Lotte in Italia

SOLIDARIETA’ RIVOLUZIONARIA A* COMPAGN* ATTACCATI DALL’OPERAZIONE “SCRIPTA MANENT”

Il 16 novembre, a Torino, è iniziato il processo contro 29 compagn* indagat* nell’ambito dell’Operazione “Scripta Manent”.

In occasione dell’udienza si è tenuto, davanti l’aula bunker del carcere “Le Vallette”, un presidio solidale al quale come CCRSRI, insieme ai Proletari Torinesi per il SRI, abbiamo partecipato e che ha visto la presenza di circa un’ottantina tra compagne e compagni.

Un numeroso gruppo di solidali ha poi deciso di entrare in aula per ribadire la propria vicinanza rivoluzionaria verso tutti gli imputati e per sostenere con slogan e applausi i compagni presenti all’udienza -dei quali uno in videoconferenza- nel corso della lettura dei rispettivi documenti.

Terminate le dichiarazioni, i solidali hanno lasciato l’aula intonando slogan e lanciando insulti contro magistrati, sbirri e carabinieri.


 

Un contributo della Cassa Antirepressione delle Alpi Occidentali su “Scripta Manent”

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Giovedì si terrà la prima udienza del processo contro 22 compagn* (di cui 7 in carcere) arrestati nell’ambito dell’Operazione “Scripta Manent”.

16 novembre

Ore 10.00

Aula bunker del carcere “Le Vallette” di Torino

 

Diffondiamo questo contributo dei Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale, nei cui contenuti ci riconosciamo e ci associamo.

RISPETTARE L’IDENTITA’ DELLE/I PRIGIONIERI/E RIVOLUZIONARI/E

In occasione della mobilitazione a sostegno di Nadia Lioce, nella sua resistenza contro il 41bis (e degli altri due militanti BR-PCC sottoposti a questo regime detentivo), si sono levate alcune voci in forte contraddizione con la loro identità, con il senso della loro coerenza.

Da un lato rifanno capolino gli arresi e artefici della capitolazione che promossero la “soluzione politica”. Questa proposta, come già si capisce dall’ipocrisia dei termini, ha significato prendere impegno con lo Stato a che non si ripresenti piu’ lotta armata, organizzazione politico-militare, insomma tentativi rivoluzionari. A queste condizioni, molti ex militanti ottennero notevoli benefici di legge. La “soluzione politica” è sempre stata combattuta da chi ha continuato a porsi in una prospettiva di lotta rivoluzionaria, che seppur in considerazione di tempi e contesti differenti, sarà sempre lo sbocco giusto e necessario alla lotta di classe.

Da un altro lato, vengono prese iniziative inappropriate, incoerenti, da parte di gruppi di movimento o di organizzazioni comuniste legali, come la petizione contro il 41bis da rivolgere alle massime autorità statali, fra cui l’emerito presidente della repubblica: il capo dello Stato! Questa iniziativa è uno sgorbio, un’assurdità! Sopratutto se si considera che Nadia Lioce e i suoi compagni non ne vogliono minimamente sapere e che trovano oltraggiosa una tale iniziativa, che l’hanno fatto sapere e che comunque è assolutamente in contrasto con la loro storia, con la loro fermezza, con la loro continuità militante che stanno pagando a caro prezzo.

Purtroppo certi gruppi giustificano ogni cosa con il tatticismo. Mentre un modo rispettoso di praticare il sostegno alle/i militanti imprigionate/i consiste nel difenderli in quanto soggetti vivi nello scontro di classe, proprio nelle loro motivazioni essenziali. E pur non entrando nel merito delle questioni di linea e di organizzazione, ne va difesa la base essenziale e comune a tutte le forze comuniste autentiche: una prassi coerente con la tendenza alla guerra di classe.

Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale

Ottobre 2017

 

FABIO RAVALLI E’ UN MILITANTE DELLE BR-PCC DETENUTO NEL CARCERE DI TERNI.

