecuzione della loro autopsia.

“E’ stata la prima volta che i maoisti hanno usato residenti di villaggio che ci hanno sparato da dietro. In precedenza, è avvenuto in giungle, fra le colline o in valli boscose. Abbiamo un rapporto molto stretto con residenti di villaggio e facciamo del nostro meglio per evitare qualsiasi operazione dentro i villaggi. Ora dobbiamo ripensare la nostra strategia. Anche alcuni estranei e altri residenti di villaggio erano a Jonua. Potrebbe anche essere uno stratagemma atroce seminare il seme della sfiducia tra polizia e residenti dei villaggi “, ha detto Mahatha.

Questa è stata la prima battuta d’arresto per la polizia e CRPF in West Singhbhum dopo che hanno ucciso 3 donne maoiste a Gudri nel distretto di West Singhbhum il 4 aprile e 3 ultras di PLFI (Fronte di liberazione popolare dell’India, n.d.t.), proibito, il 28 maggio a Manmadhubera e Kentai.

Fonte: https://www.hindustantimes.com/india-news/cop-chowkidar-killed-in-maoist-ambush-jharkhand-s-west-singhbhum-district/story-JEZBC8Huk0IAmJw1WOiTpK.html
da: redspark.nu.en/

30 maggio 2020

Guidato da Basavaraj, il PCI maoista intensifica gli attacchi alle forze di sicurezza

Il 21 marzo 2020, l’attacco di Naxaliti alle forze di sicurezza nel distretto di Sukma in Chhattisgarh, uccidendo 17 persone e ferendone altre 15, dopo molto tempo evidenzia un cambiamento critico negli “ormeggi” ideologici del PCI (maoista). Probabilmente, un fattore critico motivo di tale cambiamento tattico nell’approccio dei maoisti può essere attribuito alla nuova leadership sotto Namballa Keshava Rao, alias Basavaraj.
Dato il coinvolgimento della Guardia di riserva distrettuale (DRG), della Task Force speciale (STF) e del Battaglione d’élite di comando per l’azione risoluta (CoBRA) della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) in un’operazione congiunta contro i maoisti, quest’ultimi hanno effettuato l’attacco con precisione chirurgica. È importante dire che il distretto di Sukma continua ad essere un focolaio di attività maoiste, contando finora nel 2020 fino a 25 maoisti morti. Nel momento che lo Stato ha sostenuto che il movimento maoista violento è in un declino conclusivo in termini di attività in diminuzione e di riduzione del numero di reclutamenti, l’attacco di Sukma, gli atti audaci contro le forze di sicurezza d’élite, autorizzano la rivisitazione del movimento maoista. Dunque, Inoltre, mentre si suppone che i maoisti stiano perdendo sostanzialmente la loro base di supporto e sono presumibilmente limitati a poche sacche, l’attacco di alto livello conferma un cambiamento tattico nella strategia maoista.

Negli ultimi 2 anni, soprattutto da quando Basavaraj ha assunto la carica di segretario generale del PCI (maoista) in seguito alle dimissioni di Muppala Lakshmana Rao, alias Ganapathy, come capo maoista nel settembre 2018, si è verificato un importante cambiamento tattico nelle attività maoiste. Sotto la guida di Basavaraj, che è stato anche il capo della Commissione militare centrale dei maoisti (CMC) prima della sua elevazione come capo, i maoisti stanno conducendo attacchi “spettacolari”, scegliendo commando d’élite e leader politici di alto profilo, per mettere a tacere le affermazioni governative secondo cui il movimento maoista sarebbe agli sgoccioli. Da quando Basavaraj ha assunto la direzione, i maoisti hanno effettuato quattro attacchi importanti negli ultimi due anni. Il Primo Maggio 2019, hanno ucciso 15 membri dei commando della forza C-60 della polizia del Maharashtra e un civile, con un ordigno rudimentale (IED), nel distretto di Gadchiroli. Prima dell’episodio, gli ultras hanno incendiato 26 veicoli, usati per lavori edili nel sito della National Highway-136, per attirare le forze di sicurezza nella loro trappola. In precedenza, il 9 aprile 2019, i maoisti hanno attaccato il convoglio di Bhima Mandavi, membro dell’Assemblea legislativa del BJP (Partito del popolo indiano, n.d.t.) in Chhattisgarh, uccidendo il politico BJP e altri due poco prima della prima fase delle elezioni generali. Una condivisione critica rispetto a tutti gli attacchi sopracitati è la precisione chirurgica con cui sono stati realizzati.

La precisione chirurgica di questi attacchi è sottolineata poiché si ritiene che i maoisti facciano parte di una campagna tattica controffensiva (TCOC) sotto la nuova guida di Basavaraj. Essendo state le attività maoiste largamente contenute, la nuova leadership mira a riaccendere la forza e riprendersi le zone ricorrendo ad attività militanti. Considerata la sua esperienza come capo della Commissione militare centrale del PCI (maoista), Basavaraj crede nell’istillare paura attraverso gli attacchi, specialmente contro i macchinari e i leader dello Stato. Questo è uno spostamento critico nel quadro ideologico che infonde nuove tattiche nelle nuove reclute e legittima le “cause rivoluzionarie” con attività violente.

Quando si tratta di compiere attacchi guerriglieri, i maoisti sembrano avere un vantaggio sulle forze di sicurezza. Le importanti motivazioni dei maoisti sottostanti all’uccisione del personale di sicurezza in gran numero sono quelle di evidenziare la vulnerabilità dello Stato e aumentare il morale dei suoi quadri.

Fonte: https://www.dailypioneer.com/2020/sunday-edition/maoist-mayhem-under-new-leadership.html
da: redspark.nu.en/

28 maggio 2020

Video diffuso dal PCI maoista sul combattimento del 21 marzo con le forze di sicurezza nel distretto di Sukma

Il PCI (maoista) ha divulgato un video che presumibilmente contiene dettagli di un combattimento avvenuto a Sukma il 21 marzo, in cui sono stati uccisi 17 agenti della sicurezza.
Il video di 12 minuti con voce fuori campo contiene filmati open source del premier Narendra Modi, dei suoi colleghi di governo e dell’anziano consulente per la sicurezza interna, K Vijay Kumar, tutti accusati d’aver ucciso tribali innocenti.
Il video afferma che il braccio armato del PCI (maoista), l’Esercito guerrigliero liberazione popolare (PLGA), ha attaccato il personale di sicurezza nell’ambito della sua campagna tattica controffensiva (TCOC) contro l’Operazione Prahar.

Il TCOC è un’offensiva armata a livello nazionale che gli estremisti normalmente lanciano a marzo e aprile e proseguono fino ai primi monsoni, mentre l’Operazione Prahar è stata un’offensiva comune compiuta dalla polizia di Chhattisgarh, Telangana, Odisha e Maharashtra, dal febbraio di quest’anno.
La clip resa pubblica dal portavoce maoista, Viplav, mostra un video dall’interno della giungla in cui è possibile ascoltare spari e sembra sia girato dentro una casa.

Il sovrintendente della polizia di Sukma, Shalabh Sinha, ha confermato la diffusione del video tramite media locali nella regione del Bastar. “La maggior parte del filmato non sembra autentico, ma la visuale della sparatoria potrebbe essere relativa al combattimento del 21 marzo. La sparatoria è continuata per quasi 2 due giorni. Quindi, a un certo punto avrebbero potuto girare questo “, ha detto Sinha a CNN-News18.

Il video mostra anche corpi del personale della sicurezza distesi dentro la foresta. Volti di uomini e donne armati di pistola sono pure chiaramente visibili, mentre pare stiano mangiando e poi marciano in un’unica fila. La grafica nel video afferma che tutti questi elementi visivi sono provenienti dalle giungle Minpa di Sukma.
Funzionari hanno detto che la polizia ha avviato un’indagine su come il video è stato curato e diffuso. Il sovrintendente della polizia di Sukma ha dichiarato che esperti d’informatica saranno coinvolti nel raccogliere indizi dal video di propaganda.
“Cyber esperti ci aiuteranno a identificare alcuni dei volti chiaramente visibili nel video. Ci permetterà di sapere chi sono i quadri e dove sono attivi ”, ha detto Sinha.
Il 21 marzo, 17 membri del personale della Guardia di riserva distrettuale e della task force speciale sono stati uccisi a Sukma e i loro corpi sono stati trovati dopo oltre 24 ore. Fucili serie AK, munizioni e radio senza fili delle forze di sicurezza sono stati tutti saccheggiati durante il combattimento, come mostrato nel video di propaganda.

Fonte: https://www.news18.com/news/india/maoists-release-edited-video-of-march-21-encounter-killing-17-jawans-in-sukma-2637149.html
da: demvolkedienen.org

23 aprile 2020

Lotte tra masse e forze reazionarie sul cibo e contro il blocco

In Bengala occidentale, Uttar Pradesh, Gujarat e altre zone hanno avuto luogo lotte contro le forze di sicurezza intente a imporre il coprifuoco e la distribuzione delle razioni.
Nella città di Aligarh, in Uttar Pradesh, i fruttivendoli hanno attaccato con pietre la polizia che cercava di far rispettare il coprifuoco. Secondo dati delle autorità, almeno un poliziotto è stato ferito.
Nel villaggio di Baduria, in Bengala occidentale, i residenti hanno bloccato una strada per protestare contro l’inadeguata distribuzione del cibo e di altri aiuti umanitari. A causa del coprifuoco, molti non possono lavorare, quindi necessitano dell’aiuto del vecchio Stato. All’arrivo della polizia, sono scoppiati forti scontri.
Ad Ahmedabad, nel Gujarat, le masse hanno anche eretto o barricate per protestare contro la mancanza di cibo e attaccato le forze di polizia utilizzate per imporre il coprifuoco. Diversi poliziotti sono stati feriti negli scontri. Secondo la polizia, 15 persone sono state arrestate.
Vi sono altre notizie di lotte ovunque nel Paese, contro la reazione e lo stato di emergenza fatto valere.

Scritto da Naho

da: redspark.nu.en/
(fonte originale: https://www.doolnews.com/covid19-social-sources-are-important-murali-ajith-writes789.html

21 aprile 2020

Ajith: Covid-19, le sue radici sociali sono importanti quanto lo stesso virus

La più alta incidenza di decessi per Covid-19 si riscontra nei paesi sviluppati, ritenuti avere strutture di trattamento migliori. Sebbene si possa pensare a molte ragioni, il colpevole principale è rappresentato dalle politiche neoliberiste che hanno ridotto i servizi di sanità pubblica. La mancanza di cure tempestive è una delle principali cause di morte negli USA e in Italia. Molti non hanno ricevuto cure affatto. Per la stragrande maggioranza dei poveri privi di assicurazione sanitaria negli USA (in maggioranza ispanici di lingua afro-americana e spagnola), anche le cure primarie sono impossibili.
Lo stesso vale per la classe media disoccupata. Pertanto, non sarebbero andati dal medico non appena si fossero sentiti male. Nel momento in cui siano stati costretti ad andarci, la malattia era divenuta fuori controllo. Mancanza di attrezzature o personale adeguati ha peggiorato le cose. Trump e altri governanti imperialisti hanno mostrato dall’inizio l’apice dell’irresponsabilità egoista. Invece di prendersi cura della salute della gente, la loro preoccupazione era mantenere attività economiche ordinarie e alla ricerca del profitto. Anche questo ha contribuito al tasso galoppante di mortalità visto laggiù. Una perdita così grande è stata causata da una malattia che ha un tasso di mortalità pari appena al 2%. Ciò mette in risalto la pura incompetenza e il carattere antipopolare del neoliberismo e del suo progenitore, il capitalismo.

Il ruolo di questi criminali non finisce qui. C’è chi sostiene che la comparsa di tali agenti patogeni sia casuale, nessuno può fermarla. Poi c’è chi pensa che al massimo le carenze possano essere identificate nelle misure prese per affrontarla. C’è chi lo descrive come punizione da parte della natura e chi non lo condivide. La natura certamente non è diventata una sorta di potere trascendentale per punirci. Né lo farà in futuro. Eppure, qualcosa del genere è sicuramente avvenuto, nel senso delle parole di Engels.

Engels ha scritto che sebbene l’uomo possa vantarsi d’aver conquistato la natura, alla fine gli verrà dato un duro colpo dalla natura, ricordandogli chi è veramente il vero padrone. Ciò che intendeva erano le conseguenze delle azioni umane. Queste parole, che hanno messo in luce la vacuità delle affermazioni capitaliste, hanno anche suggerito il pericolo del suo approccio allo sviluppo distruttivo.

Questo lo si nota bene nelle origini e nella diffusione della pandemia da coronavirus di oggi. Alcuni hanno ridotto la questione alle sole cause genetiche. In tal modo nascondono il ruolo svolto dalle relazioni imperialiste che vincolano il mondo. Tale ruolo viene analizzato scientificamente e discusso nel prossimo articolo di apertura del numero di maggio di Monthly Review (scritto congiuntamente da Rob Wallace, Alex Liebman, Louis Fernando Shaw e Roderick Wallace).
Anche loro partono con il fare riferimento al mercato della carne umida di Wuhan. Ma non si impantanano nelle abitudini alimentari dei cinesi, considerate una stranezza nello sguardo orientalista del mondo imperialista. Piuttosto, il saggio dei suddetti autori entra nel merito dei rapporti sociali ed economici che sono manifestati da questo mercato. “In che modo il settore alimentare esotico è riuscito a poter vendere le sue merci insieme a bestiame più tradizionale nel maggiore mercato di Wuhan?” – questo il punto da dove partono..

Precisano: “Ben al di là della pesca, il cibo selvaggio globale è un settore sempre più formalizzato, sempre più capitalizzato dalle stesse fonti a sostegno della produzione industriale”. Una catena si estende dal mercato di Wuhan all’entroterra, dove cibi esotici e tradizionali sono maggiorati con operazioni che rasentano il limite di una natura selvaggia che si contrae. E poi un certo numero di catene commerciali/di trasporto collegano tali centri a diversi Paesi e grandi città. Il coronavirus è giunto per suo tramite, proprio come la SARS che l‘ha preceduto.

Alcune multinazionali, come Johnson & Johnson, hanno preparato una mappa di fattibilità in cui potrebbero apparire in futuro nuove cellule germinali. La visione geografica da loro adottata punta su Paesi del Terzo Mondo. Il saggio di Monthly Review critica questo approccio. Sottolinea: “Concentrarsi su zone epidemiche significa ignorare le relazioni condivise dagli attori economici globali che modellano le epidemiologie”. Quando si prendono in considerazione queste relazioni, non i Paesi del Terzo Mondo, ma le principali fonti di capitale globale – New York, Londra e Hong Kong – si rivelano i peggiori punti di crisi. Questi nuovi virus dannosi per l’uomo si diffondono dalla vita selvaggia. Gran parte di ciò sta accadendo oggi ai confini del capitalismo, cioè, nelle restanti aree forestali. La deforestazione distrugge gli habitat della fauna selvatica portatrice di malattie, creando quindi le condizioni per la sua diffusione. Nel giro di pochi giorni, i nuovi agenti patogeni che hanno iniziato il loro viaggio da foreste scarsamente popolate, si sono diffusi sul globo, al riparo da una globalizzazione a cavallo del tempo e dello spazio.

Il nocciolo di questo saggio può essere così riassunto: i virus che erano stati in gran parte contenuti attraverso le complessità delle foreste tropicali sono entrati nel mainstream per la deforestazione causata dal capitale e i deficit di sanità pubblica e di risanamento ambientale.

In breve, i cambiamenti nelle condizioni di sostentamento e nelle condizioni ambientali della stragrande maggioranza, causati dalla globalizzazione e dalle politiche neoliberiste, sono alla base dell’attuale tragedia. La sua soluzione principale è la distruzione del sistema imperialista e il successo del progetto comunista. Questo è l’unica via alla realizzazione di un’umanità che valorizza la vita umana e redime la natura, di cui anche quelle vite fanno parte.

Infatti, sia Cuba che il Vietnam indicano questa possibilità. Oggi non sono Paesi socialisti, sono Paesi nuovamente implicati dalle relazioni imperialiste in un modo o nell’altro, dal ripristino del capitalismo. Quando la Cina ha aumentato i suoi salari, i monopoli globali si sono trasferiti in Vietnam. Tuttavia, permangono ancora alcuni residui dell’era socialista.

Il settore sanitario è ancora largamente nel settore pubblico. Esistono organizzazioni che possono contribuire al volontariato su larga scala. Questi Paesi sono stati aiutati da tali fattori nella lotta contro la pandemia. Si può notare come anche le conquiste della vecchia era socialista abbiano giovato alla Cina, ora Paese imperialista. Keralam, dove il settore della sanità pubblica è stato ampiamente difeso da lotte di massa, è riuscito a combattere il coronavirus meglio rispetto ad altri Stati indiani. Nel frattempo, i grandi ospedali del settore privato allontanano in modo disumano la gente che vi si avvicina con il raffreddore o la febbre.

Resta da vedere quanto ciò durerà. L’impatto che il coronavirus ha prodotto determinerà sicuramente una ripresa della sanità pubblica. Tuttavia, la sua subordinazione alla dinamica del capitale imporrà barriere. La memoria del capitale è piuttosto debole. Vi sono buone probabilità che le richieste di profitto costringano ancora una volta il settore pubblico a cedere alla privatizzazione. Anche se si mantenga il sistema sanitario pubblico, potrebbe essere usato come una grande fonte di dati al servizio del capitale. Questo è quanto visto in Springler deal*, che ha permesso la raccolta di dati da non preoccuparsi della privacy individuale.
I dati raccolti con il pretesto di servire il servizio sanitario pubblico potrebbero diventare materie prime per prodotti farmaceutici, compagnie assicurative e altri. Questo è un nuovo, più pericoloso, livello di privatizzazione. Il capitale potrà trarre profitto nascondendosi dietro le strutture del settore pubblico; assolutamente indirettamente. Lo stesso vale per l’app per la salute che Modi sta promuovendo.

Non basta che esista un settore pubblico, deve essere quello realmente al servizio della gente. Ciò sarà possibile solo quando diventerà parte di una transizione verso una società che elimina il divario tra privato e pubblico nell’economia e nelle infrastrutture. Se questo deve essere rianimato in qualsiasi Paese del mondo, non come un’ombra del socialismo ma come una transizione verso il comunismo, come una rivoluzione continua, deve essere guidato dall’apice attuale della teoria comunista.

Nota: *Un accordo fatto con una società di analisi dei dati, con sede negli USA, dal governo del Kerala guidato dal PCM durante l’attuale pandemia.

da: redspark.nu.en/

10 aprile 2020

Squadra del PCI Maoista uccide nemico del popolo nello Stato del Bihar

Malgrado l’isolamento completo imposto in Bihar, la sera di mercoledì 8 aprile naxaliti armati hanno ucciso un temuto gangster Ramanand Yadav, il suo parente e un suo stretto collaboratore in una sparatoria durata un’ora. L’episodio, che ha visto il ferimento di altre 5 persone ferite, è avvenuto quando naxaliti armati, per l’alleanza con il gruppo vietato, il PCI (maoista), hanno accerchiato Ramanand e i suoi uomini al confine con il distretto di Khagaria-Saharsa.
Il gangster, ricercato dalla polizia del Bihar per oltre una dozzina di casi di rapimento, saccheggio e omicidio in cinque distretti – Saharsa, Madhubani, Darbhanga, Samastipur e Khagaria, si era recato a Khagaria per assistere agli ultimi riti di suo cognato.
Ramanand, che aveva in corso una faida con naxaliti in zona, per tutto mercoledì è stato seguito da vicino dal gruppo vietato.
Mentre stava tornando dal funerale, è stato accerchiato da naxaliti che indossavano uniformi di polizia. Prima che il gangster e i suoi uomini potessero reagire, è seguita una sparatoria in cui Ramanand, suo nipote e uno stretto collaboratore sono stati uccisi sotto il fuoco intermittente.
I naxaliti sono quindi fuggiti dal luogo dell’episodio, approfittando dell’oscurità.
È successo nella stessa diara (cintura fluviale), zona vicina a Khagaria, dove Ramanand ha seminato la Special Task Force [Forza d’intervento speciale (STF)] della polizia del Bihar, quando lo hanno intrappolato un mese fa.

“Tuttavia, la sera dell’8 aprile i naxaliti sono stati più decisi degli sbirri, prendendo di mira il gangster con precisione millimetrica”, ha detto una fonte a Khagaria.

fonte diretta:
https://www.deccanherald.com/national/amid-lockdown-naxalites-gun-down-gangster-in-bihar-823410.html

da: demvolkedienen

31 marzo 2020

Uccisione di un ex consigliere comunale da parte dei maoisti

Domenica 29 marzo, un ex-consigliere comunale è stato ucciso da maoisti nel distretto di Gadchiroli, in Maharashtra. Di sera, guerriglieri maoisti hanno invaso il villaggio di Navejhari e fatto uscire Hiralal Ramsay Kallo dalla sua residenza. Portato quindi fuori dal villaggio è stato ucciso. I maoisti hanno lasciato un documento, spiegando che Kallo era stato giustiziato per aver fornito informazioni alla polizia in merito ai movimenti di guerriglieri maoisti nella regione. La polizia del Chhattisgarh ha arrestato la settimana scorsa due imprenditori di Rajnandgaon e Kanker, che presumibilmente avrebbero fornito ai maoisti razioni di cibo, uniformi e altri rifornimenti. Kallo avrebbe potuto essere chi li ha denunciati.

da:redspark.nu.en/

23 marzo 2020

17 poliziotti uccisi durante sparatoria in Bastar con quadri armati del PCI maoista

Kothagudem: In un attacco mortale condotto recentemente dal PCI (maoista) nella regione del Bastar sotto l’influenza naxalita, ubicata nello Stato del Chhattisgarh, ben 17 poliziotti sono stati uccisi.
Guardia di riserva distrettuale (DRG), Forza d’intervento speciale (STF) e Battaglione di comando per l’azione decisa (CoBRA) di CRPF (Forza di polizia di riserva centrale, n.d.t.) hanno lanciato una massiccia operazione di rastrellamento congiunta nelle zone di Chintagufa, Burkapal ed Elmagunda nel distretto, a seguito di una soffiata pervenuta circa un campo maoista nelle foreste con la presenza del vertice maoista, avevano riferito delle fonti.

I maoisti, che si diceva fossero ben informati di squadre di sicurezza avventuratesi nelle foreste, hanno teso un’imboscata tra Minpa e Kasalpad, mentre le squadre stavano tornando ai loro accampamenti la sera di sabato 21 marzo.

Pare che oltre 500 poliziotti di DRG, STF e CoBRA e circa 250 naxaliti, armati pesantemente, abbiano preso parte alla sparatoria durata quasi 3 ore. Nel suo corso, 15 poliziotti sono stati feriti e trasferiti a Sukma e poi a Raipur per le cure.

Successivamente si è scoperto che 17 poliziotti, nelle squadre impegnate nell’operazione di rastrellamento, sono risultati scomparsi dopo l’incendio nelle foreste. Dopo che domenica 22 marzo è stata inviata una squadra per fare una ricerca nelle foreste, domenica pomeriggio sul luogo dell’agguato sono stati trovati i cadaveri dei poliziotti dispersi.
L’ispettore generale di polizia in Bastar, Sundarraj P, ha detto ai giornalisti che i corpi dei poliziotti martirizzati sono stati recuperati ed evacuati. Condizioni meteorologiche avverse hanno ritardato l’operazione di ricerca. Pare che la condizione di due poliziotti feriti sia critica.

Domenica, il premier del Chhattisgarh, Bhupesh Baghel, ha visitato l’ospedale di Raipur, dove i poliziotti feriti erano curati, chiedendo informazioni sulle loro condizioni di salute. Ha dato indicazioni ai medici per garantire migliori servizi di trattamento per i poliziotti.

I maoisti hanno messo una trappola?
Si presumeva che, sebbene le forze di sicurezza tentassero un attacco di sorpresa ai naxaliti, in realtà sarebbero cadute nella loro trappola. I naxaliti, a conoscenza dei movimenti delle forze di sicurezza, in modo strategico hanno attirato i poliziotti a entrare in profondità nelle foreste, non dando ai poliziotti alcuna possibilità di individuarli.
Mentre i poliziotti stavano superando Kasalpad nel loro viaggio di ritorno, i naxaliti li hanno intrappolati, tendendo un’imboscata. Si è detto che i maoisti avrebbero attaccato i poliziotti dalla cima della montagna vicino a Koraj Dongri, distanti da Kasalpad, hanno dichiarato fonti.
fonte:

https://telanganatoday.com/bodies-of-17-jawans-killed-in-exchange-of-fire-with-maoists-recovered
da: demvolkedienen

22 marzo 2020

Diciassette poliziotti sono stati uccisi e altri quindici feriti in un’imboscata tesa dalla guerriglia maoista. L’attacco è avvenuto il pomeriggio di sabato 21 marzo, vicino al villaggio di Elmaguda, nel distretto di Sukma, 1.100 km a sud di Patna, la capitale dello Stato del Bihar. Ha colpito una forza congiunta anti-guerriglia composta dalla Forza d’intervento speciale (STF) e dalla Guardia di riserva distrettuale (DRG), che stava cercando di sorprendere la 2^ compagnia dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) la cui presenza era segnalata a Elmagunda. E’ stata questa 2^ compagnia a creare l’imboscata. La sparatoria è durate 5 ore. Dodici morti hanno riguardato DRG e 5 STF. Quattro dei 15 feriti sono in condizioni critiche. I maoisti si sono ritirati portandosi 16 armi. Rinforzi, cioè 550 membri delle forze speciali, sono riusciti a raggiungere il luogo dell’imboscata e a recuperare i corpi solo domenica 22 marzo, in mattinata. La regione è una nota roccaforte dell’insurrezione maoista da oltre 40 anni.

21 marzo 2020

Il PLGA uccide 17 agenti di polizia a Chhattisgarh

Sabato 21 marzo, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA), guidato dal PCI (maoista), ha assestato il colpo più mortale degli ultimi anni al vecchio Stato indiano.
La battaglia è iniziata sabato 21 marzo verso le 13, vicino alla collina di Korajguda nella zona di Chintagufa, nel distretto di Sukma, in Chhattisgarh, mentre una squadra congiunta di forze di sicurezza stava compiendo un’operazione anti-maoista. L’unità, formata da forze speciali d’intervento e dalla guardia distrettuale di riserva è caduta ripetutamente in un’imboscata. Dopo cinque ore di intensi combattimenti, le forze di sicurezza si sono ritirate. Al loro ritorno alla base hanno registrato 17 poliziotti dispersi e 14 feriti talvolta gravemente.
La mattina di domenica 22 marzo, rinforzi e squadre di salvataggio del vecchio Stato indiano hanno raggiunto il luogo di battaglia e recuperato i corpi di 17 poliziotti dello Stato. Inoltre, 15 fucili d’assalto automatici, tra cui 10 AK-47 sono stati sequestrati dal PLGA. Secondo informazioni preliminari delle autorità indiane, nessuna vittima è stata registrata nelle file dei combattenti PLGA, alcuni di loro sarebbero forse feriti.
Il direttore generale della polizia (DGP) ha dichiarato: “Erano 300 maoisti guidati da Hidma … Abbiamo informazioni che anche quadri di altri Stati si sono riuniti vicino a Minpa”.
Quest’azione ha significato la maggiore perdita subita dalle forze di sicurezza dal 24 aprile 2017, quando i maoisti hanno ucciso 25 poliziotti della Riserva Centrale in un’imboscata tesa vicino a Burkapal, sempre a Sukma.

19 marzo 2020

Attacchi alle forze reazionarie in Chhattisgarh

La scorsa settimana, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare, guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha compiuto diverse azioni nell’ambito della guerra popolare in corso, durante le quali sono state uccise tre forze di sicurezza.
Il 14 marzo, un’unità della Forza armata del Chhattisgarh (CAF) è caduta in un’imboscata mentre stava pattugliando i boschi nel distretto del Bastar, nello Stato del Chhattisgarh. Le unità sono di stanza nell’area per garantire la costruzione di strade nella regione. Nell’attacco sono state uccise due forze di sicurezza.
Nella stessa zona, un membro dell’Unità di polizia centrale di riserva è stato ferito dall’esplosione di un IED (ordigno esplosivo artigianale, n.d.t.).
L’11 marzo, un membro della Guardia di riserva distrettuale, unità paramilitare, è stato rapito sulla strada di casa e poi ucciso. Questo fatto è successo al villaggio di Argatta nel distretto di Sukma, sempre in Chhattisgarh.

da: demvolkedienen

4 marzo 2020

Recenti azioni nella guerra popolare

La scorsa settimana, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha condotto diverse azioni contro il vecchio Stato indiano.
Il 21 febbraio, un custode di una società edile a Katgaon è stato ucciso nelle foreste di Koyalbed nel distretto di Kanker, in Chhattisgarh. Prima di ritirarsi dal luogo, i combattenti hanno dato fuoco alla sua bici e lasciato una lettera in cui avvertivano la popolazione di non prendere parte alla costruzione di strade e ponti nella regione. Attraverso tali lavori, la regione doveva essere riconquistata per combattere la Guerra popolare in modo più efficace.
Il 24 febbraio, una sparatoria tra polizia e membri del PLGA è avvenuta vicino alla città di Balaghat, nello Stato di Balaghat in Madhya Pradesh. Le forze di sicurezza, durante l’operazione, sono cadute in un’imboscata e si sono riunite. La reazione ha affermato d’aver sequestrato molti materiali da un deposito delle forze rivoluzionarie, dopo la sparatoria.
Il 25 febbraio, un’unità PLGA ha fatto irruzione nel magazzino di una società edile che stava eseguendo lavori stradali nell’area e ha incendiato quattro veicoli. L’episodio è successo nel villaggio di Champa, nel distretto di Mahuadand in Jharkhand vicino al confine con il Chhattisgarh.
Il 26 febbraio, un’altra sparatoria tra maoisti e forze di polizia ha avuto luogo nel distretto di Kanker, in Chhattisgarh, ma mancano ulteriori informazioni.
Lo stesso giorno, un membro delle forze speciali dello Stato indiano è stato ferito da un proiettile durante un’imboscata in un’area forestale vicino al villaggio di Puspal, nel distretto di Narayanpur, sempre in Chhattisgarh. L’ufficiale ha dovuto essere evacuato con un elicottero.
Sempre il 26 febbraio, tre poliziotti sono stati feriti in Chhattisgarh, nel distretto di Dantewada, a seguito dell’esplosione di una bomba a pressione e uno di loro gravemente. Il fatto è successo quando le forze di sicurezza erano schierate congiuntamente nell’area.
Sempre lo stesso giorno, sono comparsi alcuni manifesti nella città di Ambayathode nel distretto di Kannur, nello Stato del Kerala. I manifesti chiamavano a una lotta contro la reazionaria Citizenship Amendament Act (CAA – Emendamento sulla cittadinanza, n.d.t.) e al boicottaggio del censimento imminente. Hanno anche riguardato il premier e la sua legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA). Due studenti vengono accusati ai sensi di UAPA di presunti legami con i maoisti.
Il 3 marzo, è stato piazzato uno striscione per la Giornata internazionale della donna l’8 marzo nel mezzo di una strada a Bhamragadh taluka, nel distretto di Gadchiroli, in Maharashtra. Lo striscione era assicurato con la riproduzione di una mina terrestre.
ll 4 marzo, un ufficiale della forza di polizia centrale è stato ferito in un’imboscata tesa dal PLGA. Lo scambio di colpi ha avuto luogo mentre l’unità di polizia era di pattuglia per garantire un cantiere nel distretto di Narayanpur in Chhattisgarh.
La reazione indiana, ovviamente, non può ammettere apertamente l’incapacità di sconfiggere la Guerra popolare e ha poco da fare al riguardo. Ecco perché è sempre alla ricerca di scuse deboli, questa volta riguardo ai suoi caschi antiproiettile. Ma sappiamo tutti che una guerra non è decisa dai caschi, nemmeno dai fucili, ma dal popolo e dalla ragione per cui si combatte.

scritto da naho

da: demvolkedienen

22 febbraio 2020

Azioni nella Guerra popolare

Negli ultimi giorni e settimane, l’Esercito guerrigliero per la liberazione popolare (PLGA) ha nuovamente condotto diverse azioni durante la guerra popolare in corso nell’India. Il 19 febbraio, un edificio che fungeva da nascondiglio provvisorio per la Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stato fatto saltare in aria con la dinamite. L’episodio è avvenuto nell’area di Bankebazar, nel distretto di Gaya in Bihar.
Il 18 febbraio, due ufficiali CoBRA (unità speciale antiguerriglia, n.d.t.) sono stati feriti in uno scontro a fuoco nel distretto di Sukma in Chhattisgarh. La forza speciale della polizia indiana è stata attaccata la mattina presto, vicino al villaggio di Palodi.
Il 17 febbraio, un’unità di volontari e una task force (unità operativa di pronto intervento, n.d.t.) speciale sono stati attaccati da membri del PLGA , mentre stava compiendo un’operazione congiunta. Il fatto è successo nella foresta di Bondapada-Sambalpur, nel distretto di Malkangiri.
Lo stesso giorno, un cantiere è stato preso d’assalto e sei veicoli sono stati incendiati. L’episodio è accaduto nel distretto di Chhattisgarh Balrampur. Un gruppo di una dozzina di membri PLGA ha fatto irruzione in un cantiere, invitando i dipendenti a smettere di lavorare. Quindi ha dato fuoco a tre camion, due escavatori e una betoniera.
Il 10 febbraio, una miniera di carbone nel distretto del Jharkhand, a Ranchi, è stata attaccata: 5 maoisti armati hanno preso d’assalto il sito e dato fuoco a tre veicoli.
Sempre il 10 febbraio, due ufficiali CoBRA sono stati uccisi e quattro feriti nel corso di uno scontro nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. Le forze di sicurezza sono cadute in un’imboscata tesa vicino alla foresta, nei pressi del villaggio di Irapalli , al confine tra i distretti di Bijapur e Sukma, durante un’operazione anti-insurrezione. Due giorni prima, almeno 700 agenti di polizia erano stati inviati nell’area per cercare un campo PLGA.
Nel frattempo, la reazione indiana ha annunciato che la repressione aumenterà. Nel distretto di Seraikela-Kharsawan, nelle prossime settimane saranno allestiti tre nuovi campi per la Central Reserve Force (Forza centrale di riserva, n.d.t.) per combattere il popolo e la guerra popolare.

Scritto da Naho

11 febbraio 2020

Quadri del PCI maoista guidati dal PLGA hanno dato alle fiamme due veicoli da costruzione nel distretto di Gaya

GAYA: La sera di giovedì 6 febbraio, maoisti sospettati d’essere membri della squadra armata del PCI (maoista) hanno dato fuoco a due veicoli, fra cui un trattore usato per trasportare materiale edile, nell’area di competenza del commissariato di Banke Bazar, nel distretto di Gaya. Il trattore stava tornando dopo aver scaricato sacchi di cemento nel cantiere vicino. Non si segnalano danni al conducente del trattore.
I maoisti hanno anche lasciato una nota scritta a mano di sfida alla polizia. La lotta contro le “atrocità della polizia” continuerà, è riportato nella nota.
Confermando l’episodio, il superintendente di polizia di Gaya, Rajiv Mishra, ha dichiarato: “Durante l’episodio non si sono verificati danni rilevanti. Le incursioni avvengono per colpire i colpevoli “, ha detto.
I residenti locali hanno affermato che da quando è considerata parte di “zona liberata”, la zona di Banke Bazar negli ultimi anni ha registrato un netto declino di atti di sabotaggio e sovversione guidati dai maoisti.

Fonte:
https://timesofindia.indiatimes.com/city/patna/maoists-torch-two-vehicles-in-gaya-dist/articleshow/74014163.cms

da: demvolkedienen.org

5 febbraio 2020

Sviluppi nella Guerra popolare

Negli ultimi giorni, il PLGA ha nuovamente agito contro lo Stato indiano. La reazione sta nuovamente aumentando il terrore fra gli studenti.
Domenica 2 febbraio, un’unità di ricognizione della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stata attaccata da combattenti dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA). Le forze di sicurezza hanno ricevuto un indizio secondo cui maoisti si erano accampati nella foresta di Rajderwa, nel distretto di Palamu in Jharkhand. Quando si sono avvicinate al campo, i membri del PLGA hanno aperto il fuoco. Il combattimento è durato un’ora, con i maoisti in grado di ritirarsi senza denunciare perdite e due feriti fra i poliziotti.
Lo stesso giorno, un commissario di polizia è stato ferito da una bomba, vicino al villaggio di Potali nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh.
Sempre domenica, un membro delle forze di sicurezza di frontiera ha provocato lo scoppio di una mina terrestre mentre era in corso un pattugliamento nel distretto di Kanker vicino al villaggio di Badetewdaund, rimanendo ferito.
Parallelamente alla Guerra popolare, la reazione indiana sta intensificando il terrore bianco contro il popolo. A Thiruvananthapuram, due studenti sono stati arrestati dalla polizia di Stato. Sono accusati di avere legami con il Partito comunista dell’India (maoista). L’unica “prova” che la reazione ha potuto fornire sono stati gli scritti politici, come il manifesto del Partito Comunista. Ma la Legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA) consente allo Stato di arrestare preventivamente le persone per prevenire possibili azioni contro lo Stato. In realtà, la legge è utilizzata solo per mettere a tacere i critici, motivo per cui viene utilizzata principalmente contro intellettuali e giornalisti come GN Saibaba.

scritto da naho

da: demvolkedienen.org

30 gennaio 2020

Recenti azioni nella Guerra popolare in India

Nei giorni scorsi, l’Esercito guerrigliero popolare di liberazione (PLGA) guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha compiuto diverse azioni nell’ambito della Guerra popolare in India.
Alle prime ore di lunedì 27 gennaio, è stata attaccata un’unità CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.). L’episodio ha avuto luogo nella foresta di Rayagada nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh. I poliziotti erano in missione di ricognizione, quando i combattenti hanno aperto il fuoco su di loro. Non si segnalano feriti o perdite.
La reazione afferma inoltre d’aver perquisito un deposito del PLGA e sequestrato molti materiali nella stessa area, dopo una violenta sparatoria. Ma non ci sono prove, nemmeno una foto dei materiali confiscati.
Sabato 25 gennaio, il direttore di una società edile è stato ucciso nella regione del Jharkhand a Bokaro e diverse macchine di cantiere sono state date alle fiamme. Un gruppo di membri del PLGA ha preso d’assalto il sito e chiesto ai dipendenti di smettere di lavorare, spingendo giù il capo dal suo container e sparandogli. Quindi, hanno incendiato una scavatrice, un trattore e una moto. Prima di ritirarsi, hanno lasciato dei manifesti su cui si afferma che il governo statale ha costruito la strada per spianare la via allo sfruttamento delle materie prime nella zona.

da: demvolkedienen.org

Guerra popolare: azione contro l’hotel del turismo sessuale

Combattenti dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) hanno attaccato un hotel ad Attamala, nel distretto di Wayanad, in Kerala, utilizzato per lo sfruttamento sessuale di donne Adivasi da parte dei turisti.
Nelle ore mattutine del 15 gennaio 2020, i membri del PLGA hanno preso d’assalto la struttura di nuova costruzione , hanno rotto le finestre e dato fuoco ai mobili. Prima di ritirarsi hanno appeso manifesti alle pareti. In uno di questi è riportato: “L’attacco è contro la rappresentazione di Adivasi come un pezzo da esporre di fronte ai turisti. Tutti i proprietari di resort (luoghi di villeggiatura, n.d.t.) che rappresentano una minaccia all’esistenza pacifica di Adivasi saranno sloggiati con la forza.”.
Negli ultimi anni molte azioni sono state condotte dal PLGA a Wayanad contro hotel del turismo sessuale. L’Agraham Resort di Thirunelli è stato attaccato nel 2014 e un hotel statale nella stessa zona è stato preso d’assalto nel 2015. Nel 2019 è stata intrapresa un’azione contro il resort Upavan di Vythiri.

scritto da naho
25 gennaio 2020

da:redspark.nu.en/

27 gennaio 2020

Il PCI maoista guidato dal PLGA impegna le forze governative nel distretto di Rayagada

Rayagada: All’alba di oggi, un feroce scontro a fuoco è scoppiato tra sospetti membri del PCI (maoista) e la polizia durante un’operazione di rastrellamento condotta da quest’ultima nell’area di Muniguda nel distretto di Rayagada nelle ore piccole di oggi.
Secondo il rapporto, una squadra congiunta di personale CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) proveniente dalle zone di Muniguda e Kalyansinghpur di Rayagada e Bijapur di Kalahandi stava effettuando tale operazione, quando si è verificato l’attacco. Dopo che i ribelli comunisti hanno aperto il fuoco contro la polizia, gli sbirri hanno contrattaccato costringendoli a sparire nella foresta lasciando dietro di sé un’enorme quantità di bottino maoista.
La polizia ha intensificato le operazioni congiunte nell’area di Niyamgiri per catturare i ribelli nascosti dopo l’incidente.
fonte:

Fresh police-Maoist gunbattle erupts in Rayagada during combing

da: demvolkedienen.org

Nuove azioni nella guerra popolare

Un professore è stato arrestato per presunti legami con il PCI (maoista); due soldati sono rimasti feriti in un combattimento e il PLGA (Esercito guerrigliero popolare di liberazione, n.d.t.) ha fatto una manifestazione, causando enorme tensione nelle forze di sicurezza. Inoltre, è stata inoltre compiuta un’azione di sabotaggio contro una società edile.
Il 10 gennaio 2020 è avvenuto un combattimento fra combattenti PLGA e forze di polizia regionale. Durante la sparatoria, verificatasi nel distretto di Bijapur a Chhattisgarh, sono stati feriti due poliziotti
Il 18 gennaio 2020, diversi veicoli di cantiere sono stati incendiati in Chhattisgarh. Un’unità PLGA ha preso d’assalto il sito ed evacuato i lavoratori prima di dare alle fiamme due camion, una petroliera e una betoniera. Il proprietario dell’azienda era stato precedentemente avvisato di non fare i lavori. I lavori per la costruzione di strade nelle aree rurali servono principalmente a rendere la foresta pluviale bonificata, favorendo le forze di sicurezza nel combattere la guerra popolare.
Il 19 gennaio 2020, la reazione indiana ha arrestato il professore universitario Kasim a Hyderabad, nello Stato di Telengana. Kasim è stato recentemente nominato segretario dell’associazione rivoluzionaria degli scrittori Virasam. È accusato di aver lavorato in un caso come corriere per il PCI (maoista) nel 2016. Gli/le studenti/studentesse dell’Università “Osmania” di Hyderabad ha organizzato quindi una manifestazione per chiederne il rilascio immediato. La polizia ha pure arrestato diversi studenti durante la manifestazione.
Il 20 gennaio 2020, il PLGA ha svolto una manifestazione in un villaggio nel distretto di Kannur, in Kerala. In tale occasione sono stati distribuiti volantini e portati manifesti con riportata la proclamazione di un bandh (sciopero armato) il 31 gennaio 2020 contro l’operazione “Samadhan”, la più recente offensiva controrivoluzionaria. La vendetta era anche giurata 4 compagni assassinati. La reazione ha utilizzato unità locali e l’unità d’élite “Colpo di fulmine” per seguire le tracce dei maoisti, ma invano.
Anche se riguardo alla guerra popolare indiana negli ultimi mesi la situazione è stata relativamente tranquilla, gli ultimi sviluppi mostrano che voci di stagnazione o peggio sono solo voci.