ARRESTATO NEL 1988, DOPO 30 ANNI DI ISOLAMENTO LA BORGHESIA NON E’ RIUSCITA AD ANNIENTARLO.
IL COMPAGNO NECESSITA DI IMPORTANTI CURE MEDICHE:
il Collettivo Contro la Repressione per un Soccorso Rosso Internazionale e il Collettivo Cordatesa
ORGANIZZANO DOMENICA 29 OTTOBRE AL FOA BOCCACCIO DI MONZA UN BENEFIT A SOSTEGNO DEL COMPAGNO.
IN ALLEGATO LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA.
FABIO RESISTE! FABIO TIENE ALTA LA TESTA!
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Lettera scritta dal compagno Paska dopo il presidio di sabato scorso e indirizzata ad una compagna.
Paska chiede di far leggere la lettera a tutte e tutti.

Lecce, 1 ottobre 2017

Ciao,

Scrivo a te che magari agli altri non arriva la lettera. Ieri vi ho sentito, verso le cinque, eravamo in saletta alla socialità e si sentiva benissimo. Ho gridato i nomi di alcuni compagni, ma non so se mi avete sentito. Alle cinque e mezzo son rientrato in cella per evitare il rapporto (tanto dopo mezz’ora siete andati via, no?). Dalla cella si sentiva rumore, ho sentito il «PASKA LIBERO!”finale. Comunque forse mi han fatto rapporto comunque.

Ho parlato con qualcuno della sezione sopra ed erano presi bene. Ho detto di salutarmi ma è impossibile comunicare.

Comunque da domani inizio uno sciopero della fame, e per tutto ottobre porterò avanti diverse proteste finchè 1) non mi spostano in sezione; 2) non mi trasferiscono. Ti prego di far leggere la lettera a tutti e tutte.

Un bacione enorme, Sempre a testa alta.

                                                                                                                                          Paska

……..

Il 30 settembre, a Torino, si è svolta una manifestazione di alcune migliaia di persone contro il vertice G7 dei ministri del Lavoro.

Insieme al Collettivo Proletari Torinesi per il SRI, abbiamo deciso di parteciparvi organizzando uno spezzone del Soccorso Rosso Internazionale esponendo uno striscione in solidarietà con i/le compagni/e arrestati/e per i fatti del G20 di Amburgo e che, qui sotto, pubblichiamo.

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Nella stessa giornata, a Genova, sì è tenuto un presidio itinerante in solidarietà con i/le prigionieri/e del G20, al quale hanno partecipato 50 tra compagni e compagne.

Anche in questa occasione, come SRI, abbiamo deciso di partecipare all’iniziativa, nel corso della quale abbiamo esposto uno striscione sempre in solidarietà con i/le compagni/e arrestati/e per i fatti di Amburgo e che qui sotto diffondiamo.

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Durante il presidio abbiamo anche letto un comunicato del Soccorso Rosso Svizzero, sempre sui fatti di Amburgo e scritto proprio in occasione del presidio.

Qui sotto il comunicato:

Solidarietà ai prigionieri del G20 – Solidarietà alla mobilitazione di Genova      

Salutiamo e sosteniamo l’appello dei compagni e delle compagne di Genova che si riuniranno il 30 settembre alle ore 16 in Piazza San Lorenzo per una manifestazione in solidarietà con i compagni arrestati per aver fatto parte della resistenza al vertice del G20 ad Amburgo.

Eravamo in tanti ad andare ai primi di luglio ad Amburgo per dare un forte segnale comune contro questo vertice delle potenze. Naturalmente da un lato perché ogni occasione serve quando gente come Trump, Merkel, Macron s’incontrano. Dall’altro ovviamente perché la provocazione era troppo grande; il fatto che tenessero il loro vertice in un quartiere che simbolicamente in qualche modo è collegato al movimento di sinistra ad Amburgo. Il G20 a St.Pauli, chi sa, forse programmano il loro prossimo vertice a Exarchia (Atene) o Kreuzberg (Berlino).

Noi appoggiamo le valutazioni del Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale, secondo cui dopo una mobilitazione come quella ad Amburgo il conflitto non sparisce, ma continua sotto altre forme e su diversi piani. Allora è importante, ora dopo che le “nuvole di fumo” su Amburgo si sono spostate, non cedere politicamente, difendere ancor più fortemente quelli ai quali deve essere reso il processo sostituendoci noi al processo che deve essere fatto affermando la nostra giustizia di classe. È incontestabile che i motivi dello Stato sono indotti da una vendetta politica e dall’obiettivo di intimidire oggi coloro che pensano di scendere in piazza domani.

Così come noi abbiamo accettato la sfida per non lasciare indisturbato il loro vertice nel  nostro quartiere, allo stesso modo ora come movimento dobbiamo assumere la sfida di difendere i prigionieri del vertice G20, che nella stessa misura sono ostaggi nelle mani della giustizia di classe ad Amburgo. Non solo, perché è evidente che noi difendiamo tutti quei militanti che portano la lotta politica in piazza. Ma anche perché lo Stato ci vuole indebolire con questi processi. Si deve essere vicini a tutti quelli che in qualunque forma sono in una opposizione antagonista verso lo Stato e lo combattono, affinché ciò non riesca. Difendere i prigionieri vuol dire difendere il nostro movimento. Invertiamo la tendenza – sul banco di accusa ci sono il capitalismo, il suo Stato e la sua giustizia!

                                                                                      Soccorso Rosso Svizzero

Il presidio di Genova, oltre che per ribadire il sostegno ai compagni e alle compagne (tra i quali, ad esempio, Riccardo) colpiti e colpite dallo Stato tedesco per aver manifestato la propria opposizione al G20 e a tutto quello che rappresenta, è stato un’occasione anche per esprimere solidarietà verso Santiago Maldonado il quale, come recita un comunicato dei compagni e delle compagne di Genova “dal 1° agosto è scomparso dopo un’operazione della Polizia e della Guardia Nazionale Argentina per reprimere un comitato di resistenza Mapuche in lotta contro la colonizzazione ad opera delle multinazionali (come Benetton) del territorio in Patagonia. Nei territori argentini e cileni, latifondisti, mercenari e sicari, con la complicità della Polizia uccidono e reprimono i popoli abitanti delle terre che continuano ad espropriare per i loro profitti. Gli Stati, l’autorità ed il Capitale ne sono i responsabili. In tanti anni di lotte molti ancora sono i desaparacidos, i prigionieri e gli scioperi della fame del popolo mapuche e dei suoi solidali”.

Di seguito pubblichiamo alcune foto del presidio:

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CCRSRI

………….

In occasione del processo tenutosi contro la compagna Nadia Lioce, come Collettivo abbiamo portato un nostro contributo a sostegno della militante rivoluzionaria nel corso della diretta di Radio Blackout di questa mattina. Qui sotto riportiamo il link.

http://radioblackout.org/2017/09/persecuzioni-cumulative-su-detenuti-da-annientare-il-caso-lioce/

 

Venerdì 15 settembre, a L’Aquila, si terrà un processo contro la compagna Nadia Lioce (detenuta in regime di 41-bis da 12 anni). 
In occasione di questo fatto diffondiamo come Collettivo una nostra locandina, insieme all’appello del Soccorso Rosso Internazionale.

https://rhisri.secoursrouge.org/mobilitiamoci-per-la-compagna-nadia-lioce/

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L’unica giustizia è quella proletaria-Solidarietà alla compagna Nadia Lioce-CCRSRI

Diffondiamo la lettera del compagno Paska, arrestato la mattina del 3 agosto insieme ad altri/e 7 compagni/e tra Firenze, Roma e Lecce.

L’operazione repressiva si riferisce all’attacco esplosivo contro la libreria Il Bargello, legata a Casapound, a Firenze (1 gennaio 2017) e per una bottiglia incendiaria contro la caserma dei carabinieri di Rovezzano sempre a Firenze (21 aprile 2017).

Lettera di Paska dal carcere di Lecce

22/29 Luglio, settimana di solidarietà diffusa contro l’isolamento punitivo di Davide Delogu

https://nobordersard.wordpress.com/2017/07/19/2229-luglio-settimana-di-solidarieta-diffusa-contro-lisolamento-punitivo-di-davide-delogu/

Solidarietà ai compagni sotto processo per l’operazione Scripta Manent. Il 5 giugno, presidio a Torino.

da: informa-azione.info

Carcere | Brucoli – Comunicato in solidarietà con la tentata evasione del prigioniero anarchico sardo Davide Delogu