Scritto da naho

da: redspark.nu.en/

13 gennaio 2020

Almeno tre membri delle forze di sicurezza sono rimasti feriti in due agguati avvenuti venerdì 10 gennaio nella regione del Bastar, nello Stato del Chhattisgarh. Il primo episodio è successo nella foresta di Sukma, quando guerriglieri maoisti hanno aperto il fuoco su agenti di polizia impegnati nell’accerchiamento della zona. Due agenti di polizia sono stati feriti da proiettili. Nel distretto di Narayanpur, nella stessa regione, un paramilitare anti-guerriglia ITBP (polizia di frontiera indo-tibetana, n.d.t.) è stato ferito a seguito dell’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) innescato a distanza dai guerriglieri.

da: demvolkedienen.org

India: sciopero generale

L’8 gennaio 2020, oltre 250 milioni di persone in India hanno sospeso il lavoro e protestato contro i programmi di privatizzazione dello Stato indiano, contro disoccupazione e le condizioni di vita in generale.
L’appello allo sciopero generale è stato sostenuto da due dei sindacati in India e da molte altre organizzazioni progressiste.
Per lo sciopero, le istituzioni governative, la maggior parte di negozi, scuole e università sono state chiuse. Inoltre, si è scioperato nel settore del trasporto locale e interurbano e anche il traffico stradale è stato bloccato. In molte aree rurali sono state erette barricate e incendiati pneumatici. Negli Stati del Jharkhand e del Chhattisgarh, dove il Partito Comunista dell’India (maoista) è particolarmente forte, le attività estrattive sono state completamente interrotte quel giorno. Così riferiscono le associazioni sindacali, cosa che il governo indiano nega con veemenza.
Si segnalano pure combattimenti e manifestanti devono aver dato alle fiamme autobus e una macchina della polizia, nonché danneggiato diversi edifici. Si parla anche di attacchi alla polizia, con pietre e ordigni incendiari. Le forze di sicurezza devono aver sparato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma.
Anche se i revisionisti, come sempre, cercano di riappropriarsi della rabbia popolare, questo sciopero dimostra che anche in India la rivoluzione è la tendenza principale. Allo sciopero ha partecipato quasi 1/5 degli abitanti dell’India

scritto da naho
11 gennaio 2020

da: redspark.nu.en/

10 gennaio 2020
Il PCI maoista CPI aumenta ed espande le operazioni nella zona di tre giunzioni di Karnataka-Kerala-Tamil Nadu

L’arresto di un anziano maoista adivasi dopo L’uccisione “in combattimento” da parte della polizia del Kerala di quattro ribelli nell’ottobre dello scorso anno potrebbe cambiare la percezione dell’insurrezione nella penisola meridionale dell’India. In primo luogo si tratta del maggiore omicidio per mano maoista a sud del fiume Cauvery. Secondariamente e cosa molto importante, conferma la presenza di ribelli del Bastar nell’India meridionale.
Quattro decenni fa, naxaliti istruiti dell’Andhra Pradesh sono giunti in Bastar, nello Stato del Chattisgarh, per farne la loro base di guerriglia e trasformare adivasi abitanti nella foresta in forti combattenti. L’adivasi, dotato di ideologia e competenza militare, ora è presente nel sud per trasformare un’altra terra tribale.
Si è creduto che i maoisti operanti nell’area di tre giunzioni Karnataka-Kerala-Tamil Nadu (KKT) fossero solo un gruppo di radicali di sinistra provenienti da questi tre Stati. Non si sono abbandonati alla violenza, limitandosi a fare propaganda, soprattutto nella cintura tribale boscosa delle tre zone di giunzione Karnataka-Kerala-Tamil Nadu.
Mentre i 4 i ribelli defunti risiedevano in Karnataka e Tamil Nadu, l’arresto del comandante militare Ramlu Korsa, alias Deepak, ha sorpreso la polizia. Catturato dalla polizia del Tamil Nadu, è stato portato in Chhattisgarh il 23 novembre su un mandato di produzione ed ora è detenuto nella prigione centrale di Jagdalpur.
“Questo arresto è molto importante. È il primo caso che conferma i legami dei maoisti adivasi di Dandakaranya con la regione del KKT ”, mi ha detto P. Sundarraj, ispettore generale della polizia del Bastar.
Residente nel villaggio di Mankeli a Bijapur, nel Chhattisgarh, Ramlu Korsa, poco più che trentenne, è un comandante senior inviato nella zona Karnataka-Kerala-Tamil Nadu nel 2015, dopo aver lavorato in Bastar per oltre un decennio. Membro del primo battaglione del PCI (maoista), l’unità militare più terribile operante nei distretti di Sukma, Dantewada e Bijapur nel Bastar meridionale, Korsa è stato coinvolto in alcuni dei più grandi attacchi alle forze di sicurezza, incluso quello maoista in Dantewada nell’aprile 2010 in cui sono stati uccisi 76 membri di CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.).
Quando Korsa è stato condotto in Bastar, vari maoisti arresi ora reclutati nella polizia del Chhattisgarh, hanno composto la squadra per gli interrogatori. Korsa ha rifiutato di divulgare molti dettagli anche ai suoi ex-compagni. Invece, ha cantato “Inquilab Zindabad” (Viva la rivolta, n.d.t.)..

Bastar Adivasi nella zona tribale di KKT

Le giungle nelle tre aree di giunzione Karnataka-Kerala-Tamil Nadu ospitano una significativa popolazione tribale tra cui i maoisti hanno cercato di ottenere un punto d’appoggio da quasi un decennio ormai. La presenza di un comandante militare adivasi in quest’area da quasi 5 anni è rilevante sotto diversi aspetti.
In primo luogo, i maoisti qui operanti erano considerati poco esperti nella guerriglia. In secondo luogo, si è creduto che i quadri adivasi fossero confinati nelle giungle del Dandakaranya e non fossero loro assegnati compiti importanti come andare in uno Stato linguisticamente completamente diverso per costruire lì una base militare. Ciò ha creato un vuoto di leader di seconda generazione che potevano succedere ai quadri senior di Andhra Pradesh e Telangana. Il Bastar ha visto la massima espansione di maoisti negli ultimi quattro decenni. Tuttavia, pochi quadri adivasi hanno ottenuto posti di alto livello.
Cosa rara per un adivasi, Ramlu Korsa parla sei lingue, tra cui Tamil, Malayalam e Kannada. Come esperto di comunicazioni e di militare, la sua lunga presenza nel sud indica che la leadership di seconda generazione, in particolare di adivasi addestrati e poliglotti, sta gradualmente emergendo e raggiungendo anche zone distanti.
La sua presenza prolungata sta a indicare che i maoisti stanno cercando di trasformare la zona Karnataka-Kerala-Tamil Nadu in un laboratorio simile a quello creato in Bastar quattro decenni fa. Non si tratta più di diffusione pacifica dell’ideologia; porta con sé una componente armata distinta.
Sebbene le forze di polizia di Tamil Nadu, Karnataka e Kerala abbiano mostrato un buon coordinamento e ridotto la probabilità di violenze gravi nel prossimo futuro, un comandante militare anziano non appartenente alla regione è riuscito a insediare la sua base e ha funzionato completamente non rilevato per cinque anni. Questo in un momento in cui tre distretti adiacenti del Kerala – Malappuram, Wayanad e Palakkad – compaiono nell’elenco più recente dei distretti LWE (estremismo di sinistra, n.d.t.) preparato dal ministero degli Interni dell’Unione.
I maoisti hanno saputo tradurre le loro basi in zone “sensibili”, attentamente monitorate sia dal governo Narendra Modi che dalla polizia di diversi Stati. La loro capacità nell’inviare adivasi del Bastar al sud conferma la loro abilità nel compiere le loro operazioni, ma prova anche il fallimento delle agenzie nel rilevare il lungo periodo preparatorio. Dopotutto, la zona di guerriglia del Bastar poteva essere costruita solo dopo le attività sostenute ma tranquille dei maoisti nelle città di Raipur, Bhilai e Bilaspur.

L’importanza della tri-giunzione

L’area indicata come “TJ” [tri-junction (tri-giunzione)] nei documenti maoisti è emersa come una grande unità geografica del loro Comitato zonale speciale di Ghat occidentale. Dopo aver studiato a fondo la regione, i ribelli hanno iniziato nel 2012 a inviare i loro quadri da vari Stati nell’area. Uno di questi documenti afferma che “questa zona ha ben 50 comunità tribali tra cui Paniyar, Adiyar, Kattunaikkar e Kurichyar” che hanno “vissuto qui da migliaia di anni ”. Il documento descrive in dettaglio deprivazione e sfruttamento su di loro nel corso dei secoli e osserva che le condizioni materiali sono favorevoli a convertire la zona in un’altra base maoista. “Residenti ci stanno aiutando. Membri di dalam (squadra, n.d.t.) li hanno resi consapevoli della loro situazione socio-economica. Sono pieni di ammirazione per l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare”, dicono i documenti maoisti.
I maoisti sperano che la topografia e la popolazione della tri-giunzione possano appoggiare un simile tipo di attività di guerriglia che datosi in Bastar per decenni.
“TJ” ha visto una sostanziale presenza maoista con tre dalam (squadre) armate: Bhavani, Nadukani e Kabini, l’ultima prende il nome da un fiume locale menzionato come “linfa vitale dei tribali di Karnataka, Tamil Nadu e Kerala ” nei documenti maoisti.
Nel novembre 2016, il membro del Comitato centrale, Kuppuswamy Devaraj alias Yogesh da/Ramesh da, è stato ucciso insieme a un quadro femminile del gruppo, P Ajitha alias Kaveri, in un “combattimento” nel distretto di Malappuram, in Kerala. Devaraj è stato il terzo membro del CC ad essere ucciso in un combattimento, dopo Cherukuri Rajkumar alias Azad nel 2010 e Mallojula Koteswara Rao alias Kishenji nel 2011. Un altro quadro anziano, CP Jaleel, è stato ucciso nel marzo 2019 a Wayanad.
Originario di Krishnagiri nel Tamil Nadu, Devaraj è stato responsabile dell’area di tri-giunzione per oltre un decennio. Operando a sud di Mangalore, il suo movimento è stato segnalato in aree confinanti con Ooty nel Tamil Nadu e in alcuni distretti del Kerala. Devaraj si è unito alla guerra popolare del PCI (ML) negli anni ’90 e in seguito è divenuto segretario della regione del Karnataka in sostituzione di Rajkumar Azad. Kaveri, secondo i documenti maoisti, è stata un’avvocatessa di Chennai che lavorava con un’organizzazione femminile.
Inoltre, sono avvenuti pure importanti arresti: K. Murlidharan alias Ajith, segretario del PCI (ML) di Naxalbari prima che si fondesse con il PCI (maoista) nel 2014 e Roopesh, presidente del Comitato zonale speciale dei maoisti di Ghat occidentale, nel 2015.
Dopo l’uccisione di Devaraj, K. Vijay Kumar, consulente anziano per la sicurezza del ministero degli Interni sull’estremismo di sinistra, mi ha detto che la “zona boscosa di KKT è più densa di qualsiasi altra zona nell’area di LWE, eccetto i ghat orientali in Koraput e Vizag e parti di Malkangiri, rendendo difficile per le forze di contro-insurrezione condurre operazioni”.
“Le operazioni maoiste in queste aree riguardano espansione della loro base, diffusione della propaganda e attacchi occasionali al personale forestale. Stanno mantenendo basso il livello di violenza per aumentare il sostegno pubblico prima che possano militarizzare “, mi ha precisato.
Poche forze sapevano che alti comandanti militari del Bastar allora stavano già operando nella regione. Mentre il caso di Ramlu Korsa si svolge ora, la presenza maoista nella zona tribale potrebbe dare nuove sorprese.

da secoursrouge.org

29 dicembre 2019

Azione dei guerriglieri maoisti

La sera di sabato 28 dicembre, guerriglieri maoisti hanno ucciso due informatori della polizia in due villaggi distinti nel distretto di Lakhisarai in Bihar. Negli ultimi 8 mesi, i guerriglieri nel Bihar hanno ucciso almeno 20 persone per lo stesso motivo. Gli ultimi episodi sono avvenuti vicino ai villaggi di Baskund e Gobardaha. I guerriglieri sono venuti a cercare gli informatori a casa loro, si sono poi appartati con loro uccidendoli, lasciando sul posto manifesti esplicanti la causa di queste esecuzioni. Lakhisarai è uno dei quattro distretti in Bihar, più sotto l’influsso dall’insurrezione maoista. Gli altri tre distretti sono Gaya, Aurangabad e Jamui.

da: redspark.nu.en/

Novembre – Dicembre 2019

Alcune azioni del Partito comunista dell’India (maoista)

L’8 dicembre 2019, due collaboratori del Battaglione di comando intervento risoluto (CoBRA), unità speciale della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) pratica di tattiche di guerriglia e guerra nella giungla, sono rimasti feriti dall’esplosione di un ordigno rudimentale (IED) comandato da quadri del Partito comunista dell’India (maoista) sulle colline Piyakuli vicino alla città di Tamar nel distretto di Ranchi, in Jharkhand.

Il 2 dicembre, un soldato CRPF è stato ferito mentre disinnescava uno dei cinque IED piazzati dal PCI (maoista) nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh. Mentre le SF [forze di sicurezza] sono riuscite a disinnescare quattro IED collocati tra i villaggi di Sarkeguda e Tarrem, il quinto è esploso nel vicino villaggio di Sagmetta durante l’operazione, ferendo il soldato.

Il 30 novembre 2019, quadri del PCI (maoista), hanno fatto esplodere nella città di Bishnupur, nel distretto di Gumla, a Jharkhand un IED, facendo saltare in aria un ponte. Non si segnalano vittime.

Il 22 novembre 2019, un soldato CRPF si è ferito nell’esplosione di un IED attivato dal PCI (maoista) vicino al villaggio di Tarrem, al confine con il commissariato di Basaguda, nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. L’incidente si è verificato mentre una squadra di pattuglia del battaglione 168 di CRPF stava conducendo un’operazione di controllo dell’area.

Nove organizzazioni studentesche condannano la repressione praticata il 20 settembre alla Manipur University – da Redspark.nu –

Il partito comunista dell_India maoista annuncia l_Operazione Ghamasan per contrastare l_Operazione Samadhan del governo

Secondo un rapporto intelligence i maoisti vanno diffondendosi in più distretti – settembre 2018 –

Inquietudine per lo stato di salute del leader Kobad Ghandy nella prigione del Jharkhand – da redspark.nu –

Due autobus e un camion in fiamme due giorni dopo il “falso combattimento” di Sukma

9 agosto 2018

da: redspark.nu

Un grosso gruppo di naxaliti ha bloccato due autobus e chiesto agli occupanti di scendere nel distretto insurrezionale Dantewada in Chhattisgarh. Poi li hanno incendiati. In seguito hanno fermato un camion dandolo alle fiamme. Il fatto è avvenuto proprio due giorni dopo che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione in un campo di Sukma uccidendo 15 innocenti tribali inscenando un finto combattimento. Una tribale racconta: “I famigliari mi hanno detto che nessun residente era armato o ha sparato contro le forze di sicurezza. Hanno cercato di nascondersi e correre via per paura di molestie da parte delle forze di sicurezza. Non erano maoisti. Occorre un’inchiesta indipendente. Se fossero veramente maoisti, come mai nessuno nel gruppo di 15 era munito di arma automatica? I 15 morti comprendevano due fratelli e sette ragazzi. Facciamo un appello a tutti i partiti politici, alle organizzazioni indipendenti e ai media affinché visitino la zona e verifichino i fatti”, ha detto la signora Sori.

……………………………………………………….
—————————————————
……………………………………………………….
—————————————————-
—————————————————–
—————————————————–
——————————————————
——————————————————
——————————————————
——————————————————-
——————————————————–
——————————————————–
——————————————————–
———————————————————
—————————————————————-
————————————————————–
—————————————————————
————————————————————
——————————————————————
———————————————————————-
———————————————————
 Riceviamo e diffondiamo
 —————————————————————————————-
—————————————————-
—————————————————-
————————————————–
——————————————————————
——————————————————————–
————————————————————————
———————————————————————-
……………………………
……………………………
 —————————————————————————————
————————————————————————————————————
Ogni anno, in India, il 15 agosto la borghesia indiana ed il suo Stato celebrano la festa dell’Indipendenza dal colonialismo. Se per i governi di turno questa data rappresenta una ricorrenza per mostrare ancora di più i muscoli, per il movimento rivoluzionario rimane invece occasione per rilanciare la lotta contro il nemico di classe.
Nell’ambito della campagna del Soccorso Rosso Internazionale in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India e in sostegno al processo rivoluzionario in corso nel Paese, diffondiamo questo nostro contributo.

Sostenere il processo rivoluzionario in India! Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India! – settembre 2015 –

Comunicato del Soccorso Rosso Internazionale sulla giornata di mobilitazione per la liberazione dei prigionieri politici in India -agosto 2015-

Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India -settembre 2014-

5 novembre 2020

Quadri armati del PCI maoista danno alle fiamme due macchine JCB nel distretto di Hazaribagh

Hazaribagh, mercoledì 4 novembre: quadri armati del PCI (maoista) hanno incendiato due macchine JBC nell’area di competenza del commissariato di Barkagaon, nel distretto di Hazaribagh..

L’episodio sarebbe avvenuto a 25 km da Barkagaon, all’interno di una fitta zona forestale.

Le macchine venivano usate per costruire una strada di 5,50 km intesa a collegare Patariyapani a Chendag.

Fonti riferiscono che i quadri maoisti avrebbero versato gasolio sulle macchine JCB incendiandole, per poi essere fuggiti dal sito

estratto da fonte:

http://www.uniindia.com/maoists-set-two-jcb-machines-on-fire-in-hazaribagh/east/news/2223705.html

da: redspark.nu.en

estratto da fonte:

https://www.outlookindia.com/newsscroll/2-cops-critically-injured-in-maoist-ambush-in-jharkhand/1967133

30 ottobre 2020

Due poliziotti feriti gravemente durante un’imboscata tesa da quadri del PCI maoista nel distretto di Lohardaga

Lohardaga (Jharkhand): Venerdì 30 ottobre, si è appreso che 2 poliziotti sono stati gravemente feriti durante un’imboscata tesa da quadri armati del PCI (maoista) nel distretto di Lohardaga in Jharkhand.

Durante un’operazione di rastrellamento in Shahi Ghat, maoisti avrebbero fatto esplodere uno IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) e sparato contro una squadra di polizia, in cui 2 membri sono stati gravemente feriti.

I poliziotti avrebbero risposto al fuoco, dopo di che i maoisti sarebbero riusciti a riparare nella fitta foresta.

da: redspark.nu.en

estratto da fonte: https://telanganatoday.com/slained-informer-was-home-guard-maoists

fonte: https://timesofindia.indiatimes.com/city/hyderabad/maoists-say-man-they-killed-was-informer/articleshow/78900331.cms

28 ottobre 2020

Quadri del PCI maoista giustiziano informatore della polizia nel distretto di Kothagudem

Kothagudem: Il presunto informatore della polizia ucciso domenica 25 ottobre nel mandal (divisione amministrativa, n.d.t.) di Cherla, nel distretto di Kothagudem, era un assistente di polizia interna, ha affermato Azad, segretario del comitato divisionale del Partito comunista dell’India (maoista) di Bhadradri Kothagudem-East Godavari (BK-EG).

In una dichiarazione qui rilasciata martedì 27 ottobre ha detto che il defunto, identificato come Nayakulapu Eshwar operante presso la colonia del lavoro nella città di Warangal, è stato nominato informatore della polizia dai funzionari di Special Investigation Branch (SIB), offrendogli un lavoro come assistente nel dipartimento di polizia.

Agendo su indicazioni dei funzionari SIB, Eshwar si è avvicinato al partito e con il pretesto di fornire merci, ha passato segretamente informazioni alla polizia per attaccare i ranghi maoisti. Ma spesso i naxaliti sono sfuggiti a tali attacchi.

Con il suddetto pretesto, Eshwar ha condotto i quadri maoisti Srinu e Ithula in una trappola il 4 settembre, aiutando la polizia a catturarli. Successivamente i due sono stati uccisi in uno scontro verificatosi il 7 settembre a Pusuguppa, ha detto Azad, aggiungendo che per questo motivo è stato punito dal tribunale popolare.

“È entrato in contatto con noi per aiutarci a fornire la logistica. Ha costantemente condiviso le informazioni sul PCI (maoista) con la polizia. Il 7 settembre, due maoisti – Srinu e Ithula – sono stati chiamati da Eshwar per ricevere un po’ di logistica, ma Eshwar vi è giunto con la polizia, che ha ucciso entrambi i maoisti. Quindi, Eshwar è stato condannato a morte ”, diceva la lettera.

La polizia e il governo devono assumersi la responsabilità della sua uccisione e chiunque ricorra a tali atti sarà punito, ha affermato Azad, aggiungendo che la polizia minacciava gli abitanti dei villaggi e i commercianti che appoggiavano i maoisti.

Da: secoursrouge.org

25 ottobre 2020

Imboscata dei guerriglieri maoisti contro due poliziotti

Sabato 24 ottobre, un poliziotto dello Stato del Chhattisgarh è stato ucciso e un altro ferito in un’imboscata tesa dai guerriglieri maoisti in una giungla nel distretto di Narayanpur (regione di Bastar). Il poliziotto deceduto apparteneva alla Guardia di riserva distrettuale (DRG) di Narayanpur. I maoisti hanno aperto il fuoco su una pattuglia della polizia vicino al villaggio di Tadur. I poliziotti hanno risposto, i maoisti hanno replicato. Operazioni di rastrellamento sono state avviate, finora senza alcun risultato.

da: respark.nu.en

Estratto dalla fonte: https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/maoists-torch-10-vehicles-of-road-construction-project.html

22 ottobre 2020

Squadra del PCI maoista incendia veicoli al cantiere stradale nel distretto di Singhbhum West

La notte di lunedì 19 ottobre, quadri presunti del PCI (maoista) hanno dato alle fiamme a 10 veicoli di una società privata coinvolta in un progetto di costruzione di strade nel distretto di West Singhbhum.

L’episodio è avvenuto su una strada in costruzione, tra Arki e Bandhgaon, area sotto le competenze del commissariato di Bandhgaon.

Secondo informazioni, 4 Poclain, un JCB cinque, una motocicletta e altri 4 veicoli sono stati ridotti in cenere.

I veicoli appartenevano a MS Construction, una delle società coinvolte nella costruzione di strade nel distretto di West Singhbhum. L’area in cui è successo l’episodio vede un’alta presenza di quadri del PCI (maoista).

da: respark.nu.en

Scoperta rete di infiltrati e informatori della polizia

9 ottobre 2020

Una rete di 17 agenti infiltrati e 8 informatori della polizia, operanti nell’area di Gangaloor, è stata identificata nelle fila del Partito comunista dell’India (maoista) clandestino. Questa rete è stata istituita dall’ispettore generale della polizia del Bastar. Tutti e 25 sono stati processati, condannati e giustiziati. Tra loro, un quadro medio, Modiyam Vijja, che già da due anni lavorava per la polizia. Si era incaricato di nuocere alla leadership del partito centrale e d’informare la polizia su quattro importanti riunioni. Vijja ha agito in coordinamento con un altro membro del comitato regionale, Gopi, fuggito per cercare protezione dalla polizia. Quello d’informare non è stato l’unico compito della rete, questa doveva provocare crimini contro i civili di cui si sarebbero poi accusati i guerriglieri maoisti.

da: respark.nu.en

3 ottobre 2020

Naxaliti uccidono 2 spie della polizia nel distretto di Bijapur

Giovedì 1° ottobre si è appreso che 2 abitanti di villaggio, tra cui un ex-vice sarpanch (responsabile delle decisioni, n.d.t.), sono stati uccisi separatamente da naxaliti che li hanno accusati di essere spie della polizia nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh.

L’ex-vice sarpanch Dhaniram Korsa è stato ucciso nel villaggio di Bardela, mentre Gopal Kudiyam nel vicino villaggio di Gongla. Entrambi gli episodi si sono verificati nell’area sotto la competenza del commissariato di Jangla. Secondo i residenti locali, i naxaliti li hanno uccisi con armi affilate dopo averli accusati di agire come informatori della polizia.

estratto dalla fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/naxalites-kill-two-villagers.html

da: respark.nu.en

24 settembre 2020

Naxaliti uccidono l’informatore della polizia nel distretto di Sukma

Si apprende che mercoledì 23 settembre un 22enne è stato ucciso da naxaliti essendo sospettato d’essere una spia della polizia nel distretto di Sukma in Chhattisgarh.

L’episodio è avvenuto nella zona del commissariato di Jagargunda, considerata una roccaforte maoista.

Il corpo di Uika Hunga, rapito da naxaliti la scorsa settimana, è stato trovato tra i villaggi di Misiguda e Kunded da alcuni locali la mattina di mercoledì.

Secondo le prime informazioni, Hunga, residente a Kunded, è stata ucciso la sera di martedì 22 settembre. La causa esatta della morte sarà nota dopo l’autopsia.

Un volantino maoista scritto a mano trovato sul posto accusa Hunga d’essere un informatore della polizia e afferma che il comitato dei maoisti nell’area di Jagargunda si è assunto la responsabilità dell’omicidio.

La polizia ha negato che Hunga fosse un suo collaboratore.

È stata avviata un’operazione di rastrellamento per catturare i naxaliti.

Un membro della famiglia della vittima ha detto ai giornalisti che Hunga è stato rapito dai maoisti il ​​14 settembre quando stava tornando dopo aver accompagnato sua sorella a casa dei suoceri in un villaggio vicino.

estratto dalla fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/naxalites-kill-man-in-sukma.html

Da: secoursrouge.org

18 settembre 2020

Venerdì 18 settembre, combattenti maoisti hanno ucciso a colpi di arma da fuoco un paramilitare catturato cinque giorni fa nel distretto di Bijapur, nello Stato del Chhattisgarh. Mannuram Suryavanshi era assegnato al 17° battaglione delle forze armate del Chhattisgarh (FAC). Lasciato in abiti civili il campo contro la guerriglia insediato nel villaggio di Patheda il 13 settembre, da allora è scomparso. Il suo corpo è stato trovato sulla strada Gangalur-Bijapur, dove il Comitato regionale maoista di Gangalur-Bijapur ha lasciato un comunicato, spiegando che Mannuram Suryavanshi ha agito da spia per conto della polizia e commesso abusi contro la popolazione.

Da: secoursrouge.org

30 luglio 2020

Un maoista è stato ucciso domenica 26 luglio in una sparatoria con la polizia nel mandal Chintapalli, nella zona di confine Andhra/Odisha (AOB). D’altra parte, un paramilitare anti-guerriglia della Guardia di riserva distrettuale (DRG) è stato ferito mercoledì 29 luglio in una sparatoria con maoisti in una foresta nel villaggio di Aautpalli, nel distretto di Bijapur. Il paramilitare è stato colpito alla gamba e ricoverato in ospedale. Le forze di sicurezza hanno intensificato le loro operazioni, mentre i maoisti stanno commemorando la “Settimana dei martiri”, dal 28 luglio al 3 agosto..

da: demvolkedienen.org

11 luglio 2020

Kashmir: diverse azioni contro il vecchi Stato indiano la scorsa settimana

Di seguito una breve panoramica delle azioni compiute la scorsa settimana contro il vecchio Stato indiano nel territorio del Kashnir occupato dagli indiani.

Il 9 luglio, un convoglio dell’esercito è stato attaccato a Pampore – un soldato è stato ferito. La reazione afferma che anche una civile è stata colpita sotto il fuoco incrociato, ma il suo stato di salute sarebbe stabile. Non sono ancora noti ulteriori dettagli sul combattimento

Sempre il 9 luglio, il leader locale del partito al potere Bharatiya Janata (BJP), Sheikh Wasim Bari, è stato ucciso nel distretto di Bandipore. La persona presa di mira stava seduta vicino a un commissariato di fronte a un negozio, quando 2 persone si sono avvicinate in moto e hanno aperto il fuoco.

Il 7 luglio, è successo uno scontro tra ribelli e una squadra operativa congiunta di Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) Rashtriya Rifles (unità speciali) e polizia di Jammu e Kashmir nel distretto di Pulwama. Nella sparatoria, un soldato della reazione è stato ucciso, un altro soldato e un ufficiale di polizia sono stati feriti.. La reazione afferma però d’essere riuscita a uccidere un ribelle. Secondo informazioni di residenti locali e testimoni oculari, giovani locali si sono scontrati con le forze di sicurezza, mentre cercavano di radunarsi sul luogo della battaglia.

Il 5 luglio, un membro di CRPF è stato ferito dall’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) nell’area di Gangoo nel distretto di Pulwama. H fatto seguito una missione di ricognizione da parte della reazione

scritto da Naho

da: demvolkedienen

Giugno 2020

Nuove azioni nella guerra popolare

Il 9 giugno, è stato attaccato un ufficio dell’amministrazione forestale nel distretto di Gadchiroli, nello Stato del Maharashtra. I combattenti hanno distrutto la struttura e bruciato documenti. L’ufficio forestale è responsabile della silvicoltura e quindi dello sfruttamento e dell’espulsione di popolazione. È pure fortemente impegnato nella bonifica della foresta pluviale per combattere la guerra popolare e i ranger del ministero delle Foreste svolgono spesso compiti di polizia.

La notte del 7 giugno, un cantiere vicino a Venkatapuram in Andhra Pradesh al confine con il distretto di Malkangiri è stato attaccato. Sono stati incendiati 7 veicoli, tra cui 2 trattori, 2 macchine JCB, un camion, un automezzo pesante e un impianto di miscelazione.

In precedenza, il 7 giugno è stato segnalato un combattimento nel distretto di Mandla in Madhya Pradesh, al confine con il Chhattisgarh. Secondo la polizia, un’unità delle forze Hawk (unità speciale) stava eseguendo una perquisizione, quando membri di PLGA hanno aperto il fuoco per garantirsi la ritirata tattica.

Il 6 giugno, un altro cantiere per la costruzione di ponti e strade è stato attaccato nel villaggio di Sarivela, nel distretto di Godavari orientale, in Andhra Pradesh. Secondo un dipendente coinvolto nei lavori di costruzione, i combattenti hanno costretto i lavoratori a lasciare il sito prima di dare fuoco ai macchinari.

Inoltre, la reazione afferma che membri PLGA hanno sparato a qualcuno da loro ritenuto un informatore della polizia. L’episodio è avvenuto nel distretto di Balaghat in Madhya Pradesh. Secondo quanto riferito da Times of India, sono stati rivenuti una lettera di rivendicazione di un attentato e un avvertimento con un cadavere con in tasca letteratura maoista. Ciò non corrisponde affatto. Sembra più un falso combattimento delle forze di sicurezza, soprattutto se si considera che la vittima ha lavorato a Hyderabad nel Telenaga negli ultimi 3 anni. Falsi combattimenti sono un mezzo spesso usato dalla reazione indiana nella sua guerra contro il popolo.

scritto da Naho

Il PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) guidato dal PCI (maoista), la scorsa settimana ha compiuto diverse azioni nell’ambito della guerra popolare.

Il 4 giugno, PLGA ha isolato una strada importante nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh. I combattenti hanno piazzato almeno 16 IED (ordigni rudimentali, n.d.t.) in vari punti della strada. Oltre 100 battaglioni di CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.), dell’unità antinaxalita di polizia distrettuale del Chhattisgarh e della Guardia di riserva distrettuale (DRG) sono schierati in quest’area.

Il 2 giugno, una miniera di bauxite è stata presa d’assalto nel distretto di Lohardaga in Jharkhand e sono stati incendiati 13 veicoli edili di BKB e della società Balaji.

Il 31 maggio, il PLGA ha attaccato un altro cantiere nel villaggio di Lavkhamman nel distretto di Gumla, situato nello Stato del Jharkhand. Nel corso dell’attacco, i combattenti hanno anche distrutto attrezzature e veicoli. La bonifica delle foreste pluviali è utile solo per la borghesia, quindi il popolo e l’ambiente possono essere sfruttati ulteriormente. Inoltre, il terrore deve quindi essere esteso contro la guerra popolare e il popolo stesso.

Sempre il 31 maggio, è stata tesa un’imboscata a una pattuglia CRPF e di polizia nel villaggio di Jonua, nel distretto di West Singhbhum in Jharkhand. Un poliziotto e una guardia del villaggio sono stati uccisi.

scritto da Naho

da:redspark.nu.en/

10 giugno 2020

Kobad Ghandy: uno scettro sta tormentando il mondo

Il rischio di una nuova Grande Depressione, peggiore di quella alle origini, aumenta di giorno in giorno”. – Nouriel Roubini
“Questo potrebbe trasformarsi in crisi finanziaria. Vedremo tassi di default (inadempimento, n.d.t.) più elevati e fallimenti aziendali. Potrebbe essere come negli anni ’30”. – Carmen Reinhart (Prof. of Economics & Finance, presso Harvard Kennedy’s School of Govt.)
“Peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione del 1929”. – analista veterano CNBC
Jim Richards, ex-consigliere della CIA e del Pentagono come anche della Fed (banca centrale degli USA) ha preannunciato un effetto domino in cinque fasi negli USA (probabilmente nel prossimo futuro), dicendo:

1° Depressione che porta a una forte disoccupazione, con oltre il 50% dei lavoratori a rischio. Con la gente costretta in casa e nessuna possibilità di acquistare a seguito della disoccupazione e dell’isolamento, non vi sarà richiesta di beni. E con il blocco per la prima volta nella storia, si ha uno shoc nella domanda e nell’offerta. Dato che questa crisi non inizia con un crollo finanziario (come nel 1930 e nel 2009), tagliare i tassi d’interesse e pompare denaro non avrà effetti a lungo termine per rilanciare l’economia.
2° Il prossimo effetto-domino saranno enormi bancarotte non essendoci domanda di beni, quindi nessuna vendita.
3° Il contagio si diffonderà nel settore immobiliare poiché la gente non riuscirà a pagare i suoi mutui …Questo mercato da 16 trilioni di dollari crollerà.
4° Il quarto effetto domino sarà un crollo del settore bancario con una stretta creditizia, per il crollo del credito della gente e persone e i fallimenti nel settore.
5° Crollo completo della nostra società e dello stato di diritto. Ci sono già nell’esercito colloqui segreti in preparazione della legge marziale.

Forse questo è lo scenario peggiore, ma i “fatti concreti” certamente spingono in questa direzione. In effetti, due scettri assillano il mondo. Covid-19 e una catastrofe economica. Covid non è che una continuazione dei numerosi ceppi di virus a colpire il mondo negli ultimi due decenni. Quest’ultimo fa rivivere i ricordi degli orrori della Grande Depressione negli anni ’30 e della conseguente povertà di massa. Quale dei due sarà più letale è difficile dirlo proprio ora, ma già in India rileviamo l’emergenza per milioni di migranti che non hanno da mangiare né trasporti per tornare ai loro villaggi; e il trauma di milioni di altri chiusi nelle loro case (per lo più 10 × 10, con intere famiglie) con la loro fonte di guadagno distrutta. Il futuro è molto incerto; probabilmente un mix di entrambi può devastare intere regioni del mondo, molto peggio che con la Grande Depressione.