CHI SINCI CARINTI IN TERRA TOSTARA

Col sangue agli occhi e le mani che stringono macigni, apprendiamo della fallita evasione dal carcere di Brucoli (Augusta SR) del compagno Anarchico Sardo Davide Delogu.
Ci ha fatto arrivare la notizia a seguito della telefonata che svolge settimanalmente con la famiglia.
Davide dice che è stato sottoposto a sei mesi di isolamento dal primo maggio, per aver provato, sempre il primo maggio, ad evadere da una di queste tante tombe, composte di ferro e cemento, ma anche guardie in carne ed ossa.
I giornali locali riportano, che dopo essere riuscito a salire sui tetti e avere raggiunto il cortile, è stato circondato dalle guardie mitra alla mano e intimato alla resa. Dopodiché le guardie, hanno anche trovato nascosto un grosso gancio di ferro legato ad una corda in mezzo all’erba.

Sappiamo che questo gesto, questa Azione con la A maiuscola, non è dettata da chi sa quale goccia abbia fatto traboccare il vaso.
Ma dalla pura coscienza di individuo refrattario al potere, che ci mostra quanto può essere determinata l’anarchia quando vuole.
Quanto vive l’anarchia quando vuole!

Vediamo nelle scelte di una lotta mai doma, che porta avanti Davide da anni dentro le galere dell’Italia Stato, i sentieri già battuti in passato da tanti altri compagni rivoluzionari. E continueremo a stare al suo fianco in maniera incondizionata per il modo in cui affronta la sua detenzione, consapevoli che di tener duro non ha bisogno di sentirselo dire.

Sempri Ainnantis!
ALCUNI ANARCHICI SARDI

 

da: informa-azione.info

L’ Anarchico Alfredo Cospito al terzo giorno di sciopero della fame grida “ROMPERE L’ISOLAMENTO!”

Da una lettera di Alfredo giunta ieri 04/05/17 apprendiamo che lo sciopero della fame che sta portando avanti dal 03/05/17, e che andrà avanti per 10  giorni, in seguito alla massiccia censura, e frutto di un lungo periodo, e del blocco continuo di gran parte delle lettere in entrata e in uscita, libri, notizie ecc, inviate da tanti compagni.

In particolare scrive che le lettere inviate nell’ultimo mese da uno di noi della redazione di C.N.A., sono state tutte bloccate, 7 su 7.

In questa lettera di poche righe viene sottolineato che la censura già era stata rinnovata di tre mesi, più di un mese fà, ma in maniera più pesante del solito ha iniziato a martellare dopo la chiusura indagini.

E sempre da quanto ci comunica, a Rebibbia se la passano anche peggio.

Conclude la lettera con  un grido: “ROMPERE L’ISOLAMENTO!”

Ancora sulla manifestazione di Roma… e non solo.


Come CCRSRI, sabato 25 marzo abbiamo partecipato al corteo contro l’Unione Europea, la NATO e l’Euro che si è tenuto a Roma in occasione del vertice dei 28 capi di Stato e di governo presenti nella Capitale per la celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma.
Ancor prima che la manifestazione iniziasse, si apprendeva che alcuni pullman e macchine sui quali viaggiavano circa 160 compagni e compagne diretti a Roma per partecipare al corteo erano stati fermati dalla polizia, per poi essere portati in un C.I.E e sottoposti al fermo preventivo.
Nelle ore successive, si apprendeva che la misura del fermo preventivo aveva colpito centinaia di compagni e compagne, alla quale si devono aggiungere i numerosi fogli di via (24 nella sola giornata di sabato) disposti dalla Questura, oltre a quelli già emessi nelle giornate precedenti, e 2.000 identificazioni.
Qui sotto, diffondiamo un nostro comunicato.

«Oggi è stata una bella giornata per l’Italia e l’Europa»: queste le parole del ministro dell’Interno italiano Minniti, a conclusione della giornata di ieri a Roma che ha visto migliaia di persone manifestare contro l’Unione Europea, la NATO e l’Euro.

Il suddetto ministro, (già noto alle cronache mondane come fedele esecutore delle politiche dei governi D’Alema, poi sottosegretario ai Servizi Segreti dei governi Letta e Renzi e ora artefice delle “politiche soft” di riapertura dei CIE e di raddoppio delle espulsioni per gli immigrati in Italia..), ha però omesso di ricordare che il costo di questa “Grande Bellezza” romana è stato il fermo preventivo in un Centro di Identificazione ed Espulsione e per tutta la durata della manifestazione di 160 compagni/e provenienti da tutta Italia (per lo più da Val di Susa, Torino e Nordest) impedendone di fatto la partecipazione.

Con questo provvedimento di stampo limpidamente fascista, insieme ai numerosissimi fogli di via, il governo e lo stato imperialista italiano hanno inteso tutelare la (pacifica) firma apposta ai trattati dell’Unione, al fine di continuare le (pacifiche) politiche di austerità e di guerra a carico della classe e delle masse popolari indigene e immigrate.

Esprimendo la nostra solidarietà militante e di classe ai/lle fermati/e, ricordiamo l’adagio “Chi semina vento..”

CCRSRI


Pubblichiamo l’audio dell’intervento completo che, come CCRSRI, abbiamo esposto alla conferenza del 25 febbraio su “Implementazione del modello sionista nello Stato italiano” organizzata dal Fronte Palestina.

https://drive.google.com/file/d/0BySVOGSxpuTYblh3bEV3djdSSm8/view?usp=drive_web

Intervento Villa Pallavicini – Testo dell’intervento

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Il 25 febbraio alla Villa Pallavicini di Milano, il Fronte Palestina ha tenuto un incontro nazionale su “Implementazione del modello sionista nello Stato italiano”, al quale hanno partecipato circa 70 compagni.
La giornata ha visto la partecipazione anche di Samidoun (network di solidarietà per i prigionieri palestinesi, con sede in Nord America), il cui intervento, tradotto in italiano, verrà presto pubblicato su questo blog.
Come CCRSRI abbiamo partecipato alla giornata con un nostro intervento, del quale riportiamo qui sotto una sintesi.

Non c’è solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza, senza solidarietà ai suoi prigionieri!

Ad oggi, nelle carceri sioniste e in quelle dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), risultano detenuti circa 7.000 palestinesi, molti dei quali sottoposti al regime di detenzione amministrativa.