La realtà è che le principali economie mondiali stavano già attraversando una grave crisi alla fine dello scorso anno, molto peggio che durante la Grande Recessione del 2008/09; muovendosi in una direzione simile (o peggiore) di quella negli anni ’30. Il crollo è sembrato inevitabile, Covid o non Covid. Il blocco ha ovviamente aggravato la già brutta situazione di 10 volte.
In questo doppio scenario sorge una serie di domande. Primo, dove sarebbero approdate le economie mondiali in assenza di pandemia/ blocco? Secondo, perché negli ultimi decenni, continuano a comparire nuovi ceppi di virus, ognuno più mortale dell’altro? Terzo, una misura così drastica come il “distanziamento sociale” e il “blocco” erano l’unico modo per affrontarlo, o potrebbe essersi sviluppato qualche altro metodo più efficace non così dannoso per l’economia e la vita della gente? Quarto, qual è la fonte di questo virus (o dei precedenti); e perché è stato necessario che 62 Paesi, inclusa l’India, approvassero una risoluzione all’Assemblea mondiale della sanità (parte dell’ONU) per “identificare la fonte zoonotica” e chiedere una “valutazione imparziale, valutazione indipendente e completa” della risposta OMS a Covid-19 (principalmente responsabile nel spingere in tutto il mondo il metodo adottato – distanziamento sociale e blocco)? E ironicamente, perché i due Paesi più sospetti – USA e Cina – rifiutano di far parte di questa risoluzione? Le malattie zoonotiche sono quelle trasmesse da animali/insetti all’uomo, come l’influenza aviaria, la peste suina, Nipah, Ebola, dengue e molte delle precedenti come la malaria

Queste domande e molte altre rimangono senza risposta e con i i media internazionali ad avere solo un’unica focus, la gente a confondersi relativamente alla realtà, dato che alcune questioni sfidano la logica; piuttosto naturalmente numerose teorie stanno circolando. Tuttavia, proviamo a decifrare parte della verità in mezzo a questo ginepraio solo sul versante economico, e prima di tutto partiamo dallo stato dell’economia prima del blocco, iniziato verso la fine di marzo 2020 dopo che OMS l’ebbe dichiarata una pandemia l’11 marzo il 2020.

Stato dell’economia mondiale prima della pandemia
Tutte le economie sviluppate di USA, Europa e Giappone erano già in una grave situazione di declino molto prima che scoppiasse la pandemia. Prendiamo anzitutto gli USA, di gran lunga la maggiore economia al mondo. Anche prima della pandemia l’economia USA ha conosciuto una forte contrazione pari al 4,8% nel primo trimestre del 2020, il peggiore dal 2008; si sono costantemente ridotti i tassi d’interesse dal 2,5% all’1,25% e poi il 15 marzo 2020 fino allo 0%. Si è pure dato il via libera al pacchetto standard di quantitative easing [(QE) – alleggerimento quantitativo, n.d.t.)] pari a $ 700 miliardi, portandolo in seguito al massimo di 3 trilioni di dollari. QE (essenzialmente stampa di banconote, cioè prestiti) e i bassi tassi d’interesse hanno rappresentato la panacea monetaria standard per economie in crisi.
Il Giappone, la terza maggiore economia al mondo, è stato caratterizzato da stagnazione per anni e nell’ultimo trimestre del 2019 ha conosciuto un’enorme contrazione nella misura del 7,1%. Nel disperato tentativo di superare la tempesta, ha varato numerosi pacchetti d’incentivi e approvato il maggior pacchetto della sua storia pari a 530 miliardi di dollari, aumentato poi gradualmente a ben 2 trilioni di dollari. I tassi d’interesse in Giappone sono stati inferiori allo zero per molto tempo.

Se si guarda all’Europa, lo notiamo nel primo trimestre del 2020; (gennaio – marzo), l’economia tedesca si è contratta del 2%, la Francia del 5,8%, l’Italia del 4,7%, la Spagna di uno storico 5,2%, superando di gran lunga il precedente record del 2,6% nel 2009. Il Regno Unito ha avuto una contrazione del 2% e altri Paesi europei sono andati anche peggio. Per quanto riguarda il Regno Unito, il quotidiano Guardian ha riferito nella sua edizione (15 maggio 2020) che l’economia stava già rallentando a febbraio e in marzo si è contratta nella misura del 6%, la maggiore da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1997. Come tutti gli altri Paesi, sta pompando enormi quantità di denaro per mantenere a galla l’economia. La Banca d’Inghilterra prevede che la recessione sarà la peggiore in 300 anni.

L’economia dell’UE nel complesso si è ridotta del 3,5% nel primo trimestre del 2020, il peggior calo trimestrale da quando il blocco ha cominciato a raccogliere dati nel 1995. I tassi d’interesse in Europa alla data del 20 marzo erano sullo 0%, mentre nel Regno Unito erano pari a 0,1% in Danimarca 0,6% e in Svizzera – 0,75%. A rinnovati segnali di debolezza economica, la BCE ha portato il suo tasso d’interesse di riferimento ulteriormente sotto lo zero a settembre 2019, a meno – 0,5%. Anche Svezia, Svizzera e Danimarca hanno registrato tassi in rosso, così come il Giappone. Tutto ciò molto prima dell’inizio del blocco.

L’economia cinese, la seconda maggiore al mondo, si è contratta del 6,8% nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo un anno fa – il suo più grande calo in quasi 3 decenni, essendosi la produzione industriale del Paese e la spesa interna arrestate di colpo in mezzo allo choc senza precedenti derivante dal coronavirus. Naturalmente, questo è avvenuto dopo che il coronavirus l’ha colpita.

Non solo il fatto che i prezzi delle materie prime hanno iniziato a crollare verso la fine di febbraio. I prezzi del petrolio USA hanno perso la metà del loro valore in meno di due settimane nella seconda metà di febbraio, essendo precipitati a $ 24,5 al barile, il più basso valore dal 2003.

Occorre comprendere queste cifre. Nel 2017 ho scritto dalla prigione [nell’articolo: “India e evoluzione del nuovo ordine mondiale” nel numero di Mainstream del 18 settembre 2017] che “Dati tutti gli indicatori tendenti al basso, il quotidiano The Economist avverte che la Legge di Sod (assioma della cultura britannica, secondo cui “se qualcosa può andare storto, lo farà” e accadrà anche nel “momento peggiore possibile” n.d.t.) decreta che prima o poi i responsabili politici dovranno affrontare un’altra crisi. E, aggiunge, il pericolo è che questa volta, avendo esaurito il loro arsenale (cioè manipolazioni monetarie di QE e bassi tassi d’interesse), ai governi e alle banche centrali non rimarranno munizioni per combattere la prossima recessione”.

In precedenza nello stesso articolo avevo avvertito che “Malgrado misure così disperate, un massiccio QE e tassi d’interesse vicini allo zero e persino un rilancio dei tassi d’interesse negativi sembrano lontani, e il declino economico continua. Nei 5 anni, giungendo a fine 2016, i profitti del MNCS (multinazionali, n.d.t.) sono diminuiti del 25%. I rendimenti degli investimenti sono scesi al minimo in due decenni. La maggior parte dei giganti ha registrato una crescita lenta. Secondo un rapporto UNCTAD (Conferenza ONU sul commercio e lo sviluppo, n.d.t.) i tassi di crescita di Europa e Giappone continuano a ristagnare a livelli prossimi allo zero, mentre negli USA rallenterebbero dell’1,6% nel 2016 (infatti, negli USA la crescita del primo trimestre del 2017 è stata la più bassa in tre anni, pari allo 0,7 per cento). Ha riferito che la crescita del commercio globale ha subito un rallentamento ancora più drammatico fino all’1,6% nel 2016, un punto percentuale inferiore alla produzione mondiale”.

Ho aggiunto in quell’articolo anche prima della crisi, secondo Thomas Picketty, che durante l’intero periodo della globalizzazione, solo l’1% dei ricchi ha accumulato una ricchezza fenomenale, mentre il resto ha perso orribilmente. E dopo il 2008, le condizioni sono ulteriormente peggiorate per le misure d’austerità imposte dai vari governi. Il denaro per lo stato sociale è stato deviato per salvare le banche. Ad esempio, il Regno Unito ha fatto ricorso a misure d’austerità a un livello mai visto a memoria d’uomo, tagliando pagamenti per lo stato sociale, pensioni e servizi finanziati dal governo. Gli occupati guadagnano il 15% in meno di quanto guadagnavano 10 anni fa (che era già basso a causa degli anni di globalizzazione) e gli studenti escono dall’università con debiti di 40.000 dollari (Rs 30 lakh).

Era evidente da tutto ciò che dopo la Grande Recessione del 2008-2009 era in atto una grave crisi non essendo in grado di riprendersi, nonostante misure disperate potessero riuscire a mantenere a galla le loro economie. Sebbene ci siano stati continui cicli di crisi dalla seconda guerra mondiale nell’economia degli USA [1957, 1960, 1973, 1980 e 2001 Dot Com crash (bolla speculativa fra il 1997 e il 2000, n.d.t.)] e la situazione nel mondo è stata così grave come quella nel 2009, che quasi ha assunto la forma della Grande Depressione degli anni ’30. Ma anche in questo caso il PIL si è ridotto del 4,3% durante una recessione di 18 mesi, mentre la disoccupazione ha raggiunto il 10%, minore rispetto a quello che vediamo oggi.

In altri Paesi del mondo la situazione è stata anche peggiore. La crisi economica negli anni ’90 che ha colpito ex-Stati membri dell’Unione Sovietica è stata quasi due volte superiore a quella della Grande Depressione nei Paesi dell’Europa occidentale e negli USA, durante gli anni ’30. Il tenore di vita medio ha registrato un crollo catastrofico nei primi anni ’90 in molte parti dell’ex-blocco orientale, soprattutto negli Stati post-sovietici. Anche prima della crisi finanziaria in Russia nel 1998, il PIL russo era la metà di quello presente nei primi anni ’90. Alcune popolazioni sono ancora più povere oggi rispetto al 1989 (ad esempio Ucraina, Moldavia, Serbia, Asia centrale, Caucaso). Il crollo dell’economia pianificata sovietica e la transizione verso l’economia di mercato hanno portato al declino catastrofico del PIL, pari a circa il 45% nel periodo 1990-1996 e la povertà nella regione è cresciuta di ben oltre 10 volte.

È in questo scenario continuo di crisi economiche mondiali (esclusa la Cina) che dobbiamo vedere il massiccio declino prima del blocco per il coronavirus. Dati questi fattori, anche se non ci fosse stato un blocco, la crisi economica avrebbe probabilmente raggiunto i livelli della Grande Depressione; ora sarà molto peggio. Tuttavia, i media non dicono una parola sullo stato dell’economia mondiale prima del blocco, e la pandemia è arrivata casualmente nello stesso momento del crollo economico. E se adesso parlano del crollo delle economie, danno opportunamente la colpa alla pandemia. Ciò distorce l’intera realtà e presenta solo una mezza verità.

Passiamo ora all’impatto del blocco sull’economia.

Impatto del blocco
Il 30 gennaio 2020 l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato Covid-19 una “emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale”. Fino ad allora il numero di decessi fuori della Cina è stato di soli 170 e i casi sospettati erano 7.736 nel mondo. Difficilmente qualcosa che giustificherebbe una “emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale”. Quindi, l’11 marzo l’OMS l’ha dichiarata una pandemia dopo che le morti “attribuite” a Covid-19 dalla John Hopkins University sono salite a 4.300 in tutto il mondo. Il termine “attribuito” è importante in quanto non dice direttamente i decessi “causati” da Covid-19. In altre parole, anche queste “morti” sono state speculative e presunte, non definite; tuttavia è stata dichiarata una pandemia con solo 4.300 nel mondo. Strano, per non dire altro!
A prescindere se il blocco sia stata la migliore opzione per il momento, anche le stime prudenti danno l’impressione che il blocco, come conseguenza di un già grave declino delle economie, sarà da capogiro; molto peggiore non solo di quello durante la Grande Recessione del 2008-09, ma anche della Grande Depressione degli anni ’30. Abbiamo già visto nel primo trimestre (ovvero prima dell’avvento del blocco) la maggior parte delle principali economie era già in stato di gravi recessioni; il maggiore mai registrato.

Se osserviamo dati comparativi, durante la Grande Depressione il PIL globale è diminuito del 26,7% nei 43 mesi della sua esistenza tra il 1929 e il 1933, ovvero all’incirca una contrazione del 6,5% ogni anno. In occasione della Grande Recessione nel 2008-09 il PIL negli USA è diminuito del 4,3% e non figura una ripresa fino al 2011. L’occupazione è diminuita di 8,6 milioni. Se prendiamo dati comparativi per oggi, scopriamo che Goldman Sachs (grande banca d’affari, n.d.t.) ha previsto un calo del PIL nel secondo trimestre di qualcosa tra il 26-40% negli USA e, entro la fine di aprile, fino a 26 milioni di persone hanno richiesta di disoccupazione. Questa volta gli USA hanno messo in campo il maggiore pacchetto di stimoli nella sua storia pari a 3 trilioni di dollari e anche tassi d’interesse ridotti a zero nottetempo.

Se guardiamo ad altre economie, FMI (Fondo monetario internazionale, n.d.t.) prevede un calo dell’8% per il 2020 in UE (Unione Europea, n.d.t.), con il Regno Unito che subisce una contrazione del 30% nella prima metà dell’anno in corso, l’Italia per il 18% nel secondo trimestre.

La pandemia da coronavirus (COVID-19) sta colpendo le economie dell’America Latina e dei Caraibi attraverso fattori esterni e interni, il cui effetto combinato porterà alla peggiore contrazione che la regione abbia mai subito, superando quelle nel 1914 e nel 1930. Secondo le ultime stime, una contrazione regionale media del -5,3% è prevista per il 2020, come indicato da ECLAC (Commissione economica dei Paesi dell’America Latina) in un nuovo rapporto.

Analisti intervistati da Reuters (agenzia di stampa britannica, n.d.t.) prevedono che l’economia giapponese si ridurrà del 22% durante il periodo aprile-giugno, il che rappresenterebbe il suo maggior declino storico. Il governo giapponese ha già annunciato complessivamente un pacchetto record di stimolo da 2 trilioni di dollari, pari a oltre il 40% del suo PIL, e la Banca del Giappone ha ampliato le sue misure per stimolare l’economia per il secondo mese consecutivo in aprile.

FMI (Fondo monetario internazionale, n.d.t.) ha prudentemente previsto una contrazione dell’economia mondiale pari al 3%. Si stima che avverrà una perdita di produzione pari a 9 trilioni di dollari (ovvero oltre 3 volte il PIL dell’India) in tutto il mondo. Forse le cifre sono molto maggiori, dato che il blocco sembra continui.

Queste stesse pandemie sono il risultato delle attuali politiche economiche che distruggono il nostro ambiente e quindi indeboliscono i livelli di immunità non solo degli esseri umani ma anche degli animali, provocando un’intensificazione delle malattie zoonotiche (trasmesse da animali/insetti agli umani). OMS (Organizzazione mondiale della sanità, n.d.t.) nel suo rapporto afferma che “il XXI° secolo è già stato segnato da grandi epidemie. Vecchie malattie – colera, peste e febbre gialla – sono tornate e ne sono emerse di nuove: SARS, influenza pandemica, MERS, Ebola e Zika.(da zanzara, n.d.t.)……. Le malattie covered sono: “Malattia da virus Ebola, febbre emorragica di Lassa, virale, febbre emorragica di Crimea-Congo (febbre virale della famiglia Nairovirus, n.d.t.), febbre gialla, Zika, chikungunya (da zanzara infetta, n.d.t.), influenza aviaria e altra influenza zoonotica, influenza stagionale, influenza pandemica, sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS), colera, monkeypox (vaiolo delle scimmie, n.d.t.) peste, leptospirosi e meningite meningococcica”. Perché queste hanno avuto un simile enorme sviluppo negli ultimi due decenni? Studi hanno dimostrato che è il risultato dello stupro della natura non solo da parte delle proprietà immobiliari, ma di ciò che Vandana Shiva (attivista e ambientalista indiana, n.d.t.) chiama il “cartello del veleno”. E se si aggiunge la massiccia distruzione dei nostri suoli, dei semi indigeni, l’uso massiccio di fertilizzanti, pesticidi, ormoni e altri prodotti chimici nelle nostre catene alimentari, non solo otteniamo un’accentuazione di queste malattie, ma anche di cancro, insufficienza renale e una miriade di nuove malattie. Infatti, i numeri riguardanti la mortalità in alcune precedenti pandemie, come l’influenza asiatica, 1957-58 (1,1 milioni di morti) e influenza di Hong Kong, 1968 (2 milioni di morti), nonché la pandemia del 2009, le morti sono state enormi. Attualmente il numero di decessi da Covid-19 nei 3 mesi, fino a fine maggio, è di 314.687. Uno degli studi più completi sulla pandemia, a cura di Imperial College di Londra, mostra che il “tasso di mortalità per caso” o la mortalità fra coloro contagiati da Covid-19 è del 0,9% –

In sostanza, la causa generale di entrambe le pandemie come anche della crisi economica è l’attuale sistema capitalista/finanziario parassitario in cui, man mano che i rendimenti sul capitale nella produzione continuano a declinare, si devono scoprire nuove sfere di estrazione, indipendentemente dall’impatto ambientale o sulla salute della gente. E in questa era digitale va trasformandosi sempre più la prosperità parassitaria della finanza, della speculazione e del commercio e cresce il peggio delle malattie piuttosto che la produzione. Il Deep State (“Stato profondo” n.d.t.) non è più il complesso militare-industriale, ma il complesso militare-industriale-digitale-farmaceutico che governa il mondo. Come ha affermato Vandana Shiva, sono 3 le società a dominare il ‘Poison Cartel’ con le fusioni che formano il big-3. Sono: Monsanto-Bayer, Dow-Dupont e Syngenta – ChemChina. Sono queste a produrre i gas per lo sterminio destinati a Hitler come anche nella guerra del Vietnam. Ora producono i nostri semi (genetici), fertilizzanti, pesticidi ecc., che sono la fonte della maggior parte delle malattie moderne; preparano anche i farmaci antitumorali.

Ora diamo una breve occhiata al funzionamento dell’economia oggi e quale potrebbe essere il probabile impatto per questo crollo e una possibile alternativa praticabile.

Blocco & post-blocco
Per prima cosa diamo un’occhiata agli USA, sospettati d’essere la principale fonte del virus (insieme alla Cina). Tra il 18 marzo e il 19 maggio, il patrimonio netto totale di oltre 600 miliardari statunitensi ha avuto un balzo 434 miliardi di dollari o nella misura del 15%, sulla base dell’analisi ATF (Americans for Tax Fairness – Americani per l’equità fiscale, n.d.t.) di dati Forbes.(rivista USA di economia, finanza, industria investimenti, marketing, n.d.t.). I primi 5 miliardari USA – Jeff Bezos, Bill Gates, Mark Zuckerberg, Warren Buffett e Larry Ellison di Oracle – hanno visto crescere la loro ricchezza di 75,5 miliardi di dollari, ovvero pari al 19%. A marzo erano indicati 614 miliardari nella lista di Forbes e 630 due mesi dopo, incluso il nuovo arrivato Kanye West, con 1,3 miliardi di dollari. Il valore in possesso ai miliardari è salito nel periodo da 2.948 trilioni a 3.382 trilioni di dollari. “Insieme, i primi 5 si sono presi negli ultimi due mesi il 21% della crescita della ricchezza totale di oltre 600 miliardari. Le fortune di Bezos e Zuckerberg sono cresciute insieme per quasi 60 miliardi di dollari, ovvero il 14% del totale di 434 miliardi di dollari”, afferma il rapporto. Rapporto di ATF e Institute for Policy Studies Program on Inequality.(Istituto per il programma di studi politici sulla diseguaglianza, n.d.t.). Nello stesso periodo indicativo, oltre 38 milioni di lavoratori americani hanno perso il lavoro, quasi 1,5 milioni si sono ammalati da virus e ne sono morti circa 90.000.
D’altra parte, la popolazione attiva ci ha rimesso terribilmente. 2,7 miliardi di lavoratori ora colpiti da misure di blocco totale o parziale, rappresentano circa l’81% dei 3,3 miliardi di forza lavoro nel mondo, costretti ora ad affrontare una forte riduzione del loro reddito e dell’occupazione. Qualsiasi tipo di misura adottata da FMI, Banca mondiale, ‘OCSE e da analisti privati sta prevedendo ovunque una riduzione del 5% del PIL globale quest’anno, che sarà molto superiore a quella conosciuta durante la recessione globale del 2008. La condizione della popolazione migrante in India non è mai stata così negativa dai tempi del dominio britannico. Milioni di indigenti sono praticamente costretti a chiedere un boccone di cibo nelle città che hanno contribuito a costruire. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, altri hanno perso il lavoro e gran parte della classe media e i lavoratori autonomi sono stati spinti in uno stato d’impotenza, mancanza di mezzi e con problemi psicologici. Gli anziani sono tormentati dalla polizia e dalla società, come se fossero tutti sospettati di contagio da coronavirus.

Inoltre, come abbiamo visto, anche prima del blocco le economie mondiali erano dirette verso la peggiore crisi di sempre. Ciò avrebbe comportato enormi difficoltà e condotto alla possibilità di rivolte nel mondo. Il sistema capitalista sarebbe stato anche considerato dalla maggioranza assolutamente non praticabile. Sarebbe apparso come la “fine della storia” per il capitalismo, non come Fukuyama ha predetto “per il comunismo”.

Negli anni ’30, per far fronte alla fame e al malcontento da essa prodotto sono sorti partiti fascisti che hanno massacrato milioni di persone e cercato di deviare il malcontento della gente nell’antisemitismo e nell’uso del “divide et impera” (dividi e domina, n.d.t.). Dato che la situazione probabilmente peggiorerà, questa volta ai governanti nel mondo occorreva un motivo per reprimere. Cosa c’è di meglio di questa pandemia ……… ciò che è stato sostanzialmente una crisi del sistema capitalista, ora sarà giudicato una crisi dovuta a pandemia. Suscitando isteria di massa e paura, hanno praticamente portato l’intera popolazione agli arresti domiciliari ……. Senza precedenti nella storia e de facto con il consenso sociale, con le persone stesse a costringerlo per paura della diffusione del virus. In un Paese dopo l’altro l’intero Stato è stato consegnato alla polizia, la sola cui è permesso circolare liberamente (per loro non esiste covid) e dettare legge con mano di ferro contro chiunque osi addirittura uscire di casa. Ogni permesso, ogni azione deve passare con il consenso della polizia, non del dipartimento della salute. Inoltre, tutte le istruzioni centrali sono emesse dal ministero degli Interni, quando avrebbe dovuto essere il ministero della Salute a dover essere in prima linea. In altre parole, tutto è un’azione di polizia, non un’azione medica. Se l’attenzione fosse stata di tipo medico, avrebbe potuto essere più incentrata sul rafforzamento dell’immunità, di cui si sono occupati singoli e ONG, come Rajeev Bajaj (MD e CEO di Bajaj Auto), non il governo.

Ora per uscire da questa crisi economica i governi di tutto il mondo hanno i due strumenti monetari standard: aumentare il debito stampando banconote (allentamento quantitativo) e riducendo drasticamente i tassi d’interesse. Ma questi paesi hanno dovuto affrontare un dilemma; a causa della continua stagnazione delle loro economie, hanno già accumulato enormi quantità di debito e ridotto i tassi d’interesse a circa zero e anche negativi. Avendo già fatto questo di fronte a una crisi così grave quale era la loro via d’uscita? Ironia della sorte, non hanno altro meccanismo che adottare le stesse misure che governi come USA, Giappone e Paesi UE che pompano denaro in quantità record per salvare le loro economie e ridurre ancora più, ove possibile, i tassi d’interesse. Questa è una scommessa gigantesca in quanto potrebbe fungere da ammortizzatore, ma può creare un crollo ancora più grande nei giorni a venire.

La produzione nella maggior parte dei settori diminuirà del 25% o più, secondo OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, n.d.t.) e il blocco inciderà direttamente sui settori che rappresentano 1/3 del PIL nelle principali economie. Per ogni mese di blocco, si avrà una perdita del 2% rispetto alla crescita annuale del PIL. Questo, in breve, potrebbe superare qualsiasi collasso della produzione globale negli ultimi 150 anni! Ancora peggio della Grande Depressione degli anni ’30. FMI prevede che oltre 170 Paesi quest’anno registrerebbero una crescita del reddito pro-capite negativa. Questo sta a significare quanto è grave la situazione.

Milioni di posti di lavoro sono scomparsi a livello globale, secondo ILO (Organizzazione internazionale del lavoro, n.d.t.). La crisi COVID-19 dovrebbe cancellare il 6,7% delle ore di lavoro a livello globale nel secondo trimestre del 2020, un equivalente di 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. La perdita di reddito da lavoro si aggira su 3,5 trilioni di dollari (massimo) nel 2020. Quindi, enormi quantità di gente saranno ricacciate nella povertà. Secondo Oxfam (Confederazione internazionale di organizzazioni “non profit”, n.d.t.) , considerato lo scenario più grave – ovvero una contrazione del 20% delle entrate – il numero di persone al mondo che vivono in condizioni di estrema povertà aumenterebbe da 434 milioni a 932 milioni. Lo stesso scenario vedrebbe il numero di persone, che vivono con meno di 5,50 USD al giorno, aumentare da 548 milioni a quasi 4 miliardi di individui. A un livello anche più grave acuto, stiamo entrando in una fase di vero pericolo per milioni di persone proprio affamate, che muoiono di fame, in un modo che non dovrebbe accadere nel XXI° secolo. Questo vediamo già accadere su vasta scala in India.

Come evidenzia Michael Roberts (in “Il dilemma del debito”), l’aumento del debito globale riduce la capacità delle economie capitaliste di evitare crolli e trovare modi rapidi per recuperare.

Durante l’attuale crisi coronavirus, il crollo è accompagnato da un elevato debito globale, sia pubblico, societario e domestico. Institute of International Finance, un ente commerciale, stima che il debito globale, sia pubblico che privato, ha superato 255 tn (miliardi, n.d.t.) di dollari alla fine del 2019. Vale a dire 87tn di dollari più alto rispetto all’inizio della crisi del 2008 e indubbiamente sarà estremamente superiore a causa della pandemia. Come ha sostenuto Robert Armstrong del quotidiano Financial Times: “la pandemia pone in particolare grandi rischi economici per le società con bilanci altamente indebitati, un gruppo che ora include gran parte del mondo delle imprese. Tuttavia, l’unica soluzione praticabile a breve termine è prendere in prestito maggiormente, per sopravvivere fino al superamento della crisi. Il risultato: le società affronteranno la prossima crisi con pile di debito ancora più precario. “Negli USA il debito delle società non finanziarie era di circa 10 miliardi di dollari all’inizio della crisi. Con il 47% del PIL (prodotto interno lordo), non è mai stato così grande. In condizioni normali questo non sarebbe un problema, perché tassi d’interesse bassi renderebbero il debito più facile da sostenere. I padroni delle aziende, sfruttando, hanno solo seguito gli incentivi loro offerti. Il debito è conveniente deducibile dalle tasse, quindi facendone maggior ricorso aumenta i guadagni. Ma in una crisi, qualunque sia il suo prezzo, il debito diventa nocivo. Mentre le entrate crollano, i pagamenti degli interessi incombono. Le scadenze del debito diventano minacce inesorabili. La possibilità di inadempienze contagiose cresce e il sistema scricchiola

Eppure, tutti i Paesi sviluppati già nel pieno di una crisi del debito sovrano oggi si servono solo dello stesso meccanismo di uscita dall’attuale crisi, in quanto sembrano non avere altra risorsa; anche ben sapendo quanto disastroso potrebbe essere il futuro.

Infatti, sin dalla metà degli anni 1980, l’economia USA è stata trascinata in una serie di cicli, ognuno dei quali implicante in una certa misura prestiti sconsiderati e speculazioni patrimoniali che portano crisi finanziarie, pressioni deflazionistiche e prolungata debolezza economica. In altre parole, piuttosto che investire in attività produttive, le società sono passate alle fusioni e alla speculazione finanziaria così che gran parte dei loro profitti sono derivati sempre più da plusvalenze, piuttosto che da profitti derivanti dalla produzione.

Quindi, abbiamo lo choc petrolifero del 1973; la recessione del 1982-83 che ha introdotto le politiche di liberalizzazione di Reagan/Thatcher; poi l’episodio Dot Com del 2001 e infine la Grande Recessione del 2008-09.

La profonda crisi del 1980-1982 ha decimato i settori manifatturieri nel nord globale e indebolito i sindacati per una generazione. Sono state poste le basi per le cosiddette politiche neoliberiste intese a cercare di aumentare la redditività del capitale attraverso un aumento del tasso di sfruttamento. Ed è stata la base per uno spostamento del capitale dai settori produttivi nel “nord globale” al “sud globale” e nel capitale virtuale del settore finanziario. Profitti reinvestiti e prestiti di denaro in obbligazioni e azioni ha fatto scendere i tassi d’interesse e aumentato le plusvalenze e i prezzi delle azioni. Le società hanno lanciato un programma incessante per riacquistare le proprie azioni e i prestiti per far sì che aumentassero i prezzi delle azioni.

Ciò ha posto le basi per la massiccia finanziarizzazione dell’economia che oggi ha assunto dimensioni gigantesche con la sempre maggiore concentrazione di denaro nelle mani di pochi. Come ha dichiarato Vandana Shiva a Ginevra il 14 marzo 2019, risulta che a marzo 2016 i 6 più ricchi avevano 343 miliardi di dollari; l’anno successivo la loro ricchezza è passata a 402 miliardi di dollari. E la massa attuale di questa ricchezza è organizzata da Asset Management Funds [(AMFs) Fondi di gestione patrimoniale, n.d.t.), inesistenti prima della liberalizzazione. I migliori AMF nell’agosto 2019 hanno controllato una ricchezza pari a 74 trilioni di dollari (per dirla in prospettiva, l’intero PIL indiano è di circa 2,5 trilioni di dollari). La loro maggiore espansione è avvenuta dopo il 2008/2009. Ad esempio, i due più grandi negli USA/nel mondo, Blackstone e Vanguard, nel 2008 detenevano una ricchezza di 1 trilione di dollari ciascuno. Nel 2019 Blackstone aveva 7 trilioni di dollari e Vanguard 5,6 trilioni di dollari. UBS era a quota 3,4 trilioni di dollari. La maggior parte di questi giganti ha le proprie sedi registrate in paradisi fiscali e quindi paga poche tasse. In confronto, le attività totali di Goldman Sachs nel 2019 sono state valutate 1 trilione di dollari.. La massa della ricchezza creata da questi AMF è tramite l’apprezzamento del capitale, non il profitto. Quindi, mentre Blackstone nel 2019 aveva un profitto lordo di 7,4 miliardi di dollari, quello di Goldman Sach era pari a 34 miliardi di dollari.

Mentre questi conglomerati accumulano enorme ricchezza, la redditività è stata estremamente debole nella produzione, come abbiamo condotto a questa crisi, e ciò indica che non sono riusciti a fronteggiare un grave collasso dei sistemi sanitari e delle economie. Infatti, se consideriamo i profitti aziendali globali e non solo l’entità dei profitti tramite investimento (ovvero redditività), notiamo che l’ammontare totale dei profitti si è arrestato nelle principali economie, quando siamo entrati nella pandemia. Come abbiamo visto, l’economia mondiale stava già per entrare in una recessione di una certa proporzione, ma ora ovviamente la pandemia ha peggiorato la recessione.

Una parte del problema per superare la bassa redditività è derivata dal fatto che le società hanno preso di più in prestito, aumentato il loro debito, assunto prestiti in banca, cercando di procedere. Ciò è stato particolarmente vero per le società minori che hanno dovuto indebitarsi molto per le vendite che stavano effettuando per continuare a tirare avanti, aumentando il peso dei propri oneri. Se qualcosa dovesse andare storto, rimarrebbero con enormi quantità di debito. Queste società devono pagare e, in caso d’inadempienza, saranno nei guai non solo loro, ma anche i finanziatori. Pure i mercati emergenti sono stati attraversati da un drammatico aumento di debiti, mentre la crescita ha rallentato.

Anche nell’attuale pandemia la mole dello “stimolo” è destinata alle banche e agli strumenti finanziari, sostenendo così i mercati azionari e la ricchezza delle grandi imprese. La Federal Reserve USA è intervenuta per iniettare quantità enormi di credito acquistando obbligazioni e strumenti finanziari in modo che banche e istituzioni possano restare a galla. Ma queste ricette funzioneranno questa volta? Jim Richards non pensa che la domanda non aumenterà. Naturalmente, per fare questo e alleviare parte della sofferenza a coloro rimasti senza lavoro, i governi occidentali, a differenza dell’India, hanno anche versato denaro sui loro conti.

Blocco in India e il nostro futuro
Anche in India, la situazione è stata precaria molto prima del blocco. Sebbene il governo abbia interrotto la pubblicazione di molti dati ufficiali per impedire che i fatti venissero divulgati, il bilancio stesso ha rappresentato la triste realtà. Nel bilancio si dichiara: Nell’esercizio finanziario 2019-2020, la crescita del PIL reale al 5% è la più lenta dalla crisi del 2008-2009. La crescita della produzione al 2% è la più bassa degli ultimi 13 anni; la crescita degli investimenti è stata inferiore all’1%, la più bassa in 15 anni. Inoltre, la rupia è crollata a un minimo storico di Rs.76 nei confronti del dollaro e prevedeva una ulteriore crollo. Anzitutto sono stati PSB (Banche del settore pubblico, n.d.t.) a vacillare per ANP (attività deteriorate, n.d.t.); ora si sono spostati verso organi di finanziamento delle infrastrutture come IL&FS, poi verso banche cooperative come Punjab & Maharashtra Cooperative Bank, e ora anche verso banche del settore privato, con il crollo dell’enorme Yes Bank. Ciò si è ulteriormente diffuso ai fondi comuni d’investimento con il gigantesco fondo Comune Americano Franklin Templeton che ha dovuto chiudere 6 dei suoi fondi il 23 aprile. Cosa mai successa in India in passato. Il denaro degli investitori bloccato in questi fondi è pari a circa Rs 25.000 crore , tutti appartenenti alla classe media. Giornali hanno predetto che la magagna potrebbe estendersi ad altri fondi comuni. Inoltre, tra gennaio e la fine di marzo il mercato azionario è calato fino al 35%.
E ora, se ci rivolgiamo alla situazione post-blocco in India. Il quotidiano The Economist (22 maggio 2020) afferma: Goldman Sachs, prevede che l’economia si contragga del 45% in questo trimestre (da aprile a giugno 2020) su un tasso annuale e del 5% per l’intero anno, ipotizzando un grande balzo nella seconda metà. Le esportazioni indiane sono crollate del 35% a marzo e di un altro 60% ad aprile. India Today ha riferito che frutta e verdura stanno marcendo non esistendo mezzi di trasporto o di lavoro, per raccoglierle e, anche se raccattate, per portarle al mandi. Il settore del trasporto e della logistica che conta un’attività pari a Rs.15 lakh crore è stato paralizzato dopo il 24 aprile, con 1,5 milioni di camion bloccati in strada (su 7,5 milioni) a causa dell’improvviso annuncio.

L’attività produttiva in India ha visto una contrazione senza precedenti ad aprile, poiché il blocco ha portato a un crollo della domanda e a enormi interruzioni della catena di approvvigionamento, secondo l’indagine IHS Markit (PMI) sui gestori d’acquisti. Il 27 aprile, il PMI HIS Markit India Manufacturing adeguato stagionalmente a marzo è sceso da 51,8. “L’ultima lettura ha indicato il peggioramento delle condizioni di business in tutto il settore da quando la raccolta dei dati è iniziata oltre 15 anni fa. Il declino delle condizioni operative è stato parzialmente guidato da una contrazione senza precedenti della produzione”, ha affermato IHS Markit. A marzo la PRODUZIONE IN FABBRICA ha visto una contrazione record del 16,7%.

TRANS UNION CIBIL ha affermato che prestiti per un valore di Rs 2,32000 crore a micro, piccole e medie imprese (MSME) corrono il rischio maggiore di diventare attività deteriorate (NPA). Il tasso di NPA per gli MSME è aumentato continuamente negli ultimi anni, raggiungendo il 12,6% a partire da dicembre 2019, secondo un rapporto Cibil. “La quantità di MSME che rientra nella fascia di rischio più elevata presenta saldi di credito in sospeso di Rs2,32,000 crore, che rischia maggiormente di entrare in NPA”, ha detto Cibil.

Non sorprende che lo stesso The Economist abbia riferito che: il Consiglio nazionale di ricerca economica applicata, gruppo di esperti a Delhi, prevede una contrazione del 12,5% quest’anno fiscale, a meno che non vi sia un grande stimolo. E per quanto riguarda il “grande” stimolo annunciato da Modi, The Economist ha questo da dire: Ma invece di una spinta dal lato della domanda, e in particolare un sostegno urgente in denaro per i più poveri, ciò che l’onorevole Modi ha fornito è stato un hotchpotch (miscuglio, n.d.t.) di incentivi dal lato dell’offerta e incitamenti come garanzie di credito, insieme a riforme il cui impatto si farà sentire solo a medio termine, al più presto. Gran parte dello stimolo è stato costituito da misure precedentemente annunciate o da movimenti della banca centrale per stimolare il prestito. Le stime dell’attuale nuovo impegno fiscale da parte del governo Modi vanno da un misero 0,7% del PIL all’1,3%, ben lontano dal 10% sbandierato.

I giornali lo stanno confrontando con l’influenza “spagnola” nel 1918 portata in India dai soldati di ritorno dalle trincee della prima guerra mondiale (una ricompensa degli inglesi), il che è ridicolo, dato che durante quella pandemia circa 18 milioni di indiani hanno perso la vita, ma fino ad oggi nei due mesi dopo il blocco il conteggio delle morti ufficiali è poco più di 4.000 per l’intero Paese. I casi superano un lakh (100.000), ma le morti sono ridotte. È un dato di fatto che il tasso di mortalità è inferiore all’1% e che la maggior parte dei decessi si verifica per altre patologie. In realtà lo spavento/panico è stato inutilmente costruito da ICMR [(Indian Council of Medical Research) – Consiglio indiano per la ricerca medica, n.d.t.)] già dal 27 febbraio, quando ormai non vi era quasi un caso. Ricorrendo a “modelli matematici” ha previsto 1,5 milioni di casi a Delhi e 5 lakh ciascuno a Mumbai, Calcutta e Bangalore. Nel peggiore dei casi, ha previsto a Delhi 10 milioni di casi e a Mumbai 4 milioni, con il picco entro la fine di marzo. Confronta queste cifre con i casi totali in tutta l’India segnalati fino al 24 maggio a 132.000. Non c’è letteralmente confronto con le previsioni ICMR; anche quelle del massimo organo medico nel Paese. Ma né i giornali né ICMR si scuseranno con il pubblico per aver diffuso paura e panico. E probabilmente il governo ha agito nel panico vedendo queste previsioni ICMR la notte del 24 marzo.

Una contrazione dell’economia indiana nella misura del 12% è inaudita e la sofferenza inferta ai migranti e alle classi medie, è solo l’inizio di ciò che sarà. Naturalmente, mentre siamo tutti chiusi in casa e milioni di persone sono affamate, Reliance ha firmato quattro mega affari (nessun blocco per lui) e le sue azioni hanno raggiunto un massimo storico, aumentando del 45%. Anil Agarwal di Vedanta ha utilizzato la caduta di valore delle azioni per riacquistare tutte le azioni pubbliche acquistandone il 49% a prezzi “a perdere”, togliendole dal mercato azionario. Inoltre, le società di Internet e l’e-commerce hanno concluso affari fiorenti con le azioni di Amazon, Walmart, Google, ecc. che hanno raggiunto livelli di picco nella borsa USA. E questo, in uno scenario in cui gli indici azionari generali sono calati drasticamente sia in India che negli USA.

L’economia indiana, essendo così dipendente dall’Occidente, è gravemente colpita da questa crisi, come abbiamo già visto. Qui già l’1% dei più ricchi possiede oltre il 50% della ricchezza personale in India e il 10% dei più ricchi detiene quasi l’80%. Il numero di persone che vivono nei bassifondi è di oltre 100 milioni, il che è molto più grande rispetto ad altri Paesi in Asia meridionale e di sud-est. È questa popolazione a essere particolarmente a rischio con qualsiasi virus, non potendosi realizzare il distanziamento sociale in questi bassifondi o per la questione degli appartamenti a una stanza, in cui la maggior parte vive. A Mumbai notiamo che la maggior parte dei casi coronavirus è nei bassifondi. Secondo Picketty la disuguaglianza e aumentata in India più rapidamente che nel mondo. La quota del principale decile (in matematica: 1 su 10 gruppi, n.d.t.) sul reddito totale è aumentata in India dal 33% nel 1980 al 55% nel 2018; mentre in Europa è cresciuta dal 28% al 34%, in Russia dal 26% al 45%, negli USA dal 35% al 48% e in Cina dal 26% al 41%. Inoltre, questo non tiene conto “dell’ineguagliabile abuso di “intoccabilità” (Toyananbee) che rende l’India il Paese più diseguale, il più vergognoso, il più senza cuore e il più tossico del mondo”.