Da sempre, il popolo palestinese e le Organizzazioni impegnate nella causa di liberazione nazionale rivendicano la solidarietà ai propri prigionieri. Dal punto di vista politico si tratta di un fatto estremamente importante. Nelle carceri d’Israele e in quelle della collaborazionista ANP vengono imprigionati quanti hanno fatto ricorso a pratiche e contenuti oggettivamente di rottura rispetto agli interessi degli oppressori imperialisti e dei loro complici nell’area. Un popolo schierato a difesa dei suoi prigionieri è un popolo schierato a difesa di quelle pratiche e di quei contenuti che, nei fatti, hanno teso ad ostacolare i progetti imperialisti su quelle terre.
Uno degli obiettivi perseguiti dall’imperialismo è il raggiungimento della pacificazione forzata in Palestina, condizione necessaria (anche se certo non sufficiente) per tentare di reimpostare un “ordine” in Medioriente. Contro questi tentativi, la solidarietà del popolo palestinese ai suoi prigionieri continua a imporsi quale spina nel fianco, anche e soprattutto in relazione al carattere di massa e di popolo della repressione sionista e collaborazionista in Palestina.
La Resistenza palestinese, del suo popolo e dei suoi prigionieri, si è sempre caratterizzata in termini antimperialisti. In tal senso, il rivoluzionario prigioniero Georges Abdallah (militante del FPLP prima e delle Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi poi, detenuto da più di 30 anni nelle carceri francesi) è una delle figure più rappresentative.
Intorno al compagno, nel corso degli anni, si è andata sviluppando una solidarietà sempre più internazionale, coinvolgendo non solo militanti antagonisti in Europa e negli USA ma anche –e soprattutto- le masse popolari in nord Africa e Medioriente.
In tutti questi anni di prigionia, Abdallah ha espresso solidarietà nei confronti della lotta dei popoli oppressi e dei loro prigionieri: ad esempio, dalla Palestina al Kurdistan fino al Maghreb.  Sempre nel segno dell’antimperialismo e dell’internazionalismo, si è schierato a fianco delle lotte dei rivoluzionari prigionieri in tutto il mondo, come dimostra, ad esempio, la sua solidarietà manifestata in sostegno dei compagni turchi detenuti in lotta contro le celle di Tipo F.
Solidarietà nei confronti del popolo palestinese, della sua Resistenza e dei suoi prigionieri è stata espressa anche da parte di diversi rivoluzionari prigionieri in Grecia.
Oltre alla Palestina e ad altre realtà quali i Paesi Baschi, l’Irlanda del Nord, il Kurdistan, etc, anche in altri differenti contesti la solidarietà ai rivoluzionari prigionieri assume un carattere di massa e di popolo: pensiamo, infatti, all’India, alla Turchia e al Perù, Paesi nei quali le Organizzazioni comuniste si fanno carico dell’organizzazione e dello sviluppo della solidarietà verso quanti vengono colpiti dalla repressione per le loro lotte.
In quasi tutti gli Stati del centro imperialista, però, la solidarietà ai rivoluzionari prigionieri deve fare i conti con condizioni molto difficili. Nonostante gli ostacoli, in alcuni di questi Paesi vi sono parti del movimento antagonista che hanno assunto quale parte irrinunciabile della propria lotta anche il sostegno ai propri prigionieri. In tal senso, la Grecia ci offre un importante esempio, dimostrato dalle numerose mobilitazioni durante la lotta contro l’isolamento carcerario (prigioni di tipo C) di qualche anno fa o le manifestazioni e le azioni in queste settimane, in risposta all’arresto del 5 gennaio di 2 militanti dell’Organizzazione Lotta Rivoluzionaria.
Molti palestinesi, baschi, irlandesi, kurdi, indiani, peruviani, etc, detenuti per la loro lotta, sono sottoposti a durissime condizioni di isolamento. Gli Stati ricorrono a questa misura carceraria allo scopo di piegare i prigionieri e annullarne l’identità politica, nel tentativo di utilizzarli per influire in termini controrivoluzionari sullo sviluppo dei processi di liberazione nazionale o di guerra popolare. Ciascuno Stato inserisce la tortura dell’isolamento nel quadro di una strategia più complessiva, che lo vede impegnato nello scontro militare contro le Organizzazioni rivoluzionarie, nella repressione diretta contro i movimenti impegnati nel sostegno ai propri prigionieri e nei tentativi di condizionare alcuni settori delle masse popolari –alternando repressione e riforme- con l’obiettivo di ricondurle a sé o di impedire un loro avvicinamento alle causa di emancipazione.
Anche in altri Paesi del centro imperialista, nel tentativo di contrastare il processo rivoluzionario che si andava sviluppando dalla seconda metà degli anni ’60, gli Stati decisero di ricorrere ad un certo momento alla tortura dell’isolamento, tentando di legittimarla con la logica “dell’emergenza contro il terrorismo” per poi renderla elemento strutturale nella gestione dei più acuti conflitti di classe.
Oltre agli USA, alla Gran Bretagna e alla Germania (per citare solo alcuni dei Paesi nei quali si sono sviluppati regimi di isolamento molto duri), troviamo: in Spagna, i FIES; in Turchia, le prigioni di Tipo F; in Grecia, le celle di Tipo C; etc.
In Italia, superata la fase delle carceri speciali, i vari Governi elaborarono politiche detentive concretizzatesi nell’applicazione dell’art. 90 e, in seguito, nei regimi di Elevato Indice di Vigilanza (EIV) prima e di Alta Sicurezza (AS1-AS2-AS3) poi.
Ad oggi, infatti, sono detenuti in regime di Alta Sicurezza numerosi compagni (Alessandria, Ferrara, Terni, Latina, etc.). Diversi di loro, prigionieri da molti anni, sono militanti di Organizzazioni rivoluzionarie e alcuni, prima di essere posti in AS, sono stati sottoposti all’isolamento previsto dall’art. 90 prima e dall’EIV poi.
A partire dal dicembre del 2002, nel contesto generale della lotta al terrorismo internazionale e in quello specifico della ripresa dell’attività rivoluzionaria in Italia, il 41-bis venne esteso anche ai condannati per terrorismo ed eversione. E’ così che, dal 2005, sono sottoposti continuativamente in regime di 41-bis tre rivoluzionari prigionieri e militanti delle BR-PCC arrestati nel 2003, detenuti a L’Aquila, Spoleto e Opera.
La solidarietà ai rivoluzionari prigionieri di tutto il mondo e ai popoli e alle masse popolari attaccate e  represse per le loro lotte è un dovere irrinunciabile per chiunque intenda porsi sul terreno dell’internazionalismo proletario. Per questa ragione, vogliamo ancora una volta ribadire che non può esistere solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza senza solidarietà ai suoi prigionieri!