In tale contesto, il peggio deve ancora venire e non solo per il virus, ma economicamente e politicamente. Come in occasione della Grande Depressione la fame e l’inedia sono state accompagnate da terrore fascista e comunale. Milioni di persone sono state uccise e ancora di più sono morte sotto i morsi della fame. È già scritto sui muri in tutto il mondo e già in una forma estrema in India. Ormai i giornali stanno riferendo che le MSME sono probabilmente inadempienti riguardo ai loro prestiti come anche rispetto alle abitazioni e altri luoghi. Ciò esercita enorme pressione sulle banche e potrebbe esserci una corsa nelle banche con le persone che perdono fiducia nel mantenere i loro depositi. Altri programmi di risparmio sono già sotto pressione come pure i fondi comuni d’investimento. Con questi crolli è probabile che i risparmi duramente guadagnati dalla gente si esauriscano. La crisi colpirà non solo il lavoro dei migranti e autonomo, ma anche le classi medie. Considerata l’insicurezza economica in aumento di dieci volte, le opportunità di svago che si sbriciolano, il notevole aggravarsi dell’interazione sociale e il crescere del sospetto di casi psicologici, nonché anche il livello dei suicidi potrebbe non essere limitato solo ai contadini, ma esteso alle classi medie, che recentemente hanno visto giorni migliori, tutto sta svanendo. La crisi qui sarà probabilmente peggiore che in Occidente a causa della fragilità dell’economia e dei già orribili livelli di povertà.

D’altra parte, il dominio del grande capitale e delle poche famiglie in Occidente e delle loro controparti in India aumenterà di dieci volte e il nesso tra loro e la classe politica si rafforzerà. Governeranno con una mano di ferro e la “paura” del virus può tenere la gente chiusa in casa a tempo indeterminato, con solo coloro con il permesso del governo/della polizia di spostarsi. Già si dice che le app tipo Aarogya Setu siano un tale pass reso obbligatorio per qualsiasi forma di viaggio, e questo anche prima di qualsiasi “apertura”. I viaggi “non essenziali” possono essere limitati indefinitamente e ciò che è essenziale o meno sarà deciso dal governo/dalla polizia. Con la tecnologia, il Grande Fratello ti guarderà 24 ore al giorno.

Questa è la probabilità con vari livelli di differenza in tutto il mondo nel prossimo futuro e non le possibilità idilliache immaginate da alcuni. Uno scenario tipo 1984 con George Orwell che ride dalla sua tomba. Finché il potere finanziario rimane nelle mani di pochi e il potere politico si intreccia con esso, le cose possono solo andare di male in peggio – sia nella sfera delle pandemie che economicamente.

Senza dubbio questa struttura economica non è praticabile ed è probabile che passi da una crisi all’altra, ma non cadrà da sé. Inoltre, occorre un’alternativa economica e politica capace di affermarsi.

Questa alternativa potrebbe essere quella da collegare alla distruzione della finanza super-grande/del capitale speculativo insieme a quella di un pugno di ville e l’emergere di un’economia cooperativa ecologica, in cui la tecnologia è utilizzata per proteggere (non danneggiare) l’ambiente, la razza umana e animale. Una vera alternativa Swadeshi (movimento per “autosufficienza” dunque “autonomia economica”, n.d.t.).

Politicamente, distruggendo il potere del pugno di élite mondiali/miliardari mondiali e i loro tirapiedi politici, deve essere costruita una vera alternativa democratica blocco per blocco per sostenere e sviluppare il nuovo modello economico. L’obiettivo dell’alternativa deve essere la felicità per la maggioranza, raggiunta attraverso la sicurezza economica, l’uguaglianza sociale, la democrazia e la libertà dalle radici, e i valori di amore, armonia e cooperazione contro tutte le forme di odio, alienazione, dominio e primato sugli altri in tutte le sfere della vita.

Ma questo a lungo termine; a breve termine la gente dovrà proteggere i propri interessi e sopravvivere riunendosi in uno spirito di cooperazione per proteggere se stessi, i loro risparmi duramente guadagnati e resistere ai malfattori. Dopotutto i governanti europei hanno una storia di genocidi – spazzando via l’intera popolazione indigena delle Americhe, uccidendo per interessi minerari fino a 40 milioni di persone in Africa, due guerre mondiali e un genocidio di massa con bombardamenti a Hiroshima, Nagasaki, in Indocina e poi il Medio Oriente; e la morte di circa 30 milioni di persone nei due secoli di dominio britannico in India. Tutto è possibile nel prossimo periodo d’intensa crisi.

I super ricchi si sono già protetti parcheggiando i loro soldi in paradisi fiscali; le classi medie e i poveri devono agire prima che sia troppo tardi. La Grande Depressione è durata 10 anni e si è conclusa con la seconda guerra mondiale ……… dove finirà l’attuale?

Fonte: http://www.mainstreamweekly.net/article9469.html
da: redspark.nu.en/

10 giugno 2020

Naxaliti bruciano l’ufficio del Dipartimento forestale nel distretto di Gadchiroli

La sera tardi di martedì 9 giugno, naxaliti del distretto di Gadchiroli, nello Stato del Maharashtra, hanno dato alle fiamme un ufficio del Dipartimento forestale e distrutto documenti.
L’episodio è successo all’ufficio di Gatta sotto le competenze della Divisione forestale di Bhamragad, ha detto la polizia.
Due guardie forestali nell’ufficio al momento dell’attacco sono state aggredite da una cinquantina di naxaliti presumibilmente armati. La polizia di Gadchiroli ha registrato un caso d’incendio doloso e aggressione, danni alle proprietà governativa a Bhamragad.
Il pattugliamento è stato intensificato nell’area e sono stati disposti altri schieramenti a Gatta e in aree vicine.
L’attacco arriva solo una settimana dopo che la polizia di Gadchiroli ha sequestrato oltre Rs 2,20 crore.

In una grande operazione, la settimana scorsa la polizia di Gadchiroli ha eliminato un modulo di finanziamento a naxaliti e sequestrato Rs 2,20 crore da 2 veicoli provenienti da Telangana diretti in Maharashtra. Il denaro sequestrato sarebbe stato destinato al finanziamento delle operazioni di naxaliti in Aheri, Maharashtra, per effettuare attacchi alle forze di sicurezza e agli edifici governativi.

L’operazione è stata compiuta agendo secondo un’informazione del servizio intelligence su una grande quantità di denaro inteso al finanziamento di naxaliti, portato da Telangana al Maharashtra, con veicoli. Secondo l’informazione i contanti sarebbero trasferiti con SUV provenienti da Telangana diretti in Maharashtra e il passaggio avverrebbe all’altezza dei ponti sui fiumi Godavari e Pranhita.

Il 17 maggio scorso, 2 commando della polizia di Gadchiroli sono morti in un combattimento con naxaliti, mentre altri 3 sono stati feriti nella giungla di Poyarkoti Koparshi, nel distretto di Bhamragad taluka .

fonte: https://www.indiatoday.in/india/story/maharashtra-naxalis-burn-down-forest-department-s-office-in-gadchiroli-1687538-2020-06-10
da: redspark.nu.en/

1 giugno 2020

Quadri del PCI maoista uccidono poliziotto in un’imboscata nel distretto ovest di Singhbhum

I maoisti hanno teso un’imboscata a una pattuglia congiunta di polizia e CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) nel distretto di Singhbhum in Jharkhand occidentale, uccidendo domenica 31 maggio un poliziotto e un chowkidar (guardiano, nd.t.) di villaggio, hanno detto funzionari.

Membri del gruppo di estrema sinistra, bandito, del PCI (maoista) guidato dal comandante di zona, Lodhro Lohar, sono improvvisamente usciti dalle case del villaggio di Jonua in direzione della strada principale, che un gruppo di pattuglia stava percorrendo per raggiungere un poggio vicino, essendo stato informato dal servizio intelligence che là si stavano riunendo dei maoisti, ha dichiarato la polizia.

“Guardia del corpo del sovrintendente aggiunto di polizia (ASP), Nathu Singh Meena Lakhindra Munda e un chowkidar del villaggio Sunder Mahato sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco quando il gruppo di pattuglia è stato colto di sorpresa, con gli ultras maoisti a lanciare improvvisamente un attacco da dietro le case di paglia degli abitanti del villaggio. Le forze hanno risposto, ma a quel punto sia Munda che Mahato erano caduti e abbiamo dovuto prestare particolare attenzione affinché non fosse coinvolto altro residente innocente “, ha affermato Indranjit Mahatha, sovrintendente della polizia di West Singhbhum.

Il gruppo di pattuglia era guidato da Anand Jha e Meena di ASP Paranab

Il personale di sicurezza ha poi sequestrato nel villaggio 5 materassi, cappellini maoisti, generi alimentari e proiettili vuoti, il che sta ad indicare che erano in riunione o stavano mangiando prima di tendere un’imboscata alla polizia.

Sia Lakhindra Munda, residente nel villaggio di Jharjahar, sia Sunder Mahato, residente nel vicino villaggio di Oter, sono stati ricoverati nell’ospedale di Chakradharpur dove i dottori lì, hanno dichiarato che erano morti. Una commissione medica è stata istituita per l’esecuzione della loro autopsia.

“E’ stata la prima volta che i maoisti hanno usato residenti di villaggio che ci hanno sparato da dietro. In precedenza, è avvenuto in giungle, fra le colline o in valli boscose. Abbiamo un rapporto molto stretto con residenti di villaggio e facciamo del nostro meglio per evitare qualsiasi operazione dentro i villaggi. Ora dobbiamo ripensare la nostra strategia. Anche alcuni estranei e altri residenti di villaggio erano a Jonua. Potrebbe anche essere uno stratagemma atroce seminare il seme della sfiducia tra polizia e residenti dei villaggi “, ha detto Mahatha.

Questa è stata la prima battuta d’arresto per la polizia e CRPF in West Singhbhum dopo che hanno ucciso 3 donne maoiste a Gudri nel distretto di West Singhbhum il 4 aprile e 3 ultras di PLFI (Fronte di liberazione popolare dell’India, n.d.t.), proibito, il 28 maggio a Manmadhubera e Kentai.

Fonte: https://www.hindustantimes.com/india-news/cop-chowkidar-killed-in-maoist-ambush-jharkhand-s-west-singhbhum-district/story-JEZBC8Huk0IAmJw1WOiTpK.html
da: redspark.nu.en/

30 maggio 2020

Guidato da Basavaraj, il PCI maoista intensifica gli attacchi alle forze di sicurezza

Il 21 marzo 2020, l’attacco di Naxaliti alle forze di sicurezza nel distretto di Sukma in Chhattisgarh, uccidendo 17 persone e ferendone altre 15, dopo molto tempo evidenzia un cambiamento critico negli “ormeggi” ideologici del PCI (maoista). Probabilmente, un fattore critico motivo di tale cambiamento tattico nell’approccio dei maoisti può essere attribuito alla nuova leadership sotto Namballa Keshava Rao, alias Basavaraj.
Dato il coinvolgimento della Guardia di riserva distrettuale (DRG), della Task Force speciale (STF) e del Battaglione d’élite di comando per l’azione risoluta (CoBRA) della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) in un’operazione congiunta contro i maoisti, quest’ultimi hanno effettuato l’attacco con precisione chirurgica. È importante dire che il distretto di Sukma continua ad essere un focolaio di attività maoiste, contando finora nel 2020 fino a 25 maoisti morti. Nel momento che lo Stato ha sostenuto che il movimento maoista violento è in un declino conclusivo in termini di attività in diminuzione e di riduzione del numero di reclutamenti, l’attacco di Sukma, gli atti audaci contro le forze di sicurezza d’élite, autorizzano la rivisitazione del movimento maoista. Dunque, Inoltre, mentre si suppone che i maoisti stiano perdendo sostanzialmente la loro base di supporto e sono presumibilmente limitati a poche sacche, l’attacco di alto livello conferma un cambiamento tattico nella strategia maoista.

Negli ultimi 2 anni, soprattutto da quando Basavaraj ha assunto la carica di segretario generale del PCI (maoista) in seguito alle dimissioni di Muppala Lakshmana Rao, alias Ganapathy, come capo maoista nel settembre 2018, si è verificato un importante cambiamento tattico nelle attività maoiste. Sotto la guida di Basavaraj, che è stato anche il capo della Commissione militare centrale dei maoisti (CMC) prima della sua elevazione come capo, i maoisti stanno conducendo attacchi “spettacolari”, scegliendo commando d’élite e leader politici di alto profilo, per mettere a tacere le affermazioni governative secondo cui il movimento maoista sarebbe agli sgoccioli. Da quando Basavaraj ha assunto la direzione, i maoisti hanno effettuato quattro attacchi importanti negli ultimi due anni. Il Primo Maggio 2019, hanno ucciso 15 membri dei commando della forza C-60 della polizia del Maharashtra e un civile, con un ordigno rudimentale (IED), nel distretto di Gadchiroli. Prima dell’episodio, gli ultras hanno incendiato 26 veicoli, usati per lavori edili nel sito della National Highway-136, per attirare le forze di sicurezza nella loro trappola. In precedenza, il 9 aprile 2019, i maoisti hanno attaccato il convoglio di Bhima Mandavi, membro dell’Assemblea legislativa del BJP (Partito del popolo indiano, n.d.t.) in Chhattisgarh, uccidendo il politico BJP e altri due poco prima della prima fase delle elezioni generali. Una condivisione critica rispetto a tutti gli attacchi sopracitati è la precisione chirurgica con cui sono stati realizzati.

La precisione chirurgica di questi attacchi è sottolineata poiché si ritiene che i maoisti facciano parte di una campagna tattica controffensiva (TCOC) sotto la nuova guida di Basavaraj. Essendo state le attività maoiste largamente contenute, la nuova leadership mira a riaccendere la forza e riprendersi le zone ricorrendo ad attività militanti. Considerata la sua esperienza come capo della Commissione militare centrale del PCI (maoista), Basavaraj crede nell’istillare paura attraverso gli attacchi, specialmente contro i macchinari e i leader dello Stato. Questo è uno spostamento critico nel quadro ideologico che infonde nuove tattiche nelle nuove reclute e legittima le “cause rivoluzionarie” con attività violente.

Quando si tratta di compiere attacchi guerriglieri, i maoisti sembrano avere un vantaggio sulle forze di sicurezza. Le importanti motivazioni dei maoisti sottostanti all’uccisione del personale di sicurezza in gran numero sono quelle di evidenziare la vulnerabilità dello Stato e aumentare il morale dei suoi quadri.

Fonte: https://www.dailypioneer.com/2020/sunday-edition/maoist-mayhem-under-new-leadership.html
da: redspark.nu.en/

28 maggio 2020

Video diffuso dal PCI maoista sul combattimento del 21 marzo con le forze di sicurezza nel distretto di Sukma

Il PCI (maoista) ha divulgato un video che presumibilmente contiene dettagli di un combattimento avvenuto a Sukma il 21 marzo, in cui sono stati uccisi 17 agenti della sicurezza.
Il video di 12 minuti con voce fuori campo contiene filmati open source del premier Narendra Modi, dei suoi colleghi di governo e dell’anziano consulente per la sicurezza interna, K Vijay Kumar, tutti accusati d’aver ucciso tribali innocenti.
Il video afferma che il braccio armato del PCI (maoista), l’Esercito guerrigliero liberazione popolare (PLGA), ha attaccato il personale di sicurezza nell’ambito della sua campagna tattica controffensiva (TCOC) contro l’Operazione Prahar.

Il TCOC è un’offensiva armata a livello nazionale che gli estremisti normalmente lanciano a marzo e aprile e proseguono fino ai primi monsoni, mentre l’Operazione Prahar è stata un’offensiva comune compiuta dalla polizia di Chhattisgarh, Telangana, Odisha e Maharashtra, dal febbraio di quest’anno.
La clip resa pubblica dal portavoce maoista, Viplav, mostra un video dall’interno della giungla in cui è possibile ascoltare spari e sembra sia girato dentro una casa.

Il sovrintendente della polizia di Sukma, Shalabh Sinha, ha confermato la diffusione del video tramite media locali nella regione del Bastar. “La maggior parte del filmato non sembra autentico, ma la visuale della sparatoria potrebbe essere relativa al combattimento del 21 marzo. La sparatoria è continuata per quasi 2 due giorni. Quindi, a un certo punto avrebbero potuto girare questo “, ha detto Sinha a CNN-News18.

Il video mostra anche corpi del personale della sicurezza distesi dentro la foresta. Volti di uomini e donne armati di pistola sono pure chiaramente visibili, mentre pare stiano mangiando e poi marciano in un’unica fila. La grafica nel video afferma che tutti questi elementi visivi sono provenienti dalle giungle Minpa di Sukma.
Funzionari hanno detto che la polizia ha avviato un’indagine su come il video è stato curato e diffuso. Il sovrintendente della polizia di Sukma ha dichiarato che esperti d’informatica saranno coinvolti nel raccogliere indizi dal video di propaganda.
“Cyber esperti ci aiuteranno a identificare alcuni dei volti chiaramente visibili nel video. Ci permetterà di sapere chi sono i quadri e dove sono attivi ”, ha detto Sinha.
Il 21 marzo, 17 membri del personale della Guardia di riserva distrettuale e della task force speciale sono stati uccisi a Sukma e i loro corpi sono stati trovati dopo oltre 24 ore. Fucili serie AK, munizioni e radio senza fili delle forze di sicurezza sono stati tutti saccheggiati durante il combattimento, come mostrato nel video di propaganda.

Fonte: https://www.news18.com/news/india/maoists-release-edited-video-of-march-21-encounter-killing-17-jawans-in-sukma-2637149.html
da: demvolkedienen.org

23 aprile 2020

Lotte tra masse e forze reazionarie sul cibo e contro il blocco

In Bengala occidentale, Uttar Pradesh, Gujarat e altre zone hanno avuto luogo lotte contro le forze di sicurezza intente a imporre il coprifuoco e la distribuzione delle razioni.
Nella città di Aligarh, in Uttar Pradesh, i fruttivendoli hanno attaccato con pietre la polizia che cercava di far rispettare il coprifuoco. Secondo dati delle autorità, almeno un poliziotto è stato ferito.
Nel villaggio di Baduria, in Bengala occidentale, i residenti hanno bloccato una strada per protestare contro l’inadeguata distribuzione del cibo e di altri aiuti umanitari. A causa del coprifuoco, molti non possono lavorare, quindi necessitano dell’aiuto del vecchio Stato. All’arrivo della polizia, sono scoppiati forti scontri.
Ad Ahmedabad, nel Gujarat, le masse hanno anche eretto o barricate per protestare contro la mancanza di cibo e attaccato le forze di polizia utilizzate per imporre il coprifuoco. Diversi poliziotti sono stati feriti negli scontri. Secondo la polizia, 15 persone sono state arrestate.
Vi sono altre notizie di lotte ovunque nel Paese, contro la reazione e lo stato di emergenza fatto valere.

Scritto da Naho

da: redspark.nu.en/
(fonte originale: https://www.doolnews.com/covid19-social-sources-are-important-murali-ajith-writes789.html

21 aprile 2020

Ajith: Covid-19, le sue radici sociali sono importanti quanto lo stesso virus

La più alta incidenza di decessi per Covid-19 si riscontra nei paesi sviluppati, ritenuti avere strutture di trattamento migliori. Sebbene si possa pensare a molte ragioni, il colpevole principale è rappresentato dalle politiche neoliberiste che hanno ridotto i servizi di sanità pubblica. La mancanza di cure tempestive è una delle principali cause di morte negli USA e in Italia. Molti non hanno ricevuto cure affatto. Per la stragrande maggioranza dei poveri privi di assicurazione sanitaria negli USA (in maggioranza ispanici di lingua afro-americana e spagnola), anche le cure primarie sono impossibili.
Lo stesso vale per la classe media disoccupata. Pertanto, non sarebbero andati dal medico non appena si fossero sentiti male. Nel momento in cui siano stati costretti ad andarci, la malattia era divenuta fuori controllo. Mancanza di attrezzature o personale adeguati ha peggiorato le cose. Trump e altri governanti imperialisti hanno mostrato dall’inizio l’apice dell’irresponsabilità egoista. Invece di prendersi cura della salute della gente, la loro preoccupazione era mantenere attività economiche ordinarie e alla ricerca del profitto. Anche questo ha contribuito al tasso galoppante di mortalità visto laggiù. Una perdita così grande è stata causata da una malattia che ha un tasso di mortalità pari appena al 2%. Ciò mette in risalto la pura incompetenza e il carattere antipopolare del neoliberismo e del suo progenitore, il capitalismo.

Il ruolo di questi criminali non finisce qui. C’è chi sostiene che la comparsa di tali agenti patogeni sia casuale, nessuno può fermarla. Poi c’è chi pensa che al massimo le carenze possano essere identificate nelle misure prese per affrontarla. C’è chi lo descrive come punizione da parte della natura e chi non lo condivide. La natura certamente non è diventata una sorta di potere trascendentale per punirci. Né lo farà in futuro. Eppure, qualcosa del genere è sicuramente avvenuto, nel senso delle parole di Engels.

Engels ha scritto che sebbene l’uomo possa vantarsi d’aver conquistato la natura, alla fine gli verrà dato un duro colpo dalla natura, ricordandogli chi è veramente il vero padrone. Ciò che intendeva erano le conseguenze delle azioni umane. Queste parole, che hanno messo in luce la vacuità delle affermazioni capitaliste, hanno anche suggerito il pericolo del suo approccio allo sviluppo distruttivo.

Questo lo si nota bene nelle origini e nella diffusione della pandemia da coronavirus di oggi. Alcuni hanno ridotto la questione alle sole cause genetiche. In tal modo nascondono il ruolo svolto dalle relazioni imperialiste che vincolano il mondo. Tale ruolo viene analizzato scientificamente e discusso nel prossimo articolo di apertura del numero di maggio di Monthly Review (scritto congiuntamente da Rob Wallace, Alex Liebman, Louis Fernando Shaw e Roderick Wallace).
Anche loro partono con il fare riferimento al mercato della carne umida di Wuhan. Ma non si impantanano nelle abitudini alimentari dei cinesi, considerate una stranezza nello sguardo orientalista del mondo imperialista. Piuttosto, il saggio dei suddetti autori entra nel merito dei rapporti sociali ed economici che sono manifestati da questo mercato. “In che modo il settore alimentare esotico è riuscito a poter vendere le sue merci insieme a bestiame più tradizionale nel maggiore mercato di Wuhan?” – questo il punto da dove partono..

Precisano: “Ben al di là della pesca, il cibo selvaggio globale è un settore sempre più formalizzato, sempre più capitalizzato dalle stesse fonti a sostegno della produzione industriale”. Una catena si estende dal mercato di Wuhan all’entroterra, dove cibi esotici e tradizionali sono maggiorati con operazioni che rasentano il limite di una natura selvaggia che si contrae. E poi un certo numero di catene commerciali/di trasporto collegano tali centri a diversi Paesi e grandi città. Il coronavirus è giunto per suo tramite, proprio come la SARS che l‘ha preceduto.

Alcune multinazionali, come Johnson & Johnson, hanno preparato una mappa di fattibilità in cui potrebbero apparire in futuro nuove cellule germinali. La visione geografica da loro adottata punta su Paesi del Terzo Mondo. Il saggio di Monthly Review critica questo approccio. Sottolinea: “Concentrarsi su zone epidemiche significa ignorare le relazioni condivise dagli attori economici globali che modellano le epidemiologie”. Quando si prendono in considerazione queste relazioni, non i Paesi del Terzo Mondo, ma le principali fonti di capitale globale – New York, Londra e Hong Kong – si rivelano i peggiori punti di crisi. Questi nuovi virus dannosi per l’uomo si diffondono dalla vita selvaggia. Gran parte di ciò sta accadendo oggi ai confini del capitalismo, cioè, nelle restanti aree forestali. La deforestazione distrugge gli habitat della fauna selvatica portatrice di malattie, creando quindi le condizioni per la sua diffusione. Nel giro di pochi giorni, i nuovi agenti patogeni che hanno iniziato il loro viaggio da foreste scarsamente popolate, si sono diffusi sul globo, al riparo da una globalizzazione a cavallo del tempo e dello spazio.

Il nocciolo di questo saggio può essere così riassunto: i virus che erano stati in gran parte contenuti attraverso le complessità delle foreste tropicali sono entrati nel mainstream per la deforestazione causata dal capitale e i deficit di sanità pubblica e di risanamento ambientale.

In breve, i cambiamenti nelle condizioni di sostentamento e nelle condizioni ambientali della stragrande maggioranza, causati dalla globalizzazione e dalle politiche neoliberiste, sono alla base dell’attuale tragedia. La sua soluzione principale è la distruzione del sistema imperialista e il successo del progetto comunista. Questo è l’unica via alla realizzazione di un’umanità che valorizza la vita umana e redime la natura, di cui anche quelle vite fanno parte.

Infatti, sia Cuba che il Vietnam indicano questa possibilità. Oggi non sono Paesi socialisti, sono Paesi nuovamente implicati dalle relazioni imperialiste in un modo o nell’altro, dal ripristino del capitalismo. Quando la Cina ha aumentato i suoi salari, i monopoli globali si sono trasferiti in Vietnam. Tuttavia, permangono ancora alcuni residui dell’era socialista.

Il settore sanitario è ancora largamente nel settore pubblico. Esistono organizzazioni che possono contribuire al volontariato su larga scala. Questi Paesi sono stati aiutati da tali fattori nella lotta contro la pandemia. Si può notare come anche le conquiste della vecchia era socialista abbiano giovato alla Cina, ora Paese imperialista. Keralam, dove il settore della sanità pubblica è stato ampiamente difeso da lotte di massa, è riuscito a combattere il coronavirus meglio rispetto ad altri Stati indiani. Nel frattempo, i grandi ospedali del settore privato allontanano in modo disumano la gente che vi si avvicina con il raffreddore o la febbre.

Resta da vedere quanto ciò durerà. L’impatto che il coronavirus ha prodotto determinerà sicuramente una ripresa della sanità pubblica. Tuttavia, la sua subordinazione alla dinamica del capitale imporrà barriere. La memoria del capitale è piuttosto debole. Vi sono buone probabilità che le richieste di profitto costringano ancora una volta il settore pubblico a cedere alla privatizzazione. Anche se si mantenga il sistema sanitario pubblico, potrebbe essere usato come una grande fonte di dati al servizio del capitale. Questo è quanto visto in Springler deal*, che ha permesso la raccolta di dati da non preoccuparsi della privacy individuale.
I dati raccolti con il pretesto di servire il servizio sanitario pubblico potrebbero diventare materie prime per prodotti farmaceutici, compagnie assicurative e altri. Questo è un nuovo, più pericoloso, livello di privatizzazione. Il capitale potrà trarre profitto nascondendosi dietro le strutture del settore pubblico; assolutamente indirettamente. Lo stesso vale per l’app per la salute che Modi sta promuovendo.

Non basta che esista un settore pubblico, deve essere quello realmente al servizio della gente. Ciò sarà possibile solo quando diventerà parte di una transizione verso una società che elimina il divario tra privato e pubblico nell’economia e nelle infrastrutture. Se questo deve essere rianimato in qualsiasi Paese del mondo, non come un’ombra del socialismo ma come una transizione verso il comunismo, come una rivoluzione continua, deve essere guidato dall’apice attuale della teoria comunista.

Nota: *Un accordo fatto con una società di analisi dei dati, con sede negli USA, dal governo del Kerala guidato dal PCM durante l’attuale pandemia.

da: redspark.nu.en/

10 aprile 2020

Squadra del PCI Maoista uccide nemico del popolo nello Stato del Bihar

Malgrado l’isolamento completo imposto in Bihar, la sera di mercoledì 8 aprile naxaliti armati hanno ucciso un temuto gangster Ramanand Yadav, il suo parente e un suo stretto collaboratore in una sparatoria durata un’ora. L’episodio, che ha visto il ferimento di altre 5 persone ferite, è avvenuto quando naxaliti armati, per l’alleanza con il gruppo vietato, il PCI (maoista), hanno accerchiato Ramanand e i suoi uomini al confine con il distretto di Khagaria-Saharsa.
Il gangster, ricercato dalla polizia del Bihar per oltre una dozzina di casi di rapimento, saccheggio e omicidio in cinque distretti – Saharsa, Madhubani, Darbhanga, Samastipur e Khagaria, si era recato a Khagaria per assistere agli ultimi riti di suo cognato.
Ramanand, che aveva in corso una faida con naxaliti in zona, per tutto mercoledì è stato seguito da vicino dal gruppo vietato.
Mentre stava tornando dal funerale, è stato accerchiato da naxaliti che indossavano uniformi di polizia. Prima che il gangster e i suoi uomini potessero reagire, è seguita una sparatoria in cui Ramanand, suo nipote e uno stretto collaboratore sono stati uccisi sotto il fuoco intermittente.
I naxaliti sono quindi fuggiti dal luogo dell’episodio, approfittando dell’oscurità.
È successo nella stessa diara (cintura fluviale), zona vicina a Khagaria, dove Ramanand ha seminato la Special Task Force [Forza d’intervento speciale (STF)] della polizia del Bihar, quando lo hanno intrappolato un mese fa.

“Tuttavia, la sera dell’8 aprile i naxaliti sono stati più decisi degli sbirri, prendendo di mira il gangster con precisione millimetrica”, ha detto una fonte a Khagaria.

fonte diretta:
https://www.deccanherald.com/national/amid-lockdown-naxalites-gun-down-gangster-in-bihar-823410.html

da: demvolkedienen

31 marzo 2020

Uccisione di un ex consigliere comunale da parte dei maoisti

Domenica 29 marzo, un ex-consigliere comunale è stato ucciso da maoisti nel distretto di Gadchiroli, in Maharashtra. Di sera, guerriglieri maoisti hanno invaso il villaggio di Navejhari e fatto uscire Hiralal Ramsay Kallo dalla sua residenza. Portato quindi fuori dal villaggio è stato ucciso. I maoisti hanno lasciato un documento, spiegando che Kallo era stato giustiziato per aver fornito informazioni alla polizia in merito ai movimenti di guerriglieri maoisti nella regione. La polizia del Chhattisgarh ha arrestato la settimana scorsa due imprenditori di Rajnandgaon e Kanker, che presumibilmente avrebbero fornito ai maoisti razioni di cibo, uniformi e altri rifornimenti. Kallo avrebbe potuto essere chi li ha denunciati.

da:redspark.nu.en/

23 marzo 2020

17 poliziotti uccisi durante sparatoria in Bastar con quadri armati del PCI maoista

Kothagudem: In un attacco mortale condotto recentemente dal PCI (maoista) nella regione del Bastar sotto l’influenza naxalita, ubicata nello Stato del Chhattisgarh, ben 17 poliziotti sono stati uccisi.
Guardia di riserva distrettuale (DRG), Forza d’intervento speciale (STF) e Battaglione di comando per l’azione decisa (CoBRA) di CRPF (Forza di polizia di riserva centrale, n.d.t.) hanno lanciato una massiccia operazione di rastrellamento congiunta nelle zone di Chintagufa, Burkapal ed Elmagunda nel distretto, a seguito di una soffiata pervenuta circa un campo maoista nelle foreste con la presenza del vertice maoista, avevano riferito delle fonti.

I maoisti, che si diceva fossero ben informati di squadre di sicurezza avventuratesi nelle foreste, hanno teso un’imboscata tra Minpa e Kasalpad, mentre le squadre stavano tornando ai loro accampamenti la sera di sabato 21 marzo.

Pare che oltre 500 poliziotti di DRG, STF e CoBRA e circa 250 naxaliti, armati pesantemente, abbiano preso parte alla sparatoria durata quasi 3 ore. Nel suo corso, 15 poliziotti sono stati feriti e trasferiti a Sukma e poi a Raipur per le cure.

Successivamente si è scoperto che 17 poliziotti, nelle squadre impegnate nell’operazione di rastrellamento, sono risultati scomparsi dopo l’incendio nelle foreste. Dopo che domenica 22 marzo è stata inviata una squadra per fare una ricerca nelle foreste, domenica pomeriggio sul luogo dell’agguato sono stati trovati i cadaveri dei poliziotti dispersi.
L’ispettore generale di polizia in Bastar, Sundarraj P, ha detto ai giornalisti che i corpi dei poliziotti martirizzati sono stati recuperati ed evacuati. Condizioni meteorologiche avverse hanno ritardato l’operazione di ricerca. Pare che la condizione di due poliziotti feriti sia critica.

Domenica, il premier del Chhattisgarh, Bhupesh Baghel, ha visitato l’ospedale di Raipur, dove i poliziotti feriti erano curati, chiedendo informazioni sulle loro condizioni di salute. Ha dato indicazioni ai medici per garantire migliori servizi di trattamento per i poliziotti.

I maoisti hanno messo una trappola?
Si presumeva che, sebbene le forze di sicurezza tentassero un attacco di sorpresa ai naxaliti, in realtà sarebbero cadute nella loro trappola. I naxaliti, a conoscenza dei movimenti delle forze di sicurezza, in modo strategico hanno attirato i poliziotti a entrare in profondità nelle foreste, non dando ai poliziotti alcuna possibilità di individuarli.
Mentre i poliziotti stavano superando Kasalpad nel loro viaggio di ritorno, i naxaliti li hanno intrappolati, tendendo un’imboscata. Si è detto che i maoisti avrebbero attaccato i poliziotti dalla cima della montagna vicino a Koraj Dongri, distanti da Kasalpad, hanno dichiarato fonti.
fonte:

https://telanganatoday.com/bodies-of-17-jawans-killed-in-exchange-of-fire-with-maoists-recovered
da: demvolkedienen

22 marzo 2020

Diciassette poliziotti sono stati uccisi e altri quindici feriti in un’imboscata tesa dalla guerriglia maoista. L’attacco è avvenuto il pomeriggio di sabato 21 marzo, vicino al villaggio di Elmaguda, nel distretto di Sukma, 1.100 km a sud di Patna, la capitale dello Stato del Bihar. Ha colpito una forza congiunta anti-guerriglia composta dalla Forza d’intervento speciale (STF) e dalla Guardia di riserva distrettuale (DRG), che stava cercando di sorprendere la 2^ compagnia dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) la cui presenza era segnalata a Elmagunda. E’ stata questa 2^ compagnia a creare l’imboscata. La sparatoria è durate 5 ore. Dodici morti hanno riguardato DRG e 5 STF. Quattro dei 15 feriti sono in condizioni critiche. I maoisti si sono ritirati portandosi 16 armi. Rinforzi, cioè 550 membri delle forze speciali, sono riusciti a raggiungere il luogo dell’imboscata e a recuperare i corpi solo domenica 22 marzo, in mattinata. La regione è una nota roccaforte dell’insurrezione maoista da oltre 40 anni.

21 marzo 2020

Il PLGA uccide 17 agenti di polizia a Chhattisgarh

Sabato 21 marzo, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA), guidato dal PCI (maoista), ha assestato il colpo più mortale degli ultimi anni al vecchio Stato indiano.
La battaglia è iniziata sabato 21 marzo verso le 13, vicino alla collina di Korajguda nella zona di Chintagufa, nel distretto di Sukma, in Chhattisgarh, mentre una squadra congiunta di forze di sicurezza stava compiendo un’operazione anti-maoista. L’unità, formata da forze speciali d’intervento e dalla guardia distrettuale di riserva è caduta ripetutamente in un’imboscata. Dopo cinque ore di intensi combattimenti, le forze di sicurezza si sono ritirate. Al loro ritorno alla base hanno registrato 17 poliziotti dispersi e 14 feriti talvolta gravemente.
La mattina di domenica 22 marzo, rinforzi e squadre di salvataggio del vecchio Stato indiano hanno raggiunto il luogo di battaglia e recuperato i corpi di 17 poliziotti dello Stato. Inoltre, 15 fucili d’assalto automatici, tra cui 10 AK-47 sono stati sequestrati dal PLGA. Secondo informazioni preliminari delle autorità indiane, nessuna vittima è stata registrata nelle file dei combattenti PLGA, alcuni di loro sarebbero forse feriti.
Il direttore generale della polizia (DGP) ha dichiarato: “Erano 300 maoisti guidati da Hidma … Abbiamo informazioni che anche quadri di altri Stati si sono riuniti vicino a Minpa”.
Quest’azione ha significato la maggiore perdita subita dalle forze di sicurezza dal 24 aprile 2017, quando i maoisti hanno ucciso 25 poliziotti della Riserva Centrale in un’imboscata tesa vicino a Burkapal, sempre a Sukma.