A fianco dei rivoluzionari prigionieri di tutto il mondo!
A fianco dei popoli e delle masse popolari attaccate e represse per le loro lotte!
Per l’internazionalismo proletario!


Sui fatti di sabato 28 gennaio 2017 -comunicato della marzolo occupata, padova


15 anni fa, il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa’adat, veniva rapito dall’Autorità Nazionale Palestinese per volere di Israele, degli Usa e dei loro alleati. 

8 anni fa, Sa’adat veniva condannato da un tribunale militare sionista a 30 anni di reclusione.

Nelle giornate del 13-14-15 gennaio 2017 si è svolta una mobilitazione internazionale in suo sostegno e in solidarietà a tutti i prigionieri palestinesi.

A Milano, questa mobilitazione è venuta a coincidere con un presidio tenutosi il 14 gennaio sotto il carcere di Opera a sostegno dei detenuti in lotta e, in generale, di quanti ogni giorno nelle carceri di tutta Italia resistono e non si piegano.

Secondo noi, ogni momento di lotta contro il carcere e la repressione dovrebbe includere sempre un riferimento alla situazione internazionale e, quindi, alle lotte dei detenuti e alla resistenza dei rivoluzionari prigionieri nelle varie carceri del mondo. Lotte e resistenze che, spesse volte, si oppongono alla tortura dell’isolamento messa in pratica dagli Stati allo scopo di piegare i prigionieri, annullarne l’identità, estorcere delazioni e fabbricare collaboratori. 

Proprio nel carcere di Opera, ad esempio, è recluso in regime di 41-bis il militante delle BR-PCC Marco Mezzasalma. Il compagno è sottoposto a tale regime di isolamento dal 2005, insieme ad altri due militanti delle BR-PCC, Nadia Lioce e Roberto Morandi, rispettivamente reclusi nelle sezioni a 41-bis delle carceri de L’Aquila e di Spoleto.

Anche in loro sostegno e in solidarietà al compagno Sa’adat e a tutti i prigionieri palestinesi, abbiamo partecipato, insieme al Fronte Palestina, al presidio sotto il carcere di Opera, diffondendo un volantino e affiggendo striscioni (vedere allegati).

CCRSRI

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Pubblichiamo il comunicato di compagni e compagne di Padova e Rovigo colpiti dalla repressione domenica 27 novembre

Sui fatti di domenica 27 novembre

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE (15-22 OTTOBRE 2016) PER GEORGES ABDALLAH!

Resoconti del presidio di Milano e della manifestazione di Lannemezan, accompagnati da alcune fotografie; cronologia delle iniziative solidali nel mondo; dichiarazione del compagno Georges.

Altre foto, sempre dal presidio a Lannemezan.

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Solidarietà ai no tav sotto processo -ottobre 2016

Segue comunicato degli imputati:

No tav. Comunicato collettivo letto in aula nel corso dell’udienza dell’11 ottobre

Raccolta di comunicati di solidarietà con le compagne e i compagni arrestati il 6 settembre nel corso dell’Operazione repressiva “Scripta Manent”.

comunicati

Azione di Alfredo Cospito in solidarietà alle CCF – settembre 2016 –

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Il 13 maggio 2016, a Roma, come CCRSRI abbiamo partecipato al presidio indetto dai promotori della campagna «Pagine contro la tortura», tenutosi davanti alla sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP). Nel corso di questo presidio, abbiamo affisso lo striscione «Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri in 41-bis», che sotto alleghiamo.

Come Collettivo, riteniamo che la lotta contro il 41-bis, contro il carcere e contro la repressione in generale, debba articolarsi nell’ambito della più generale battaglia contro la controrivoluzione preventiva, strategia messa in campo dallo Stato per reprimere e impedire lo sviluppo di avanguardie rivoluzionarie e difendere questo sistema di sfruttamento e oppressione.
In questo senso, risulta fondamentale la solidarietà verso i rivoluzionari prigionieri –tre dei quali reclusi in 41-bis dal 2005- e la cui resistenza rappresenta da sempre una spina nel fianco dell’Imperialismo.