19 marzo 2020

Attacchi alle forze reazionarie in Chhattisgarh

La scorsa settimana, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare, guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha compiuto diverse azioni nell’ambito della guerra popolare in corso, durante le quali sono state uccise tre forze di sicurezza.
Il 14 marzo, un’unità della Forza armata del Chhattisgarh (CAF) è caduta in un’imboscata mentre stava pattugliando i boschi nel distretto del Bastar, nello Stato del Chhattisgarh. Le unità sono di stanza nell’area per garantire la costruzione di strade nella regione. Nell’attacco sono state uccise due forze di sicurezza.
Nella stessa zona, un membro dell’Unità di polizia centrale di riserva è stato ferito dall’esplosione di un IED (ordigno esplosivo artigianale, n.d.t.).
L’11 marzo, un membro della Guardia di riserva distrettuale, unità paramilitare, è stato rapito sulla strada di casa e poi ucciso. Questo fatto è successo al villaggio di Argatta nel distretto di Sukma, sempre in Chhattisgarh.

da: demvolkedienen

4 marzo 2020

Recenti azioni nella guerra popolare

La scorsa settimana, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha condotto diverse azioni contro il vecchio Stato indiano.
Il 21 febbraio, un custode di una società edile a Katgaon è stato ucciso nelle foreste di Koyalbed nel distretto di Kanker, in Chhattisgarh. Prima di ritirarsi dal luogo, i combattenti hanno dato fuoco alla sua bici e lasciato una lettera in cui avvertivano la popolazione di non prendere parte alla costruzione di strade e ponti nella regione. Attraverso tali lavori, la regione doveva essere riconquistata per combattere la Guerra popolare in modo più efficace.
Il 24 febbraio, una sparatoria tra polizia e membri del PLGA è avvenuta vicino alla città di Balaghat, nello Stato di Balaghat in Madhya Pradesh. Le forze di sicurezza, durante l’operazione, sono cadute in un’imboscata e si sono riunite. La reazione ha affermato d’aver sequestrato molti materiali da un deposito delle forze rivoluzionarie, dopo la sparatoria.
Il 25 febbraio, un’unità PLGA ha fatto irruzione nel magazzino di una società edile che stava eseguendo lavori stradali nell’area e ha incendiato quattro veicoli. L’episodio è successo nel villaggio di Champa, nel distretto di Mahuadand in Jharkhand vicino al confine con il Chhattisgarh.
Il 26 febbraio, un’altra sparatoria tra maoisti e forze di polizia ha avuto luogo nel distretto di Kanker, in Chhattisgarh, ma mancano ulteriori informazioni.
Lo stesso giorno, un membro delle forze speciali dello Stato indiano è stato ferito da un proiettile durante un’imboscata in un’area forestale vicino al villaggio di Puspal, nel distretto di Narayanpur, sempre in Chhattisgarh. L’ufficiale ha dovuto essere evacuato con un elicottero.
Sempre il 26 febbraio, tre poliziotti sono stati feriti in Chhattisgarh, nel distretto di Dantewada, a seguito dell’esplosione di una bomba a pressione e uno di loro gravemente. Il fatto è successo quando le forze di sicurezza erano schierate congiuntamente nell’area.
Sempre lo stesso giorno, sono comparsi alcuni manifesti nella città di Ambayathode nel distretto di Kannur, nello Stato del Kerala. I manifesti chiamavano a una lotta contro la reazionaria Citizenship Amendament Act (CAA – Emendamento sulla cittadinanza, n.d.t.) e al boicottaggio del censimento imminente. Hanno anche riguardato il premier e la sua legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA). Due studenti vengono accusati ai sensi di UAPA di presunti legami con i maoisti.
Il 3 marzo, è stato piazzato uno striscione per la Giornata internazionale della donna l’8 marzo nel mezzo di una strada a Bhamragadh taluka, nel distretto di Gadchiroli, in Maharashtra. Lo striscione era assicurato con la riproduzione di una mina terrestre.
ll 4 marzo, un ufficiale della forza di polizia centrale è stato ferito in un’imboscata tesa dal PLGA. Lo scambio di colpi ha avuto luogo mentre l’unità di polizia era di pattuglia per garantire un cantiere nel distretto di Narayanpur in Chhattisgarh.
La reazione indiana, ovviamente, non può ammettere apertamente l’incapacità di sconfiggere la Guerra popolare e ha poco da fare al riguardo. Ecco perché è sempre alla ricerca di scuse deboli, questa volta riguardo ai suoi caschi antiproiettile. Ma sappiamo tutti che una guerra non è decisa dai caschi, nemmeno dai fucili, ma dal popolo e dalla ragione per cui si combatte.

scritto da naho

da: demvolkedienen

22 febbraio 2020

Azioni nella Guerra popolare

Negli ultimi giorni e settimane, l’Esercito guerrigliero per la liberazione popolare (PLGA) ha nuovamente condotto diverse azioni durante la guerra popolare in corso nell’India. Il 19 febbraio, un edificio che fungeva da nascondiglio provvisorio per la Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stato fatto saltare in aria con la dinamite. L’episodio è avvenuto nell’area di Bankebazar, nel distretto di Gaya in Bihar.
Il 18 febbraio, due ufficiali CoBRA (unità speciale antiguerriglia, n.d.t.) sono stati feriti in uno scontro a fuoco nel distretto di Sukma in Chhattisgarh. La forza speciale della polizia indiana è stata attaccata la mattina presto, vicino al villaggio di Palodi.
Il 17 febbraio, un’unità di volontari e una task force (unità operativa di pronto intervento, n.d.t.) speciale sono stati attaccati da membri del PLGA , mentre stava compiendo un’operazione congiunta. Il fatto è successo nella foresta di Bondapada-Sambalpur, nel distretto di Malkangiri.
Lo stesso giorno, un cantiere è stato preso d’assalto e sei veicoli sono stati incendiati. L’episodio è accaduto nel distretto di Chhattisgarh Balrampur. Un gruppo di una dozzina di membri PLGA ha fatto irruzione in un cantiere, invitando i dipendenti a smettere di lavorare. Quindi ha dato fuoco a tre camion, due escavatori e una betoniera.
Il 10 febbraio, una miniera di carbone nel distretto del Jharkhand, a Ranchi, è stata attaccata: 5 maoisti armati hanno preso d’assalto il sito e dato fuoco a tre veicoli.
Sempre il 10 febbraio, due ufficiali CoBRA sono stati uccisi e quattro feriti nel corso di uno scontro nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. Le forze di sicurezza sono cadute in un’imboscata tesa vicino alla foresta, nei pressi del villaggio di Irapalli , al confine tra i distretti di Bijapur e Sukma, durante un’operazione anti-insurrezione. Due giorni prima, almeno 700 agenti di polizia erano stati inviati nell’area per cercare un campo PLGA.
Nel frattempo, la reazione indiana ha annunciato che la repressione aumenterà. Nel distretto di Seraikela-Kharsawan, nelle prossime settimane saranno allestiti tre nuovi campi per la Central Reserve Force (Forza centrale di riserva, n.d.t.) per combattere il popolo e la guerra popolare.

Scritto da Naho

11 febbraio 2020

Quadri del PCI maoista guidati dal PLGA hanno dato alle fiamme due veicoli da costruzione nel distretto di Gaya

GAYA: La sera di giovedì 6 febbraio, maoisti sospettati d’essere membri della squadra armata del PCI (maoista) hanno dato fuoco a due veicoli, fra cui un trattore usato per trasportare materiale edile, nell’area di competenza del commissariato di Banke Bazar, nel distretto di Gaya. Il trattore stava tornando dopo aver scaricato sacchi di cemento nel cantiere vicino. Non si segnalano danni al conducente del trattore.
I maoisti hanno anche lasciato una nota scritta a mano di sfida alla polizia. La lotta contro le “atrocità della polizia” continuerà, è riportato nella nota.
Confermando l’episodio, il superintendente di polizia di Gaya, Rajiv Mishra, ha dichiarato: “Durante l’episodio non si sono verificati danni rilevanti. Le incursioni avvengono per colpire i colpevoli “, ha detto.
I residenti locali hanno affermato che da quando è considerata parte di “zona liberata”, la zona di Banke Bazar negli ultimi anni ha registrato un netto declino di atti di sabotaggio e sovversione guidati dai maoisti.

Fonte:
https://timesofindia.indiatimes.com/city/patna/maoists-torch-two-vehicles-in-gaya-dist/articleshow/74014163.cms

da: demvolkedienen.org

5 febbraio 2020

Sviluppi nella Guerra popolare

Negli ultimi giorni, il PLGA ha nuovamente agito contro lo Stato indiano. La reazione sta nuovamente aumentando il terrore fra gli studenti.
Domenica 2 febbraio, un’unità di ricognizione della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stata attaccata da combattenti dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA). Le forze di sicurezza hanno ricevuto un indizio secondo cui maoisti si erano accampati nella foresta di Rajderwa, nel distretto di Palamu in Jharkhand. Quando si sono avvicinate al campo, i membri del PLGA hanno aperto il fuoco. Il combattimento è durato un’ora, con i maoisti in grado di ritirarsi senza denunciare perdite e due feriti fra i poliziotti.
Lo stesso giorno, un commissario di polizia è stato ferito da una bomba, vicino al villaggio di Potali nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh.
Sempre domenica, un membro delle forze di sicurezza di frontiera ha provocato lo scoppio di una mina terrestre mentre era in corso un pattugliamento nel distretto di Kanker vicino al villaggio di Badetewdaund, rimanendo ferito.
Parallelamente alla Guerra popolare, la reazione indiana sta intensificando il terrore bianco contro il popolo. A Thiruvananthapuram, due studenti sono stati arrestati dalla polizia di Stato. Sono accusati di avere legami con il Partito comunista dell’India (maoista). L’unica “prova” che la reazione ha potuto fornire sono stati gli scritti politici, come il manifesto del Partito Comunista. Ma la Legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA) consente allo Stato di arrestare preventivamente le persone per prevenire possibili azioni contro lo Stato. In realtà, la legge è utilizzata solo per mettere a tacere i critici, motivo per cui viene utilizzata principalmente contro intellettuali e giornalisti come GN Saibaba.

scritto da naho

da: demvolkedienen.org

30 gennaio 2020

Recenti azioni nella Guerra popolare in India

Nei giorni scorsi, l’Esercito guerrigliero popolare di liberazione (PLGA) guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha compiuto diverse azioni nell’ambito della Guerra popolare in India.
Alle prime ore di lunedì 27 gennaio, è stata attaccata un’unità CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.). L’episodio ha avuto luogo nella foresta di Rayagada nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh. I poliziotti erano in missione di ricognizione, quando i combattenti hanno aperto il fuoco su di loro. Non si segnalano feriti o perdite.
La reazione afferma inoltre d’aver perquisito un deposito del PLGA e sequestrato molti materiali nella stessa area, dopo una violenta sparatoria. Ma non ci sono prove, nemmeno una foto dei materiali confiscati.
Sabato 25 gennaio, il direttore di una società edile è stato ucciso nella regione del Jharkhand a Bokaro e diverse macchine di cantiere sono state date alle fiamme. Un gruppo di membri del PLGA ha preso d’assalto il sito e chiesto ai dipendenti di smettere di lavorare, spingendo giù il capo dal suo container e sparandogli. Quindi, hanno incendiato una scavatrice, un trattore e una moto. Prima di ritirarsi, hanno lasciato dei manifesti su cui si afferma che il governo statale ha costruito la strada per spianare la via allo sfruttamento delle materie prime nella zona.

da: demvolkedienen.org

Guerra popolare: azione contro l’hotel del turismo sessuale

Combattenti dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) hanno attaccato un hotel ad Attamala, nel distretto di Wayanad, in Kerala, utilizzato per lo sfruttamento sessuale di donne Adivasi da parte dei turisti.
Nelle ore mattutine del 15 gennaio 2020, i membri del PLGA hanno preso d’assalto la struttura di nuova costruzione , hanno rotto le finestre e dato fuoco ai mobili. Prima di ritirarsi hanno appeso manifesti alle pareti. In uno di questi è riportato: “L’attacco è contro la rappresentazione di Adivasi come un pezzo da esporre di fronte ai turisti. Tutti i proprietari di resort (luoghi di villeggiatura, n.d.t.) che rappresentano una minaccia all’esistenza pacifica di Adivasi saranno sloggiati con la forza.”.
Negli ultimi anni molte azioni sono state condotte dal PLGA a Wayanad contro hotel del turismo sessuale. L’Agraham Resort di Thirunelli è stato attaccato nel 2014 e un hotel statale nella stessa zona è stato preso d’assalto nel 2015. Nel 2019 è stata intrapresa un’azione contro il resort Upavan di Vythiri.

scritto da naho
25 gennaio 2020

da:redspark.nu.en/

27 gennaio 2020

Il PCI maoista guidato dal PLGA impegna le forze governative nel distretto di Rayagada

Rayagada: All’alba di oggi, un feroce scontro a fuoco è scoppiato tra sospetti membri del PCI (maoista) e la polizia durante un’operazione di rastrellamento condotta da quest’ultima nell’area di Muniguda nel distretto di Rayagada nelle ore piccole di oggi.
Secondo il rapporto, una squadra congiunta di personale CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) proveniente dalle zone di Muniguda e Kalyansinghpur di Rayagada e Bijapur di Kalahandi stava effettuando tale operazione, quando si è verificato l’attacco. Dopo che i ribelli comunisti hanno aperto il fuoco contro la polizia, gli sbirri hanno contrattaccato costringendoli a sparire nella foresta lasciando dietro di sé un’enorme quantità di bottino maoista.
La polizia ha intensificato le operazioni congiunte nell’area di Niyamgiri per catturare i ribelli nascosti dopo l’incidente.
fonte:

Fresh police-Maoist gunbattle erupts in Rayagada during combing

da: demvolkedienen.org

Nuove azioni nella guerra popolare

Un professore è stato arrestato per presunti legami con il PCI (maoista); due soldati sono rimasti feriti in un combattimento e il PLGA (Esercito guerrigliero popolare di liberazione, n.d.t.) ha fatto una manifestazione, causando enorme tensione nelle forze di sicurezza. Inoltre, è stata inoltre compiuta un’azione di sabotaggio contro una società edile.
Il 10 gennaio 2020 è avvenuto un combattimento fra combattenti PLGA e forze di polizia regionale. Durante la sparatoria, verificatasi nel distretto di Bijapur a Chhattisgarh, sono stati feriti due poliziotti
Il 18 gennaio 2020, diversi veicoli di cantiere sono stati incendiati in Chhattisgarh. Un’unità PLGA ha preso d’assalto il sito ed evacuato i lavoratori prima di dare alle fiamme due camion, una petroliera e una betoniera. Il proprietario dell’azienda era stato precedentemente avvisato di non fare i lavori. I lavori per la costruzione di strade nelle aree rurali servono principalmente a rendere la foresta pluviale bonificata, favorendo le forze di sicurezza nel combattere la guerra popolare.
Il 19 gennaio 2020, la reazione indiana ha arrestato il professore universitario Kasim a Hyderabad, nello Stato di Telengana. Kasim è stato recentemente nominato segretario dell’associazione rivoluzionaria degli scrittori Virasam. È accusato di aver lavorato in un caso come corriere per il PCI (maoista) nel 2016. Gli/le studenti/studentesse dell’Università “Osmania” di Hyderabad ha organizzato quindi una manifestazione per chiederne il rilascio immediato. La polizia ha pure arrestato diversi studenti durante la manifestazione.
Il 20 gennaio 2020, il PLGA ha svolto una manifestazione in un villaggio nel distretto di Kannur, in Kerala. In tale occasione sono stati distribuiti volantini e portati manifesti con riportata la proclamazione di un bandh (sciopero armato) il 31 gennaio 2020 contro l’operazione “Samadhan”, la più recente offensiva controrivoluzionaria. La vendetta era anche giurata 4 compagni assassinati. La reazione ha utilizzato unità locali e l’unità d’élite “Colpo di fulmine” per seguire le tracce dei maoisti, ma invano.
Anche se riguardo alla guerra popolare indiana negli ultimi mesi la situazione è stata relativamente tranquilla, gli ultimi sviluppi mostrano che voci di stagnazione o peggio sono solo voci.

Scritto da naho

da: redspark.nu.en/

13 gennaio 2020

Almeno tre membri delle forze di sicurezza sono rimasti feriti in due agguati avvenuti venerdì 10 gennaio nella regione del Bastar, nello Stato del Chhattisgarh. Il primo episodio è successo nella foresta di Sukma, quando guerriglieri maoisti hanno aperto il fuoco su agenti di polizia impegnati nell’accerchiamento della zona. Due agenti di polizia sono stati feriti da proiettili. Nel distretto di Narayanpur, nella stessa regione, un paramilitare anti-guerriglia ITBP (polizia di frontiera indo-tibetana, n.d.t.) è stato ferito a seguito dell’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) innescato a distanza dai guerriglieri.

da: demvolkedienen.org

India: sciopero generale

L’8 gennaio 2020, oltre 250 milioni di persone in India hanno sospeso il lavoro e protestato contro i programmi di privatizzazione dello Stato indiano, contro disoccupazione e le condizioni di vita in generale.
L’appello allo sciopero generale è stato sostenuto da due dei sindacati in India e da molte altre organizzazioni progressiste.
Per lo sciopero, le istituzioni governative, la maggior parte di negozi, scuole e università sono state chiuse. Inoltre, si è scioperato nel settore del trasporto locale e interurbano e anche il traffico stradale è stato bloccato. In molte aree rurali sono state erette barricate e incendiati pneumatici. Negli Stati del Jharkhand e del Chhattisgarh, dove il Partito Comunista dell’India (maoista) è particolarmente forte, le attività estrattive sono state completamente interrotte quel giorno. Così riferiscono le associazioni sindacali, cosa che il governo indiano nega con veemenza.
Si segnalano pure combattimenti e manifestanti devono aver dato alle fiamme autobus e una macchina della polizia, nonché danneggiato diversi edifici. Si parla anche di attacchi alla polizia, con pietre e ordigni incendiari. Le forze di sicurezza devono aver sparato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma.
Anche se i revisionisti, come sempre, cercano di riappropriarsi della rabbia popolare, questo sciopero dimostra che anche in India la rivoluzione è la tendenza principale. Allo sciopero ha partecipato quasi 1/5 degli abitanti dell’India

scritto da naho
11 gennaio 2020

da: redspark.nu.en/

10 gennaio 2020
Il PCI maoista CPI aumenta ed espande le operazioni nella zona di tre giunzioni di Karnataka-Kerala-Tamil Nadu

L’arresto di un anziano maoista adivasi dopo L’uccisione “in combattimento” da parte della polizia del Kerala di quattro ribelli nell’ottobre dello scorso anno potrebbe cambiare la percezione dell’insurrezione nella penisola meridionale dell’India. In primo luogo si tratta del maggiore omicidio per mano maoista a sud del fiume Cauvery. Secondariamente e cosa molto importante, conferma la presenza di ribelli del Bastar nell’India meridionale.
Quattro decenni fa, naxaliti istruiti dell’Andhra Pradesh sono giunti in Bastar, nello Stato del Chattisgarh, per farne la loro base di guerriglia e trasformare adivasi abitanti nella foresta in forti combattenti. L’adivasi, dotato di ideologia e competenza militare, ora è presente nel sud per trasformare un’altra terra tribale.
Si è creduto che i maoisti operanti nell’area di tre giunzioni Karnataka-Kerala-Tamil Nadu (KKT) fossero solo un gruppo di radicali di sinistra provenienti da questi tre Stati. Non si sono abbandonati alla violenza, limitandosi a fare propaganda, soprattutto nella cintura tribale boscosa delle tre zone di giunzione Karnataka-Kerala-Tamil Nadu.
Mentre i 4 i ribelli defunti risiedevano in Karnataka e Tamil Nadu, l’arresto del comandante militare Ramlu Korsa, alias Deepak, ha sorpreso la polizia. Catturato dalla polizia del Tamil Nadu, è stato portato in Chhattisgarh il 23 novembre su un mandato di produzione ed ora è detenuto nella prigione centrale di Jagdalpur.
“Questo arresto è molto importante. È il primo caso che conferma i legami dei maoisti adivasi di Dandakaranya con la regione del KKT ”, mi ha detto P. Sundarraj, ispettore generale della polizia del Bastar.
Residente nel villaggio di Mankeli a Bijapur, nel Chhattisgarh, Ramlu Korsa, poco più che trentenne, è un comandante senior inviato nella zona Karnataka-Kerala-Tamil Nadu nel 2015, dopo aver lavorato in Bastar per oltre un decennio. Membro del primo battaglione del PCI (maoista), l’unità militare più terribile operante nei distretti di Sukma, Dantewada e Bijapur nel Bastar meridionale, Korsa è stato coinvolto in alcuni dei più grandi attacchi alle forze di sicurezza, incluso quello maoista in Dantewada nell’aprile 2010 in cui sono stati uccisi 76 membri di CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.).
Quando Korsa è stato condotto in Bastar, vari maoisti arresi ora reclutati nella polizia del Chhattisgarh, hanno composto la squadra per gli interrogatori. Korsa ha rifiutato di divulgare molti dettagli anche ai suoi ex-compagni. Invece, ha cantato “Inquilab Zindabad” (Viva la rivolta, n.d.t.)..

Bastar Adivasi nella zona tribale di KKT

Le giungle nelle tre aree di giunzione Karnataka-Kerala-Tamil Nadu ospitano una significativa popolazione tribale tra cui i maoisti hanno cercato di ottenere un punto d’appoggio da quasi un decennio ormai. La presenza di un comandante militare adivasi in quest’area da quasi 5 anni è rilevante sotto diversi aspetti.
In primo luogo, i maoisti qui operanti erano considerati poco esperti nella guerriglia. In secondo luogo, si è creduto che i quadri adivasi fossero confinati nelle giungle del Dandakaranya e non fossero loro assegnati compiti importanti come andare in uno Stato linguisticamente completamente diverso per costruire lì una base militare. Ciò ha creato un vuoto di leader di seconda generazione che potevano succedere ai quadri senior di Andhra Pradesh e Telangana. Il Bastar ha visto la massima espansione di maoisti negli ultimi quattro decenni. Tuttavia, pochi quadri adivasi hanno ottenuto posti di alto livello.
Cosa rara per un adivasi, Ramlu Korsa parla sei lingue, tra cui Tamil, Malayalam e Kannada. Come esperto di comunicazioni e di militare, la sua lunga presenza nel sud indica che la leadership di seconda generazione, in particolare di adivasi addestrati e poliglotti, sta gradualmente emergendo e raggiungendo anche zone distanti.
La sua presenza prolungata sta a indicare che i maoisti stanno cercando di trasformare la zona Karnataka-Kerala-Tamil Nadu in un laboratorio simile a quello creato in Bastar quattro decenni fa. Non si tratta più di diffusione pacifica dell’ideologia; porta con sé una componente armata distinta.
Sebbene le forze di polizia di Tamil Nadu, Karnataka e Kerala abbiano mostrato un buon coordinamento e ridotto la probabilità di violenze gravi nel prossimo futuro, un comandante militare anziano non appartenente alla regione è riuscito a insediare la sua base e ha funzionato completamente non rilevato per cinque anni. Questo in un momento in cui tre distretti adiacenti del Kerala – Malappuram, Wayanad e Palakkad – compaiono nell’elenco più recente dei distretti LWE (estremismo di sinistra, n.d.t.) preparato dal ministero degli Interni dell’Unione.
I maoisti hanno saputo tradurre le loro basi in zone “sensibili”, attentamente monitorate sia dal governo Narendra Modi che dalla polizia di diversi Stati. La loro capacità nell’inviare adivasi del Bastar al sud conferma la loro abilità nel compiere le loro operazioni, ma prova anche il fallimento delle agenzie nel rilevare il lungo periodo preparatorio. Dopotutto, la zona di guerriglia del Bastar poteva essere costruita solo dopo le attività sostenute ma tranquille dei maoisti nelle città di Raipur, Bhilai e Bilaspur.

L’importanza della tri-giunzione

L’area indicata come “TJ” [tri-junction (tri-giunzione)] nei documenti maoisti è emersa come una grande unità geografica del loro Comitato zonale speciale di Ghat occidentale. Dopo aver studiato a fondo la regione, i ribelli hanno iniziato nel 2012 a inviare i loro quadri da vari Stati nell’area. Uno di questi documenti afferma che “questa zona ha ben 50 comunità tribali tra cui Paniyar, Adiyar, Kattunaikkar e Kurichyar” che hanno “vissuto qui da migliaia di anni ”. Il documento descrive in dettaglio deprivazione e sfruttamento su di loro nel corso dei secoli e osserva che le condizioni materiali sono favorevoli a convertire la zona in un’altra base maoista. “Residenti ci stanno aiutando. Membri di dalam (squadra, n.d.t.) li hanno resi consapevoli della loro situazione socio-economica. Sono pieni di ammirazione per l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare”, dicono i documenti maoisti.
I maoisti sperano che la topografia e la popolazione della tri-giunzione possano appoggiare un simile tipo di attività di guerriglia che datosi in Bastar per decenni.
“TJ” ha visto una sostanziale presenza maoista con tre dalam (squadre) armate: Bhavani, Nadukani e Kabini, l’ultima prende il nome da un fiume locale menzionato come “linfa vitale dei tribali di Karnataka, Tamil Nadu e Kerala ” nei documenti maoisti.
Nel novembre 2016, il membro del Comitato centrale, Kuppuswamy Devaraj alias Yogesh da/Ramesh da, è stato ucciso insieme a un quadro femminile del gruppo, P Ajitha alias Kaveri, in un “combattimento” nel distretto di Malappuram, in Kerala. Devaraj è stato il terzo membro del CC ad essere ucciso in un combattimento, dopo Cherukuri Rajkumar alias Azad nel 2010 e Mallojula Koteswara Rao alias Kishenji nel 2011. Un altro quadro anziano, CP Jaleel, è stato ucciso nel marzo 2019 a Wayanad.
Originario di Krishnagiri nel Tamil Nadu, Devaraj è stato responsabile dell’area di tri-giunzione per oltre un decennio. Operando a sud di Mangalore, il suo movimento è stato segnalato in aree confinanti con Ooty nel Tamil Nadu e in alcuni distretti del Kerala. Devaraj si è unito alla guerra popolare del PCI (ML) negli anni ’90 e in seguito è divenuto segretario della regione del Karnataka in sostituzione di Rajkumar Azad. Kaveri, secondo i documenti maoisti, è stata un’avvocatessa di Chennai che lavorava con un’organizzazione femminile.
Inoltre, sono avvenuti pure importanti arresti: K. Murlidharan alias Ajith, segretario del PCI (ML) di Naxalbari prima che si fondesse con il PCI (maoista) nel 2014 e Roopesh, presidente del Comitato zonale speciale dei maoisti di Ghat occidentale, nel 2015.
Dopo l’uccisione di Devaraj, K. Vijay Kumar, consulente anziano per la sicurezza del ministero degli Interni sull’estremismo di sinistra, mi ha detto che la “zona boscosa di KKT è più densa di qualsiasi altra zona nell’area di LWE, eccetto i ghat orientali in Koraput e Vizag e parti di Malkangiri, rendendo difficile per le forze di contro-insurrezione condurre operazioni”.
“Le operazioni maoiste in queste aree riguardano espansione della loro base, diffusione della propaganda e attacchi occasionali al personale forestale. Stanno mantenendo basso il livello di violenza per aumentare il sostegno pubblico prima che possano militarizzare “, mi ha precisato.
Poche forze sapevano che alti comandanti militari del Bastar allora stavano già operando nella regione. Mentre il caso di Ramlu Korsa si svolge ora, la presenza maoista nella zona tribale potrebbe dare nuove sorprese.

da secoursrouge.org

29 dicembre 2019

Azione dei guerriglieri maoisti

La sera di sabato 28 dicembre, guerriglieri maoisti hanno ucciso due informatori della polizia in due villaggi distinti nel distretto di Lakhisarai in Bihar. Negli ultimi 8 mesi, i guerriglieri nel Bihar hanno ucciso almeno 20 persone per lo stesso motivo. Gli ultimi episodi sono avvenuti vicino ai villaggi di Baskund e Gobardaha. I guerriglieri sono venuti a cercare gli informatori a casa loro, si sono poi appartati con loro uccidendoli, lasciando sul posto manifesti esplicanti la causa di queste esecuzioni. Lakhisarai è uno dei quattro distretti in Bihar, più sotto l’influsso dall’insurrezione maoista. Gli altri tre distretti sono Gaya, Aurangabad e Jamui.

da: redspark.nu.en/

Novembre – Dicembre 2019

Alcune azioni del Partito comunista dell’India (maoista)

L’8 dicembre 2019, due collaboratori del Battaglione di comando intervento risoluto (CoBRA), unità speciale della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) pratica di tattiche di guerriglia e guerra nella giungla, sono rimasti feriti dall’esplosione di un ordigno rudimentale (IED) comandato da quadri del Partito comunista dell’India (maoista) sulle colline Piyakuli vicino alla città di Tamar nel distretto di Ranchi, in Jharkhand.

Il 2 dicembre, un soldato CRPF è stato ferito mentre disinnescava uno dei cinque IED piazzati dal PCI (maoista) nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh. Mentre le SF [forze di sicurezza] sono riuscite a disinnescare quattro IED collocati tra i villaggi di Sarkeguda e Tarrem, il quinto è esploso nel vicino villaggio di Sagmetta durante l’operazione, ferendo il soldato.

Il 30 novembre 2019, quadri del PCI (maoista), hanno fatto esplodere nella città di Bishnupur, nel distretto di Gumla, a Jharkhand un IED, facendo saltare in aria un ponte. Non si segnalano vittime.

Il 22 novembre 2019, un soldato CRPF si è ferito nell’esplosione di un IED attivato dal PCI (maoista) vicino al villaggio di Tarrem, al confine con il commissariato di Basaguda, nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. L’incidente si è verificato mentre una squadra di pattuglia del battaglione 168 di CRPF stava conducendo un’operazione di controllo dell’area.

Nove organizzazioni studentesche condannano la repressione praticata il 20 settembre alla Manipur University – da Redspark.nu –

Il partito comunista dell_India maoista annuncia l_Operazione Ghamasan per contrastare l_Operazione Samadhan del governo

Secondo un rapporto intelligence i maoisti vanno diffondendosi in più distretti – settembre 2018 –

Inquietudine per lo stato di salute del leader Kobad Ghandy nella prigione del Jharkhand – da redspark.nu –

Due autobus e un camion in fiamme due giorni dopo il “falso combattimento” di Sukma

9 agosto 2018

da: redspark.nu

Un grosso gruppo di naxaliti ha bloccato due autobus e chiesto agli occupanti di scendere nel distretto insurrezionale Dantewada in Chhattisgarh. Poi li hanno incendiati. In seguito hanno fermato un camion dandolo alle fiamme. Il fatto è avvenuto proprio due giorni dopo che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione in un campo di Sukma uccidendo 15 innocenti tribali inscenando un finto combattimento. Una tribale racconta: “I famigliari mi hanno detto che nessun residente era armato o ha sparato contro le forze di sicurezza. Hanno cercato di nascondersi e correre via per paura di molestie da parte delle forze di sicurezza. Non erano maoisti. Occorre un’inchiesta indipendente. Se fossero veramente maoisti, come mai nessuno nel gruppo di 15 era munito di arma automatica? I 15 morti comprendevano due fratelli e sette ragazzi. Facciamo un appello a tutti i partiti politici, alle organizzazioni indipendenti e ai media affinché visitino la zona e verifichino i fatti”, ha detto la signora Sori.

……………………………………………………….
—————————————————
……………………………………………………….
—————————————————-
—————————————————–
—————————————————–
——————————————————
——————————————————
——————————————————
——————————————————-
——————————————————–
——————————————————–
——————————————————–
———————————————————
—————————————————————-
————————————————————–
—————————————————————
————————————————————
——————————————————————
———————————————————————-
———————————————————
 Riceviamo e diffondiamo
 —————————————————————————————-
—————————————————-
—————————————————-
————————————————–
——————————————————————
——————————————————————–
————————————————————————
———————————————————————-
……………………………
……………………………
 —————————————————————————————
————————————————————————————————————
Ogni anno, in India, il 15 agosto la borghesia indiana ed il suo Stato celebrano la festa dell’Indipendenza dal colonialismo. Se per i governi di turno questa data rappresenta una ricorrenza per mostrare ancora di più i muscoli, per il movimento rivoluzionario rimane invece occasione per rilanciare la lotta contro il nemico di classe.
Nell’ambito della campagna del Soccorso Rosso Internazionale in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India e in sostegno al processo rivoluzionario in corso nel Paese, diffondiamo questo nostro contributo.

Sostenere il processo rivoluzionario in India! Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India! – settembre 2015 –

Comunicato del Soccorso Rosso Internazionale sulla giornata di mobilitazione per la liberazione dei prigionieri politici in India -agosto 2015-

Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India -settembre 2014-

5 novembre 2020

Quadri armati del PCI maoista danno alle fiamme due macchine JCB nel distretto di Hazaribagh

Hazaribagh, mercoledì 4 novembre: quadri armati del PCI (maoista) hanno incendiato due macchine JBC nell’area di competenza del commissariato di Barkagaon, nel distretto di Hazaribagh..

L’episodio sarebbe avvenuto a 25 km da Barkagaon, all’interno di una fitta zona forestale.

Le macchine venivano usate per costruire una strada di 5,50 km intesa a collegare Patariyapani a Chendag.

Fonti riferiscono che i quadri maoisti avrebbero versato gasolio sulle macchine JCB incendiandole, per poi essere fuggiti dal sito

estratto da fonte:

http://www.uniindia.com/maoists-set-two-jcb-machines-on-fire-in-hazaribagh/east/news/2223705.html

da: redspark.nu.en

estratto da fonte:

https://www.outlookindia.com/newsscroll/2-cops-critically-injured-in-maoist-ambush-in-jharkhand/1967133

30 ottobre 2020

Due poliziotti feriti gravemente durante un’imboscata tesa da quadri del PCI maoista nel distretto di Lohardaga

Lohardaga (Jharkhand): Venerdì 30 ottobre, si è appreso che 2 poliziotti sono stati gravemente feriti durante un’imboscata tesa da quadri armati del PCI (maoista) nel distretto di Lohardaga in Jharkhand.

Durante un’operazione di rastrellamento in Shahi Ghat, maoisti avrebbero fatto esplodere uno IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) e sparato contro una squadra di polizia, in cui 2 membri sono stati gravemente feriti.

I poliziotti avrebbero risposto al fuoco, dopo di che i maoisti sarebbero riusciti a riparare nella fitta foresta.

da: redspark.nu.en

estratto da fonte: https://telanganatoday.com/slained-informer-was-home-guard-maoists

fonte: https://timesofindia.indiatimes.com/city/hyderabad/maoists-say-man-they-killed-was-informer/articleshow/78900331.cms

28 ottobre 2020

Quadri del PCI maoista giustiziano informatore della polizia nel distretto di Kothagudem

Kothagudem: Il presunto informatore della polizia ucciso domenica 25 ottobre nel mandal (divisione amministrativa, n.d.t.) di Cherla, nel distretto di Kothagudem, era un assistente di polizia interna, ha affermato Azad, segretario del comitato divisionale del Partito comunista dell’India (maoista) di Bhadradri Kothagudem-East Godavari (BK-EG).

In una dichiarazione qui rilasciata martedì 27 ottobre ha detto che il defunto, identificato come Nayakulapu Eshwar operante presso la colonia del lavoro nella città di Warangal, è stato nominato informatore della polizia dai funzionari di Special Investigation Branch (SIB), offrendogli un lavoro come assistente nel dipartimento di polizia.

Agendo su indicazioni dei funzionari SIB, Eshwar si è avvicinato al partito e con il pretesto di fornire merci, ha passato segretamente informazioni alla polizia per attaccare i ranghi maoisti. Ma spesso i naxaliti sono sfuggiti a tali attacchi.

Con il suddetto pretesto, Eshwar ha condotto i quadri maoisti Srinu e Ithula in una trappola il 4 settembre, aiutando la polizia a catturarli. Successivamente i due sono stati uccisi in uno scontro verificatosi il 7 settembre a Pusuguppa, ha detto Azad, aggiungendo che per questo motivo è stato punito dal tribunale popolare.

È entrato in contatto con noi per aiutarci a fornire la logistica. Ha costantemente condiviso le informazioni sul PCI (maoista) con la polizia. Il 7 settembre, due maoisti – Srinu e Ithula – sono stati chiamati da Eshwar per ricevere un po’ di logistica, ma Eshwar vi è giunto con la polizia, che ha ucciso entrambi i maoisti. Quindi, Eshwar è stato condannato a morte ”, diceva la lettera.

La polizia e il governo devono assumersi la responsabilità della sua uccisione e chiunque ricorra a tali atti sarà punito, ha affermato Azad, aggiungendo che la polizia minacciava gli abitanti dei villaggi e i commercianti che appoggiavano i maoisti.

Da: secoursrouge.org

25 ottobre 2020

Imboscata dei guerriglieri maoisti contro due poliziotti

Sabato 24 ottobre, un poliziotto dello Stato del Chhattisgarh è stato ucciso e un altro ferito in un’imboscata tesa dai guerriglieri maoisti in una giungla nel distretto di Narayanpur (regione di Bastar). Il poliziotto deceduto apparteneva alla Guardia di riserva distrettuale (DRG) di Narayanpur. I maoisti hanno aperto il fuoco su una pattuglia della polizia vicino al villaggio di Tadur. I poliziotti hanno risposto, i maoisti hanno replicato. Operazioni di rastrellamento sono state avviate, finora senza alcun risultato.

da: respark.nu.en

Estratto dalla fonte: https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/maoists-torch-10-vehicles-of-road-construction-project.html

22 ottobre 2020

Squadra del PCI maoista incendia veicoli al cantiere stradale nel distretto di Singhbhum West

La notte di lunedì 19 ottobre, quadri presunti del PCI (maoista) hanno dato alle fiamme a 10 veicoli di una società privata coinvolta in un progetto di costruzione di strade nel distretto di West Singhbhum.

L’episodio è avvenuto su una strada in costruzione, tra Arki e Bandhgaon, area sotto le competenze del commissariato di Bandhgaon.

Secondo informazioni, 4 Poclain, un JCB cinque, una motocicletta e altri 4 veicoli sono stati ridotti in cenere.

I veicoli appartenevano a MS Construction, una delle società coinvolte nella costruzione di strade nel distretto di West Singhbhum. L’area in cui è successo l’episodio vede un’alta presenza di quadri del PCI (maoista).

da: respark.nu.en

Scoperta rete di infiltrati e informatori della polizia

9 ottobre 2020

Una rete di 17 agenti infiltrati e 8 informatori della polizia, operanti nell’area di Gangaloor, è stata identificata nelle fila del Partito comunista dell’India (maoista) clandestino. Questa rete è stata istituita dall’ispettore generale della polizia del Bastar. Tutti e 25 sono stati processati, condannati e giustiziati. Tra loro, un quadro medio, Modiyam Vijja, che già da due anni lavorava per la polizia. Si era incaricato di nuocere alla leadership del partito centrale e d’informare la polizia su quattro importanti riunioni. Vijja ha agito in coordinamento con un altro membro del comitato regionale, Gopi, fuggito per cercare protezione dalla polizia. Quello d’informare non è stato l’unico compito della rete, questa doveva provocare crimini contro i civili di cui si sarebbero poi accusati i guerriglieri maoisti.

da: respark.nu.en

3 ottobre 2020

Naxaliti uccidono 2 spie della polizia nel distretto di Bijapur

Giovedì 1° ottobre si è appreso che 2 abitanti di villaggio, tra cui un ex-vice sarpanch (responsabile delle decisioni, n.d.t.), sono stati uccisi separatamente da naxaliti che li hanno accusati di essere spie della polizia nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh.

L’ex-vice sarpanch Dhaniram Korsa è stato ucciso nel villaggio di Bardela, mentre Gopal Kudiyam nel vicino villaggio di Gongla. Entrambi gli episodi si sono verificati nell’area sotto la competenza del commissariato di Jangla. Secondo i residenti locali, i naxaliti li hanno uccisi con armi affilate dopo averli accusati di agire come informatori della polizia.

estratto dalla fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/naxalites-kill-two-villagers.html

da: respark.nu.en

24 settembre 2020

Naxaliti uccidono l’informatore della polizia nel distretto di Sukma

Si apprende che mercoledì 23 settembre un 22enne è stato ucciso da naxaliti essendo sospettato d’essere una spia della polizia nel distretto di Sukma in Chhattisgarh.

L’episodio è avvenuto nella zona del commissariato di Jagargunda, considerata una roccaforte maoista.

Il corpo di Uika Hunga, rapito da naxaliti la scorsa settimana, è stato trovato tra i villaggi di Misiguda e Kunded da alcuni locali la mattina di mercoledì.

Secondo le prime informazioni, Hunga, residente a Kunded, è stata ucciso la sera di martedì 22 settembre. La causa esatta della morte sarà nota dopo l’autopsia.

Un volantino maoista scritto a mano trovato sul posto accusa Hunga d’essere un informatore della polizia e afferma che il comitato dei maoisti nell’area di Jagargunda si è assunto la responsabilità dell’omicidio.

La polizia ha negato che Hunga fosse un suo collaboratore. 

È stata avviata un’operazione di rastrellamento per catturare i naxaliti.

Un membro della famiglia della vittima ha detto ai giornalisti che Hunga è stato rapito dai maoisti il ​​14 settembre quando stava tornando dopo aver accompagnato sua sorella a casa dei suoceri in un villaggio vicino.

estratto dalla fonte:

https://www.dailypioneer.com/2020/state-editions/naxalites-kill-man-in-sukma.html

Da: secoursrouge.org

18 settembre 2020

Venerdì 18 settembre, combattenti maoisti hanno ucciso a colpi di arma da fuoco un paramilitare catturato cinque giorni fa nel distretto di Bijapur, nello Stato del Chhattisgarh. Mannuram Suryavanshi era assegnato al 17° battaglione delle forze armate del Chhattisgarh (FAC). Lasciato in abiti civili il campo contro la guerriglia insediato nel villaggio di Patheda il 13 settembre, da allora è scomparso. Il suo corpo è stato trovato sulla strada Gangalur-Bijapur, dove il Comitato regionale maoista di Gangalur-Bijapur ha lasciato un comunicato, spiegando che Mannuram Suryavanshi ha agito da spia per conto della polizia e commesso abusi contro la popolazione.

Da: secoursrouge.org

30 luglio 2020

Un maoista è stato ucciso domenica 26 luglio in una sparatoria con la polizia nel mandal Chintapalli, nella zona di confine Andhra/Odisha (AOB). D’altra parte, un paramilitare anti-guerriglia della Guardia di riserva distrettuale (DRG) è stato ferito mercoledì 29 luglio in una sparatoria con maoisti in una foresta nel villaggio di Aautpalli, nel distretto di Bijapur. Il paramilitare è stato colpito alla gamba e ricoverato in ospedale. Le forze di sicurezza hanno intensificato le loro operazioni, mentre i maoisti stanno commemorando la “Settimana dei martiri”, dal 28 luglio al 3 agosto..

da: demvolkedienen.org

11 luglio 2020

Kashmir: diverse azioni contro il vecchi Stato indiano la scorsa settimana

Di seguito una breve panoramica delle azioni compiute la scorsa settimana contro il vecchio Stato indiano nel territorio del Kashnir occupato dagli indiani.

Il 9 luglio, un convoglio dell’esercito è stato attaccato a Pampore – un soldato è stato ferito. La reazione afferma che anche una civile è stata colpita sotto il fuoco incrociato, ma il suo stato di salute sarebbe stabile. Non sono ancora noti ulteriori dettagli sul combattimento

Sempre il 9 luglio, il leader locale del partito al potere Bharatiya Janata (BJP), Sheikh Wasim Bari, è stato ucciso nel distretto di Bandipore. La persona presa di mira stava seduta vicino a un commissariato di fronte a un negozio, quando 2 persone si sono avvicinate in moto e hanno aperto il fuoco.

Il 7 luglio, è successo uno scontro tra ribelli e una squadra operativa congiunta di Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) Rashtriya Rifles (unità speciali) e polizia di Jammu e Kashmir nel distretto di Pulwama. Nella sparatoria, un soldato della reazione è stato ucciso, un altro soldato e un ufficiale di polizia sono stati feriti.. La reazione afferma però d’essere riuscita a uccidere un ribelle. Secondo informazioni di residenti locali e testimoni oculari, giovani locali si sono scontrati con le forze di sicurezza, mentre cercavano di radunarsi sul luogo della battaglia.

Il 5 luglio, un membro di CRPF è stato ferito dall’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) nell’area di Gangoo nel distretto di Pulwama. H fatto seguito una missione di ricognizione da parte della reazione

scritto da Naho

da: demvolkedienen

Giugno 2020

Nuove azioni nella guerra popolare

Il 9 giugno, è stato attaccato un ufficio dell’amministrazione forestale nel distretto di Gadchiroli, nello Stato del Maharashtra. I combattenti hanno distrutto la struttura e bruciato documenti. L’ufficio forestale è responsabile della silvicoltura e quindi dello sfruttamento e dell’espulsione di popolazione. È pure fortemente impegnato nella bonifica della foresta pluviale per combattere la guerra popolare e i ranger del ministero delle Foreste svolgono spesso compiti di polizia.

La notte del 7 giugno, un cantiere vicino a Venkatapuram in Andhra Pradesh al confine con il distretto di Malkangiri è stato attaccato. Sono stati incendiati 7 veicoli, tra cui 2 trattori, 2 macchine JCB, un camion, un automezzo pesante e un impianto di miscelazione.

In precedenza, il 7 giugno è stato segnalato un combattimento nel distretto di Mandla in Madhya Pradesh, al confine con il Chhattisgarh. Secondo la polizia, un’unità delle forze Hawk (unità speciale) stava eseguendo una perquisizione, quando membri di PLGA hanno aperto il fuoco per garantirsi la ritirata tattica.

Il 6 giugno, un altro cantiere per la costruzione di ponti e strade è stato attaccato nel villaggio di Sarivela, nel distretto di Godavari orientale, in Andhra Pradesh. Secondo un dipendente coinvolto nei lavori di costruzione, i combattenti hanno costretto i lavoratori a lasciare il sito prima di dare fuoco ai macchinari.

Inoltre, la reazione afferma che membri PLGA hanno sparato a qualcuno da loro ritenuto un informatore della polizia. L’episodio è avvenuto nel distretto di Balaghat in Madhya Pradesh. Secondo quanto riferito da Times of India, sono stati rivenuti una lettera di rivendicazione di un attentato e un avvertimento con un cadavere con in tasca letteratura maoista. Ciò non corrisponde affatto. Sembra più un falso combattimento delle forze di sicurezza, soprattutto se si considera che la vittima ha lavorato a Hyderabad nel Telenaga negli ultimi 3 anni. Falsi combattimenti sono un mezzo spesso usato dalla reazione indiana nella sua guerra contro il popolo.

scritto da Naho

Il PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) guidato dal PCI (maoista), la scorsa settimana ha compiuto diverse azioni nell’ambito della guerra popolare.

Il 4 giugno, PLGA ha isolato una strada importante nel distretto di Dantewada in Chhattisgarh. I combattenti hanno piazzato almeno 16 IED (ordigni rudimentali, n.d.t.) in vari punti della strada. Oltre 100 battaglioni di CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.), dell’unità antinaxalita di polizia distrettuale del Chhattisgarh e della Guardia di riserva distrettuale (DRG) sono schierati in quest’area.

Il 2 giugno, una miniera di bauxite è stata presa d’assalto nel distretto di Lohardaga in Jharkhand e sono stati incendiati 13 veicoli edili di BKB e della società Balaji.

Il 31 maggio, il PLGA ha attaccato un altro cantiere nel villaggio di Lavkhamman nel distretto di Gumla, situato nello Stato del Jharkhand. Nel corso dell’attacco, i combattenti hanno anche distrutto attrezzature e veicoli. La bonifica delle foreste pluviali è utile solo per la borghesia, quindi il popolo e l’ambiente possono essere sfruttati ulteriormente. Inoltre, il terrore deve quindi essere esteso contro la guerra popolare e il popolo stesso.

Sempre il 31 maggio, è stata tesa un’imboscata a una pattuglia CRPF e di polizia nel villaggio di Jonua, nel distretto di West Singhbhum in Jharkhand. Un poliziotto e una guardia del villaggio sono stati uccisi.

scritto da Naho

da:redspark.nu.en/

10 giugno 2020

Kobad Ghandy: uno scettro sta tormentando il mondo

Il rischio di una nuova Grande Depressione, peggiore di quella alle origini, aumenta di giorno in giorno”. – Nouriel Roubini
“Questo potrebbe trasformarsi in crisi finanziaria. Vedremo tassi di default (inadempimento, n.d.t.) più elevati e fallimenti aziendali. Potrebbe essere come negli anni ’30”. – Carmen Reinhart (Prof. of Economics & Finance, presso Harvard Kennedy’s School of Govt.)
“Peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione del 1929”. – analista veterano CNBC
Jim Richards, ex-consigliere della CIA e del Pentagono come anche della Fed (banca centrale degli USA) ha preannunciato un effetto domino in cinque fasi negli USA (probabilmente nel prossimo futuro), dicendo:

1° Depressione che porta a una forte disoccupazione, con oltre il 50% dei lavoratori a rischio. Con la gente costretta in casa e nessuna possibilità di acquistare a seguito della disoccupazione e dell’isolamento, non vi sarà richiesta di beni. E con il blocco per la prima volta nella storia, si ha uno shoc nella domanda e nell’offerta. Dato che questa crisi non inizia con un crollo finanziario (come nel 1930 e nel 2009), tagliare i tassi d’interesse e pompare denaro non avrà effetti a lungo termine per rilanciare l’economia.
2° Il prossimo effetto-domino saranno enormi bancarotte non essendoci domanda di beni, quindi nessuna vendita.
3° Il contagio si diffonderà nel settore immobiliare poiché la gente non riuscirà a pagare i suoi mutui …Questo mercato da 16 trilioni di dollari crollerà.
4° Il quarto effetto domino sarà un crollo del settore bancario con una stretta creditizia, per il crollo del credito della gente e persone e i fallimenti nel settore.
5° Crollo completo della nostra società e dello stato di diritto. Ci sono già nell’esercito colloqui segreti in preparazione della legge marziale.

Forse questo è lo scenario peggiore, ma i “fatti concreti” certamente spingono in questa direzione. In effetti, due scettri assillano il mondo. Covid-19 e una catastrofe economica. Covid non è che una continuazione dei numerosi ceppi di virus a colpire il mondo negli ultimi due decenni. Quest’ultimo fa rivivere i ricordi degli orrori della Grande Depressione negli anni ’30 e della conseguente povertà di massa. Quale dei due sarà più letale è difficile dirlo proprio ora, ma già in India rileviamo l’emergenza per milioni di migranti che non hanno da mangiare né trasporti per tornare ai loro villaggi; e il trauma di milioni di altri chiusi nelle loro case (per lo più 10 × 10, con intere famiglie) con la loro fonte di guadagno distrutta. Il futuro è molto incerto; probabilmente un mix di entrambi può devastare intere regioni del mondo, molto peggio che con la Grande Depressione.

La realtà è che le principali economie mondiali stavano già attraversando una grave crisi alla fine dello scorso anno, molto peggio che durante la Grande Recessione del 2008/09; muovendosi in una direzione simile (o peggiore) di quella negli anni ’30. Il crollo è sembrato inevitabile, Covid o non Covid. Il blocco ha ovviamente aggravato la già brutta situazione di 10 volte.
In questo doppio scenario sorge una serie di domande. Primo, dove sarebbero approdate le economie mondiali in assenza di pandemia/ blocco? Secondo, perché negli ultimi decenni, continuano a comparire nuovi ceppi di virus, ognuno più mortale dell’altro? Terzo, una misura così drastica come il “distanziamento sociale” e il “blocco” erano l’unico modo per affrontarlo, o potrebbe essersi sviluppato qualche altro metodo più efficace non così dannoso per l’economia e la vita della gente? Quarto, qual è la fonte di questo virus (o dei precedenti); e perché è stato necessario che 62 Paesi, inclusa l’India, approvassero una risoluzione all’Assemblea mondiale della sanità (parte dell’ONU) per “identificare la fonte zoonotica” e chiedere una “valutazione imparziale, valutazione indipendente e completa” della risposta OMS a Covid-19 (principalmente responsabile nel spingere in tutto il mondo il metodo adottato – distanziamento sociale e blocco)? E ironicamente, perché i due Paesi più sospetti – USA e Cina – rifiutano di far parte di questa risoluzione? Le malattie zoonotiche sono quelle trasmesse da animali/insetti all’uomo, come l’influenza aviaria, la peste suina, Nipah, Ebola, dengue e molte delle precedenti come la malaria

Queste domande e molte altre rimangono senza risposta e con i i media internazionali ad avere solo un’unica focus, la gente a confondersi relativamente alla realtà, dato che alcune questioni sfidano la logica; piuttosto naturalmente numerose teorie stanno circolando. Tuttavia, proviamo a decifrare parte della verità in mezzo a questo ginepraio solo sul versante economico, e prima di tutto partiamo dallo stato dell’economia prima del blocco, iniziato verso la fine di marzo 2020 dopo che OMS l’ebbe dichiarata una pandemia l’11 marzo il 2020.

Stato dell’economia mondiale prima della pandemia
Tutte le economie sviluppate di USA, Europa e Giappone erano già in una grave situazione di declino molto prima che scoppiasse la pandemia. Prendiamo anzitutto gli USA, di gran lunga la maggiore economia al mondo. Anche prima della pandemia l’economia USA ha conosciuto una forte contrazione pari al 4,8% nel primo trimestre del 2020, il peggiore dal 2008; si sono costantemente ridotti i tassi d’interesse dal 2,5% all’1,25% e poi il 15 marzo 2020 fino allo 0%. Si è pure dato il via libera al pacchetto standard di quantitative easing [(QE) – alleggerimento quantitativo, n.d.t.)] pari a $ 700 miliardi, portandolo in seguito al massimo di 3 trilioni di dollari. QE (essenzialmente stampa di banconote, cioè prestiti) e i bassi tassi d’interesse hanno rappresentato la panacea monetaria standard per economie in crisi.
Il Giappone, la terza maggiore economia al mondo, è stato caratterizzato da stagnazione per anni e nell’ultimo trimestre del 2019 ha conosciuto un’enorme contrazione nella misura del 7,1%. Nel disperato tentativo di superare la tempesta, ha varato numerosi pacchetti d’incentivi e approvato il maggior pacchetto della sua storia pari a 530 miliardi di dollari, aumentato poi gradualmente a ben 2 trilioni di dollari. I tassi d’interesse in Giappone sono stati inferiori allo zero per molto tempo.

Se si guarda all’Europa, lo notiamo nel primo trimestre del 2020; (gennaio – marzo), l’economia tedesca si è contratta del 2%, la Francia del 5,8%, l’Italia del 4,7%, la Spagna di uno storico 5,2%, superando di gran lunga il precedente record del 2,6% nel 2009. Il Regno Unito ha avuto una contrazione del 2% e altri Paesi europei sono andati anche peggio. Per quanto riguarda il Regno Unito, il quotidiano Guardian ha riferito nella sua edizione (15 maggio 2020) che l’economia stava già rallentando a febbraio e in marzo si è contratta nella misura del 6%, la maggiore da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1997. Come tutti gli altri Paesi, sta pompando enormi quantità di denaro per mantenere a galla l’economia. La Banca d’Inghilterra prevede che la recessione sarà la peggiore in 300 anni.

L’economia dell’UE nel complesso si è ridotta del 3,5% nel primo trimestre del 2020, il peggior calo trimestrale da quando il blocco ha cominciato a raccogliere dati nel 1995. I tassi d’interesse in Europa alla data del 20 marzo erano sullo 0%, mentre nel Regno Unito erano pari a 0,1% in Danimarca 0,6% e in Svizzera – 0,75%. A rinnovati segnali di debolezza economica, la BCE ha portato il suo tasso d’interesse di riferimento ulteriormente sotto lo zero a settembre 2019, a meno – 0,5%. Anche Svezia, Svizzera e Danimarca hanno registrato tassi in rosso, così come il Giappone. Tutto ciò molto prima dell’inizio del blocco.

L’economia cinese, la seconda maggiore al mondo, si è contratta del 6,8% nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo un anno fa – il suo più grande calo in quasi 3 decenni, essendosi la produzione industriale del Paese e la spesa interna arrestate di colpo in mezzo allo choc senza precedenti derivante dal coronavirus. Naturalmente, questo è avvenuto dopo che il coronavirus l’ha colpita.

Non solo il fatto che i prezzi delle materie prime hanno iniziato a crollare verso la fine di febbraio. I prezzi del petrolio USA hanno perso la metà del loro valore in meno di due settimane nella seconda metà di febbraio, essendo precipitati a $ 24,5 al barile, il più basso valore dal 2003.

Occorre comprendere queste cifre. Nel 2017 ho scritto dalla prigione [nell’articolo: “India e evoluzione del nuovo ordine mondiale” nel numero di Mainstream del 18 settembre 2017] che “Dati tutti gli indicatori tendenti al basso, il quotidiano The Economist avverte che la Legge di Sod (assioma della cultura britannica, secondo cui “se qualcosa può andare storto, lo farà” e accadrà anche nel “momento peggiore possibile” n.d.t.) decreta che prima o poi i responsabili politici dovranno affrontare un’altra crisi. E, aggiunge, il pericolo è che questa volta, avendo esaurito il loro arsenale (cioè manipolazioni monetarie di QE e bassi tassi d’interesse), ai governi e alle banche centrali non rimarranno munizioni per combattere la prossima recessione”.

In precedenza nello stesso articolo avevo avvertito che “Malgrado misure così disperate, un massiccio QE e tassi d’interesse vicini allo zero e persino un rilancio dei tassi d’interesse negativi sembrano lontani, e il declino economico continua. Nei 5 anni, giungendo a fine 2016, i profitti del MNCS (multinazionali, n.d.t.) sono diminuiti del 25%. I rendimenti degli investimenti sono scesi al minimo in due decenni. La maggior parte dei giganti ha registrato una crescita lenta. Secondo un rapporto UNCTAD (Conferenza ONU sul commercio e lo sviluppo, n.d.t.) i tassi di crescita di Europa e Giappone continuano a ristagnare a livelli prossimi allo zero, mentre negli USA rallenterebbero dell’1,6% nel 2016 (infatti, negli USA la crescita del primo trimestre del 2017 è stata la più bassa in tre anni, pari allo 0,7 per cento). Ha riferito che la crescita del commercio globale ha subito un rallentamento ancora più drammatico fino all’1,6% nel 2016, un punto percentuale inferiore alla produzione mondiale”.

Ho aggiunto in quell’articolo anche prima della crisi, secondo Thomas Picketty, che durante l’intero periodo della globalizzazione, solo l’1% dei ricchi ha accumulato una ricchezza fenomenale, mentre il resto ha perso orribilmente. E dopo il 2008, le condizioni sono ulteriormente peggiorate per le misure d’austerità imposte dai vari governi. Il denaro per lo stato sociale è stato deviato per salvare le banche. Ad esempio, il Regno Unito ha fatto ricorso a misure d’austerità a un livello mai visto a memoria d’uomo, tagliando pagamenti per lo stato sociale, pensioni e servizi finanziati dal governo. Gli occupati guadagnano il 15% in meno di quanto guadagnavano 10 anni fa (che era già basso a causa degli anni di globalizzazione) e gli studenti escono dall’università con debiti di 40.000 dollari (Rs 30 lakh).

Era evidente da tutto ciò che dopo la Grande Recessione del 2008-2009 era in atto una grave crisi non essendo in grado di riprendersi, nonostante misure disperate potessero riuscire a mantenere a galla le loro economie. Sebbene ci siano stati continui cicli di crisi dalla seconda guerra mondiale nell’economia degli USA [1957, 1960, 1973, 1980 e 2001 Dot Com crash (bolla speculativa fra il 1997 e il 2000, n.d.t.)] e la situazione nel mondo è stata così grave come quella nel 2009, che quasi ha assunto la forma della Grande Depressione degli anni ’30. Ma anche in questo caso il PIL si è ridotto del 4,3% durante una recessione di 18 mesi, mentre la disoccupazione ha raggiunto il 10%, minore rispetto a quello che vediamo oggi.

In altri Paesi del mondo la situazione è stata anche peggiore. La crisi economica negli anni ’90 che ha colpito ex-Stati membri dell’Unione Sovietica è stata quasi due volte superiore a quella della Grande Depressione nei Paesi dell’Europa occidentale e negli USA, durante gli anni ’30. Il tenore di vita medio ha registrato un crollo catastrofico nei primi anni ’90 in molte parti dell’ex-blocco orientale, soprattutto negli Stati post-sovietici. Anche prima della crisi finanziaria in Russia nel 1998, il PIL russo era la metà di quello presente nei primi anni ’90. Alcune popolazioni sono ancora più povere oggi rispetto al 1989 (ad esempio Ucraina, Moldavia, Serbia, Asia centrale, Caucaso). Il crollo dell’economia pianificata sovietica e la transizione verso l’economia di mercato hanno portato al declino catastrofico del PIL, pari a circa il 45% nel periodo 1990-1996 e la povertà nella regione è cresciuta di ben oltre 10 volte.

È in questo scenario continuo di crisi economiche mondiali (esclusa la Cina) che dobbiamo vedere il massiccio declino prima del blocco per il coronavirus. Dati questi fattori, anche se non ci fosse stato un blocco, la crisi economica avrebbe probabilmente raggiunto i livelli della Grande Depressione; ora sarà molto peggio. Tuttavia, i media non dicono una parola sullo stato dell’economia mondiale prima del blocco, e la pandemia è arrivata casualmente nello stesso momento del crollo economico. E se adesso parlano del crollo delle economie, danno opportunamente la colpa alla pandemia. Ciò distorce l’intera realtà e presenta solo una mezza verità.

Passiamo ora all’impatto del blocco sull’economia.

Impatto del blocco
Il 30 gennaio 2020 l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato Covid-19 una “emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale”. Fino ad allora il numero di decessi fuori della Cina è stato di soli 170 e i casi sospettati erano 7.736 nel mondo. Difficilmente qualcosa che giustificherebbe una “emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale”. Quindi, l’11 marzo l’OMS l’ha dichiarata una pandemia dopo che le morti “attribuite” a Covid-19 dalla John Hopkins University sono salite a 4.300 in tutto il mondo. Il termine “attribuito” è importante in quanto non dice direttamente i decessi “causati” da Covid-19. In altre parole, anche queste “morti” sono state speculative e presunte, non definite; tuttavia è stata dichiarata una pandemia con solo 4.300 nel mondo. Strano, per non dire altro!
A prescindere se il blocco sia stata la migliore opzione per il momento, anche le stime prudenti danno l’impressione che il blocco, come conseguenza di un già grave declino delle economie, sarà da capogiro; molto peggiore non solo di quello durante la Grande Recessione del 2008-09, ma anche della Grande Depressione degli anni ’30. Abbiamo già visto nel primo trimestre (ovvero prima dell’avvento del blocco) la maggior parte delle principali economie era già in stato di gravi recessioni; il maggiore mai registrato.

Se osserviamo dati comparativi, durante la Grande Depressione il PIL globale è diminuito del 26,7% nei 43 mesi della sua esistenza tra il 1929 e il 1933, ovvero all’incirca una contrazione del 6,5% ogni anno. In occasione della Grande Recessione nel 2008-09 il PIL negli USA è diminuito del 4,3% e non figura una ripresa fino al 2011. L’occupazione è diminuita di 8,6 milioni. Se prendiamo dati comparativi per oggi, scopriamo che Goldman Sachs (grande banca d’affari, n.d.t.) ha previsto un calo del PIL nel secondo trimestre di qualcosa tra il 26-40% negli USA e, entro la fine di aprile, fino a 26 milioni di persone hanno richiesta di disoccupazione. Questa volta gli USA hanno messo in campo il maggiore pacchetto di stimoli nella sua storia pari a 3 trilioni di dollari e anche tassi d’interesse ridotti a zero nottetempo.

Se guardiamo ad altre economie, FMI (Fondo monetario internazionale, n.d.t.) prevede un calo dell’8% per il 2020 in UE (Unione Europea, n.d.t.), con il Regno Unito che subisce una contrazione del 30% nella prima metà dell’anno in corso, l’Italia per il 18% nel secondo trimestre.

La pandemia da coronavirus (COVID-19) sta colpendo le economie dell’America Latina e dei Caraibi attraverso fattori esterni e interni, il cui effetto combinato porterà alla peggiore contrazione che la regione abbia mai subito, superando quelle nel 1914 e nel 1930. Secondo le ultime stime, una contrazione regionale media del -5,3% è prevista per il 2020, come indicato da ECLAC (Commissione economica dei Paesi dell’America Latina) in un nuovo rapporto.

Analisti intervistati da Reuters (agenzia di stampa britannica, n.d.t.) prevedono che l’economia giapponese si ridurrà del 22% durante il periodo aprile-giugno, il che rappresenterebbe il suo maggior declino storico. Il governo giapponese ha già annunciato complessivamente un pacchetto record di stimolo da 2 trilioni di dollari, pari a oltre il 40% del suo PIL, e la Banca del Giappone ha ampliato le sue misure per stimolare l’economia per il secondo mese consecutivo in aprile.

FMI (Fondo monetario internazionale, n.d.t.) ha prudentemente previsto una contrazione dell’economia mondiale pari al 3%. Si stima che avverrà una perdita di produzione pari a 9 trilioni di dollari (ovvero oltre 3 volte il PIL dell’India) in tutto il mondo. Forse le cifre sono molto maggiori, dato che il blocco sembra continui.

Queste stesse pandemie sono il risultato delle attuali politiche economiche che distruggono il nostro ambiente e quindi indeboliscono i livelli di immunità non solo degli esseri umani ma anche degli animali, provocando un’intensificazione delle malattie zoonotiche (trasmesse da animali/insetti agli umani). OMS (Organizzazione mondiale della sanità, n.d.t.) nel suo rapporto afferma che “il XXI° secolo è già stato segnato da grandi epidemie. Vecchie malattie – colera, peste e febbre gialla – sono tornate e ne sono emerse di nuove: SARS, influenza pandemica, MERS, Ebola e Zika.(da zanzara, n.d.t.)……. Le malattie covered sono: “Malattia da virus Ebola, febbre emorragica di Lassa, virale, febbre emorragica di Crimea-Congo (febbre virale della famiglia Nairovirus, n.d.t.), febbre gialla, Zika, chikungunya (da zanzara infetta, n.d.t.), influenza aviaria e altra influenza zoonotica, influenza stagionale, influenza pandemica, sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS), colera, monkeypox (vaiolo delle scimmie, n.d.t.) peste, leptospirosi e meningite meningococcica”. Perché queste hanno avuto un simile enorme sviluppo negli ultimi due decenni? Studi hanno dimostrato che è il risultato dello stupro della natura non solo da parte delle proprietà immobiliari, ma di ciò che Vandana Shiva (attivista e ambientalista indiana, n.d.t.) chiama il “cartello del veleno”. E se si aggiunge la massiccia distruzione dei nostri suoli, dei semi indigeni, l’uso massiccio di fertilizzanti, pesticidi, ormoni e altri prodotti chimici nelle nostre catene alimentari, non solo otteniamo un’accentuazione di queste malattie, ma anche di cancro, insufficienza renale e una miriade di nuove malattie. Infatti, i numeri riguardanti la mortalità in alcune precedenti pandemie, come l’influenza asiatica, 1957-58 (1,1 milioni di morti) e influenza di Hong Kong, 1968 (2 milioni di morti), nonché la pandemia del 2009, le morti sono state enormi. Attualmente il numero di decessi da Covid-19 nei 3 mesi, fino a fine maggio, è di 314.687. Uno degli studi più completi sulla pandemia, a cura di Imperial College di Londra, mostra che il “tasso di mortalità per caso” o la mortalità fra coloro contagiati da Covid-19 è del 0,9% –

In sostanza, la causa generale di entrambe le pandemie come anche della crisi economica è l’attuale sistema capitalista/finanziario parassitario in cui, man mano che i rendimenti sul capitale nella produzione continuano a declinare, si devono scoprire nuove sfere di estrazione, indipendentemente dall’impatto ambientale o sulla salute della gente. E in questa era digitale va trasformandosi sempre più la prosperità parassitaria della finanza, della speculazione e del commercio e cresce il peggio delle malattie piuttosto che la produzione. Il Deep State (“Stato profondo” n.d.t.) non è più il complesso militare-industriale, ma il complesso militare-industriale-digitale-farmaceutico che governa il mondo. Come ha affermato Vandana Shiva, sono 3 le società a dominare il ‘Poison Cartel’ con le fusioni che formano il big-3. Sono: Monsanto-Bayer, Dow-Dupont e Syngenta – ChemChina. Sono queste a produrre i gas per lo sterminio destinati a Hitler come anche nella guerra del Vietnam. Ora producono i nostri semi (genetici), fertilizzanti, pesticidi ecc., che sono la fonte della maggior parte delle malattie moderne; preparano anche i farmaci antitumorali.

Ora diamo una breve occhiata al funzionamento dell’economia oggi e quale potrebbe essere il probabile impatto per questo crollo e una possibile alternativa praticabile.

Blocco & post-blocco
Per prima cosa diamo un’occhiata agli USA, sospettati d’essere la principale fonte del virus (insieme alla Cina). Tra il 18 marzo e il 19 maggio, il patrimonio netto totale di oltre 600 miliardari statunitensi ha avuto un balzo 434 miliardi di dollari o nella misura del 15%, sulla base dell’analisi ATF (Americans for Tax Fairness – Americani per l’equità fiscale, n.d.t.) di dati Forbes.(rivista USA di economia, finanza, industria investimenti, marketing, n.d.t.). I primi 5 miliardari USA – Jeff Bezos, Bill Gates, Mark Zuckerberg, Warren Buffett e Larry Ellison di Oracle – hanno visto crescere la loro ricchezza di 75,5 miliardi di dollari, ovvero pari al 19%. A marzo erano indicati 614 miliardari nella lista di Forbes e 630 due mesi dopo, incluso il nuovo arrivato Kanye West, con 1,3 miliardi di dollari. Il valore in possesso ai miliardari è salito nel periodo da 2.948 trilioni a 3.382 trilioni di dollari. “Insieme, i primi 5 si sono presi negli ultimi due mesi il 21% della crescita della ricchezza totale di oltre 600 miliardari. Le fortune di Bezos e Zuckerberg sono cresciute insieme per quasi 60 miliardi di dollari, ovvero il 14% del totale di 434 miliardi di dollari”, afferma il rapporto. Rapporto di ATF e Institute for Policy Studies Program on Inequality.(Istituto per il programma di studi politici sulla diseguaglianza, n.d.t.). Nello stesso periodo indicativo, oltre 38 milioni di lavoratori americani hanno perso il lavoro, quasi 1,5 milioni si sono ammalati da virus e ne sono morti circa 90.000.
D’altra parte, la popolazione attiva ci ha rimesso terribilmente. 2,7 miliardi di lavoratori ora colpiti da misure di blocco totale o parziale, rappresentano circa l’81% dei 3,3 miliardi di forza lavoro nel mondo, costretti ora ad affrontare una forte riduzione del loro reddito e dell’occupazione. Qualsiasi tipo di misura adottata da FMI, Banca mondiale, ‘OCSE e da analisti privati sta prevedendo ovunque una riduzione del 5% del PIL globale quest’anno, che sarà molto superiore a quella conosciuta durante la recessione globale del 2008. La condizione della popolazione migrante in India non è mai stata così negativa dai tempi del dominio britannico. Milioni di indigenti sono praticamente costretti a chiedere un boccone di cibo nelle città che hanno contribuito a costruire. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, altri hanno perso il lavoro e gran parte della classe media e i lavoratori autonomi sono stati spinti in uno stato d’impotenza, mancanza di mezzi e con problemi psicologici. Gli anziani sono tormentati dalla polizia e dalla società, come se fossero tutti sospettati di contagio da coronavirus.

Inoltre, come abbiamo visto, anche prima del blocco le economie mondiali erano dirette verso la peggiore crisi di sempre. Ciò avrebbe comportato enormi difficoltà e condotto alla possibilità di rivolte nel mondo. Il sistema capitalista sarebbe stato anche considerato dalla maggioranza assolutamente non praticabile. Sarebbe apparso come la “fine della storia” per il capitalismo, non come Fukuyama ha predetto “per il comunismo”.

Negli anni ’30, per far fronte alla fame e al malcontento da essa prodotto sono sorti partiti fascisti che hanno massacrato milioni di persone e cercato di deviare il malcontento della gente nell’antisemitismo e nell’uso del “divide et impera” (dividi e domina, n.d.t.). Dato che la situazione probabilmente peggiorerà, questa volta ai governanti nel mondo occorreva un motivo per reprimere. Cosa c’è di meglio di questa pandemia ……… ciò che è stato sostanzialmente una crisi del sistema capitalista, ora sarà giudicato una crisi dovuta a pandemia. Suscitando isteria di massa e paura, hanno praticamente portato l’intera popolazione agli arresti domiciliari ……. Senza precedenti nella storia e de facto con il consenso sociale, con le persone stesse a costringerlo per paura della diffusione del virus. In un Paese dopo l’altro l’intero Stato è stato consegnato alla polizia, la sola cui è permesso circolare liberamente (per loro non esiste covid) e dettare legge con mano di ferro contro chiunque osi addirittura uscire di casa. Ogni permesso, ogni azione deve passare con il consenso della polizia, non del dipartimento della salute. Inoltre, tutte le istruzioni centrali sono emesse dal ministero degli Interni, quando avrebbe dovuto essere il ministero della Salute a dover essere in prima linea. In altre parole, tutto è un’azione di polizia, non un’azione medica. Se l’attenzione fosse stata di tipo medico, avrebbe potuto essere più incentrata sul rafforzamento dell’immunità, di cui si sono occupati singoli e ONG, come Rajeev Bajaj (MD e CEO di Bajaj Auto), non il governo.

Ora per uscire da questa crisi economica i governi di tutto il mondo hanno i due strumenti monetari standard: aumentare il debito stampando banconote (allentamento quantitativo) e riducendo drasticamente i tassi d’interesse. Ma questi paesi hanno dovuto affrontare un dilemma; a causa della continua stagnazione delle loro economie, hanno già accumulato enormi quantità di debito e ridotto i tassi d’interesse a circa zero e anche negativi. Avendo già fatto questo di fronte a una crisi così grave quale era la loro via d’uscita? Ironia della sorte, non hanno altro meccanismo che adottare le stesse misure che governi come USA, Giappone e Paesi UE che pompano denaro in quantità record per salvare le loro economie e ridurre ancora più, ove possibile, i tassi d’interesse. Questa è una scommessa gigantesca in quanto potrebbe fungere da ammortizzatore, ma può creare un crollo ancora più grande nei giorni a venire.

La produzione nella maggior parte dei settori diminuirà del 25% o più, secondo OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, n.d.t.) e il blocco inciderà direttamente sui settori che rappresentano 1/3 del PIL nelle principali economie. Per ogni mese di blocco, si avrà una perdita del 2% rispetto alla crescita annuale del PIL. Questo, in breve, potrebbe superare qualsiasi collasso della produzione globale negli ultimi 150 anni! Ancora peggio della Grande Depressione degli anni ’30. FMI prevede che oltre 170 Paesi quest’anno registrerebbero una crescita del reddito pro-capite negativa. Questo sta a significare quanto è grave la situazione.

Milioni di posti di lavoro sono scomparsi a livello globale, secondo ILO (Organizzazione internazionale del lavoro, n.d.t.). La crisi COVID-19 dovrebbe cancellare il 6,7% delle ore di lavoro a livello globale nel secondo trimestre del 2020, un equivalente di 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. La perdita di reddito da lavoro si aggira su 3,5 trilioni di dollari (massimo) nel 2020. Quindi, enormi quantità di gente saranno ricacciate nella povertà. Secondo Oxfam (Confederazione internazionale di organizzazioni “non profit”, n.d.t.) , considerato lo scenario più grave – ovvero una contrazione del 20% delle entrate – il numero di persone al mondo che vivono in condizioni di estrema povertà aumenterebbe da 434 milioni a 932 milioni. Lo stesso scenario vedrebbe il numero di persone, che vivono con meno di 5,50 USD al giorno, aumentare da 548 milioni a quasi 4 miliardi di individui. A un livello anche più grave acuto, stiamo entrando in una fase di vero pericolo per milioni di persone proprio affamate, che muoiono di fame, in un modo che non dovrebbe accadere nel XXI° secolo. Questo vediamo già accadere su vasta scala in India.

Come evidenzia Michael Roberts (in “Il dilemma del debito”), l’aumento del debito globale riduce la capacità delle economie capitaliste di evitare crolli e trovare modi rapidi per recuperare.

Durante l’attuale crisi coronavirus, il crollo è accompagnato da un elevato debito globale, sia pubblico, societario e domestico. Institute of International Finance, un ente commerciale, stima che il debito globale, sia pubblico che privato, ha superato 255 tn (miliardi, n.d.t.) di dollari alla fine del 2019. Vale a dire 87tn di dollari più alto rispetto all’inizio della crisi del 2008 e indubbiamente sarà estremamente superiore a causa della pandemia. Come ha sostenuto Robert Armstrong del quotidiano Financial Times: “la pandemia pone in particolare grandi rischi economici per le società con bilanci altamente indebitati, un gruppo che ora include gran parte del mondo delle imprese. Tuttavia, l’unica soluzione praticabile a breve termine è prendere in prestito maggiormente, per sopravvivere fino al superamento della crisi. Il risultato: le società affronteranno la prossima crisi con pile di debito ancora più precario. “Negli USA il debito delle società non finanziarie era di circa 10 miliardi di dollari all’inizio della crisi. Con il 47% del PIL (prodotto interno lordo), non è mai stato così grande. In condizioni normali questo non sarebbe un problema, perché tassi d’interesse bassi renderebbero il debito più facile da sostenere. I padroni delle aziende, sfruttando, hanno solo seguito gli incentivi loro offerti. Il debito è conveniente deducibile dalle tasse, quindi facendone maggior ricorso aumenta i guadagni. Ma in una crisi, qualunque sia il suo prezzo, il debito diventa nocivo. Mentre le entrate crollano, i pagamenti degli interessi incombono. Le scadenze del debito diventano minacce inesorabili. La possibilità di inadempienze contagiose cresce e il sistema scricchiola

Eppure, tutti i Paesi sviluppati già nel pieno di una crisi del debito sovrano oggi si servono solo dello stesso meccanismo di uscita dall’attuale crisi, in quanto sembrano non avere altra risorsa; anche ben sapendo quanto disastroso potrebbe essere il futuro.

Infatti, sin dalla metà degli anni 1980, l’economia USA è stata trascinata in una serie di cicli, ognuno dei quali implicante in una certa misura prestiti sconsiderati e speculazioni patrimoniali che portano crisi finanziarie, pressioni deflazionistiche e prolungata debolezza economica. In altre parole, piuttosto che investire in attività produttive, le società sono passate alle fusioni e alla speculazione finanziaria così che gran parte dei loro profitti sono derivati sempre più da plusvalenze, piuttosto che da profitti derivanti dalla produzione.

Quindi, abbiamo lo choc petrolifero del 1973; la recessione del 1982-83 che ha introdotto le politiche di liberalizzazione di Reagan/Thatcher; poi l’episodio Dot Com del 2001 e infine la Grande Recessione del 2008-09.

La profonda crisi del 1980-1982 ha decimato i settori manifatturieri nel nord globale e indebolito i sindacati per una generazione. Sono state poste le basi per le cosiddette politiche neoliberiste intese a cercare di aumentare la redditività del capitale attraverso un aumento del tasso di sfruttamento. Ed è stata la base per uno spostamento del capitale dai settori produttivi nel “nord globale” al “sud globale” e nel capitale virtuale del settore finanziario. Profitti reinvestiti e prestiti di denaro in obbligazioni e azioni ha fatto scendere i tassi d’interesse e aumentato le plusvalenze e i prezzi delle azioni. Le società hanno lanciato un programma incessante per riacquistare le proprie azioni e i prestiti per far sì che aumentassero i prezzi delle azioni.

Ciò ha posto le basi per la massiccia finanziarizzazione dell’economia che oggi ha assunto dimensioni gigantesche con la sempre maggiore concentrazione di denaro nelle mani di pochi. Come ha dichiarato Vandana Shiva a Ginevra il 14 marzo 2019, risulta che a marzo 2016 i 6 più ricchi avevano 343 miliardi di dollari; l’anno successivo la loro ricchezza è passata a 402 miliardi di dollari. E la massa attuale di questa ricchezza è organizzata da Asset Management Funds [(AMFs) Fondi di gestione patrimoniale, n.d.t.), inesistenti prima della liberalizzazione. I migliori AMF nell’agosto 2019 hanno controllato una ricchezza pari a 74 trilioni di dollari (per dirla in prospettiva, l’intero PIL indiano è di circa 2,5 trilioni di dollari). La loro maggiore espansione è avvenuta dopo il 2008/2009. Ad esempio, i due più grandi negli USA/nel mondo, Blackstone e Vanguard, nel 2008 detenevano una ricchezza di 1 trilione di dollari ciascuno. Nel 2019 Blackstone aveva 7 trilioni di dollari e Vanguard 5,6 trilioni di dollari. UBS era a quota 3,4 trilioni di dollari. La maggior parte di questi giganti ha le proprie sedi registrate in paradisi fiscali e quindi paga poche tasse. In confronto, le attività totali di Goldman Sachs nel 2019 sono state valutate 1 trilione di dollari.. La massa della ricchezza creata da questi AMF è tramite l’apprezzamento del capitale, non il profitto. Quindi, mentre Blackstone nel 2019 aveva un profitto lordo di 7,4 miliardi di dollari, quello di Goldman Sach era pari a 34 miliardi di dollari.

Mentre questi conglomerati accumulano enorme ricchezza, la redditività è stata estremamente debole nella produzione, come abbiamo condotto a questa crisi, e ciò indica che non sono riusciti a fronteggiare un grave collasso dei sistemi sanitari e delle economie. Infatti, se consideriamo i profitti aziendali globali e non solo l’entità dei profitti tramite investimento (ovvero redditività), notiamo che l’ammontare totale dei profitti si è arrestato nelle principali economie, quando siamo entrati nella pandemia. Come abbiamo visto, l’economia mondiale stava già per entrare in una recessione di una certa proporzione, ma ora ovviamente la pandemia ha peggiorato la recessione.