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7 MAGGIO. Una giornata di lotta -un comunicato, tratto da informa-azione, sui fatti del Brennero -maggio 2016-

Comunicato dell’assemblea tenutasi a Roma, il 12 maggio 2016 , a seguito dell’ultima udienza del processo di primo grado per i fatti del 15 ottobre 2011.

LA CATASTROFE E’ OGNI GIORNO IN CUI NON ACCADE NULLA – maggio 2016 –

Mercoledì 23 marzo, si è tenuta presso il tribunale di Genova una delle ultime udienze del processo per gli scontri avvenuti presso la stazione di Principe durante lo sciopero generale del 6 maggio 2011 (da informa-azione)

[Segue la dichiarazione di sei imputati].

Dichiarazione spontanea degli imputati – maggio 2016 – da informa-azione

Nell’ambito della campagna del Soccorso Rosso Internazionale (SRI) contro il 41-bis e in solidarietà ai rivoluzionari prigionieri, pubblichiamo alcuni materiali:

– il manifesto prodotto dal SRI
– una locandina del CCRSRI
– un volantino, realizzato insieme ai compagni del Collettivo Riscossa Proletaria e diffuso nella giornata di lotta del 16 aprile in occasione del presidio tenutosi sotto il carcere di Cuneo

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Contro il 41-bis! L’unica giustizia è quella proletaria! – maggio 2016 –

Lettera a aperta a Mimmo Mignano, operaio Fiat licenziato, sulla Lista operaia alle elezioni amministrative – aprile 2016 –

Lettera per i-le compagni-e greci-che – aprile 2016 –

Diffondiamo questo nostro contributo in solidarietà ai compagni del Comitato per la casa di Padova, della radio RadiAzione e dell’Ass. N. Pasian, colpiti dalla repressione a seguito dell’operazione di polizia del 18 febbraio.

La repressione non fermerà le lotte! – febbraio 2016 –

Resoconto processo NoExpo MIlano. Le udienze proseguono (tratto da political-prisoners.net) – dicembre 2015 –

Diffondiamo l’appello del Soccorso Rosso Internazionale (SRI) nell’ambito della campagna SRI contro il 41-bis.

Contro il 41-bis! Solidarietà ai rivoluzionari prigionieri! – novembre 2015 –

Solidarietà al compagno Massimo Passamani – settembre 2015 –

Dichiarazione del compagno Massimo Passamani all’udienza per la sorveglianza speciale – settembre 2015 –

Per rilanciare la solidarietà e la lotta dopo il Primo Maggio di Milano – maggio 2015 –

Lotta e solidarietà! -maggio 2015-

Contro il 41-bis! Sviluppare la solidarietà ai rivoluzionari prigionieri! – Riscossa Proletaria – aprile 2015

Contro il 41-bis! Sviluppare la solidarietà ai prigionieri! - Riscossa Proletaria - aprile 2015

Liberare tutti vuol dire lottare ancora! -aprile 2015-

Fogli di via, denunce e manganelli non fermeranno le lotte! -aprile 2015-

Padova, grave attacco contro il movimento di lotta per la casa -aprile 2015-

In solidarietà ai compagni rinchiusi nel carcere di Ferrara e a sostegno delle lotte dei rivoluzionari prigionieri in Grecia, pubblichiamo questo volantino con due lettere di Kostas Gournas-Dimitri Koufontinas e di NM -marzo 2015-

Scarcerati i compagni Bruno Ghirardi e Vincenzo Sisi -febbraio 2015-

Contro il 41 bis! Sviluppare la solidarietà ai i rivoluzionari prigionieri! -febbraio 2015-

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A fianco dei compagni no tav colpiti dalla giustizia borghese! -gennaio 2015-

Solidarietà al compagno Emilio aggredito dai fascisti – gennaio 2015-

Contro lo sgombero della Marzolo Occupata -luglio 2014-

SOLIDARIETA’ AI 4 NO TAV -maggio 2014-

SALUTI SOLIDALI A TORINO -maggio 2014-

La repressione non fermerà la lotta no tav – Terrorista è lo Stato! -maggio 2014-

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Terrorista è lo Stato! -febbraio 2014-

Solidarietà ai compagni no tav arrestati -dicembre 2013-

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