Una parte del problema per superare la bassa redditività è derivata dal fatto che le società hanno preso di più in prestito, aumentato il loro debito, assunto prestiti in banca, cercando di procedere. Ciò è stato particolarmente vero per le società minori che hanno dovuto indebitarsi molto per le vendite che stavano effettuando per continuare a tirare avanti, aumentando il peso dei propri oneri. Se qualcosa dovesse andare storto, rimarrebbero con enormi quantità di debito. Queste società devono pagare e, in caso d’inadempienza, saranno nei guai non solo loro, ma anche i finanziatori. Pure i mercati emergenti sono stati attraversati da un drammatico aumento di debiti, mentre la crescita ha rallentato.

Anche nell’attuale pandemia la mole dello “stimolo” è destinata alle banche e agli strumenti finanziari, sostenendo così i mercati azionari e la ricchezza delle grandi imprese. La Federal Reserve USA è intervenuta per iniettare quantità enormi di credito acquistando obbligazioni e strumenti finanziari in modo che banche e istituzioni possano restare a galla. Ma queste ricette funzioneranno questa volta? Jim Richards non pensa che la domanda non aumenterà. Naturalmente, per fare questo e alleviare parte della sofferenza a coloro rimasti senza lavoro, i governi occidentali, a differenza dell’India, hanno anche versato denaro sui loro conti.

Blocco in India e il nostro futuro
Anche in India, la situazione è stata precaria molto prima del blocco. Sebbene il governo abbia interrotto la pubblicazione di molti dati ufficiali per impedire che i fatti venissero divulgati, il bilancio stesso ha rappresentato la triste realtà. Nel bilancio si dichiara: Nell’esercizio finanziario 2019-2020, la crescita del PIL reale al 5% è la più lenta dalla crisi del 2008-2009. La crescita della produzione al 2% è la più bassa degli ultimi 13 anni; la crescita degli investimenti è stata inferiore all’1%, la più bassa in 15 anni. Inoltre, la rupia è crollata a un minimo storico di Rs.76 nei confronti del dollaro e prevedeva una ulteriore crollo. Anzitutto sono stati PSB (Banche del settore pubblico, n.d.t.) a vacillare per ANP (attività deteriorate, n.d.t.); ora si sono spostati verso organi di finanziamento delle infrastrutture come IL&FS, poi verso banche cooperative come Punjab & Maharashtra Cooperative Bank, e ora anche verso banche del settore privato, con il crollo dell’enorme Yes Bank. Ciò si è ulteriormente diffuso ai fondi comuni d’investimento con il gigantesco fondo Comune Americano Franklin Templeton che ha dovuto chiudere 6 dei suoi fondi il 23 aprile. Cosa mai successa in India in passato. Il denaro degli investitori bloccato in questi fondi è pari a circa Rs 25.000 crore , tutti appartenenti alla classe media. Giornali hanno predetto che la magagna potrebbe estendersi ad altri fondi comuni. Inoltre, tra gennaio e la fine di marzo il mercato azionario è calato fino al 35%.
E ora, se ci rivolgiamo alla situazione post-blocco in India. Il quotidiano The Economist (22 maggio 2020) afferma: Goldman Sachs, prevede che l’economia si contragga del 45% in questo trimestre (da aprile a giugno 2020) su un tasso annuale e del 5% per l’intero anno, ipotizzando un grande balzo nella seconda metà. Le esportazioni indiane sono crollate del 35% a marzo e di un altro 60% ad aprile. India Today ha riferito che frutta e verdura stanno marcendo non esistendo mezzi di trasporto o di lavoro, per raccoglierle e, anche se raccattate, per portarle al mandi. Il settore del trasporto e della logistica che conta un’attività pari a Rs.15 lakh crore è stato paralizzato dopo il 24 aprile, con 1,5 milioni di camion bloccati in strada (su 7,5 milioni) a causa dell’improvviso annuncio.

L’attività produttiva in India ha visto una contrazione senza precedenti ad aprile, poiché il blocco ha portato a un crollo della domanda e a enormi interruzioni della catena di approvvigionamento, secondo l’indagine IHS Markit (PMI) sui gestori d’acquisti. Il 27 aprile, il PMI HIS Markit India Manufacturing adeguato stagionalmente a marzo è sceso da 51,8. “L’ultima lettura ha indicato il peggioramento delle condizioni di business in tutto il settore da quando la raccolta dei dati è iniziata oltre 15 anni fa. Il declino delle condizioni operative è stato parzialmente guidato da una contrazione senza precedenti della produzione”, ha affermato IHS Markit. A marzo la PRODUZIONE IN FABBRICA ha visto una contrazione record del 16,7%.

TRANS UNION CIBIL ha affermato che prestiti per un valore di Rs 2,32000 crore a micro, piccole e medie imprese (MSME) corrono il rischio maggiore di diventare attività deteriorate (NPA). Il tasso di NPA per gli MSME è aumentato continuamente negli ultimi anni, raggiungendo il 12,6% a partire da dicembre 2019, secondo un rapporto Cibil. “La quantità di MSME che rientra nella fascia di rischio più elevata presenta saldi di credito in sospeso di Rs2,32,000 crore, che rischia maggiormente di entrare in NPA”, ha detto Cibil.

Non sorprende che lo stesso The Economist abbia riferito che: il Consiglio nazionale di ricerca economica applicata, gruppo di esperti a Delhi, prevede una contrazione del 12,5% quest’anno fiscale, a meno che non vi sia un grande stimolo. E per quanto riguarda il “grande” stimolo annunciato da Modi, The Economist ha questo da dire: Ma invece di una spinta dal lato della domanda, e in particolare un sostegno urgente in denaro per i più poveri, ciò che l’onorevole Modi ha fornito è stato un hotchpotch (miscuglio, n.d.t.) di incentivi dal lato dell’offerta e incitamenti come garanzie di credito, insieme a riforme il cui impatto si farà sentire solo a medio termine, al più presto. Gran parte dello stimolo è stato costituito da misure precedentemente annunciate o da movimenti della banca centrale per stimolare il prestito. Le stime dell’attuale nuovo impegno fiscale da parte del governo Modi vanno da un misero 0,7% del PIL all’1,3%, ben lontano dal 10% sbandierato.

I giornali lo stanno confrontando con l’influenza “spagnola” nel 1918 portata in India dai soldati di ritorno dalle trincee della prima guerra mondiale (una ricompensa degli inglesi), il che è ridicolo, dato che durante quella pandemia circa 18 milioni di indiani hanno perso la vita, ma fino ad oggi nei due mesi dopo il blocco il conteggio delle morti ufficiali è poco più di 4.000 per l’intero Paese. I casi superano un lakh (100.000), ma le morti sono ridotte. È un dato di fatto che il tasso di mortalità è inferiore all’1% e che la maggior parte dei decessi si verifica per altre patologie. In realtà lo spavento/panico è stato inutilmente costruito da ICMR [(Indian Council of Medical Research) – Consiglio indiano per la ricerca medica, n.d.t.)] già dal 27 febbraio, quando ormai non vi era quasi un caso. Ricorrendo a “modelli matematici” ha previsto 1,5 milioni di casi a Delhi e 5 lakh ciascuno a Mumbai, Calcutta e Bangalore. Nel peggiore dei casi, ha previsto a Delhi 10 milioni di casi e a Mumbai 4 milioni, con il picco entro la fine di marzo. Confronta queste cifre con i casi totali in tutta l’India segnalati fino al 24 maggio a 132.000. Non c’è letteralmente confronto con le previsioni ICMR; anche quelle del massimo organo medico nel Paese. Ma né i giornali né ICMR si scuseranno con il pubblico per aver diffuso paura e panico. E probabilmente il governo ha agito nel panico vedendo queste previsioni ICMR la notte del 24 marzo.

Una contrazione dell’economia indiana nella misura del 12% è inaudita e la sofferenza inferta ai migranti e alle classi medie, è solo l’inizio di ciò che sarà. Naturalmente, mentre siamo tutti chiusi in casa e milioni di persone sono affamate, Reliance ha firmato quattro mega affari (nessun blocco per lui) e le sue azioni hanno raggiunto un massimo storico, aumentando del 45%. Anil Agarwal di Vedanta ha utilizzato la caduta di valore delle azioni per riacquistare tutte le azioni pubbliche acquistandone il 49% a prezzi “a perdere”, togliendole dal mercato azionario. Inoltre, le società di Internet e l’e-commerce hanno concluso affari fiorenti con le azioni di Amazon, Walmart, Google, ecc. che hanno raggiunto livelli di picco nella borsa USA. E questo, in uno scenario in cui gli indici azionari generali sono calati drasticamente sia in India che negli USA.

L’economia indiana, essendo così dipendente dall’Occidente, è gravemente colpita da questa crisi, come abbiamo già visto. Qui già l’1% dei più ricchi possiede oltre il 50% della ricchezza personale in India e il 10% dei più ricchi detiene quasi l’80%. Il numero di persone che vivono nei bassifondi è di oltre 100 milioni, il che è molto più grande rispetto ad altri Paesi in Asia meridionale e di sud-est. È questa popolazione a essere particolarmente a rischio con qualsiasi virus, non potendosi realizzare il distanziamento sociale in questi bassifondi o per la questione degli appartamenti a una stanza, in cui la maggior parte vive. A Mumbai notiamo che la maggior parte dei casi coronavirus è nei bassifondi. Secondo Picketty la disuguaglianza e aumentata in India più rapidamente che nel mondo. La quota del principale decile (in matematica: 1 su 10 gruppi, n.d.t.) sul reddito totale è aumentata in India dal 33% nel 1980 al 55% nel 2018; mentre in Europa è cresciuta dal 28% al 34%, in Russia dal 26% al 45%, negli USA dal 35% al 48% e in Cina dal 26% al 41%. Inoltre, questo non tiene conto “dell’ineguagliabile abuso di “intoccabilità” (Toyananbee) che rende l’India il Paese più diseguale, il più vergognoso, il più senza cuore e il più tossico del mondo”.

In tale contesto, il peggio deve ancora venire e non solo per il virus, ma economicamente e politicamente. Come in occasione della Grande Depressione la fame e l’inedia sono state accompagnate da terrore fascista e comunale. Milioni di persone sono state uccise e ancora di più sono morte sotto i morsi della fame. È già scritto sui muri in tutto il mondo e già in una forma estrema in India. Ormai i giornali stanno riferendo che le MSME sono probabilmente inadempienti riguardo ai loro prestiti come anche rispetto alle abitazioni e altri luoghi. Ciò esercita enorme pressione sulle banche e potrebbe esserci una corsa nelle banche con le persone che perdono fiducia nel mantenere i loro depositi. Altri programmi di risparmio sono già sotto pressione come pure i fondi comuni d’investimento. Con questi crolli è probabile che i risparmi duramente guadagnati dalla gente si esauriscano. La crisi colpirà non solo il lavoro dei migranti e autonomo, ma anche le classi medie. Considerata l’insicurezza economica in aumento di dieci volte, le opportunità di svago che si sbriciolano, il notevole aggravarsi dell’interazione sociale e il crescere del sospetto di casi psicologici, nonché anche il livello dei suicidi potrebbe non essere limitato solo ai contadini, ma esteso alle classi medie, che recentemente hanno visto giorni migliori, tutto sta svanendo. La crisi qui sarà probabilmente peggiore che in Occidente a causa della fragilità dell’economia e dei già orribili livelli di povertà.

D’altra parte, il dominio del grande capitale e delle poche famiglie in Occidente e delle loro controparti in India aumenterà di dieci volte e il nesso tra loro e la classe politica si rafforzerà. Governeranno con una mano di ferro e la “paura” del virus può tenere la gente chiusa in casa a tempo indeterminato, con solo coloro con il permesso del governo/della polizia di spostarsi. Già si dice che le app tipo Aarogya Setu siano un tale pass reso obbligatorio per qualsiasi forma di viaggio, e questo anche prima di qualsiasi “apertura”. I viaggi “non essenziali” possono essere limitati indefinitamente e ciò che è essenziale o meno sarà deciso dal governo/dalla polizia. Con la tecnologia, il Grande Fratello ti guarderà 24 ore al giorno.

Questa è la probabilità con vari livelli di differenza in tutto il mondo nel prossimo futuro e non le possibilità idilliache immaginate da alcuni. Uno scenario tipo 1984 con George Orwell che ride dalla sua tomba. Finché il potere finanziario rimane nelle mani di pochi e il potere politico si intreccia con esso, le cose possono solo andare di male in peggio – sia nella sfera delle pandemie che economicamente.

Senza dubbio questa struttura economica non è praticabile ed è probabile che passi da una crisi all’altra, ma non cadrà da sé. Inoltre, occorre un’alternativa economica e politica capace di affermarsi.

Questa alternativa potrebbe essere quella da collegare alla distruzione della finanza super-grande/del capitale speculativo insieme a quella di un pugno di ville e l’emergere di un’economia cooperativa ecologica, in cui la tecnologia è utilizzata per proteggere (non danneggiare) l’ambiente, la razza umana e animale. Una vera alternativa Swadeshi (movimento per “autosufficienza” dunque “autonomia economica”, n.d.t.).

Politicamente, distruggendo il potere del pugno di élite mondiali/miliardari mondiali e i loro tirapiedi politici, deve essere costruita una vera alternativa democratica blocco per blocco per sostenere e sviluppare il nuovo modello economico. L’obiettivo dell’alternativa deve essere la felicità per la maggioranza, raggiunta attraverso la sicurezza economica, l’uguaglianza sociale, la democrazia e la libertà dalle radici, e i valori di amore, armonia e cooperazione contro tutte le forme di odio, alienazione, dominio e primato sugli altri in tutte le sfere della vita.

Ma questo a lungo termine; a breve termine la gente dovrà proteggere i propri interessi e sopravvivere riunendosi in uno spirito di cooperazione per proteggere se stessi, i loro risparmi duramente guadagnati e resistere ai malfattori. Dopotutto i governanti europei hanno una storia di genocidi – spazzando via l’intera popolazione indigena delle Americhe, uccidendo per interessi minerari fino a 40 milioni di persone in Africa, due guerre mondiali e un genocidio di massa con bombardamenti a Hiroshima, Nagasaki, in Indocina e poi il Medio Oriente; e la morte di circa 30 milioni di persone nei due secoli di dominio britannico in India. Tutto è possibile nel prossimo periodo d’intensa crisi.

I super ricchi si sono già protetti parcheggiando i loro soldi in paradisi fiscali; le classi medie e i poveri devono agire prima che sia troppo tardi. La Grande Depressione è durata 10 anni e si è conclusa con la seconda guerra mondiale ……… dove finirà l’attuale?

Fonte: http://www.mainstreamweekly.net/article9469.html
da: redspark.nu.en/

10 giugno 2020

Naxaliti bruciano l’ufficio del Dipartimento forestale nel distretto di Gadchiroli

La sera tardi di martedì 9 giugno, naxaliti del distretto di Gadchiroli, nello Stato del Maharashtra, hanno dato alle fiamme un ufficio del Dipartimento forestale e distrutto documenti.
L’episodio è successo all’ufficio di Gatta sotto le competenze della Divisione forestale di Bhamragad, ha detto la polizia.
Due guardie forestali nell’ufficio al momento dell’attacco sono state aggredite da una cinquantina di naxaliti presumibilmente armati. La polizia di Gadchiroli ha registrato un caso d’incendio doloso e aggressione, danni alle proprietà governativa a Bhamragad.
Il pattugliamento è stato intensificato nell’area e sono stati disposti altri schieramenti a Gatta e in aree vicine.
L’attacco arriva solo una settimana dopo che la polizia di Gadchiroli ha sequestrato oltre Rs 2,20 crore.

In una grande operazione, la settimana scorsa la polizia di Gadchiroli ha eliminato un modulo di finanziamento a naxaliti e sequestrato Rs 2,20 crore da 2 veicoli provenienti da Telangana diretti in Maharashtra. Il denaro sequestrato sarebbe stato destinato al finanziamento delle operazioni di naxaliti in Aheri, Maharashtra, per effettuare attacchi alle forze di sicurezza e agli edifici governativi.

L’operazione è stata compiuta agendo secondo un’informazione del servizio intelligence su una grande quantità di denaro inteso al finanziamento di naxaliti, portato da Telangana al Maharashtra, con veicoli. Secondo l’informazione i contanti sarebbero trasferiti con SUV provenienti da Telangana diretti in Maharashtra e il passaggio avverrebbe all’altezza dei ponti sui fiumi Godavari e Pranhita.

Il 17 maggio scorso, 2 commando della polizia di Gadchiroli sono morti in un combattimento con naxaliti, mentre altri 3 sono stati feriti nella giungla di Poyarkoti Koparshi, nel distretto di Bhamragad taluka .

fonte: https://www.indiatoday.in/india/story/maharashtra-naxalis-burn-down-forest-department-s-office-in-gadchiroli-1687538-2020-06-10
da: redspark.nu.en/

1 giugno 2020

Quadri del PCI maoista uccidono poliziotto in un’imboscata nel distretto ovest di Singhbhum

I maoisti hanno teso un’imboscata a una pattuglia congiunta di polizia e CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) nel distretto di Singhbhum in Jharkhand occidentale, uccidendo domenica 31 maggio un poliziotto e un chowkidar (guardiano, nd.t.) di villaggio, hanno detto funzionari.

Membri del gruppo di estrema sinistra, bandito, del PCI (maoista) guidato dal comandante di zona, Lodhro Lohar, sono improvvisamente usciti dalle case del villaggio di Jonua in direzione della strada principale, che un gruppo di pattuglia stava percorrendo per raggiungere un poggio vicino, essendo stato informato dal servizio intelligence che là si stavano riunendo dei maoisti, ha dichiarato la polizia.

“Guardia del corpo del sovrintendente aggiunto di polizia (ASP), Nathu Singh Meena Lakhindra Munda e un chowkidar del villaggio Sunder Mahato sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco quando il gruppo di pattuglia è stato colto di sorpresa, con gli ultras maoisti a lanciare improvvisamente un attacco da dietro le case di paglia degli abitanti del villaggio. Le forze hanno risposto, ma a quel punto sia Munda che Mahato erano caduti e abbiamo dovuto prestare particolare attenzione affinché non fosse coinvolto altro residente innocente “, ha affermato Indranjit Mahatha, sovrintendente della polizia di West Singhbhum.

Il gruppo di pattuglia era guidato da Anand Jha e Meena di ASP Paranab

Il personale di sicurezza ha poi sequestrato nel villaggio 5 materassi, cappellini maoisti, generi alimentari e proiettili vuoti, il che sta ad indicare che erano in riunione o stavano mangiando prima di tendere un’imboscata alla polizia.

Sia Lakhindra Munda, residente nel villaggio di Jharjahar, sia Sunder Mahato, residente nel vicino villaggio di Oter, sono stati ricoverati nell’ospedale di Chakradharpur dove i dottori lì, hanno dichiarato che erano morti. Una commissione medica è stata istituita per l’esecuzione della loro autopsia.

“E’ stata la prima volta che i maoisti hanno usato residenti di villaggio che ci hanno sparato da dietro. In precedenza, è avvenuto in giungle, fra le colline o in valli boscose. Abbiamo un rapporto molto stretto con residenti di villaggio e facciamo del nostro meglio per evitare qualsiasi operazione dentro i villaggi. Ora dobbiamo ripensare la nostra strategia. Anche alcuni estranei e altri residenti di villaggio erano a Jonua. Potrebbe anche essere uno stratagemma atroce seminare il seme della sfiducia tra polizia e residenti dei villaggi “, ha detto Mahatha.

Questa è stata la prima battuta d’arresto per la polizia e CRPF in West Singhbhum dopo che hanno ucciso 3 donne maoiste a Gudri nel distretto di West Singhbhum il 4 aprile e 3 ultras di PLFI (Fronte di liberazione popolare dell’India, n.d.t.), proibito, il 28 maggio a Manmadhubera e Kentai.

Fonte: https://www.hindustantimes.com/india-news/cop-chowkidar-killed-in-maoist-ambush-jharkhand-s-west-singhbhum-district/story-JEZBC8Huk0IAmJw1WOiTpK.html
da: redspark.nu.en/

30 maggio 2020

Guidato da Basavaraj, il PCI maoista intensifica gli attacchi alle forze di sicurezza

Il 21 marzo 2020, l’attacco di Naxaliti alle forze di sicurezza nel distretto di Sukma in Chhattisgarh, uccidendo 17 persone e ferendone altre 15, dopo molto tempo evidenzia un cambiamento critico negli “ormeggi” ideologici del PCI (maoista). Probabilmente, un fattore critico motivo di tale cambiamento tattico nell’approccio dei maoisti può essere attribuito alla nuova leadership sotto Namballa Keshava Rao, alias Basavaraj.
Dato il coinvolgimento della Guardia di riserva distrettuale (DRG), della Task Force speciale (STF) e del Battaglione d’élite di comando per l’azione risoluta (CoBRA) della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) in un’operazione congiunta contro i maoisti, quest’ultimi hanno effettuato l’attacco con precisione chirurgica. È importante dire che il distretto di Sukma continua ad essere un focolaio di attività maoiste, contando finora nel 2020 fino a 25 maoisti morti. Nel momento che lo Stato ha sostenuto che il movimento maoista violento è in un declino conclusivo in termini di attività in diminuzione e di riduzione del numero di reclutamenti, l’attacco di Sukma, gli atti audaci contro le forze di sicurezza d’élite, autorizzano la rivisitazione del movimento maoista. Dunque, Inoltre, mentre si suppone che i maoisti stiano perdendo sostanzialmente la loro base di supporto e sono presumibilmente limitati a poche sacche, l’attacco di alto livello conferma un cambiamento tattico nella strategia maoista.

Negli ultimi 2 anni, soprattutto da quando Basavaraj ha assunto la carica di segretario generale del PCI (maoista) in seguito alle dimissioni di Muppala Lakshmana Rao, alias Ganapathy, come capo maoista nel settembre 2018, si è verificato un importante cambiamento tattico nelle attività maoiste. Sotto la guida di Basavaraj, che è stato anche il capo della Commissione militare centrale dei maoisti (CMC) prima della sua elevazione come capo, i maoisti stanno conducendo attacchi “spettacolari”, scegliendo commando d’élite e leader politici di alto profilo, per mettere a tacere le affermazioni governative secondo cui il movimento maoista sarebbe agli sgoccioli. Da quando Basavaraj ha assunto la direzione, i maoisti hanno effettuato quattro attacchi importanti negli ultimi due anni. Il Primo Maggio 2019, hanno ucciso 15 membri dei commando della forza C-60 della polizia del Maharashtra e un civile, con un ordigno rudimentale (IED), nel distretto di Gadchiroli. Prima dell’episodio, gli ultras hanno incendiato 26 veicoli, usati per lavori edili nel sito della National Highway-136, per attirare le forze di sicurezza nella loro trappola. In precedenza, il 9 aprile 2019, i maoisti hanno attaccato il convoglio di Bhima Mandavi, membro dell’Assemblea legislativa del BJP (Partito del popolo indiano, n.d.t.) in Chhattisgarh, uccidendo il politico BJP e altri due poco prima della prima fase delle elezioni generali. Una condivisione critica rispetto a tutti gli attacchi sopracitati è la precisione chirurgica con cui sono stati realizzati.

La precisione chirurgica di questi attacchi è sottolineata poiché si ritiene che i maoisti facciano parte di una campagna tattica controffensiva (TCOC) sotto la nuova guida di Basavaraj. Essendo state le attività maoiste largamente contenute, la nuova leadership mira a riaccendere la forza e riprendersi le zone ricorrendo ad attività militanti. Considerata la sua esperienza come capo della Commissione militare centrale del PCI (maoista), Basavaraj crede nell’istillare paura attraverso gli attacchi, specialmente contro i macchinari e i leader dello Stato. Questo è uno spostamento critico nel quadro ideologico che infonde nuove tattiche nelle nuove reclute e legittima le “cause rivoluzionarie” con attività violente.

Quando si tratta di compiere attacchi guerriglieri, i maoisti sembrano avere un vantaggio sulle forze di sicurezza. Le importanti motivazioni dei maoisti sottostanti all’uccisione del personale di sicurezza in gran numero sono quelle di evidenziare la vulnerabilità dello Stato e aumentare il morale dei suoi quadri.

Fonte: https://www.dailypioneer.com/2020/sunday-edition/maoist-mayhem-under-new-leadership.html
da: redspark.nu.en/

28 maggio 2020

Video diffuso dal PCI maoista sul combattimento del 21 marzo con le forze di sicurezza nel distretto di Sukma

Il PCI (maoista) ha divulgato un video che presumibilmente contiene dettagli di un combattimento avvenuto a Sukma il 21 marzo, in cui sono stati uccisi 17 agenti della sicurezza.
Il video di 12 minuti con voce fuori campo contiene filmati open source del premier Narendra Modi, dei suoi colleghi di governo e dell’anziano consulente per la sicurezza interna, K Vijay Kumar, tutti accusati d’aver ucciso tribali innocenti.
Il video afferma che il braccio armato del PCI (maoista), l’Esercito guerrigliero liberazione popolare (PLGA), ha attaccato il personale di sicurezza nell’ambito della sua campagna tattica controffensiva (TCOC) contro l’Operazione Prahar.

Il TCOC è un’offensiva armata a livello nazionale che gli estremisti normalmente lanciano a marzo e aprile e proseguono fino ai primi monsoni, mentre l’Operazione Prahar è stata un’offensiva comune compiuta dalla polizia di Chhattisgarh, Telangana, Odisha e Maharashtra, dal febbraio di quest’anno.
La clip resa pubblica dal portavoce maoista, Viplav, mostra un video dall’interno della giungla in cui è possibile ascoltare spari e sembra sia girato dentro una casa.

Il sovrintendente della polizia di Sukma, Shalabh Sinha, ha confermato la diffusione del video tramite media locali nella regione del Bastar. “La maggior parte del filmato non sembra autentico, ma la visuale della sparatoria potrebbe essere relativa al combattimento del 21 marzo. La sparatoria è continuata per quasi 2 due giorni. Quindi, a un certo punto avrebbero potuto girare questo “, ha detto Sinha a CNN-News18.

Il video mostra anche corpi del personale della sicurezza distesi dentro la foresta. Volti di uomini e donne armati di pistola sono pure chiaramente visibili, mentre pare stiano mangiando e poi marciano in un’unica fila. La grafica nel video afferma che tutti questi elementi visivi sono provenienti dalle giungle Minpa di Sukma.
Funzionari hanno detto che la polizia ha avviato un’indagine su come il video è stato curato e diffuso. Il sovrintendente della polizia di Sukma ha dichiarato che esperti d’informatica saranno coinvolti nel raccogliere indizi dal video di propaganda.
“Cyber esperti ci aiuteranno a identificare alcuni dei volti chiaramente visibili nel video. Ci permetterà di sapere chi sono i quadri e dove sono attivi ”, ha detto Sinha.
Il 21 marzo, 17 membri del personale della Guardia di riserva distrettuale e della task force speciale sono stati uccisi a Sukma e i loro corpi sono stati trovati dopo oltre 24 ore. Fucili serie AK, munizioni e radio senza fili delle forze di sicurezza sono stati tutti saccheggiati durante il combattimento, come mostrato nel video di propaganda.

Fonte: https://www.news18.com/news/india/maoists-release-edited-video-of-march-21-encounter-killing-17-jawans-in-sukma-2637149.html
da: demvolkedienen.org

23 aprile 2020

Lotte tra masse e forze reazionarie sul cibo e contro il blocco

In Bengala occidentale, Uttar Pradesh, Gujarat e altre zone hanno avuto luogo lotte contro le forze di sicurezza intente a imporre il coprifuoco e la distribuzione delle razioni.
Nella città di Aligarh, in Uttar Pradesh, i fruttivendoli hanno attaccato con pietre la polizia che cercava di far rispettare il coprifuoco. Secondo dati delle autorità, almeno un poliziotto è stato ferito.
Nel villaggio di Baduria, in Bengala occidentale, i residenti hanno bloccato una strada per protestare contro l’inadeguata distribuzione del cibo e di altri aiuti umanitari. A causa del coprifuoco, molti non possono lavorare, quindi necessitano dell’aiuto del vecchio Stato. All’arrivo della polizia, sono scoppiati forti scontri.
Ad Ahmedabad, nel Gujarat, le masse hanno anche eretto o barricate per protestare contro la mancanza di cibo e attaccato le forze di polizia utilizzate per imporre il coprifuoco. Diversi poliziotti sono stati feriti negli scontri. Secondo la polizia, 15 persone sono state arrestate.
Vi sono altre notizie di lotte ovunque nel Paese, contro la reazione e lo stato di emergenza fatto valere.

Scritto da Naho

da: redspark.nu.en/
(fonte originale: https://www.doolnews.com/covid19-social-sources-are-important-murali-ajith-writes789.html

21 aprile 2020

Ajith: Covid-19, le sue radici sociali sono importanti quanto lo stesso virus

La più alta incidenza di decessi per Covid-19 si riscontra nei paesi sviluppati, ritenuti avere strutture di trattamento migliori. Sebbene si possa pensare a molte ragioni, il colpevole principale è rappresentato dalle politiche neoliberiste che hanno ridotto i servizi di sanità pubblica. La mancanza di cure tempestive è una delle principali cause di morte negli USA e in Italia. Molti non hanno ricevuto cure affatto. Per la stragrande maggioranza dei poveri privi di assicurazione sanitaria negli USA (in maggioranza ispanici di lingua afro-americana e spagnola), anche le cure primarie sono impossibili.
Lo stesso vale per la classe media disoccupata. Pertanto, non sarebbero andati dal medico non appena si fossero sentiti male. Nel momento in cui siano stati costretti ad andarci, la malattia era divenuta fuori controllo. Mancanza di attrezzature o personale adeguati ha peggiorato le cose. Trump e altri governanti imperialisti hanno mostrato dall’inizio l’apice dell’irresponsabilità egoista. Invece di prendersi cura della salute della gente, la loro preoccupazione era mantenere attività economiche ordinarie e alla ricerca del profitto. Anche questo ha contribuito al tasso galoppante di mortalità visto laggiù. Una perdita così grande è stata causata da una malattia che ha un tasso di mortalità pari appena al 2%. Ciò mette in risalto la pura incompetenza e il carattere antipopolare del neoliberismo e del suo progenitore, il capitalismo.

Il ruolo di questi criminali non finisce qui. C’è chi sostiene che la comparsa di tali agenti patogeni sia casuale, nessuno può fermarla. Poi c’è chi pensa che al massimo le carenze possano essere identificate nelle misure prese per affrontarla. C’è chi lo descrive come punizione da parte della natura e chi non lo condivide. La natura certamente non è diventata una sorta di potere trascendentale per punirci. Né lo farà in futuro. Eppure, qualcosa del genere è sicuramente avvenuto, nel senso delle parole di Engels.

Engels ha scritto che sebbene l’uomo possa vantarsi d’aver conquistato la natura, alla fine gli verrà dato un duro colpo dalla natura, ricordandogli chi è veramente il vero padrone. Ciò che intendeva erano le conseguenze delle azioni umane. Queste parole, che hanno messo in luce la vacuità delle affermazioni capitaliste, hanno anche suggerito il pericolo del suo approccio allo sviluppo distruttivo.

Questo lo si nota bene nelle origini e nella diffusione della pandemia da coronavirus di oggi. Alcuni hanno ridotto la questione alle sole cause genetiche. In tal modo nascondono il ruolo svolto dalle relazioni imperialiste che vincolano il mondo. Tale ruolo viene analizzato scientificamente e discusso nel prossimo articolo di apertura del numero di maggio di Monthly Review (scritto congiuntamente da Rob Wallace, Alex Liebman, Louis Fernando Shaw e Roderick Wallace).
Anche loro partono con il fare riferimento al mercato della carne umida di Wuhan. Ma non si impantanano nelle abitudini alimentari dei cinesi, considerate una stranezza nello sguardo orientalista del mondo imperialista. Piuttosto, il saggio dei suddetti autori entra nel merito dei rapporti sociali ed economici che sono manifestati da questo mercato. “In che modo il settore alimentare esotico è riuscito a poter vendere le sue merci insieme a bestiame più tradizionale nel maggiore mercato di Wuhan?” – questo il punto da dove partono..

Precisano: “Ben al di là della pesca, il cibo selvaggio globale è un settore sempre più formalizzato, sempre più capitalizzato dalle stesse fonti a sostegno della produzione industriale”. Una catena si estende dal mercato di Wuhan all’entroterra, dove cibi esotici e tradizionali sono maggiorati con operazioni che rasentano il limite di una natura selvaggia che si contrae. E poi un certo numero di catene commerciali/di trasporto collegano tali centri a diversi Paesi e grandi città. Il coronavirus è giunto per suo tramite, proprio come la SARS che l‘ha preceduto.

Alcune multinazionali, come Johnson & Johnson, hanno preparato una mappa di fattibilità in cui potrebbero apparire in futuro nuove cellule germinali. La visione geografica da loro adottata punta su Paesi del Terzo Mondo. Il saggio di Monthly Review critica questo approccio. Sottolinea: “Concentrarsi su zone epidemiche significa ignorare le relazioni condivise dagli attori economici globali che modellano le epidemiologie”. Quando si prendono in considerazione queste relazioni, non i Paesi del Terzo Mondo, ma le principali fonti di capitale globale – New York, Londra e Hong Kong – si rivelano i peggiori punti di crisi. Questi nuovi virus dannosi per l’uomo si diffondono dalla vita selvaggia. Gran parte di ciò sta accadendo oggi ai confini del capitalismo, cioè, nelle restanti aree forestali. La deforestazione distrugge gli habitat della fauna selvatica portatrice di malattie, creando quindi le condizioni per la sua diffusione. Nel giro di pochi giorni, i nuovi agenti patogeni che hanno iniziato il loro viaggio da foreste scarsamente popolate, si sono diffusi sul globo, al riparo da una globalizzazione a cavallo del tempo e dello spazio.

Il nocciolo di questo saggio può essere così riassunto: i virus che erano stati in gran parte contenuti attraverso le complessità delle foreste tropicali sono entrati nel mainstream per la deforestazione causata dal capitale e i deficit di sanità pubblica e di risanamento ambientale.

In breve, i cambiamenti nelle condizioni di sostentamento e nelle condizioni ambientali della stragrande maggioranza, causati dalla globalizzazione e dalle politiche neoliberiste, sono alla base dell’attuale tragedia. La sua soluzione principale è la distruzione del sistema imperialista e il successo del progetto comunista. Questo è l’unica via alla realizzazione di un’umanità che valorizza la vita umana e redime la natura, di cui anche quelle vite fanno parte.

Infatti, sia Cuba che il Vietnam indicano questa possibilità. Oggi non sono Paesi socialisti, sono Paesi nuovamente implicati dalle relazioni imperialiste in un modo o nell’altro, dal ripristino del capitalismo. Quando la Cina ha aumentato i suoi salari, i monopoli globali si sono trasferiti in Vietnam. Tuttavia, permangono ancora alcuni residui dell’era socialista.

Il settore sanitario è ancora largamente nel settore pubblico. Esistono organizzazioni che possono contribuire al volontariato su larga scala. Questi Paesi sono stati aiutati da tali fattori nella lotta contro la pandemia. Si può notare come anche le conquiste della vecchia era socialista abbiano giovato alla Cina, ora Paese imperialista. Keralam, dove il settore della sanità pubblica è stato ampiamente difeso da lotte di massa, è riuscito a combattere il coronavirus meglio rispetto ad altri Stati indiani. Nel frattempo, i grandi ospedali del settore privato allontanano in modo disumano la gente che vi si avvicina con il raffreddore o la febbre.

Resta da vedere quanto ciò durerà. L’impatto che il coronavirus ha prodotto determinerà sicuramente una ripresa della sanità pubblica. Tuttavia, la sua subordinazione alla dinamica del capitale imporrà barriere. La memoria del capitale è piuttosto debole. Vi sono buone probabilità che le richieste di profitto costringano ancora una volta il settore pubblico a cedere alla privatizzazione. Anche se si mantenga il sistema sanitario pubblico, potrebbe essere usato come una grande fonte di dati al servizio del capitale. Questo è quanto visto in Springler deal*, che ha permesso la raccolta di dati da non preoccuparsi della privacy individuale.
I dati raccolti con il pretesto di servire il servizio sanitario pubblico potrebbero diventare materie prime per prodotti farmaceutici, compagnie assicurative e altri. Questo è un nuovo, più pericoloso, livello di privatizzazione. Il capitale potrà trarre profitto nascondendosi dietro le strutture del settore pubblico; assolutamente indirettamente. Lo stesso vale per l’app per la salute che Modi sta promuovendo.

Non basta che esista un settore pubblico, deve essere quello realmente al servizio della gente. Ciò sarà possibile solo quando diventerà parte di una transizione verso una società che elimina il divario tra privato e pubblico nell’economia e nelle infrastrutture. Se questo deve essere rianimato in qualsiasi Paese del mondo, non come un’ombra del socialismo ma come una transizione verso il comunismo, come una rivoluzione continua, deve essere guidato dall’apice attuale della teoria comunista.

Nota: *Un accordo fatto con una società di analisi dei dati, con sede negli USA, dal governo del Kerala guidato dal PCM durante l’attuale pandemia.

da: redspark.nu.en/

10 aprile 2020

Squadra del PCI Maoista uccide nemico del popolo nello Stato del Bihar

Malgrado l’isolamento completo imposto in Bihar, la sera di mercoledì 8 aprile naxaliti armati hanno ucciso un temuto gangster Ramanand Yadav, il suo parente e un suo stretto collaboratore in una sparatoria durata un’ora. L’episodio, che ha visto il ferimento di altre 5 persone ferite, è avvenuto quando naxaliti armati, per l’alleanza con il gruppo vietato, il PCI (maoista), hanno accerchiato Ramanand e i suoi uomini al confine con il distretto di Khagaria-Saharsa.
Il gangster, ricercato dalla polizia del Bihar per oltre una dozzina di casi di rapimento, saccheggio e omicidio in cinque distretti – Saharsa, Madhubani, Darbhanga, Samastipur e Khagaria, si era recato a Khagaria per assistere agli ultimi riti di suo cognato.
Ramanand, che aveva in corso una faida con naxaliti in zona, per tutto mercoledì è stato seguito da vicino dal gruppo vietato.
Mentre stava tornando dal funerale, è stato accerchiato da naxaliti che indossavano uniformi di polizia. Prima che il gangster e i suoi uomini potessero reagire, è seguita una sparatoria in cui Ramanand, suo nipote e uno stretto collaboratore sono stati uccisi sotto il fuoco intermittente.
I naxaliti sono quindi fuggiti dal luogo dell’episodio, approfittando dell’oscurità.
È successo nella stessa diara (cintura fluviale), zona vicina a Khagaria, dove Ramanand ha seminato la Special Task Force [Forza d’intervento speciale (STF)] della polizia del Bihar, quando lo hanno intrappolato un mese fa.

“Tuttavia, la sera dell’8 aprile i naxaliti sono stati più decisi degli sbirri, prendendo di mira il gangster con precisione millimetrica”, ha detto una fonte a Khagaria.

fonte diretta:
https://www.deccanherald.com/national/amid-lockdown-naxalites-gun-down-gangster-in-bihar-823410.html

da: demvolkedienen

31 marzo 2020

Uccisione di un ex consigliere comunale da parte dei maoisti

Domenica 29 marzo, un ex-consigliere comunale è stato ucciso da maoisti nel distretto di Gadchiroli, in Maharashtra. Di sera, guerriglieri maoisti hanno invaso il villaggio di Navejhari e fatto uscire Hiralal Ramsay Kallo dalla sua residenza. Portato quindi fuori dal villaggio è stato ucciso. I maoisti hanno lasciato un documento, spiegando che Kallo era stato giustiziato per aver fornito informazioni alla polizia in merito ai movimenti di guerriglieri maoisti nella regione. La polizia del Chhattisgarh ha arrestato la settimana scorsa due imprenditori di Rajnandgaon e Kanker, che presumibilmente avrebbero fornito ai maoisti razioni di cibo, uniformi e altri rifornimenti. Kallo avrebbe potuto essere chi li ha denunciati.

da:redspark.nu.en/

23 marzo 2020

17 poliziotti uccisi durante sparatoria in Bastar con quadri armati del PCI maoista

Kothagudem: In un attacco mortale condotto recentemente dal PCI (maoista) nella regione del Bastar sotto l’influenza naxalita, ubicata nello Stato del Chhattisgarh, ben 17 poliziotti sono stati uccisi.
Guardia di riserva distrettuale (DRG), Forza d’intervento speciale (STF) e Battaglione di comando per l’azione decisa (CoBRA) di CRPF (Forza di polizia di riserva centrale, n.d.t.) hanno lanciato una massiccia operazione di rastrellamento congiunta nelle zone di Chintagufa, Burkapal ed Elmagunda nel distretto, a seguito di una soffiata pervenuta circa un campo maoista nelle foreste con la presenza del vertice maoista, avevano riferito delle fonti.

I maoisti, che si diceva fossero ben informati di squadre di sicurezza avventuratesi nelle foreste, hanno teso un’imboscata tra Minpa e Kasalpad, mentre le squadre stavano tornando ai loro accampamenti la sera di sabato 21 marzo.

Pare che oltre 500 poliziotti di DRG, STF e CoBRA e circa 250 naxaliti, armati pesantemente, abbiano preso parte alla sparatoria durata quasi 3 ore. Nel suo corso, 15 poliziotti sono stati feriti e trasferiti a Sukma e poi a Raipur per le cure.

Successivamente si è scoperto che 17 poliziotti, nelle squadre impegnate nell’operazione di rastrellamento, sono risultati scomparsi dopo l’incendio nelle foreste. Dopo che domenica 22 marzo è stata inviata una squadra per fare una ricerca nelle foreste, domenica pomeriggio sul luogo dell’agguato sono stati trovati i cadaveri dei poliziotti dispersi.
L’ispettore generale di polizia in Bastar, Sundarraj P, ha detto ai giornalisti che i corpi dei poliziotti martirizzati sono stati recuperati ed evacuati. Condizioni meteorologiche avverse hanno ritardato l’operazione di ricerca. Pare che la condizione di due poliziotti feriti sia critica.

Domenica, il premier del Chhattisgarh, Bhupesh Baghel, ha visitato l’ospedale di Raipur, dove i poliziotti feriti erano curati, chiedendo informazioni sulle loro condizioni di salute. Ha dato indicazioni ai medici per garantire migliori servizi di trattamento per i poliziotti.

I maoisti hanno messo una trappola?
Si presumeva che, sebbene le forze di sicurezza tentassero un attacco di sorpresa ai naxaliti, in realtà sarebbero cadute nella loro trappola. I naxaliti, a conoscenza dei movimenti delle forze di sicurezza, in modo strategico hanno attirato i poliziotti a entrare in profondità nelle foreste, non dando ai poliziotti alcuna possibilità di individuarli.
Mentre i poliziotti stavano superando Kasalpad nel loro viaggio di ritorno, i naxaliti li hanno intrappolati, tendendo un’imboscata. Si è detto che i maoisti avrebbero attaccato i poliziotti dalla cima della montagna vicino a Koraj Dongri, distanti da Kasalpad, hanno dichiarato fonti.
fonte:

https://telanganatoday.com/bodies-of-17-jawans-killed-in-exchange-of-fire-with-maoists-recovered
da: demvolkedienen

22 marzo 2020

Diciassette poliziotti sono stati uccisi e altri quindici feriti in un’imboscata tesa dalla guerriglia maoista. L’attacco è avvenuto il pomeriggio di sabato 21 marzo, vicino al villaggio di Elmaguda, nel distretto di Sukma, 1.100 km a sud di Patna, la capitale dello Stato del Bihar. Ha colpito una forza congiunta anti-guerriglia composta dalla Forza d’intervento speciale (STF) e dalla Guardia di riserva distrettuale (DRG), che stava cercando di sorprendere la 2^ compagnia dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) la cui presenza era segnalata a Elmagunda. E’ stata questa 2^ compagnia a creare l’imboscata. La sparatoria è durate 5 ore. Dodici morti hanno riguardato DRG e 5 STF. Quattro dei 15 feriti sono in condizioni critiche. I maoisti si sono ritirati portandosi 16 armi. Rinforzi, cioè 550 membri delle forze speciali, sono riusciti a raggiungere il luogo dell’imboscata e a recuperare i corpi solo domenica 22 marzo, in mattinata. La regione è una nota roccaforte dell’insurrezione maoista da oltre 40 anni.

21 marzo 2020

Il PLGA uccide 17 agenti di polizia a Chhattisgarh

Sabato 21 marzo, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA), guidato dal PCI (maoista), ha assestato il colpo più mortale degli ultimi anni al vecchio Stato indiano.
La battaglia è iniziata sabato 21 marzo verso le 13, vicino alla collina di Korajguda nella zona di Chintagufa, nel distretto di Sukma, in Chhattisgarh, mentre una squadra congiunta di forze di sicurezza stava compiendo un’operazione anti-maoista. L’unità, formata da forze speciali d’intervento e dalla guardia distrettuale di riserva è caduta ripetutamente in un’imboscata. Dopo cinque ore di intensi combattimenti, le forze di sicurezza si sono ritirate. Al loro ritorno alla base hanno registrato 17 poliziotti dispersi e 14 feriti talvolta gravemente.
La mattina di domenica 22 marzo, rinforzi e squadre di salvataggio del vecchio Stato indiano hanno raggiunto il luogo di battaglia e recuperato i corpi di 17 poliziotti dello Stato. Inoltre, 15 fucili d’assalto automatici, tra cui 10 AK-47 sono stati sequestrati dal PLGA. Secondo informazioni preliminari delle autorità indiane, nessuna vittima è stata registrata nelle file dei combattenti PLGA, alcuni di loro sarebbero forse feriti.
Il direttore generale della polizia (DGP) ha dichiarato: “Erano 300 maoisti guidati da Hidma … Abbiamo informazioni che anche quadri di altri Stati si sono riuniti vicino a Minpa”.
Quest’azione ha significato la maggiore perdita subita dalle forze di sicurezza dal 24 aprile 2017, quando i maoisti hanno ucciso 25 poliziotti della Riserva Centrale in un’imboscata tesa vicino a Burkapal, sempre a Sukma.

19 marzo 2020

Attacchi alle forze reazionarie in Chhattisgarh

La scorsa settimana, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare, guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha compiuto diverse azioni nell’ambito della guerra popolare in corso, durante le quali sono state uccise tre forze di sicurezza.
Il 14 marzo, un’unità della Forza armata del Chhattisgarh (CAF) è caduta in un’imboscata mentre stava pattugliando i boschi nel distretto del Bastar, nello Stato del Chhattisgarh. Le unità sono di stanza nell’area per garantire la costruzione di strade nella regione. Nell’attacco sono state uccise due forze di sicurezza.
Nella stessa zona, un membro dell’Unità di polizia centrale di riserva è stato ferito dall’esplosione di un IED (ordigno esplosivo artigianale, n.d.t.).
L’11 marzo, un membro della Guardia di riserva distrettuale, unità paramilitare, è stato rapito sulla strada di casa e poi ucciso. Questo fatto è successo al villaggio di Argatta nel distretto di Sukma, sempre in Chhattisgarh.

da: demvolkedienen

4 marzo 2020

Recenti azioni nella guerra popolare

La scorsa settimana, l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha condotto diverse azioni contro il vecchio Stato indiano.
Il 21 febbraio, un custode di una società edile a Katgaon è stato ucciso nelle foreste di Koyalbed nel distretto di Kanker, in Chhattisgarh. Prima di ritirarsi dal luogo, i combattenti hanno dato fuoco alla sua bici e lasciato una lettera in cui avvertivano la popolazione di non prendere parte alla costruzione di strade e ponti nella regione. Attraverso tali lavori, la regione doveva essere riconquistata per combattere la Guerra popolare in modo più efficace.
Il 24 febbraio, una sparatoria tra polizia e membri del PLGA è avvenuta vicino alla città di Balaghat, nello Stato di Balaghat in Madhya Pradesh. Le forze di sicurezza, durante l’operazione, sono cadute in un’imboscata e si sono riunite. La reazione ha affermato d’aver sequestrato molti materiali da un deposito delle forze rivoluzionarie, dopo la sparatoria.
Il 25 febbraio, un’unità PLGA ha fatto irruzione nel magazzino di una società edile che stava eseguendo lavori stradali nell’area e ha incendiato quattro veicoli. L’episodio è successo nel villaggio di Champa, nel distretto di Mahuadand in Jharkhand vicino al confine con il Chhattisgarh.
Il 26 febbraio, un’altra sparatoria tra maoisti e forze di polizia ha avuto luogo nel distretto di Kanker, in Chhattisgarh, ma mancano ulteriori informazioni.
Lo stesso giorno, un membro delle forze speciali dello Stato indiano è stato ferito da un proiettile durante un’imboscata in un’area forestale vicino al villaggio di Puspal, nel distretto di Narayanpur, sempre in Chhattisgarh. L’ufficiale ha dovuto essere evacuato con un elicottero.
Sempre il 26 febbraio, tre poliziotti sono stati feriti in Chhattisgarh, nel distretto di Dantewada, a seguito dell’esplosione di una bomba a pressione e uno di loro gravemente. Il fatto è successo quando le forze di sicurezza erano schierate congiuntamente nell’area.
Sempre lo stesso giorno, sono comparsi alcuni manifesti nella città di Ambayathode nel distretto di Kannur, nello Stato del Kerala. I manifesti chiamavano a una lotta contro la reazionaria Citizenship Amendament Act (CAA – Emendamento sulla cittadinanza, n.d.t.) e al boicottaggio del censimento imminente. Hanno anche riguardato il premier e la sua legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA). Due studenti vengono accusati ai sensi di UAPA di presunti legami con i maoisti.
Il 3 marzo, è stato piazzato uno striscione per la Giornata internazionale della donna l’8 marzo nel mezzo di una strada a Bhamragadh taluka, nel distretto di Gadchiroli, in Maharashtra. Lo striscione era assicurato con la riproduzione di una mina terrestre.
ll 4 marzo, un ufficiale della forza di polizia centrale è stato ferito in un’imboscata tesa dal PLGA. Lo scambio di colpi ha avuto luogo mentre l’unità di polizia era di pattuglia per garantire un cantiere nel distretto di Narayanpur in Chhattisgarh.
La reazione indiana, ovviamente, non può ammettere apertamente l’incapacità di sconfiggere la Guerra popolare e ha poco da fare al riguardo. Ecco perché è sempre alla ricerca di scuse deboli, questa volta riguardo ai suoi caschi antiproiettile. Ma sappiamo tutti che una guerra non è decisa dai caschi, nemmeno dai fucili, ma dal popolo e dalla ragione per cui si combatte.

scritto da naho

da: demvolkedienen

22 febbraio 2020

Azioni nella Guerra popolare

Negli ultimi giorni e settimane, l’Esercito guerrigliero per la liberazione popolare (PLGA) ha nuovamente condotto diverse azioni durante la guerra popolare in corso nell’India. Il 19 febbraio, un edificio che fungeva da nascondiglio provvisorio per la Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stato fatto saltare in aria con la dinamite. L’episodio è avvenuto nell’area di Bankebazar, nel distretto di Gaya in Bihar.
Il 18 febbraio, due ufficiali CoBRA (unità speciale antiguerriglia, n.d.t.) sono stati feriti in uno scontro a fuoco nel distretto di Sukma in Chhattisgarh. La forza speciale della polizia indiana è stata attaccata la mattina presto, vicino al villaggio di Palodi.
Il 17 febbraio, un’unità di volontari e una task force (unità operativa di pronto intervento, n.d.t.) speciale sono stati attaccati da membri del PLGA , mentre stava compiendo un’operazione congiunta. Il fatto è successo nella foresta di Bondapada-Sambalpur, nel distretto di Malkangiri.
Lo stesso giorno, un cantiere è stato preso d’assalto e sei veicoli sono stati incendiati. L’episodio è accaduto nel distretto di Chhattisgarh Balrampur. Un gruppo di una dozzina di membri PLGA ha fatto irruzione in un cantiere, invitando i dipendenti a smettere di lavorare. Quindi ha dato fuoco a tre camion, due escavatori e una betoniera.
Il 10 febbraio, una miniera di carbone nel distretto del Jharkhand, a Ranchi, è stata attaccata: 5 maoisti armati hanno preso d’assalto il sito e dato fuoco a tre veicoli.
Sempre il 10 febbraio, due ufficiali CoBRA sono stati uccisi e quattro feriti nel corso di uno scontro nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. Le forze di sicurezza sono cadute in un’imboscata tesa vicino alla foresta, nei pressi del villaggio di Irapalli , al confine tra i distretti di Bijapur e Sukma, durante un’operazione anti-insurrezione. Due giorni prima, almeno 700 agenti di polizia erano stati inviati nell’area per cercare un campo PLGA.
Nel frattempo, la reazione indiana ha annunciato che la repressione aumenterà. Nel distretto di Seraikela-Kharsawan, nelle prossime settimane saranno allestiti tre nuovi campi per la Central Reserve Force (Forza centrale di riserva, n.d.t.) per combattere il popolo e la guerra popolare.

Scritto da Naho

11 febbraio 2020

Quadri del PCI maoista guidati dal PLGA hanno dato alle fiamme due veicoli da costruzione nel distretto di Gaya

GAYA: La sera di giovedì 6 febbraio, maoisti sospettati d’essere membri della squadra armata del PCI (maoista) hanno dato fuoco a due veicoli, fra cui un trattore usato per trasportare materiale edile, nell’area di competenza del commissariato di Banke Bazar, nel distretto di Gaya. Il trattore stava tornando dopo aver scaricato sacchi di cemento nel cantiere vicino. Non si segnalano danni al conducente del trattore.
I maoisti hanno anche lasciato una nota scritta a mano di sfida alla polizia. La lotta contro le “atrocità della polizia” continuerà, è riportato nella nota.
Confermando l’episodio, il superintendente di polizia di Gaya, Rajiv Mishra, ha dichiarato: “Durante l’episodio non si sono verificati danni rilevanti. Le incursioni avvengono per colpire i colpevoli “, ha detto.
I residenti locali hanno affermato che da quando è considerata parte di “zona liberata”, la zona di Banke Bazar negli ultimi anni ha registrato un netto declino di atti di sabotaggio e sovversione guidati dai maoisti.

Fonte:
https://timesofindia.indiatimes.com/city/patna/maoists-torch-two-vehicles-in-gaya-dist/articleshow/74014163.cms

da: demvolkedienen.org

5 febbraio 2020

Sviluppi nella Guerra popolare

Negli ultimi giorni, il PLGA ha nuovamente agito contro lo Stato indiano. La reazione sta nuovamente aumentando il terrore fra gli studenti.
Domenica 2 febbraio, un’unità di ricognizione della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) è stata attaccata da combattenti dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA). Le forze di sicurezza hanno ricevuto un indizio secondo cui maoisti si erano accampati nella foresta di Rajderwa, nel distretto di Palamu in Jharkhand. Quando si sono avvicinate al campo, i membri del PLGA hanno aperto il fuoco. Il combattimento è durato un’ora, con i maoisti in grado di ritirarsi senza denunciare perdite e due feriti fra i poliziotti.
Lo stesso giorno, un commissario di polizia è stato ferito da una bomba, vicino al villaggio di Potali nel distretto di Dantewada, in Chhattisgarh.
Sempre domenica, un membro delle forze di sicurezza di frontiera ha provocato lo scoppio di una mina terrestre mentre era in corso un pattugliamento nel distretto di Kanker vicino al villaggio di Badetewdaund, rimanendo ferito.
Parallelamente alla Guerra popolare, la reazione indiana sta intensificando il terrore bianco contro il popolo. A Thiruvananthapuram, due studenti sono stati arrestati dalla polizia di Stato. Sono accusati di avere legami con il Partito comunista dell’India (maoista). L’unica “prova” che la reazione ha potuto fornire sono stati gli scritti politici, come il manifesto del Partito Comunista. Ma la Legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA) consente allo Stato di arrestare preventivamente le persone per prevenire possibili azioni contro lo Stato. In realtà, la legge è utilizzata solo per mettere a tacere i critici, motivo per cui viene utilizzata principalmente contro intellettuali e giornalisti come GN Saibaba.

scritto da naho

da: demvolkedienen.org

30 gennaio 2020

Recenti azioni nella Guerra popolare in India

Nei giorni scorsi, l’Esercito guerrigliero popolare di liberazione (PLGA) guidato dal Partito comunista dell’India (maoista), ha compiuto diverse azioni nell’ambito della Guerra popolare in India.
Alle prime ore di lunedì 27 gennaio, è stata attaccata un’unità CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.). L’episodio ha avuto luogo nella foresta di Rayagada nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh. I poliziotti erano in missione di ricognizione, quando i combattenti hanno aperto il fuoco su di loro. Non si segnalano feriti o perdite.
La reazione afferma inoltre d’aver perquisito un deposito del PLGA e sequestrato molti materiali nella stessa area, dopo una violenta sparatoria. Ma non ci sono prove, nemmeno una foto dei materiali confiscati.
Sabato 25 gennaio, il direttore di una società edile è stato ucciso nella regione del Jharkhand a Bokaro e diverse macchine di cantiere sono state date alle fiamme. Un gruppo di membri del PLGA ha preso d’assalto il sito e chiesto ai dipendenti di smettere di lavorare, spingendo giù il capo dal suo container e sparandogli. Quindi, hanno incendiato una scavatrice, un trattore e una moto. Prima di ritirarsi, hanno lasciato dei manifesti su cui si afferma che il governo statale ha costruito la strada per spianare la via allo sfruttamento delle materie prime nella zona.

da: demvolkedienen.org

Guerra popolare: azione contro l’hotel del turismo sessuale

Combattenti dell’Esercito guerrigliero di liberazione popolare (PLGA) hanno attaccato un hotel ad Attamala, nel distretto di Wayanad, in Kerala, utilizzato per lo sfruttamento sessuale di donne Adivasi da parte dei turisti.
Nelle ore mattutine del 15 gennaio 2020, i membri del PLGA hanno preso d’assalto la struttura di nuova costruzione , hanno rotto le finestre e dato fuoco ai mobili. Prima di ritirarsi hanno appeso manifesti alle pareti. In uno di questi è riportato: “L’attacco è contro la rappresentazione di Adivasi come un pezzo da esporre di fronte ai turisti. Tutti i proprietari di resort (luoghi di villeggiatura, n.d.t.) che rappresentano una minaccia all’esistenza pacifica di Adivasi saranno sloggiati con la forza.”.
Negli ultimi anni molte azioni sono state condotte dal PLGA a Wayanad contro hotel del turismo sessuale. L’Agraham Resort di Thirunelli è stato attaccato nel 2014 e un hotel statale nella stessa zona è stato preso d’assalto nel 2015. Nel 2019 è stata intrapresa un’azione contro il resort Upavan di Vythiri.

scritto da naho
25 gennaio 2020

da:redspark.nu.en/

27 gennaio 2020

Il PCI maoista guidato dal PLGA impegna le forze governative nel distretto di Rayagada

Rayagada: All’alba di oggi, un feroce scontro a fuoco è scoppiato tra sospetti membri del PCI (maoista) e la polizia durante un’operazione di rastrellamento condotta da quest’ultima nell’area di Muniguda nel distretto di Rayagada nelle ore piccole di oggi.
Secondo il rapporto, una squadra congiunta di personale CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.) proveniente dalle zone di Muniguda e Kalyansinghpur di Rayagada e Bijapur di Kalahandi stava effettuando tale operazione, quando si è verificato l’attacco. Dopo che i ribelli comunisti hanno aperto il fuoco contro la polizia, gli sbirri hanno contrattaccato costringendoli a sparire nella foresta lasciando dietro di sé un’enorme quantità di bottino maoista.
La polizia ha intensificato le operazioni congiunte nell’area di Niyamgiri per catturare i ribelli nascosti dopo l’incidente.
fonte:

Fresh police-Maoist gunbattle erupts in Rayagada during combing

da: demvolkedienen.org

Nuove azioni nella guerra popolare

Un professore è stato arrestato per presunti legami con il PCI (maoista); due soldati sono rimasti feriti in un combattimento e il PLGA (Esercito guerrigliero popolare di liberazione, n.d.t.) ha fatto una manifestazione, causando enorme tensione nelle forze di sicurezza. Inoltre, è stata inoltre compiuta un’azione di sabotaggio contro una società edile.
Il 10 gennaio 2020 è avvenuto un combattimento fra combattenti PLGA e forze di polizia regionale. Durante la sparatoria, verificatasi nel distretto di Bijapur a Chhattisgarh, sono stati feriti due poliziotti
Il 18 gennaio 2020, diversi veicoli di cantiere sono stati incendiati in Chhattisgarh. Un’unità PLGA ha preso d’assalto il sito ed evacuato i lavoratori prima di dare alle fiamme due camion, una petroliera e una betoniera. Il proprietario dell’azienda era stato precedentemente avvisato di non fare i lavori. I lavori per la costruzione di strade nelle aree rurali servono principalmente a rendere la foresta pluviale bonificata, favorendo le forze di sicurezza nel combattere la guerra popolare.
Il 19 gennaio 2020, la reazione indiana ha arrestato il professore universitario Kasim a Hyderabad, nello Stato di Telengana. Kasim è stato recentemente nominato segretario dell’associazione rivoluzionaria degli scrittori Virasam. È accusato di aver lavorato in un caso come corriere per il PCI (maoista) nel 2016. Gli/le studenti/studentesse dell’Università “Osmania” di Hyderabad ha organizzato quindi una manifestazione per chiederne il rilascio immediato. La polizia ha pure arrestato diversi studenti durante la manifestazione.
Il 20 gennaio 2020, il PLGA ha svolto una manifestazione in un villaggio nel distretto di Kannur, in Kerala. In tale occasione sono stati distribuiti volantini e portati manifesti con riportata la proclamazione di un bandh (sciopero armato) il 31 gennaio 2020 contro l’operazione “Samadhan”, la più recente offensiva controrivoluzionaria. La vendetta era anche giurata 4 compagni assassinati. La reazione ha utilizzato unità locali e l’unità d’élite “Colpo di fulmine” per seguire le tracce dei maoisti, ma invano.
Anche se riguardo alla guerra popolare indiana negli ultimi mesi la situazione è stata relativamente tranquilla, gli ultimi sviluppi mostrano che voci di stagnazione o peggio sono solo voci.

Scritto da naho

da: redspark.nu.en/

13 gennaio 2020

Almeno tre membri delle forze di sicurezza sono rimasti feriti in due agguati avvenuti venerdì 10 gennaio nella regione del Bastar, nello Stato del Chhattisgarh. Il primo episodio è successo nella foresta di Sukma, quando guerriglieri maoisti hanno aperto il fuoco su agenti di polizia impegnati nell’accerchiamento della zona. Due agenti di polizia sono stati feriti da proiettili. Nel distretto di Narayanpur, nella stessa regione, un paramilitare anti-guerriglia ITBP (polizia di frontiera indo-tibetana, n.d.t.) è stato ferito a seguito dell’esplosione di un IED (ordigno rudimentale, n.d.t.) innescato a distanza dai guerriglieri.

da: demvolkedienen.org

India: sciopero generale

L’8 gennaio 2020, oltre 250 milioni di persone in India hanno sospeso il lavoro e protestato contro i programmi di privatizzazione dello Stato indiano, contro disoccupazione e le condizioni di vita in generale.
L’appello allo sciopero generale è stato sostenuto da due dei sindacati in India e da molte altre organizzazioni progressiste.
Per lo sciopero, le istituzioni governative, la maggior parte di negozi, scuole e università sono state chiuse. Inoltre, si è scioperato nel settore del trasporto locale e interurbano e anche il traffico stradale è stato bloccato. In molte aree rurali sono state erette barricate e incendiati pneumatici. Negli Stati del Jharkhand e del Chhattisgarh, dove il Partito Comunista dell’India (maoista) è particolarmente forte, le attività estrattive sono state completamente interrotte quel giorno. Così riferiscono le associazioni sindacali, cosa che il governo indiano nega con veemenza.
Si segnalano pure combattimenti e manifestanti devono aver dato alle fiamme autobus e una macchina della polizia, nonché danneggiato diversi edifici. Si parla anche di attacchi alla polizia, con pietre e ordigni incendiari. Le forze di sicurezza devono aver sparato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma.
Anche se i revisionisti, come sempre, cercano di riappropriarsi della rabbia popolare, questo sciopero dimostra che anche in India la rivoluzione è la tendenza principale. Allo sciopero ha partecipato quasi 1/5 degli abitanti dell’India

scritto da naho
11 gennaio 2020

da: redspark.nu.en/

10 gennaio 2020
Il PCI maoista CPI aumenta ed espande le operazioni nella zona di tre giunzioni di Karnataka-Kerala-Tamil Nadu

L’arresto di un anziano maoista adivasi dopo L’uccisione “in combattimento” da parte della polizia del Kerala di quattro ribelli nell’ottobre dello scorso anno potrebbe cambiare la percezione dell’insurrezione nella penisola meridionale dell’India. In primo luogo si tratta del maggiore omicidio per mano maoista a sud del fiume Cauvery. Secondariamente e cosa molto importante, conferma la presenza di ribelli del Bastar nell’India meridionale.
Quattro decenni fa, naxaliti istruiti dell’Andhra Pradesh sono giunti in Bastar, nello Stato del Chattisgarh, per farne la loro base di guerriglia e trasformare adivasi abitanti nella foresta in forti combattenti. L’adivasi, dotato di ideologia e competenza militare, ora è presente nel sud per trasformare un’altra terra tribale.
Si è creduto che i maoisti operanti nell’area di tre giunzioni Karnataka-Kerala-Tamil Nadu (KKT) fossero solo un gruppo di radicali di sinistra provenienti da questi tre Stati. Non si sono abbandonati alla violenza, limitandosi a fare propaganda, soprattutto nella cintura tribale boscosa delle tre zone di giunzione Karnataka-Kerala-Tamil Nadu.
Mentre i 4 i ribelli defunti risiedevano in Karnataka e Tamil Nadu, l’arresto del comandante militare Ramlu Korsa, alias Deepak, ha sorpreso la polizia. Catturato dalla polizia del Tamil Nadu, è stato portato in Chhattisgarh il 23 novembre su un mandato di produzione ed ora è detenuto nella prigione centrale di Jagdalpur.
“Questo arresto è molto importante. È il primo caso che conferma i legami dei maoisti adivasi di Dandakaranya con la regione del KKT ”, mi ha detto P. Sundarraj, ispettore generale della polizia del Bastar.
Residente nel villaggio di Mankeli a Bijapur, nel Chhattisgarh, Ramlu Korsa, poco più che trentenne, è un comandante senior inviato nella zona Karnataka-Kerala-Tamil Nadu nel 2015, dopo aver lavorato in Bastar per oltre un decennio. Membro del primo battaglione del PCI (maoista), l’unità militare più terribile operante nei distretti di Sukma, Dantewada e Bijapur nel Bastar meridionale, Korsa è stato coinvolto in alcuni dei più grandi attacchi alle forze di sicurezza, incluso quello maoista in Dantewada nell’aprile 2010 in cui sono stati uccisi 76 membri di CRPF (Forza di polizia centrale di riserva, n.d.t.).
Quando Korsa è stato condotto in Bastar, vari maoisti arresi ora reclutati nella polizia del Chhattisgarh, hanno composto la squadra per gli interrogatori. Korsa ha rifiutato di divulgare molti dettagli anche ai suoi ex-compagni. Invece, ha cantato “Inquilab Zindabad” (Viva la rivolta, n.d.t.)..

Bastar Adivasi nella zona tribale di KKT

Le giungle nelle tre aree di giunzione Karnataka-Kerala-Tamil Nadu ospitano una significativa popolazione tribale tra cui i maoisti hanno cercato di ottenere un punto d’appoggio da quasi un decennio ormai. La presenza di un comandante militare adivasi in quest’area da quasi 5 anni è rilevante sotto diversi aspetti.
In primo luogo, i maoisti qui operanti erano considerati poco esperti nella guerriglia. In secondo luogo, si è creduto che i quadri adivasi fossero confinati nelle giungle del Dandakaranya e non fossero loro assegnati compiti importanti come andare in uno Stato linguisticamente completamente diverso per costruire lì una base militare. Ciò ha creato un vuoto di leader di seconda generazione che potevano succedere ai quadri senior di Andhra Pradesh e Telangana. Il Bastar ha visto la massima espansione di maoisti negli ultimi quattro decenni. Tuttavia, pochi quadri adivasi hanno ottenuto posti di alto livello.
Cosa rara per un adivasi, Ramlu Korsa parla sei lingue, tra cui Tamil, Malayalam e Kannada. Come esperto di comunicazioni e di militare, la sua lunga presenza nel sud indica che la leadership di seconda generazione, in particolare di adivasi addestrati e poliglotti, sta gradualmente emergendo e raggiungendo anche zone distanti.
La sua presenza prolungata sta a indicare che i maoisti stanno cercando di trasformare la zona Karnataka-Kerala-Tamil Nadu in un laboratorio simile a quello creato in Bastar quattro decenni fa. Non si tratta più di diffusione pacifica dell’ideologia; porta con sé una componente armata distinta.
Sebbene le forze di polizia di Tamil Nadu, Karnataka e Kerala abbiano mostrato un buon coordinamento e ridotto la probabilità di violenze gravi nel prossimo futuro, un comandante militare anziano non appartenente alla regione è riuscito a insediare la sua base e ha funzionato completamente non rilevato per cinque anni. Questo in un momento in cui tre distretti adiacenti del Kerala – Malappuram, Wayanad e Palakkad – compaiono nell’elenco più recente dei distretti LWE (estremismo di sinistra, n.d.t.) preparato dal ministero degli Interni dell’Unione.
I maoisti hanno saputo tradurre le loro basi in zone “sensibili”, attentamente monitorate sia dal governo Narendra Modi che dalla polizia di diversi Stati. La loro capacità nell’inviare adivasi del Bastar al sud conferma la loro abilità nel compiere le loro operazioni, ma prova anche il fallimento delle agenzie nel rilevare il lungo periodo preparatorio. Dopotutto, la zona di guerriglia del Bastar poteva essere costruita solo dopo le attività sostenute ma tranquille dei maoisti nelle città di Raipur, Bhilai e Bilaspur.

L’importanza della tri-giunzione

L’area indicata come “TJ” [tri-junction (tri-giunzione)] nei documenti maoisti è emersa come una grande unità geografica del loro Comitato zonale speciale di Ghat occidentale. Dopo aver studiato a fondo la regione, i ribelli hanno iniziato nel 2012 a inviare i loro quadri da vari Stati nell’area. Uno di questi documenti afferma che “questa zona ha ben 50 comunità tribali tra cui Paniyar, Adiyar, Kattunaikkar e Kurichyar” che hanno “vissuto qui da migliaia di anni ”. Il documento descrive in dettaglio deprivazione e sfruttamento su di loro nel corso dei secoli e osserva che le condizioni materiali sono favorevoli a convertire la zona in un’altra base maoista. “Residenti ci stanno aiutando. Membri di dalam (squadra, n.d.t.) li hanno resi consapevoli della loro situazione socio-economica. Sono pieni di ammirazione per l’Esercito guerrigliero di liberazione popolare”, dicono i documenti maoisti.
I maoisti sperano che la topografia e la popolazione della tri-giunzione possano appoggiare un simile tipo di attività di guerriglia che datosi in Bastar per decenni.
“TJ” ha visto una sostanziale presenza maoista con tre dalam (squadre) armate: Bhavani, Nadukani e Kabini, l’ultima prende il nome da un fiume locale menzionato come “linfa vitale dei tribali di Karnataka, Tamil Nadu e Kerala ” nei documenti maoisti.
Nel novembre 2016, il membro del Comitato centrale, Kuppuswamy Devaraj alias Yogesh da/Ramesh da, è stato ucciso insieme a un quadro femminile del gruppo, P Ajitha alias Kaveri, in un “combattimento” nel distretto di Malappuram, in Kerala. Devaraj è stato il terzo membro del CC ad essere ucciso in un combattimento, dopo Cherukuri Rajkumar alias Azad nel 2010 e Mallojula Koteswara Rao alias Kishenji nel 2011. Un altro quadro anziano, CP Jaleel, è stato ucciso nel marzo 2019 a Wayanad.
Originario di Krishnagiri nel Tamil Nadu, Devaraj è stato responsabile dell’area di tri-giunzione per oltre un decennio. Operando a sud di Mangalore, il suo movimento è stato segnalato in aree confinanti con Ooty nel Tamil Nadu e in alcuni distretti del Kerala. Devaraj si è unito alla guerra popolare del PCI (ML) negli anni ’90 e in seguito è divenuto segretario della regione del Karnataka in sostituzione di Rajkumar Azad. Kaveri, secondo i documenti maoisti, è stata un’avvocatessa di Chennai che lavorava con un’organizzazione femminile.
Inoltre, sono avvenuti pure importanti arresti: K. Murlidharan alias Ajith, segretario del PCI (ML) di Naxalbari prima che si fondesse con il PCI (maoista) nel 2014 e Roopesh, presidente del Comitato zonale speciale dei maoisti di Ghat occidentale, nel 2015.
Dopo l’uccisione di Devaraj, K. Vijay Kumar, consulente anziano per la sicurezza del ministero degli Interni sull’estremismo di sinistra, mi ha detto che la “zona boscosa di KKT è più densa di qualsiasi altra zona nell’area di LWE, eccetto i ghat orientali in Koraput e Vizag e parti di Malkangiri, rendendo difficile per le forze di contro-insurrezione condurre operazioni”.
“Le operazioni maoiste in queste aree riguardano espansione della loro base, diffusione della propaganda e attacchi occasionali al personale forestale. Stanno mantenendo basso il livello di violenza per aumentare il sostegno pubblico prima che possano militarizzare “, mi ha precisato.
Poche forze sapevano che alti comandanti militari del Bastar allora stavano già operando nella regione. Mentre il caso di Ramlu Korsa si svolge ora, la presenza maoista nella zona tribale potrebbe dare nuove sorprese.

da secoursrouge.org

29 dicembre 2019

Azione dei guerriglieri maoisti

La sera di sabato 28 dicembre, guerriglieri maoisti hanno ucciso due informatori della polizia in due villaggi distinti nel distretto di Lakhisarai in Bihar. Negli ultimi 8 mesi, i guerriglieri nel Bihar hanno ucciso almeno 20 persone per lo stesso motivo. Gli ultimi episodi sono avvenuti vicino ai villaggi di Baskund e Gobardaha. I guerriglieri sono venuti a cercare gli informatori a casa loro, si sono poi appartati con loro uccidendoli, lasciando sul posto manifesti esplicanti la causa di queste esecuzioni. Lakhisarai è uno dei quattro distretti in Bihar, più sotto l’influsso dall’insurrezione maoista. Gli altri tre distretti sono Gaya, Aurangabad e Jamui.

da: redspark.nu.en/

Novembre – Dicembre 2019

Alcune azioni del Partito comunista dell’India (maoista)

L’8 dicembre 2019, due collaboratori del Battaglione di comando intervento risoluto (CoBRA), unità speciale della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) pratica di tattiche di guerriglia e guerra nella giungla, sono rimasti feriti dall’esplosione di un ordigno rudimentale (IED) comandato da quadri del Partito comunista dell’India (maoista) sulle colline Piyakuli vicino alla città di Tamar nel distretto di Ranchi, in Jharkhand.

Il 2 dicembre, un soldato CRPF è stato ferito mentre disinnescava uno dei cinque IED piazzati dal PCI (maoista) nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh. Mentre le SF [forze di sicurezza] sono riuscite a disinnescare quattro IED collocati tra i villaggi di Sarkeguda e Tarrem, il quinto è esploso nel vicino villaggio di Sagmetta durante l’operazione, ferendo il soldato.

Il 30 novembre 2019, quadri del PCI (maoista), hanno fatto esplodere nella città di Bishnupur, nel distretto di Gumla, a Jharkhand un IED, facendo saltare in aria un ponte. Non si segnalano vittime.

Il 22 novembre 2019, un soldato CRPF si è ferito nell’esplosione di un IED attivato dal PCI (maoista) vicino al villaggio di Tarrem, al confine con il commissariato di Basaguda, nel distretto di Bijapur, in Chhattisgarh. L’incidente si è verificato mentre una squadra di pattuglia del battaglione 168 di CRPF stava conducendo un’operazione di controllo dell’area.

Nove organizzazioni studentesche condannano la repressione praticata il 20 settembre alla Manipur University – da Redspark.nu –

Il partito comunista dell_India maoista annuncia l_Operazione Ghamasan per contrastare l_Operazione Samadhan del governo

Secondo un rapporto intelligence i maoisti vanno diffondendosi in più distretti – settembre 2018 –

Inquietudine per lo stato di salute del leader Kobad Ghandy nella prigione del Jharkhand – da redspark.nu –

Due autobus e un camion in fiamme due giorni dopo il “falso combattimento” di Sukma

9 agosto 2018

da: redspark.nu

Un grosso gruppo di naxaliti ha bloccato due autobus e chiesto agli occupanti di scendere nel distretto insurrezionale Dantewada in Chhattisgarh. Poi li hanno incendiati. In seguito hanno fermato un camion dandolo alle fiamme. Il fatto è avvenuto proprio due giorni dopo che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione in un campo di Sukma uccidendo 15 innocenti tribali inscenando un finto combattimento. Una tribale racconta: “I famigliari mi hanno detto che nessun residente era armato o ha sparato contro le forze di sicurezza. Hanno cercato di nascondersi e correre via per paura di molestie da parte delle forze di sicurezza. Non erano maoisti. Occorre un’inchiesta indipendente. Se fossero veramente maoisti, come mai nessuno nel gruppo di 15 era munito di arma automatica? I 15 morti comprendevano due fratelli e sette ragazzi. Facciamo un appello a tutti i partiti politici, alle organizzazioni indipendenti e ai media affinché visitino la zona e verifichino i fatti”, ha detto la signora Sori.

……………………………………………………….
—————————————————
……………………………………………………….
—————————————————-
—————————————————–
—————————————————–
——————————————————
——————————————————
——————————————————
——————————————————-
——————————————————–
——————————————————–
——————————————————–
———————————————————
—————————————————————-
————————————————————–
—————————————————————
————————————————————
——————————————————————
———————————————————————-
———————————————————
 Riceviamo e diffondiamo
 —————————————————————————————-
—————————————————-
—————————————————-
————————————————–
——————————————————————
——————————————————————–
————————————————————————
———————————————————————-
……………………………
……………………………
 —————————————————————————————
————————————————————————————————————
Ogni anno, in India, il 15 agosto la borghesia indiana ed il suo Stato celebrano la festa dell’Indipendenza dal colonialismo. Se per i governi di turno questa data rappresenta una ricorrenza per mostrare ancora di più i muscoli, per il movimento rivoluzionario rimane invece occasione per rilanciare la lotta contro il nemico di classe.
Nell’ambito della campagna del Soccorso Rosso Internazionale in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India e in sostegno al processo rivoluzionario in corso nel Paese, diffondiamo questo nostro contributo.

Sostenere il processo rivoluzionario in India! Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India! – settembre 2015 –

Comunicato del Soccorso Rosso Internazionale sulla giornata di mobilitazione per la liberazione dei prigionieri politici in India -agosto 2015-

Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in India -settembre 2014-

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...